WebM vivrà in VLC 1.1 e Firefox 4

Mentre Mozilla e Opera si battono per introdurre il giovane formato WebM nella specifica HTML5, Intel si dice aperta alla possibilità di portare l'accelerazione di WebM sui propri chip per le Smart TV. WebM farà parte anche di Firefox 4

Roma – Il nuovo formato video WebM si trova a fronteggiare molte sfide, alcune di natura puramente tecnica, altre correlate agli enormi interessi economici con cui un potenziale concorrente di H.264 può andare a cozzare. Nonostante ciò, la neonata specifica di Google gode del supporto incondizionato di Mozilla e Opera e potrebbe trovare un supporter d’eccezione anche in Intel. Nel frattempo, gli utenti dei principali sistemi operativi possono già riprodurre i file WebM grazie ad una nuova versione del celebre media player open source VLC.

Mozilla e Opera vogliono VP8 in HTML5
Negli scorsi giorni Mozilla e Opera sono tornate a ribadire l’urgenza di inserire VP8, il codec video alla base del formato WebM, all’interno dell’attuale specifica preliminare dello standard HTML5. Gli altri due principali candidati, come ben noto, sono H.264 di MPEG e Theora di Xiph.Org Foundation.

Sebbene Google non sia altrettanto attiva nel promuovere l’inserimento di VP8 in HTML5, l’azienda di Mountain View ha detto che farà quanto in suo potere per standardizzare la tecnologia recentemente acquisita da On2.

Ma su VP8, e di conseguenza su WebM, gravano due ombre minacciose: una è data dalle voci secondo le quali il codec di Google violerebbe i brevetti di altre società , tra cui quelli di MPEG LA (che qualcuno vorrebbe già sul piede di guerra), l’altra è data dal fatto che la licenza sotto cui Google ha aperto il codice di VP8/WebM non ha ancora ricevuto l’approvazione dell’Open Source Initiative (OSI) e, di conseguenza, non può ancora essere ufficialmente definita “open source”. La scorsa settimana Google ha peraltro chiesto a OSI di posticipare il vaglio della licenza di un paio di settimane, il tempo di “risolvere certi problemi di compatibilità interni a Google”.

WebM sui chip Intel?
Secondo quanto riportato da Computerworld , Intel sta considerando la possibilità di aggiungere la decodifica in hardware di WebM nei suoi chip dedicati ai televisori. Questo a condizione – ha specificato un portavoce del chipmaker – che il formato di Google guadagni una sufficiente popolarità.

Che Intel sia pronta ad accogliere WebM non sorprende: il gigante dei chip è infatti uno dei partner di BigG nello sviluppo della piattaforma Google TV , ed è facile intuire come quest’ultima potrebbe essere cavalcata da Google come vettore di diffusione dello standard WebM sul mercato consumer.

WebM e il software
Due tra i primi software a supportare il formato WebM saranno VLC e Firefox. VLC a partire dall’imminente versione 1.1.0, di cui è stata appena rilasciata una release candidate, e Firefox dalla release 4, il cui rilascio è stimato per il prossimo novembre.

VLC 1.1.0, che rappresenta la prossima major release del celebre media player open source, supporterà il codec VP8 e i container previsti della specifica WebM: questo consente agli utenti di tutte le piattaforme supportate da VLC, tra le quali Windows, Linux e Mac OS X, di riprodurre da subito qualsiasi file video compresso con il codec VP8.

VLC 1.1.0, scaricabile da qui in versione RC1, introduce anche numerose altre migliorie e novità, quali maggiori performance, supporto ai sottotitoli DVB HD e PGS, integrazione con il repository CDDB, implementazione del protocollo SFTP e supporto ad un certo numero di nuovi codec audio e video.

Il supporto a WebM è stato ufficialmente aggiunto da Mozilla anche nella lista delle cose da mettere in Firefox 4, lista che comprende anche WebGL, indexedDB, multitouch e SMIL.

Alessandro Del Rosso

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  • Roby Marius scrive:
    Foxconn come un carcere?
    Non so, io non ho mai lavorato in quella fabbrica. Certo è vero che i suicidi di solito sono in carcere. Forse chi lavora in Foxconn alla fine non si sente libero, ma oppresso, in un sistema infernale, per cui la vita è puro e semplice lavoro senza nessuna soddisfazione. Forse più che una fabbrica è un lager? E chi lo sa.Alcuni punti che però mi sono chiari sono questi:1) i suicidi di solito avvengono nelle carceri (ma esistono molti precedenti di persone molto stressate che si sono suicidate per colpa delle condizioni lavorative)2) siamo condannati a lavorare, a meno che uno possa permettersi di astenersi, anche se il medico mi dicesse di smettere di lavorare per la salute (che sicuramente ne gioverebbe), uno non è che potrebbe farlo3) chi si suicida in generale, è predisposto, è più debole, le cose vanno male anche fuori dal lavoro4) le condizioni lavorative in Cina sono in generale pietose5) eppure in genere, le condizioni lavorative in Cina, nelle multinazionali occidetali, sono migliori che per la fabbrichetta del boss mafioso locale (che poi anche le multinazionali sono in mano ai boss mafiosi locali perché lì non fai niente senza il loro appoggioMi chiedo se servirebbe a qualcosa non comprare più Apple, ma la risposta la conosco da me, visto che ormai tutto quello che usiamo viene praticamente fatto in Cina.
    • rover scrive:
      Re: Foxconn come un carcere?
      Non bisognerebbe comprare Apple, Sony, Nokia, Nontendo, ecc.Però Jobs ha una colpa in più: come ho dimostrato in un altro post aumentare lo stipendio dei malcapitati avrebbe una incidenza di pochissimo euro per ogni device della fascia di prezzo iphone-ipad (meno di 5 euro). E inoltre è l'unico committente che in questi giorni si è più volte esposto per difendere foxconn. La fabbrica sarebbe carina, piscine, ristoranti, cinema, ecc.Una fabbrica dove si lavora ufficialmente 72 ore a settimana per circa 100 euro che non bastano a vivere nel villaggio-fabbrica NON può essere definita carina. A meno che uno non abbia la vocazione intrinseca dello schiavista.
  • densou scrive:
    nel dimenticatoio
    Peccato che France Telecom ha avuto un numero MAGGIORE di suicidi tra i suoi dipendenti ed ora non se ne parla più. Parlare della Cina perché è 'cattiFona' è più ganzo per distrarre l'opinione pubblica veeeero ?
  • Luther_Blissett scrive:
    Consumo responsabile
    Viste le condizioni lavorative dei Cinesi (alla faccia del paese comunista: niente sindacati, salari da fame, operai come schiavi...) sono sempre stato fautore della teoria del consumo responsabile. Cercare di evitare/boicottare i prodotti made in China. Più facile a dirsi che a farsi: il 99% dei prodotti hi-tech, l'80% dei giocattoli, per non parlare di abbigliamento e scarpe sono prodotti in Cina.E se io volessi comprare prodotti Europei (nel senso letterale del termine, cioè fabbricati in Europa) come faccio?Spenderei volenteri di più se ciò volesse dire aiutare ad impedire delocalizzazioni selvagge e ingrassare le già pingui tasche delle multinazionali.Ma parliamoci chiaro: che alternative ci sono? ( a parte ovviamente rinunciare a tutto: pc, cellulare, televisore, un sacco di elettrodomestici, buona parte del vestiario, scarpe e occhiali).Il "benessere" di noi Occidentali deriva in gran parte dalla miseria dei Cinesi. Ma a vedere cosa succede dall'altra parte del mondo (guardatevi il documentario China Blue...) il "benessere" mi sale in gola come un rigurgito di vomito.
    • Lex Logic scrive:
      Re: Consumo responsabile
      Troppi XXXXX a fare la fila per l'ipad perchè si possa realizzare..
    • Lybra scrive:
      Re: Consumo responsabile
      - Scritto da: Luther_Blissett
      Viste le condizioni lavorative dei Cinesi (alla
      faccia del paese comunista: niente sindacati,
      salari da fame, operai come schiavi...) sono
      sempre stato fautore della teoria del consumo
      responsabile. Cercare di evitare/boicottare i
      prodotti made in China. Più facile a dirsi che a
      farsi: il 99% dei prodotti hi-tech, l'80% dei
      giocattoli, per non parlare di abbigliamento e
      scarpe sono prodotti in
      Cina.
      E se io volessi comprare prodotti Europei (nel
      senso letterale del termine, cioè fabbricati in
      Europa) come
      faccio?
      Spenderei volenteri di più se ciò volesse dire
      aiutare ad impedire delocalizzazioni selvagge e
      ingrassare le già pingui tasche delle
      multinazionali.
      Ma parliamoci chiaro: che alternative ci sono? (
      a parte ovviamente rinunciare a tutto: pc,
      cellulare, televisore, un sacco di
      elettrodomestici, buona parte del vestiario,
      scarpe e
      occhiali).
      Il "benessere" di noi Occidentali deriva in gran
      parte dalla miseria dei Cinesi. Ma a vedere cosa
      succede dall'altra parte del mondo (guardatevi il
      documentario China Blue...) il "benessere" mi
      sale in gola come un rigurgito di
      vomito.Il problema è dovuto al fatto che si è persa la concezione di spendere tanto...ma una volta sola e per un acquisto duraturo.Un Sony Trinitron a noi è durato 20 anni,oggi gli LCD li cambi alla velocità della luce.Una reflex meccanica costava aprecchie mensilità ma durava 15 anni,oggi dopo 2/3 anni le reflex digitali sono già da buttare perchè obsolete.Questo turbine di consumismo è possibile solo grazie alla Cina perchè altrimenti non potremmo mai cambiare ogni 2 anni dei PC da 2.500 made in japan.Personalmente io ho iniziato a boicottare e stando attenti si può davvero fare qualcosa.Esempi?Beh tutti gli Sharp Aquos sono "made in japan", ma vedo che si preferisce comprare i Samsung solo eprchè sottili e luccicosi.Dovevo comprare delle pentole in ceramica: stavo per prendere le Bialetti ma quando ho visto "china" le ho lasciate sullo scaffale e cercando ho trovato allo stesso prezzo delle Moneta 100% italy.Dovevo comprare dei coltelli,tutti mi hanno consigliato dei cinesissimi Miracle Blade, alla fine ho preso alcuni Sanelli (italiani,di Lecco) e alcuni Kyocera in ceramica (giapponesi)Scarpe: prendo solo Nero Giardini...primo perchè sono belle,secondo perchè sono le uniche che rimangono veramente italiane perchè anche marchi ben più costosi di italiano hano forse le stringhe.E questi sono solo alcuni esempi, consapevole però del fatto che in alcuni settori (PC,cellulari,scarpe da ginnastica) è impossibile trovare qualcosa non made in china
      • vintage scrive:
        Re: Consumo responsabile
        - Scritto da: Lybra
        - Scritto da: Luther_Blissett

        Viste le condizioni lavorative dei Cinesi (alla

        faccia del paese comunista: niente sindacati,

        salari da fame, operai come schiavi...) sono

        sempre stato fautore della teoria del consumo

        responsabile. Cercare di evitare/boicottare i

        prodotti made in China. Più facile a dirsi che a

        farsi: il 99% dei prodotti hi-tech, l'80% dei

        giocattoli, per non parlare di abbigliamento e

        scarpe sono prodotti in

        Cina.

        E se io volessi comprare prodotti Europei (nel

        senso letterale del termine, cioè fabbricati in

        Europa) come

        faccio?

        Spenderei volenteri di più se ciò volesse dire

        aiutare ad impedire delocalizzazioni selvagge e

        ingrassare le già pingui tasche delle

        multinazionali.

        Ma parliamoci chiaro: che alternative ci sono? (

        a parte ovviamente rinunciare a tutto: pc,

        cellulare, televisore, un sacco di

        elettrodomestici, buona parte del vestiario,

        scarpe e

        occhiali).

        Il "benessere" di noi Occidentali deriva in gran

        parte dalla miseria dei Cinesi. Ma a vedere cosa

        succede dall'altra parte del mondo (guardatevi
        il

        documentario China Blue...) il "benessere" mi

        sale in gola come un rigurgito di

        vomito.

        Il problema è dovuto al fatto che si è persa la
        concezione di spendere tanto...ma una volta sola
        e per un acquisto
        duraturo.
        Un Sony Trinitron a noi è durato 20 anni,oggi gli
        LCD li cambi alla velocità della luce.Una reflex
        meccanica costava aprecchie mensilità ma durava
        15 anni,oggi dopo 2/3 anni le reflex digitali
        sono già da buttare perchè
        obsolete.
        Questo turbine di consumismo è possibile solo
        grazie alla Cina perchè altrimenti non potremmo
        mai cambiare ogni 2 anni dei PC da 2.500 made in
        japan.

        Personalmente io ho iniziato a boicottare e
        stando attenti si può davvero fare
        qualcosa.Esempi?Beh tutti gli Sharp Aquos sono
        "made in japan", ma vedo che si preferisce
        comprare i Samsung solo eprchè sottili e
        luccicosi.
        Dovevo comprare delle pentole in ceramica: stavo
        per prendere le Bialetti ma quando ho visto
        "china" le ho lasciate sullo scaffale e cercando
        ho trovato allo stesso prezzo delle Moneta 100%
        italy.
        Dovevo comprare dei coltelli,tutti mi hanno
        consigliato dei cinesissimi Miracle Blade, alla
        fine ho preso alcuni Sanelli (italiani,di Lecco)
        e alcuni Kyocera in ceramica
        (giapponesi)
        Scarpe: prendo solo Nero Giardini...primo perchè
        sono belle,secondo perchè sono le uniche che
        rimangono veramente italiane perchè anche marchi
        ben più costosi di italiano hano forse le
        stringhe.

        E questi sono solo alcuni esempi, consapevole
        però del fatto che in alcuni settori
        (PC,cellulari,scarpe da ginnastica) è impossibile
        trovare qualcosa non made in
        chinaOK, però ti ricordo che per una legge esistente,il made in italy si puo appiccicare anche se solo un solo pezzo del componente completo è fatto in italia, il resto lo si puo fare fabbricare all' estero. (IMHO considero questa legge legalizzare una truffa)
    • Roby Marius scrive:
      Re: Consumo responsabile
      Esatto. Qua non si fa più un tubo. Tutta la produzione mondiale, e non solo di elettronica, cerca di spostarsi là. Questo andrà bene per un po', fino a quando, (e sta già succedendo) i nuovi ricchi e padroni del mondo, verranno qua a comprarsi tutto quello che vogliono. Fatevi un giro nel casinò di MEndrisio per vedere chi ha le palanche oggigiorno. E quelli se ne sbattono talmente tanto della schiavitù, un popolo che è stato abituato per millenni ad essere dominato da diverse dinastie imperiali, un popolo obbediente ed abituato a dire sempre di sì. Ogni tanto qualche rivoluzione per cambiare la dinastia (l'ultimo imperatore era un Qing) adesso la razza che comanda sono gli Han. Comprare made in Italy, ma forse i vestiti? No neanche quelli. Qui di tecnologia avanzata e di elettronica nn si produce più un chiodo. Il nostro benessere nn durerà tanto, tanto è vero che noi siamo in crisi e andiamo in lento declino, ma quelli marciano tranquilli in crescita.- Scritto da: Luther_Blissett
      Viste le condizioni lavorative dei Cinesi (alla
      faccia del paese comunista: niente sindacati,
      salari da fame, operai come schiavi...) sono
      sempre stato fautore della teoria del consumo
      responsabile. Cercare di evitare/boicottare i
      prodotti made in China. Più facile a dirsi che a
      farsi: il 99% dei prodotti hi-tech, l'80% dei
      giocattoli, per non parlare di abbigliamento e
      scarpe sono prodotti in
      Cina.
      E se io volessi comprare prodotti Europei (nel
      senso letterale del termine, cioè fabbricati in
      Europa) come
      faccio?
      Spenderei volenteri di più se ciò volesse dire
      aiutare ad impedire delocalizzazioni selvagge e
      ingrassare le già pingui tasche delle
      multinazionali.
      Ma parliamoci chiaro: che alternative ci sono? (
      a parte ovviamente rinunciare a tutto: pc,
      cellulare, televisore, un sacco di
      elettrodomestici, buona parte del vestiario,
      scarpe e
      occhiali).
      Il "benessere" di noi Occidentali deriva in gran
      parte dalla miseria dei Cinesi. Ma a vedere cosa
      succede dall'altra parte del mondo (guardatevi il
      documentario China Blue...) il "benessere" mi
      sale in gola come un rigurgito di
      vomito.
  • Alessia Botti scrive:
    Foxconn
    Salve,ho vissuto in Cina per tre anni,(2006-2009)lavoravo per una azienda ITALIANA nel settore alimentare catering,la paga dei cinesi era di 60 70 euro noi stranieri 500 600 euro al mese e dovevi fare un cu......Nel ristorante aveva più di 50 persone pagate 40 50 euro al mese.Alla fine non ci ha nemmeno pagato quello che ci aspettava da contratto.Questo è uno dei tanti italiani che sfruttano i poveri cristi ,i cinesi sono un popolo di lavoratori,deve vergognrsi la classe politica che non vuole che i salari siano dignitosi e le aziende straniere paghino il giusto e dia a queste persone una vita più decente e non ci sarebbe tanta emigrazione.4
    • ruppolo scrive:
      Re: Foxconn
      Se sei coerente dovresti anche parlare del costo della vita. Siamo tutt'orecchi...
      • Steve Robinson Hakkabee scrive:
        Re: Foxconn
        io non ci andrei a vivere:http://en.wikipedia.org/wiki/Quality-of-life_index
      • rover scrive:
        Re: Foxconn
        Se tu fossi coerente (il mio italiano è migliore del tuo...) non faresti post di gioia quando l'utile dei produttori schizza alle stelle sulla pelle dei malcapitati operai cinesi.E' vero che c'è un diverso potere d'acquisto, ma meno diverso di quello che si vuole fare credere.E cosa pensano Sony, Dell, HP, e compagnia bella?Di lavarsi la coscienza mandando 4 ispettori dopo averne concordato la visita con la direzione foxconn?Comincino con l'accontentarsi di minori guadagni, e noi (ma soprattutto voi inseguitori dell'ultima inutilità da qualsiasi fonte provenga) cominciamo ad accontentarci di quello che ci serve per vivere e non per farci delle pippe mentali.E tu smettila di dare del barbone, come sei uso fare di solito, a chi è perplesso sull'utilità di molti prodotti di questi settori industriali e a chi è perplesso sugli enormi guadagni che affluiscono nelle tasche delle grandi compagnie occidentali.Mai sentito parlare di neo-colonialismo?Ah, si chiama liberismo.Certo, si presenta meglio, a parole....
    • vintage scrive:
      Re: Foxconn
      - Scritto da: Alessia Botti[CUT]
      nel settore alimentare catering,la paga dei
      cinesi era di 60 70 euro noi stranieri 500 600
      euro al mese e dovevi fare un
      cu......[CUT]A quanto equivalgono rapportato al costo della vista occidentale 60/70 euro ?Quante ore giornaliere lavora una persona ?
    • io io scrive:
      Re: Foxconn
      e tu vai a vivere in un posto di XXXXX per 500 euro al mese ? o racconti balle o ti manca qualche rotella !! io ho lavorato in cina per 2 anni (2007 - 2009) ad Hangzhou per un azienda di abbigliamento italiana e prendevo netti 5000 dollari al mese e i colleghi di altre aziende percepivano + o - la stessa cifra. è vero il cinese prendeva 80$-110$ ma gli stranierei proprio no !! forse qualche brocco
      • Roby Marius scrive:
        Re: Foxconn
        Quoto.- Scritto da: io io
        e tu vai a vivere in un posto di XXXXX per 500
        euro al mese ? o racconti balle o ti manca
        qualche rotella !!


        io ho lavorato in cina per 2 anni (2007 - 2009)
        ad Hangzhou per un azienda di abbigliamento
        italiana e prendevo netti 5000 dollari al mese e
        i colleghi di altre aziende percepivano + o - la
        stessa cifra.


        è vero il cinese prendeva 80$-110$ ma gli
        stranierei proprio no !! forse qualche
        brocco
  • bibop scrive:
    che senso ha questa frase?
    il management aziendale prova a rasserenare gli animi esasperati dei lavoratori promettendo un sostanzioso aumento su un salario che è però esiguo (rispetto agli standard occidentali) uno stipendio esiguo cosa vuol dire? quanto guadagna mediamente un cinese? qual'e' il costo della vita in cina? (domanda di per se ridicola visto l'enorme diversita' tra le zone rurali e quelle "industrializzate") e' fatto noto che lavorare per questi lager tecnologici legalizzati e' un sogno per quei "poveracci" poi ci sono quelli che non reggono il ritmo... si chiama essere umani... e poi succedono le tragedieio in tutto questo affair ci vedo tanta ipocrisia da parte di tutti di apple, nintendo, sony, nokia, dell, hp eccecc di chi fa giornalismo informatico di chi fa blogging di chi usa gadget tecnologici e di chi scrive sui forum che quei "gadget" sta usando... nessuno e' esente dalla macchia dello sfruttamento mi chiedo... se apple non fosse stata loro cliente nello specifico questa "tragedia" avrebbe avuto tutto questo risalto mediatico? io dico di no... e la faccenda per questo e' ancora piu' triste e ipocrita
  • Lybra scrive:
    E intanto...
    A Guangdong c'è stato un maxi-sciopero negli stabilimenti Honda...che il giocattolino ciense si stia (finalmente) rompendo? Non vedo l'ora, sono stufo di vedere qualsiasi cosa prodotta in Cina, con i risultati descritti nell'articolo poi
    • ottomano scrive:
      Re: E intanto...
      - Scritto da: Lybra
      A Guangdong c'è stato un maxi-sciopero negli
      stabilimenti Honda...che il giocattolino ciense
      si stia (finalmente) rompendo? Non vedo l'ora,
      sono stufo di vedere qualsiasi cosa prodotta in
      Cina, con i risultati descritti nell'articolo
      poiSapere che il mio cellulare, il mio pc o qualsiasi altra cosa utilizzi è macchiata del sangue di una persona, mi fa ribrezzo.Se questo è il costo da pagare, beh, io ci rinuncio. Odio dover fare benzina, sapendo quello che costa il petrolio in termini di vite umane.Se anche i miei strumenti quotidiani costano vite che altrimenti si potrebbero salvare mi angoscia profondamente.Mi piacerebbe che ci fossero aziende "solidali" che distribuiscono pc assemblati pagando il giusto i lavoratori e rispettando i loro diritti.E per questo sarei disposto anche a pagare di più.Nicola
      • Drummer scrive:
        Re: E intanto...
        L'idea degli strumenti tecnologici che mi circondano grondanti sangue è venuta anche a me, e mi fa sentire a disagio.Penso che le poche industrie che fanno ancora vero Made in Italy potrebbero efficacemente sfruttarla come immagine pubblicitaria, a costo di sembrare granguignoleschi. Almeno darebbe una sferzata alle nostre coscienze.
        • Roby Marius scrive:
          Re: E intanto...
          Non esiste più nessuno che fa vero made in Italy. Le leggi del mercato sno chiare. Tu puoi fare un prodotto di qualità A, B o C. Poi per il tipo di qualità che hai scelto, lo devi vendere al prezzo di mercato. Se da noi il costo è superiore a quel prezzo, non lo fai, così risparmi dei soldi. Nessuno fa più niente. Quel poco che si fa, serve solo a coprire i buchi, i piccoli ordini, e le piccole cosucce. - Scritto da: Drummer
          L'idea degli strumenti tecnologici che mi
          circondano grondanti sangue è venuta anche a me,
          e mi fa sentire a
          disagio.
          Penso che le poche industrie che fanno ancora
          vero Made in Italy potrebbero efficacemente
          sfruttarla come immagine pubblicitaria, a costo
          di sembrare granguignoleschi. Almeno darebbe una
          sferzata alle nostre
          coscienze.
          • fiertel91 scrive:
            Re: E intanto...
            - Scritto da: Roby Marius
            Non esiste più nessuno che fa vero made in Italy.
            Le leggi del mercato sno chiare. Tu puoi fare un
            prodotto di qualità A, B o C. Poi per il tipo di
            qualità che hai scelto, lo devi vendere al prezzo
            di mercato. Se da noi il costo è superiore a quel
            prezzo, non lo fai, così risparmi dei soldi.
            Nessuno fa più niente. Quel poco che si fa, serve
            solo a coprire i buchi, i piccoli ordini, e le
            piccole cosucce.Se magari uscissi da Footlocker o il mercato del paese, magari t'accorgeresti che esiste ancora il made in Italy.
      • Liosandro scrive:
        Re: E intanto...
        - Scritto da: ottomano
        - Scritto da: Lybra

        A Guangdong c'è stato un maxi-sciopero negli

        stabilimenti Honda...che il giocattolino ciense

        si stia (finalmente) rompendo? Non vedo l'ora,

        sono stufo di vedere qualsiasi cosa prodotta in

        Cina, con i risultati descritti nell'articolo

        poi

        Sapere che il mio cellulare, il mio pc o
        qualsiasi altra cosa utilizzi è macchiata del
        sangue di una persona, mi fa
        ribrezzo.
        Se questo è il costo da pagare, beh, io ci
        rinuncio. Odio dover fare benzina, sapendo quello
        che costa il petrolio in termini di vite
        umane.
        Se anche i miei strumenti quotidiani costano vite
        che altrimenti si potrebbero salvare mi angoscia
        profondamente.
        Mi piacerebbe che ci fossero aziende "solidali"
        che distribuiscono pc assemblati pagando il
        giusto i lavoratori e rispettando i loro
        diritti.
        E per questo sarei disposto anche a pagare di più.

        NicolaScusa Nicola, ma io proprio sono allergico all'ipocrisia."Odio" e "Ribrezzo" sono sentimenti che evidentemente non ti limitano molto, visto che fai regolarmente benzina ed usi strumenti tecnologici realizzati in quei luoghi.Quindi, sii coerente e smetti di usare certe cose. No, eh? Difficile rinunciare alle comodità, vero?Non te ne faccio una colpa. Tutti sono sensibili, a parole, da questa parte del mondo.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 01 giugno 2010 15.58-----------------------------------------------------------
        • ottomano scrive:
          Re: E intanto...
          - Scritto da: Liosandro
          Scusa Nicola, ma io proprio sono allergico
          all'ipocrisia.
          "Odio" e "Ribrezzo" sono sentimenti che
          evidentemente non ti limitano molto, visto che
          fai regolarmente benzina ed usi strumenti
          tecnologici realizzati in quei
          luoghi.
          Quindi, sii coerente e smetti di usare certe
          cose.
          No, eh? Difficile rinunciare alle comodità, vero?
          Non te ne faccio una colpa. Tutti sono sensibili,
          a parole, da questa parte del
          mondo.Si, purtroppo, e questo mi arreca disagio.Cerco di cambiare cellulare o pc solo lo stretto necessario (ho recentemente cambiato il cellulare dopo che il precedente è definitivamente morto), ho un notebook del 2006 e fintanto che non sarà eccessivamente obsoleto o non si rovinerà, non lo cambierò.Tutti i giorni vado in ufficio in bici (anche quando qui ci sono -10 °C), prendo i mezzi pubblici per spostarmi ecc...Però la spesa, quella grossa per intenderci, non puoi farla in bici.Idem se devi andare da qualche parte di sera: 0 mezzi pubblici.Per quanto mi sforzi di rinuciare alla macchina, c'è comunque una necessità da cui non si può prescindere.Certo, tra chi ha il SUV o il macchinone che consuma tantissimo e chi come me, con una modesta utilitaria e meno di un 40 di benzina al mese, ce ne passa.Ciò che possiamo fare come consumatori è di chiedere prodotti che rispettano certe linee etiche eo ecologiche. Non comprare per nulla, in assenza di alternative, significa tagliarsi fuori definitivamente, senza migliorare la situazione.Nicola
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