WebTheatre/ Ci si agita. Qualcosa dovrà pur accadere

di Gabriele Niola - Il megashow di YouTube live non ha celebrato lo sperimentalismo ma un media tra gli altri media, si è trattato di televisione tradizionale con mezzi nuovi. Per cambiare paradigma. Il quadro

Roma – YouTube ha deciso di andare Live , di fare un grande evento da trasmettere in diretta streaming nel quale mettere insieme star della televisione, del cinema e della musica con star della rete (anzi star di YouTube), una specie di gran varietà che è somigliato molto ad una Mtv Award Ceremony e che non ha mancato di generare tante perplessità sul suo senso. Già alla vigilia era molta l’incertezza sulle possibilità tecnologiche di offrire un servizio stabile e decente alla grande quantità di persone che si sarebbero collegate per vedere in diretta cosa succedeva, dopo che l’evento ha avuto luogo invece il sentimento prevalente è stata l’incertezza su cosa fosse successo, o meglio su cosa potesse essere stato per YouTube il tanto sbandierato “Live”.

La verità è che, come tante altre cose, non è stato niente. E niente doveva essere, quindi un successo!
YouTube ha già provato in passato a dare la possibilità agli utenti di trasmettere live in streaming ma in pochi l’hanno usata e di certo non crede nella creazione di contenuti professionali al suo interno (semmai si sta convertendo alla trasmissione di contenuti professionali di altri). Del resto il boss Steve Chen già aveva dichiarato di non credere nella qualità o nell’alta definizione per il suo sito di condivisione video, eppure ecco qui che YouTube non solo lancia l’opzione “guardalo in alta qualità” per molti filmati ma aumenta anche la dimensione delle sue finestre a 16:9.

Il mondo del video online sembra per molti versi quello di internet agli inizi della sua vita, dove gli orizzonti sono talmente vasti che non tutti capiscono bene cosa vada fatto e come si possa impiegare al meglio il mezzo ma l’unica cosa sicura è che si è di fronte a qualcosa di grosso. Solo che in questo caso un giro di soldi grande e “pesante” già c’è , molte compagnie coinvolte sono quotate in borsa e dunque ogni azione ha una conseguenza.

Tutto questo agitarsi però non deve stupire, dopo il grande botto degli anni scorsi il video online sta (molto lentamente) trovando una sua stabilizzazione, cosa che da una parte è un bene ma dall’altra significa anche diversificazione di target e modelli di business, la curva smette di crescere a dismisura e si apre una piccola crisi da cui solo i più forti usciranno vincitori. Abbiamo visto che i concorrenti a YouTube sono già arrivati e puntando su altre cose (come contenuti professionali) stanno generando numeri eccellenti, riuscendo anche a rubare una certa quota utenti al grande sito (che in qualità di “grande sito” fisiologicamente ne perderà sempre di più).

YouTube come detto allora non crede nel live e non crede nell’alta qualità ma sperimenta , perché già la rete è un universo nuovo, il video in particolare poi è più nuovo del nuovo, un mondo dove non tutto funziona come prima e solo la prassi sembra insegnare qualcosa. Allora anche YouTube torna sui banchi di scuola e prova a mettere un po’ di alta qualità e non per capire se piaccia o no (a tutti piace vedere le cose meglio) ma se la rapidità di fruizione ne risente e scoraggia troppi utenti. Più qualità infatti vuol dire più dispendio di banda e non tutti possono permetterselo. Non è un mistero quanto sia un’idea di Chen che il segreto di YouTube è tutto nella rapidità di consultazione e nell’universalità di servizio e certo non nella qualità.

il concertone YouTube Live invece ha sperimentato qualcosa di diverso e più sottile. Si è trattato di un evento molto grande, con stelle e nomi noti come Will.i.am, Kate Perry e Joe Satriani ma soprattutto nomi da YouTube come Tay Zonday , Bo Burnham , Chad Vader , Smosh , LisaNova , Michael Buckley , funtwo e molti altri, una diretta simile a quelle di Mtv per messa in scena sfarzo e angolatura giovanilistica, dunque un evento “televisivo” .

YouTube con il suo Live ha messo in rete due ore di televisione fatta con i divi di successo di YouTube che fanno le cose per le quali hanno ricevuto tale successo (sketch comici, canzoni, opinioni, videoarte…) accanto a personaggi dei media tradizionali. YouTube Live non è stato YouTube dal vivo ma YouTube in mezzo agli altri media .

Si è trattato di un evento che ha provato davvero a fare televisione tradizionale con i mezzi e le competenze nuove, trasmettendola per un pubblico che è quello del video online sia in streaming che poi on demand dal canale apposito.

Più di tutto quello che si era fatto fino ad ora YouTube Live ha cercato di capire e sondare quanto ciò che le persone vedono, rivedono e condividono in rete, i canali a cui si iscrivono e le star che seguono possano reggere lo spettacolo tradizionale. Quanto abbia senso affiancare divi “generalisti” come Will.i.am a quelli di nicchia come Tay Zonday, cioè gente con cui gli utenti si identificano perché sono come loro e fanno le cose che fanno loro nel modo in cui le fanno loro.
Esemplare in questo senso è stato l’incontro tra Joe Satriani, maestro riconosciuto della chitarra, e il chitarrista della rete funtwo, autore del video forse più imitato di tutto YouTube e 19esimo tra i più visti di sempre. È Golia che si diverte con Davide.

JOE SATRIANI E FUNTWO

WILL IT BLEND WITH CHAD VADER

BO BURNHAM

Gabriele Niola
Il blog di G.N.

I precedenti scenari di G.N. sono disponibili a questo indirizzo

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  • giovanni pizzo scrive:
    Provate il mio sito!
    Ragazzi avete tutti ragione! prezzi e usabilità sono critici nei negozi online. Mi criticate il sito per favore?? ho bisogno di feedback! www.ParmaGnam.com
    • giovanni pizzo scrive:
      Re: Provate il mio sito!
      Chi volesse provare lo Strolghino di Culatello, scriva a info@parmagnam.com e gli spiegherò come fare per riceverlo in omaggio !!
  • Ramon scrive:
    persone scottate
    Penso che una delle ragioni è che le persone non si fidano, io per esempio non comprerò più qualcosa di cui non son certo della reputazione... Meglio comprare in siti come Amazon ecc...La mia esperienza è stata quella di comprare qualcosa di nuovo in un negozio di sport che poi si è risultato di seconda mano...
  • PippoFlash scrive:
    Spediscono ovunque, TRANNE IN ITALIA!!!
    La mia ragazza ha un e-shop a hong kong, e fanno venditya al dettaglio e ingrosso di parti di ricambio per gadegt elettronici.Dopo tanti anni, SPEDISCONO OVUNQUE, TRANNE CHE IN ITALIA!!!La stessa poista di hong kong, in ITALIA NON FA ASSICURATE!!!Vi rendete conto???da noi fottono la posta!!! quasi sempre!!!Se si capisce dalla scatola che sono beni spediti, bum, SPARISCE!!!
    • Fulmy(nato) scrive:
      Re: Spediscono ovunque, TRANNE IN ITALIA!!!
      - Scritto da: PippoFlash...
      La stessa poista di hong kong, in ITALIA NON FA
      ASSICURATE!!!
      Vi rendete conto???...e ti stupisci?Chi spedirebbe tranquillo verso un paese dove le poste riescono a metterci più di un mese per recapitare una lettera a neanche 130km di distanza...
  • luigi 1411 scrive:
    Scarpe e abbigliamento sportivo
    Vorrei avere un giudizio da qualcuno piu'navigato di me se esiste un sito migliore del boccisport..l'indirizzo completo è:www.boccisport.com/store/index.php?manufacturers_id=18&negozio=sport
  • pippo scrive:
    stupirsi dell'acqua calda
    In un paese dove non esiste una magistratura funzionante e per aver giustizia occorrono anni per non beccare un penny di indennizzo (per non parlare di spese compensate tot court ... che fan si che materialmente non solo non sei risarcito ma ci smeni anche) come si può anche lontanamente che l'e-commerce possa soppiantare il mercato tradizionale ? E' impossibile: l'e-commerce negli USA funziona grazie a class action e risarcimento punitivo e una giustizia veloce. I numeri esistenti sono già un miracolo per lo più dovuto al risparmio conseguibile su beni di marche note dove il produttore stesso di moralità indiscussa fornisce la garanzia, dal momento che quella commerciale non è affatto assicurata. L'unica possibilità sarebbe che la transazione fosse assicurata da compagnia assicurativa straniera (quelle vere intendo) nel merito di difetti, mancata consegna ...; ma siccome nessuna compagnia è tanto fessa da far simili proposte a prezzi ragionevoli in Italia, ecco che costa meno il negozio sotto caso a conti fatti, che sa fa il furbo almeno gli tiri una sassata alla vetrina e perlomeno tocchi l'oggetto che acquisti: almeno sei sicuro che esiste. Per non parlare delle dogane dove non rispondono mai e ti rispedicono la roba all'origine.Insomma non è un caso che nei paesi sottosviluppati i mercati siano sempre tanto affollati.
    • 3my78 scrive:
      Re: stupirsi dell'acqua calda
      Quoto in tutto questo intervento...http://3my78.blogspot.com/
    • Alessandro De Paoli scrive:
      Re: stupirsi dell'acqua calda
      - Scritto da: pippo
      In un paese dove non esiste una magistratura
      funzionante e per aver giustizia occorrono anni
      per non beccare un penny di indennizzo (per non
      parlare di spese compensate tot court ... che fan
      si che materialmente non solo non sei risarcito
      ma ci smeni anche) come si può anche lontanamente
      che l'e-commerce possa soppiantare il mercato
      tradizionale ? E' impossibile: l'e-commerce negli
      USA funziona grazie a class action e risarcimento
      punitivo e una giustizia veloce. I numeri
      esistenti sono già un miracolo per lo più dovuto
      al risparmio conseguibile su beni di marche note
      dove il produttore stesso di moralità indiscussa
      fornisce la garanzia, dal momento che quella
      commerciale non è affatto assicurata. L'unica
      possibilità sarebbe che la transazione fosse
      assicurata da compagnia assicurativa straniera
      (quelle vere intendo) nel merito di difetti,
      mancata consegna ...; ma siccome nessuna
      compagnia è tanto fessa da far simili proposte a
      prezzi ragionevoli in Italia, ecco che costa meno
      il negozio sotto caso a conti fatti, che sa fa il
      furbo almeno gli tiri una sassata alla vetrina e
      perlomeno tocchi l'oggetto che acquisti: almeno
      sei sicuro che esiste. Per non parlare delle
      dogane dove non rispondono mai e ti rispedicono
      la roba
      all'origine.
      Insomma non è un caso che nei paesi
      sottosviluppati i mercati siano sempre tanto
      affollati.e questa è la ragione di tanti altri problemi dell'economia italiana!
  • hOZONE scrive:
    e-commerce open con osCommerce in italia
    ciao,articolo molto interessate!ne approfitto per paravi di osCommerce, una soluzione open source per il commercio elettronico.al link sottostante trovate la presentazione al miopen.it 2008 di osCommerce a cura di osCommerceITalia, comunità di utenti e sviluppatori italiani per osCommerce:http://www.slideshare.net/hozone/oscommerceitalia-presentazione-oscommerce-presentation-689226ulteriori informazioni le trovate sul forum italiano: http://www.oscommerceitalia.come naturalmente sul sito ufficile:http://www.oscommerce.comsaluti a tutti,hOZONE
    • Bool scrive:
      Re: e-commerce open con osCommerce in italia
      Sì, certo.Infatti l'85% dei player di e-commerce usano una soluzione programmata in casa. Chi usa una soluzione open al massimo vende 100 prodotti che ha in magazzino, al crescere della complessità hai bisogno di strumenti che si adattino al business specifico, o chiudi.Saluti
    • Marco Marcoaldi scrive:
      Re: e-commerce open con osCommerce in italia
      E' un giochino che non vale un cazzo !
    • simof scrive:
      Re: e-commerce open con osCommerce in italia
      - Scritto da: hOZONE
      ciao,

      articolo molto interessate!
      ne approfitto per paravi di osCommerce, una
      soluzione open source per il commercio
      elettronico.
      al link sottostante trovate la presentazione al
      miopen.it 2008 di osCommerce a cura di
      osCommerceITalia, comunità di utenti e
      sviluppatori italiani per
      osCommerce:

      http://www.slideshare.net/hozone/oscommerceitalia-

      ulteriori informazioni le trovate sul forum
      italiano:
      http://www.oscommerceitalia.com

      e naturalmente sul sito ufficile:
      http://www.oscommerce.com

      saluti a tutti,
      hOZONEquesto è uno spot bello e buonose l'commerce in italia è fottuto è anche perchè (da statistiche) è il secondo paese al mondo per consumo di open source (consumo, non produzione)tutti gli italioti vogliono il sito gratis (non vogliono nemmeno pagare la personalizzazione)l'open source ha compromesso la cultura e la dignità del softwareil resto sono chiacchere di illusi e illuminati da un'ideologia da fiabacontinuate così...
      • Zago scrive:
        Re: e-commerce open con osCommerce in italia
        - Scritto da: simof

        l'open source ha compromesso la cultura e la
        dignità del
        software

        il resto sono chiacchere di illusi e illuminati
        da un'ideologia da
        fiaba

        continuate così...non c'hai capito un cazzo dell'opensourceho due conoscenti che lavorano a scilab che è il concorrente opensource di MatLab uno dei più rinomati applicativi di gertione matriciale che costa migliaia di eurie guarda caso queste due persone sono persino stipendiate, e pure bene.l'open source non significa tutto gratis ma significa che hai gratis l'applicativo ma se non sei capace a farlo funzionare la consulenza ti costa ed è li che sta il ricavochi ha paura dell'opensource è perkè non sa lavorarenessuno ti vieta di prendere quell'applicativo opoensource modificarlo secondo le tue esigenze e rivenderlo, a già forse non ne sei capace e quindi ti spaventa
        • di passaggio scrive:
          Re: e-commerce open con osCommerce in italia

          non c'hai capito un cazzo dell'opensource
          ho due conoscenti che lavorano a scilab che è il
          concorrente opensource di MatLab uno dei più
          rinomati applicativi di gertione matriciale che
          costa migliaia di
          euri
          e guarda caso queste due persone sono persino
          stipendiate, e pure
          bene.guarda che secondo me non si riferiva al fatto che non si può guadagnare con l'open, ma più ke altro alla mentalità errata e diffusa che questo ha diffuso negli utenti finali. Cosa vera e indiscutibile. Se 1 programma X è gratis allora anche quell'altro, che è simile lo deve essere (o anche se costa poco deve costare poco anche l'altro).
          l'open source non significa tutto gratis ma
          significa che hai gratis l'applicativo ma se non
          sei capace a farlo funzionare la consulenza ti
          costa ed è li che sta il
          ricavoe perchè? non puoi pagare, nella giusta cifra, sia l'applicativo che la consulenza?io da chi mi dice che va avanti solo come consulenza sull'open diffido molto xkè in realtà è ancora più marcio dentro di chi il software lo vende (nn dico che siano tutti così, ma un buon numero sì)
          chi ha paura dell'opensource è perkè non sa
          lavorare
          nessuno ti vieta di prendere quell'applicativo
          opoensource modificarlo secondo le tue esigenze e
          rivenderlo, a già forse non ne sei capace e
          quindi ti
          spaventann è quello il problema... il problema è nella mentalità che diffondi... l'utente finale spesso non capisce la differenza tra un software generalista e un software di nicchia, magari sviluppato ad hoc...
          • Zago scrive:
            Re: e-commerce open con osCommerce in italia
            ma infatti il mio intervento è rivolto alla comprensione di ciò che si intende per opensource ... opensource non significa gratis ... questo er aun appunto che volevo fare
          • di passaggio scrive:
            Re: e-commerce open con osCommerce in italia
            ma questo è secondario...a parte che cmq il software in se' in genere è gratis, in ogni caso non è importante quello che pensi tu o qlke altro.... e nemmeno la realtà dei fatti.è importante il messaggio che è passato al consumatore finale... qsto è il problema.
      • Uby scrive:
        Re: e-commerce open con osCommerce in italia
        - Scritto da: simof
        questo è uno spot bello e buono

        se l'commerce in italia è fottuto è anche perchè
        (da statistiche) è il secondo paese al mondo per
        consumo di open source (consumo, non
        produzione)

        tutti gli italioti vogliono il sito gratis (non
        vogliono nemmeno pagare la
        personalizzazione)

        l'open source ha compromesso la cultura e la
        dignità del
        software

        il resto sono chiacchere di illusi e illuminati
        da un'ideologia da
        fiaba

        continuate così...Dovresti sostituire "open source" con "gratis".Non sempre le 2 cose coincidono. Ma a quanto pare è difficile capirlo.Ma d'altra parte... anche tu sei italiano, non ci si può aspettare di meglio ;)
    • FinalCut scrive:
      Re: e-commerce open con osCommerce in italia
      Bah... se dobbiamo fare pubblicità almenosegnaliamone uno più serio:http://www.magentocommerce.comSe qualcuno ha altre segnalazioni interessanti ben vengano.(linux)(apple)
  • Staff scrive:
    E' il mercato baby !!!
    Sono le leggi di mercato: se non sei concorrenziale non vendi, semplice ! Dalla parte di chi viaggia... http://www.openitaly.net !
  • z f k scrive:
    isolamento
    spendo due righe sull'aspetto sociale dei negozi.Per molte persone anziane, l'andare al negozio/supermercato a fare la spesuccia giornaliera e' quasi l'unica occasione di avere un contatto umano. Tant'e' che non fanno mai scorte settimanali, comprano giusto quello che gli serve quel giorno o poco piu' e - soprattutto - cercano di attaccar bottone con la cassiera: salve, come va, ha cambiato pettinatura... Oppure scambiano due chiacchiere con conoscenti o altri clienti abituali.L'alternativa e' passare la giornata alla tv, in attesa della telefonatina periodica di un qualche parente.In uno scenario di ecommerce globaletotale, non gli resta nemmeno piu' quello.CYA
    • cxar scrive:
      Re: isolamento
      In uno scenario di ecommerce totale i vecchi, per attaccare bottone, chatteranno, anzi CHATTEREMO... perchè prima che si verifichi un tale scenario, sempre che si verifichi, faremo comunque tempo noi "GGiovani" a diventare quelli vecchi. Con buona pance dei vecchietti di oggi. =)
    • Bool scrive:
      Re: isolamento
      La spesa a casa è antieconomica per il supermercato così com'è strutturata. Non si possono pretendere spese di spedizione alte, devi utilizzare per forza i camioncini refrigerati, devi partire per forza dal supermercato, e ci sono problemi PAZZESCHI per il controllo dello stock. Esempio: rimane UN prodotto sullo scaffale. Uno da internet lo ordina, mentre c'è un cliente che sta facendo la fila alla cassa pronto per pagarlo.Esselunga sta perdendo un sacco di soldi col suo pomodoro.In Italia non porteranno MAI la spesa a casa senza aumentare i prezzi anche ai clienti normali.
      • anonimo scrive:
        Re: isolamento
        - Scritto da: Bool
        La spesa a casa è antieconomica per il
        supermercato così com'è strutturata. Non si
        possono pretendere spese di spedizione alte, devi
        utilizzare per forza i camioncini refrigerati,
        devi partire per forza dal supermercato, e ci
        sono problemi PAZZESCHI per il controllo dello
        stock. Esempio: rimane UN prodotto sullo
        scaffale. Uno da internet lo ordina, mentre c'è
        un cliente che sta facendo la fila alla cassa
        pronto per
        pagarlo.
        Guarda che li prendono da un altro magazzino fatto apposta per la spesa online.
        Esselunga sta perdendo un sacco di soldi col suo
        pomodoro.
        link?
        In Italia non porteranno MAI la spesa a casa
        senza aumentare i prezzi anche ai clienti
        normali.Se tutti ordinassero online potrebbero licenziare tutti i dipendenti che si occupano della cassa e sarebbe anche più semplice razionalizzare i trasporti. Anche avere migliaia di persone in giro con la macchina che vanno nei supermarket, arriverebbero dei furgoni che coprono i vari quartieri.
        • ottima idea scrive:
          Re: isolamento
          e i soldi la gente dove li guadagna? se togli cassiere, magazzinieri addetti al banco (ci sono magazzini e affettatrici autom molto efficenti), riduciamo un po la circolazione delle auto , e meno soldi per ind auto, assicurazioni, banche (ci starebbe anche bene ..), venditori auto, meccanici, benzinai, gommisti, carrozzieri, gente che da volantini, e tutti coloro che lavorano per produrre i beni in oggettook ottimizzare i costi, ma c'e' un limite a tuttoe' vero che si parla di piccoli punti in percentuale, ma con 60'000'000 di persone solo in italia, anche piccoli ritocchi percentuali possono causare danni enormii soldi da spendere da qualche parte devono saltar fuori
          • anonimo scrive:
            Re: isolamento
            - Scritto da: ottima idea
            e i soldi la gente dove li guadagna? se togli
            cassiere, magazzinieri addetti al banco (ci sono
            magazzini e affettatrici autom molto efficenti),I magazzinieri non li togli per ovvie ragioni, poi se dovessimo ragionare così andremmo ancora con in giro con i cocchieri perché con le auto perderebbero il lavoro.Il petrolio sta finendo, le città sono inquinate, razionalizzare i trasporti è la prima cosa da fare.
        • Zago scrive:
          Re: isolamento


          Se tutti ordinassero online potrebbero licenziare
          tutti i dipendenti che si occupano della cassa e
          sarebbe anche più semplice razionalizzare i
          trasporti. Anche avere migliaia di persone in
          giro con la macchina che vanno nei supermarket,
          arriverebbero dei furgoni che coprono i vari
          quartieri.certo e poi chi li mantiene quell'altri?spero che il lavoro che tu fai venga presto fatto da automi cosi posso licenziare anche te
          • anonimo scrive:
            Re: isolamento
            - Scritto da: Zago
            certo e poi chi li mantiene quell'altri?
            spero che il lavoro che tu fai venga presto fatto
            da automi cosi posso licenziare anche
            teGrazie per l'augurio, ma l'uomo lavora per fare cose che servono, non perché non si sa come tenerlo occupato e dargli uno stipendio. Come ho detto sopra allora non avremmo creato il business delle auto perché altrimenti i cocchieri perdevano il posto.
    • hikikomori scrive:
      Re: isolamento
      mi sembra verosimile come faccenda, però se uno non vuole diventare hikikomori, può farlo ad esempio facendo volontariato che è più utile.
  • Uto Uti scrive:
    Le spese di spedizione
    Le spese di spedizione sono troppo alte, tali da far capire che il venditore ci fa la cresta sopra.C'è addirittura un negozio ebay che fa pagare il ritiro di persona! Cioè non solo non devi imballare il bene nè andare a spedirlo, non solo me lo vengo a pija a spese mie e tu devi solo allungare la mano sullo scaffale e pijatte i sordi (contanti per carità, il bancomat non lo conosci) ma mi metti in conto 5 euro per esse venuto io...
    • Bool scrive:
      Re: Le spese di spedizione
      Le spese di spedizione via corriere in Italia sono più o meno 6 euro per piccoli colli di poco peso (fino a 5 kg). Con l'IVA si va a 7 euro e spiccioli. Se poi si utilizza un corriere di "nome" si può arrivare a pagare il triplo.- Se ordini un case per PC pesa poco ma ingombra molto. Applicano il "peso volumetrico" e te lo fanno pagare come se pesasse 20 kg- Se ordini ad un punto di ritiro ma loro non hanno fisicamente la merce a magazzino bensì la ordinano per te, comunque devono sostenere la spesa di far mandare la roba al punto di ritiroSe non va bene, andate a fare i corrieri: me lo spedite un case per PC a due euro per accontentare il cliente? O sei uno schiavista e vuoi che tutti lavorino gratis per te, o non sei informato e non conosci le tariffe dei corrieri.
    • Sabba scrive:
      Re: Le spese di spedizione
      Sono pienamente d'accordo con te!In alcuni casi rischi di pagare di più un prodotto in rete proprio per le spese di spedizione....e non lo vedi nemmeno.Ci sono troppe incognite nell'acquisto...e se mi fregano...rogne e tempo perso. Vado in negozio, guardo il prodotto, lo acquisto (magari a prezzo inferiore) e se ho problemi posso almeno saltare alla carotide del commesso. In internet con chi me la prendo.A livello alto parlate pure di "ritardo italiano" (che credo sia anche reale), ma per la gente comune che sfoglia internet il problema è il risparmio e la sicurezza di non essere fregata
    • Zio scrive:
      Re: Le spese di spedizione
      - Scritto da: Uto Uti
      Le spese di spedizione sono troppo alte, tali da
      far capire che il venditore ci fa la cresta
      sopra.Eh si, come no... io per una vecchia che ha rifiutato un collo perchè il corriere glie lo lasciava in portineria invece che portarglielo in casa ho dovuto spendere 180 euro invece che 50. E poi che dire di chi abita in zone franche o zone disagiate? Le spedizioni non sono solo Milano-Roma ed in molti casi le spese possono lievitare a dismisura. Informiamoci prima di scrivere certe cose.
    • Zago scrive:
      Re: Le spese di spedizione
      su ebay tutti mettono in guadagno sul prezzo di spedizione e spesso lo dicono pure ... questo perkè è l'unico prezzo dove ebay non prende commissioni ...se vuoi saperlo ebay su un importo superiore ai 100 si prende il 7% di commissioni + aggiungi il 3% abbondante che si prende paypal al commerciante partono 10 solo di commissioni + i costi di inserzione.infatti su ebay faccio sempre inserzioni con proposta di acquisto e quando con l'acquirente raggiungiamo l'accordo mi faccio fare un'offerta fittizia di 9 euro e chiudiamo in privato. così io pago di meno ad ebay e posso fare uno sconto maggiore all'acquirente. io ci guadagno uguale e l'acquirente paga di meno.purtroppo siamo giunti al punto che bisogna fregare il sistema per campare
      • giuseppe scrive:
        Re: Le spese di spedizione
        però il sistema ti fa comodo quando hai più di un milione di utenti che guardano la tua asta.quanto ti costerebbe la stessa pubblicità dal vivo?hai mai sentito parlare di rischi di impresa?tutti i venditori su ebay sanno che il 10% va in spese , perchè sanno la visibilità che da ebay , e lo sai bene anche tu che vendi , perchè sono pochi gli articoli invenduti.metti qui pure il tuo nick ebay cosi ti facciamo cacciare.
    • luigi 1411 scrive:
      Re: Le spese di spedizione
      Salve a tutti,io sono entrato in questo mondo da pochi mesi e una volta superata la diffidenza iniziale ho cominciato a fare qualche aquisto e non nascondo che sono andato a speculare sulle spese di spedizione..nel senso che aquistavo dove costavano meno,poi sono capitato su un sito dove c'erano scarpe sportive puma nike converse e migliaia di altri prodotti a prezzi eccezionali ma le spese di spedizione erano di 9,90..a quel punto o fatto quattro conti e ne ho prese 3 paia così da diluire la spesa.Sono arrivate a casa mia la mattina successiva!!!Ho chiamato per congratularmi con loro per la velocita'e la qualita'delle scarpe e dell'imballo e per tutta risposta mi hanno detto che comunque spedivano sempre con corriere espresso anche se sul sito non è evidenziato (altri fanno pagare 2/3 euro in meno ma arriva la merce dopo una settimana).Ormai sono diventato un cliente fisso e non nascondo che quando si parla di aquisti online posso vantarmi coi miei amici di conoscere il sito numero 1 www.boccisport.com
  • DarkOne scrive:
    Non fatturano perchè non c'è convenienza
    Come da oggetto.Cercavo giusto un televisore LCD HD-Ready da collegare alla mia xbox e...sorpresa sorpresa gli shop online li vendevano a d appena 10-20 euro in meno dei negozi a cui bisognava aggiungere le spese di spedizione.Allora la domanda è: "dove sta la convenienza?", preferisco addirittura sganciare 10 euro in più ma andare al negozio, vederlo di persona e portarmelo a casa sotto braccio piuttosto che ordinarlo via web.Questo è il problema.
    • mario peppini scrive:
      Re: Non fatturano perchè non c'è convenienza
      quotoE' quello che mi frena sempre dall'acquistare on-line.Decido il prodotto da acquistare, visito uno dei tanti siti che permettono di ricercare il prodotto nei listini dei negozi che fanno e-commerce, individuo il prezzo migliore, sommo le spese di spedizione e... sorpresa!
    • luigi 1411 scrive:
      Re: Non fatturano perchè non c'è convenienza
      Per i televisori non lo so'..ma per le scarpe puma nike converse new balance risparmi molto se vai su www.boccisport.com/store/index.php?manufacturers_id=18&negozio=sport
  • Domandone scrive:
    Qualche ecommerce internazionale?
    Leggendo sul forum ho capito che potrebbe convenire comprare all'estero piuttosto che in italia.Avreste qualche sito da suggerire? Principalmente di materiale informatico o tecnologico, ma anche qualcosa di più generico.Non ho mai avuto particolari problemi con gli ecommerce italiani, ma mi piacerebbe fare qualche confronto.Grazie :)
    • nierle scrive:
      Re: Qualche ecommerce internazionale?
      - Scritto da: Domandone
      Leggendo sul forum ho capito che potrebbe
      convenire comprare all'estero piuttosto che in
      italia.

      Avreste qualche sito da suggerire? Principalmente
      di materiale informatico o tecnologico, ma anche
      qualcosa di più
      generico.

      Non ho mai avuto particolari problemi con gli
      ecommerce italiani, ma mi piacerebbe fare qualche
      confronto.Per esempio noi facciamo acquisti a quantita' INDUSTRIALE da Nierle, che vende CD e DVD registrabili.Costano la meta' che in italia, e arrivano col corriere in una settimana al max.
    • skyeye scrive:
      Re: Qualche ecommerce internazionale?
      Dovresti darmi una commissione pero'.. comunque prova su siti inglesi (UK), sono velocissimi e affidabilissimi e adesso col cambio a 1.1...
      • Domandone scrive:
        Re: Qualche ecommerce internazionale?
        - Scritto da: skyeye
        Dovresti darmi una commissione pero'.. comunque
        prova su siti inglesi (UK), sono velocissimi e
        affidabilissimi e adesso col cambio a
        1.1...In realtà ci ho provato, ma di store che spediscono anche in italia non ne trovo. Un url?
    • Avalon scrive:
      Re: Qualche ecommerce internazionale?
      eBay... e pagato con carta ricaricabile PostePay non legata a nessun conto cosi' sai quanto ci metti e quanto puoi spendere.
    • popoponzio scrive:
      Re: Qualche ecommerce internazionale?
      IO ad esempio ho acquistato una asciugatrice su technikdirect in germania, e comprese le spese di spedizione ho risparmiato circa 400 euro rispetto allo stesso prodotto venduto in italia, che tra l'altro era praticamente introvabile. La documentazione è in tedesco, certo, ma mi è bastato scaricare il manuale in italiano dal sito del produttore
    • Leo Moll scrive:
      Re: Qualche ecommerce internazionale?
      Vendita hardware di tutti i tipihttp://www.cyberport.deVendita hardware con maggiore peso su elettronica e componenti particolarihttp://www.reichelt.de
  • Ermete scrive:
    Ecommerce?
    Compro fuori dall'Italia...ordino il lunedi' mattina,negli Stati Uniti, dopo 30 secondi mi arriva l'e-mail che mi informa che l'ordine e' stato preso in carico, e il mercoledi' a mezzogiorno l'UPS mi porta la roba...un pacco di vestiti di L L Bean in nove giorni e' arrivato,con la posta aerea, no problem.-Ordino in Italia:nessuna conferma, dopo una settimana che non arriva niente e nessuno risponde alle mie e-mail telefono e dall'altra parte mi dicono che.... si, vabbe', mo vediamo, ci deve arrivare la robba, l'abbiamo ordinata, devi aspettare....all'ora gli dico " Ma che vendete cose che non avete a magazzino?" e quelli e si , gli ordini si sono accavallati, la robba c'era ma e' finita mentre ordinavi... In Italia non compro niente, e per un motivo semplicissimo,e cioe': i commercianti italiani sono INAFFIDABILI, piuttosto ordino la stessa cosa in Inghilterra in Francia o in Germania, e alla fine,non solo mi arriva, ma la pago pure meno che se la avessi comprata in Italia.-
    • wakil scrive:
      Re: Ecommerce?
      - Scritto da: Ermete
      Compro fuori dall'Italia...ordino il lunedi'
      mattina,negli Stati Uniti, dopo 30 secondi mi
      arriva l'e-mail che mi informa che l'ordine e'
      stato preso in carico, e il mercoledi' a
      mezzogiorno l'UPS mi porta la roba...un pacco di
      vestiti di L L Bean in nove giorni e'
      arrivato,con la posta aerea, no
      problem.-

      Ordino in Italia:nessuna conferma, dopo una
      settimana che non arriva niente e nessuno
      risponde alle mie e-mail telefono e dall'altra
      parte mi dicono che.... si, vabbe', mo vediamo,
      ci deve arrivare la robba, l'abbiamo ordinata,
      devi aspettare....all'ora gli dico " Ma che
      vendete cose che non avete a magazzino?" e quelli
      e si , gli ordini si sono accavallati, la robba
      c'era ma e' finita mentre ordinavi...

      In Italia non compro niente, e per un motivo
      semplicissimo,e cioe': i commercianti italiani
      sono INAFFIDABILI, piuttosto ordino la stessa
      cosa in

      Inghilterra in Francia o in Germania, e alla fine,
      non solo mi arriva, ma la pago pure meno che se
      la avessi comprata in
      Italia.-il bello è che credono di essere furbie questa loro ingenua furbizia ci sta portando al crollo economico generale
    • walter gorela scrive:
      Re: Ecommerce?
      Non generalizziamo, io vendo on line e sono affidabile :)
  • beebox scrive:
    speriamo che i nostri politici ...
    ... quando si accorgeranno che il mercato online è l'unico che "tira" non decidano di mettervi mano, altrimenti rovinano anche quello.
  • Paolo scrive:
    Ma chi se lo ricorda MallTeam ?
    Prezzi spesso da favola ma come vendita, post-vendita ed assistenza...brrrrrrrrr che brivido. Poveretti chi si sono fatti letteralmente "rubare" i soldi, ma se ci saranno delle risposte a questa nuova discussione, racconterò anche la mia esperienza a riguardo.Un saluto a tutti :)
    • Anonymous scrive:
      Re: Ma chi se lo ricorda MallTeam ?
      attento, ti quereleranno istantaneamente, te e tutti quelli che ti risponderanno, e pure le loro famiglie. per generazioni.
  • andy61 scrive:
    mercato interno ed esportazione
    Altro aspetto da considerare sui motivi per cui il nostro fatturato non cresce più di tanto è quello della direzione del denaro: in generale, o si ferma in Italia (acquisiti di italiani sul mercato interno), o se ne va all'estero (acquisti su siti di aziende estere).Finché l'italiano non riesce a vendere i propri prodotti all'estero, è difficile che il fatturato salga più di tanto (gli italiani sono pochi, ed i soldi non sono infiniti).Perché vendiamo poco all'estero? Provo ad ipotizzare una serie di motivi, non esaustiva, e non necessariamente attendibile, ma comunque valida come spunto per ragionare:- mancanza di innovazione : finché i nostri prodotti non risultano migliori o più competitivi degli altri, perché qualcuno dovrebbe comperarli da noi?- mancanza di internazionalizzazione : tendiamo a pensare in piccolo, e anche quando abbiamo una buona idea (penso specificamente al mio settore - il software) il costo per le traduzioni viene visto come una perdita immediata invece che come un investimento ed un'opportunità per un maggiore fatturato;- l'incertezza : sui tempi di trasporto, sulle condizioni in cui arriverà la merce, sui servizi di assitenza e sul supporto post-vendita, per non parlare del rispetto delle condizioni di garanzia;In sintesi, non riusciamo ancora a vedere il fornitore come un'entità al nostro servizio, che si fa in quattro per conquistare la nostra fiducia ed i nostri futuri acquisti; l'idea che abbiamo (assolutamente confortata dall'andamento del mercato) è quella dell'approccio una botta e via , del fare giornata ...Buona parte delle certificazioni ISO9001 che ci sono in giro sono una presa in giro, perché nessuno ci crede, e la condizione di base (la soddisfazione del cliente) viene citata solo sul manuale per fare contento l'ente di certificazione.Volendo fare la scalata alle cause, a parer mio la causa prima è quella generata da un paese dove non esiste responsabilizzazione, dove alla fine il fornitore che non rispetta le condizioni o che crea danni, alla fine se la cava sempre (al limite pagando qualche soldo, o con una legge ad hoc), e dove il cliente non si sente tutelato.
  • Stefano Dominici scrive:
    Prima pensare alle persone ...
    "Per quello che riguarda il ritardo culturale, argomenta il docente del Politecnico, mi sento di dire che è più a carico di chi offre che di coloro che dovrebbero acquistare. Quando i consumatori trovano condizioni semplici, intuitive, la carta di credito la tirano fuori eccome. Per questo, mi sembra che gli elementi di arretratezza riguardino, soprattutto, il lato dei produttori".Condivido in pieno. L'arretratezza è delle aziende. Tranne rari casi, il sito web viene buttato lì senza un'analisi preventiva, senza ricerche sui possibili visitatori e acquirenti, senza nessuna verifica con le persone reali, che sono quelle che tirano fuoiri i soldi. L'accento viene posto sempre sulla tecnologia e le infrastrutture e mai su quello che le persone a cui ci si rivolge fanno o necessitano.
    • chojin scrive:
      Re: Prima pensare alle persone ...
      - Scritto da: Stefano Dominici
      "Per quello che riguarda il ritardo culturale,
      argomenta il docente del Politecnico, mi sento di
      dire che è più a carico di chi offre che di
      coloro che dovrebbero acquistare. Quando i
      consumatori trovano condizioni semplici,
      intuitive, la carta di credito la tirano fuori
      eccome. Per questo, mi sembra che gli elementi di
      arretratezza riguardino, soprattutto, il lato dei
      produttori".
      Condivido in pieno. L'arretratezza è delle
      aziende. Tranne rari casi, il sito web viene
      buttato lì senza un'analisi preventiva, senza
      ricerche sui possibili visitatori e acquirenti,
      senza nessuna verifica con le persone reali, che
      sono quelle che tirano fuoiri i soldi. L'accento
      viene posto sempre sulla tecnologia e le
      infrastrutture e mai su quello che le persone a
      cui ci si rivolge fanno o
      necessitano.L'accento su tecnologia ed infrastrutture ... ma dove, in Italia? Dico, scherzi? Ti sembra che i siti italiani siano sofisticati? I migliori al massimo arrivano ad un livello di complessità media ed idem di usabilità.
      • Stefano Dominici scrive:
        Re: Prima pensare alle persone ...
        Quando parlo di accento sulla tecnologia, lo faccio pensando a tutti quelli che dicono che internet non decolla perché c'è poca banda larga oppure a quelli che discutono delle piattaforme di ecomerce da utilzzare, ecc. Invece, come anche tu affermi, non si parla di usabilità, di progettazione centrate sulle persone e delle reali necessità delle persone.
  • andy61 scrive:
    Avete mai pagato un caffè con la carta?
    Non sto scherzando: provate ad entrare in un bar, prendere un caffè, e dire che volete pagarlo con la carta di credito ...In America l'ho fatto abitualmente, e mi hanno spesso guardato come un troglodita per gli acquisti pagati cash.Da quelle parti utilizzare il denaro contante dà un'idea di inaffidabilità: significa che non hai un lavoro, e che quindi ti hanno ritirato le carte di credito, oppure possono pensare che il denaro l'hai rubato ...Meditate gente, meditate ...
    • Mattia scrive:
      Re: Avete mai pagato un caffè con la carta?
      In finlandia idem con patate.Anche il calzolaio accetta carta di credito/debito, per cui in tasca normalmente non ho mai piu di 10/20 euro.Mi e' successo di pagare anche un minimo di 80 centesimi con la carta e nessuno si e' lamentato.Non come in italia che se mostri la carta storcono il naso e piagnucolano raccontandoti la storia delle commissioni.
      • In vino veritas scrive:
        Re: Avete mai pagato un caffè con la carta?
        Peccato che la storia delle commissioni sia vera, in questo caso l'arretratezza è del sistema bancario ed è generato dall'ologopolio anti-concorrenza esistente di fatto nel sistema delle banche italiane
        • bubba scrive:
          Re: Avete mai pagato un caffè con la carta?
          - Scritto da: In vino veritas
          Peccato che la storia delle commissioni sia vera,
          in questo caso l'arretratezza è del sistema
          bancario ed è generato dall'ologopolio
          anti-concorrenza esistente di fatto nel sistema
          delle banche
          italianesuperquotone. aggiungiamo anche gli avidi costi sui bonifici transfrontalieri (cosa che x i crucchi e' gratis da sempre ed infatti e' il loro metodo preferito, il bonifico. Oggi e' meglio anche da noi. ma e' recentissima) , le esose commissioni sui POS bancomat (all'utente non costa, ma al gestore si, quindi per spese basse preferisce evitare) ,ecc ecc.
          • Joe Tornado scrive:
            Re: Avete mai pagato un caffè con la carta?
            E mettiamoci anche il tempo ... giorni fa dovevo comprare un cd e m'ero messo in fila alla cassa da Trony ... c'erano tre o quattro persone prima di me che hanno pagato i loro acquisti (roba da poche decine di euro) con la carta. Ci sarà voluto un quarto d'ora, in totale.
      • di passaggio scrive:
        Re: Avete mai pagato un caffè con la carta?
        scusate ma la trovo 1 cosa ridicola.
        • aZZ scrive:
          Re: Avete mai pagato un caffè con la carta?
          Andare in giro con pezzi da 5/10/20/50 EUR e relativa moneta?O pagare un caffe' con una carta digitale senza monetine (e senza commissioni)?Sei un nostalgico del denaro?Ti ricordi quando il denaro venne sganciato (nella produzione) dal suo corrispettivo in oro?Il denaro e' di perse' virtuale, cosa ti pesa nel fatto che invece della banconota ti trovi con una carta?
          • Avalon scrive:
            Re: Avete mai pagato un caffè con la carta?
            Semplice, con la carta non hai la sensazione di quello che hai speso e di quanto hai ancora, mentre con il denaro nel portafogli fai alla svelta a fare i conti e se non ti bastano fai altrettanto alla svelta ad evitare di fare acquisti inutili o voluttuari, questo naturalmente non piace a chi vorrebbe farti perdere proprio questa percezione allo scopo di strapparti fuori dalle tasche tutto quello che hai in maniera legale, chi rifila le carte di credito (in special modo le Revolving) e' paragonabile a chi vende una pistola "Io la vendo poi di quello che ne fanno non mi interessa, a me basta aver intascato".Il prossimo Uragano sara' proprio con le carte di credito, la gente special modo in USA sta' continuando a spendere soldi che non ha e che non puo' restituire, sono stati abituati male da chi si e' approfittato in modo indecente di loro.http://www.comedonchisciotte.net/modules.php?name=News&file=article&sid=572http://www.comedonchisciotte.net/modules.php?name=News&file=article&sid=795http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=12284
          • aZZ scrive:
            Re: Avete mai pagato un caffè con la carta?
            Ben argomentato.Un solo appunto riguarda le carte che facilmente si considerano sempre carte di credito; il caffe' pagato col bancomat (bancontact) non mi sembra una grande trappola ;-)Certo che se uno non ha idea di cosa spende... (come me, indipendentemente sia cartaceo o digitale)
          • Mi scoccio di loggare scrive:
            Re: Avete mai pagato un caffè con la carta?
            Io sono anni che giro SENZA soldi ( al massimo con 10 euro ) e devo dire che non ne sento proprio il bisogno. ( Vivo in Italia ).Quando vado in un negozio e devo spendere piu' di 10 euro, uso il bancomat/carta di credito.Se non l'accettano, cambio negozio.Capisco che al negoziante c'e' un costo da sostenere, ma secondo voi il negoziante non ci guadagna nulla da cio' che vende?Come minimo il suo ricarico e' del 30% quindi, una commissione alla banca puo' anche pagarla.Detto questo, aggiungo che se uno e' stolto da non capire il valore del danaro, sia se questo e' sotto forma di moneta, sia se questo e' sottoforma di bancomat, li spenderebbe comunque tutti.
          • di passaggio scrive:
            Re: Avete mai pagato un caffè con la carta?
            io trovo molto più comodo pagare in contanti... e mi da' fastidio qndo davanti ho qlcuno ke paga con la carta che fa perdere un sacco di tempo!
          • Fulmy(nato) scrive:
            Re: Avete mai pagato un caffè con la carta?
            - Scritto da: di passaggio
            io trovo molto più comodo pagare in contanti... e
            mi da' fastidio qndo davanti ho qlcuno ke paga
            con la carta che fa perdere un sacco di
            tempo!a me danno fastidio altre cose...nel caso di chi paga con la carta di credito, prenditela con la cassiera che non sa usare un POS. Dubito che a strisciare una carta e battere un PIN ci possa volere più tempo che aspettare che quello davanti tiri fuori i soldi, li conti, cerchi le monetine, si accorga di non averne abbastanza, tiri fuori allora i biglietti grossi, poi la cassiera li conti, calcoli il resto, conti le monetine da dare, ravani nel cassetto, chieda alla collega se ha da cambiare perché ha finito i pezzi da cinque...
          • Antonio Macchi scrive:
            Re: Avete mai pagato un caffè con la carta?
            ma che dici?mica ti porti dietro tutti i soldi che hai...devi sempre considerare quanto spendi, e quanto hai in tutto, sia con la carta sia senza
          • di passaggio scrive:
            Re: Avete mai pagato un caffè con la carta?
            nostalgico? xkè? è stato superato? non capisco..ma dove vivi?sono un difensore del denaro semmai!perchè tu nn giri con almeno 50 euro in tasca?
          • Fulmy(nato) scrive:
            Re: Avete mai pagato un caffè con la carta?
            - Scritto da: di passaggio
            perchè tu nn giri con almeno 50 euro in tasca?lui non so, io di solito giro con al massimo 50 euro in tasca ;)
      • Marco scrive:
        Re: Avete mai pagato un caffè con la carta?
        - Scritto da: Mattia
        In finlandia idem con patate.
        Anche il calzolaio accetta carta di
        credito/debito, per cui in tasca normalmente non
        ho mai piu di 10/20
        euro.
        Mi e' successo di pagare anche un minimo di 80
        centesimi con la carta e nessuno si e'
        lamentato.
        Non come in italia che se mostri la carta
        storcono il naso e piagnucolano raccontandoti la
        storia delle
        commissioni.Io vivo in Irlanda e anche qui puoi normalmente pagare con carta o bankomat, indipendentemente dall'importo. Secondo me il problema vero è che se uno paga con carta i negozianti (mica tutti, ci mancherebbe) sono costretti a farlo figurare, mentre se uno paga in contanti ci si può tranquillamente dimenticare dello scontrino...
    • jank scrive:
      Re: Avete mai pagato un caffè con la carta?
      - Scritto da: andy61

      In America l'ho fatto abitualmente, e mi hanno
      spesso guardato come un troglodita per gli
      acquisti pagati
      cash.
      Da quelle parti utilizzare il denaro contante dà
      un'idea di inaffidabilità: significa che non hai
      un lavoro, e che quindi ti hanno ritirato le
      carte di credito, oppure possono pensare che il
      denaro l'hai rubato
      ...

      Meditate gente, meditate ...Mah, secondo me non è uno scandalo pagare un caffè in contanti, poi che ci debba essere la possibità di pagare con la carta ok, però con l'andazzo degli USA e la crisi economica che colpirà tra poco anche i gestori di carte di credito, secondo me tanti ritorneranno al contante...Meditate gente, meditate.....
      • Stever scrive:
        Re: Avete mai pagato un caffè con la carta?
        non è uno scandalo pagare un caffè al bar ma spesso storgono il naso anche cash perchè gli scoccia a darti il resto se non hai le monete spicce...il fatto è io prendo il caffè due o tre volte al giorno e che non posso avere sempre i soldi contati, nè mi va di lasciare segnati debiti...almeno con le macchinette hanno risolto con le chiavette !
    • Stever scrive:
      Re: Avete mai pagato un caffè con la carta?
      verissimo, a Dayton nel 1990 per un pacchetto di sigarette in un centro commerciale pagate cash mi hanno guardato storto e mi hanno chiesto più volte "non ha una credit card ?", mentre in Italia, a Roma, in un famosissimo negozio sportivo, nel 2000 non mi hanno accettato la carta di credito su un capo perchè era in saldo (ma era un saldo da 300.000 lire, non un calzino!).Siamo un paese di trogloditi ! Sono a favore dell'E-comerce per abbattere l'ignoranza dei venditori nei negozi reali (in quelli visrtuali ti leggi le caratteristiche del prodotto e lo confronti con altri), per aumentare la scelta di prezzi e modelli e soprattutto per inquinare meno andando in giro con l'auto a cercare uno specifico articolo (e non accontentarmi di quello che c'è o che mi vogliono vendere)
    • di passaggio scrive:
      Re: Avete mai pagato un caffè con la carta?
      - Scritto da: andy61
      Non sto scherzando: provate ad entrare in un bar,
      prendere un caffè, e dire che volete pagarlo con
      la carta di credito
      ...
      In America l'ho fatto abitualmente, e mi hanno
      spesso guardato come un troglodita per gli
      acquisti pagati
      cash.
      Da quelle parti utilizzare il denaro contante dà
      un'idea di inaffidabilità: significa che non hai
      un lavoro, e che quindi ti hanno ritirato le
      carte di credito, oppure possono pensare che il
      denaro l'hai rubato
      ...

      Meditate gente, meditate ...SQUALLIDISSIMA L'AMERICA ALLORA..meditiamo, meditiamo...
      • Antonio scrive:
        Re: Avete mai pagato un caffè con la carta?


        Da quelle parti utilizzare il denaro contante dà

        un'idea di inaffidabilità: significa che non hai

        un lavoro, e che quindi ti hanno ritirato le

        carte di credito, oppure possono pensare che il

        denaro l'hai rubato

        ...



        Meditate gente, meditate ...


        SQUALLIDISSIMA L'AMERICA ALLORA..
        meditiamo, meditiamo...Metteteci pure la pervasività delle informazioni... Ossia che gli americani sanno pure a che ora e dove vado a bere il caffè!
    • Stiv Giobs scrive:
      Re: Avete mai pagato un caffè con la carta?
      Sono d'accordo. Ma purtroppo l'Italia è una cash economy, dove tutto si paga ancora in contanti. Perché: il nero. Con il cash non rimane nessuna traccia. Con la carta si.
    • anonimo scrive:
      Re: Avete mai pagato un caffè con la carta?
      - Scritto da: andy61
      Non sto scherzando: provate ad entrare in un bar,
      prendere un caffè, e dire che volete pagarlo con
      la carta di credito
      ...
      In America l'ho fatto abitualmente, e mi hanno
      spesso guardato come un troglodita per gli
      acquisti pagati
      cash.
      Da quelle parti utilizzare il denaro contante dà
      un'idea di inaffidabilità: significa che non hai
      un lavoro, e che quindi ti hanno ritirato le
      carte di credito, oppure possono pensare che il
      denaro l'hai rubato
      ...

      Meditate gente, meditate ...Ho meditato, eppure ho vissuto diversi anni in america e nessuno mi ha guardato male quando pagavo in contanti. Probabilmente è stata una tua impressione, forse ti guardava strano per via del tuo accento e tu hai pensato fosse per il pagamento in contanti.
      • andy61 scrive:
        Re: Avete mai pagato un caffè con la carta?
        Ovviamente era un commento portato un po' all'eccesso per evidenziare la totale differenza tra i due contesti.Nessuno ha mai chiamato la polizia perché ho pagato in contanti, tanto per chiarire il concetto.
    • Free BSD scrive:
      Re: Avete mai pagato un caffè con la carta?
      Anche a me e' capitato ma devo dire che me lo hanno sempre chiesto con cortesia e adducendo la spiegazione che preferiscono non tenere contante in cassa per via delle rapine. Comunque visto che non usiamo l'oro o il platino per pagare le transazioni, non c'e' una grossa differenza o ostacolo nell'utilizzare dei "paghero'" emessi da banche private o con dei "crediti virtuali" emessi da banche private, la sostanza non cambia, sono sempre le banche a guadagnarci di riffa o di raffa.. con le commissioni o con le operazioni... con gli interessi o con gli ammortamenti.. finche' non falliranno le banche pagare con denaro su carta di credito o con denaro su carta di filigrana fa' ugualmente schifo.. e ve lo dice un genovese!
  • marco scrive:
    generalizzare è un errore
    ragazzi scusate,condivido alcune delle critiche però come al solito la generalizzazione è a mio avviso un errore.la mia azienda (certamente piccola, fatturato 1mln, 4 persone) effettua e-commerce dal 2002. Il nostro sito riporta la disponibilità effettiva del NOSTRO magazzino, spediamo in giornata con corriere espresso tutti gli ordini che arrivano entro le 16.30, chiudiamo gli RMA in un tempo medio di 1.13 giorni lavorativi (dato statistico del 2007), abbiamo un tasso di fedeltà altissimo dei clienti perché tutti ci dicono che rimangono stupefatti della nostra efficienza. E io rimango stupefatto... di sentirmelo dire, visto che ritengo sia la norma lavorare in questo modo.Ci sono un sacco di realtà piccole che lavorano molto bene. Temo purtroppo che alcuni player, in particolare chi lavora senza logistica ma appoggiandosi ai distributori, "rovinino" la percezione dell'utente. La gente ci chiama sempre e ci dice "ma la dispnibilità sul sito è reale? perché di solito non è mai vero negli altri siti". ecco, questo è uno dei problemi. Oltre ad un assurdo terrorismo psicologico fatto dai media verso l'insicurezza delle carte di credito su internet: niente di più falso, ovviamente (l'unico che rischia è proprio il commerciante).
    • carlo scrive:
      Re: generalizzare è un errore
      Non ti resta che darci il link del tuo sito. Se fornisci un buon servizio a me interesserebbe conoscerlo. Magari i tuoi prodotti potrebbero interessarmi.
    • mixz scrive:
      Re: generalizzare è un errore
      - Scritto da: marco
      ragazzi scusate,
      condivido alcune delle critiche però come al
      solito la generalizzazione è a mio avviso un
      errore.

      la mia azienda (certamente piccola, fatturato
      1mln, 4 persone) effettua e-commerce dal 2002. Il
      nostro sito riporta la disponibilità effettiva
      del NOSTRO magazzino, spediamo in giornata con
      corriere espresso tutti gli ordini che arrivano
      entro le 16.30, chiudiamo gli RMA in un tempo
      medio di 1.13 giorni lavorativi (dato statistico
      del 2007), abbiamo un tasso di fedeltà altissimo
      dei clienti perché tutti ci dicono che rimangono
      stupefatti della nostra efficienza. E io rimango
      stupefatto... di sentirmelo dire, visto che
      ritengo sia la norma lavorare in questo
      modo.fai bene a rimanere stupefattose è vero che tu dichiari la reale disponibilità in magazzino, allora è anche vero che tu sei un caso rarissimo nel triste ecommerce italianol'italiano rende mediocre tutto ciò che toccale eccezioni sono così rare che si può tranquillamente generalizzare
      • marco scrive:
        Re: generalizzare è un errore
        più che altro non riesco a capire come si possa fare ecommerce scrivendo "balle" relativamente alla disponibilità di magazzino. passeresti la giornata al telefono o a rispondere a email di clienti giustamente inferociti.eppure, è vero, molti lo fanno. e purtroppo danneggiano anche noi. Chiaramente avere un magazzino interno e gestire tutta la logistica (carichi, scarichi, integrazione con erp/gestionale, scambio dati edi verso il vettore, ecc.) ha dei costi che sono incompatibili con i ricarichi del 5% che si aspetta il cliente, che a volte ci dice "siete cari". Siamo forse cari rispetto magari agli ebayer esteri, ma l'assortimento e l'efficienza hanno un costo. Oltre a costi fissi e variabili che, in Italia, incidono molto più che all'estero. E mi sembra che il cliente medio cerchi solo il prezzo inferiore, magari per risparmiare 2 euro, e poi si lamenta però che ha aspettato il pacco 5-6 giorni.In dicembre abbiamo una promo a spese spedizione TNT gratuite e questo triplica gli ordini, anche se a noi costa e non poco. Ciò rafforza l'idea della ricerca del prezzo a tutti i costi da parte del cliente, magari perdendo di vista l'efficienza e la velocità, se sono richieste...Non mi pare il caso di pubblicizzare il nome del sito, sarebbe pubblicità gratuita. Quello che ho detto l'ho fatto per contribuire alla discussione, non per raccattare clienti :-)saluti a tutti.
        • ombelix scrive:
          Re: generalizzare è un errore
          Potresti dire almeno che cosa vendi nel tuo sito ?
          • marco scrive:
            Re: generalizzare è un errore
            vendiamo accessori per palmari, smartphone e navigatori.uno dei prodotti che trattiamo, di cui siamo importatori esclusivi, richiede un'impegno logistico non indifferente (quasi 10.000 referenze che variano settimanalmente), eppure mettendosi di impegno si riesce a gestire seriamente, e informando correttamente i clienti, prima dell'ordine, su disponibilità e tempi di consegna per la merce non in stock.Non capisco perché il mercato continua a premiare, dati alla mano, i player grossi e lenti e che inviano l'ordine al fornitore sul venduto, magari con ritardi di 1-2 giorni, spacciando il prodotto come "disponibile".Non c'è niente di male nel drop-shipping in sé, solo che "mascherarlo" è decisamente brutto nei confronti dei propri clienti.O forse è solo che... al consumatore medio basta risparmiare il 5-10% per poi però lamentarsi di tempistiche, servizio clienti, ecc. e denigrare l'e-commerce tutto, in parte danneggiando, alla fine, anche chi lavora bene?
          • ombelix scrive:
            Re: generalizzare è un errore
            ho capito
  • Zio scrive:
    Perchè in Italia lavorano troppo bene
    Posso riportare la mia personale esperienza: ho acquistato 3 volte in 2 anni su 3 famosissimi siti di ecommerce (ma veramente famosi). Un sito mi ha mandato la merce a rate in quasi due mesi, e alcuni prodotti che risultavano presenti nello store in quantità industriali in realtà non erano disponibili. Altro sito: col primo acquisto il prodotto (uno stereo) mi è arrivato usato, rigato, con le viti spannate, mal funzionante. Il secondo (una macchina del pane) letteralmente aperta in due e non dal lato delle viti, il terzo, proprio dell'altro ieri (un monitor) è arrivato visibilmente usato. Poi il customer center che sottopone ad attese snervanti, spesso cade inspiegabilmente la linea quando il esponi un problema... ti rispondono con ritardi inaccettabili... Non dico che tutti siano così, ma le mie esperienze "a campione" non smentiscono quanto detto...Viceversa ho acquistato in Germania, da due diversi store, prodotti che non solo sono arrivati immediatamente, ma perfettamente imballati e funzionanti. Un centralino, pagato la metà che in Italia, arrivato in doppio imballo, perfetto. Una scheda audio professionale esterna usb, costata molto meno che in Italia, addirittura imballata, non solo con ulteriore imballo di cartone a doppia onda, ma con un sacco di bolle d'aria interne, insomma, manco dovessero lanciarlo dall'aereo! L'assistenza inoltre, sia telefonica che via email è immediata (mail risposte in 10 min!)Per non parlare poi di certi corrieri... certo i venditori dovrebbero adeguare gli imballi....Insomma, io in Italia ho avuto esperienze tali che non comprerò mai più.
    • Max Della Torre scrive:
      Re: Perchè in Italia lavorano troppo bene
      Io compro su internet praticamente di tutto ormai da oltre 10 anni sia in Italia che all'estero. Materiale elettronico, giocattoli, abbigliamento e tanto altro... Ho preso anche una Sacher dall'Austria! Mai, né dall'Italia che dall'estero, mi sono capitati imprevisti.L'unica accortezza è fare qualche verifica prima di acquistare evitando di cliccare compulsivamente.
      • Stiv Giobs scrive:
        Re: Perchè in Italia lavorano troppo bene
        Quoto. Anche io compro quasi tutto online da anni e mi trovo molto bene. E' vero che a volte ci sono ritardi con le spedizioni, ma si risolvono sempre.Come nella vita reala basta comprare in negozi seri, con un minimo di attenzione. Per il resto tutto bene.
        • unaDuraLezione scrive:
          Re: Perchè in Italia lavorano troppo bene
          contenuto non disponibile
          • Zio scrive:
            Re: Perchè in Italia lavorano troppo bene
            Siete solo stati fortunati, lasciatevelo dire.Io ho acquistato da nomi veramente molto noti che non voglio fare solo per evitare problemi (sapendo come funziona in italia).
          • Zago scrive:
            Re: Perchè in Italia lavorano troppo bene
            anche io mai avuto problemi, tranne uno e la spedizione era stata fatta con corriere espressomentre con poste italiane mai avuto un solo problema, addirittura spesso spedizioni in celere3 arrivate dopo un giorno lavorativoio non mi posso lamentare e compro sia in italia che all'esterounica pecca che do alle spedizioni italiane sono i prezzi spaventosamente alti.
      • Zio scrive:
        Re: Perchè in Italia lavorano troppo bene

        L'unica accortezza è fare qualche verifica prima
        di acquistare evitando di cliccare
        compulsivamente.Quando hai fatto qualche verifica e ti arriva per ben due volte dallo stesso famosissimo store online la merce rotta o usata allora qualche domanda te la fai. La cosa buffa è che in Italia l'80% dei miei acquisti ha generato problemi di varia natura, in altri stati (tranne che in Polonia) mai nessun problema, oltre che a prezzi decisamente migliori.Ok dai, tanto non devo star qui a convincere nessuno, con l'Italia ho chiuso ugualmente. ;)
        • Zago scrive:
          Re: Perchè in Italia lavorano troppo bene
          non credo che sentiranno la tua mancanza :-)
          • Zio scrive:
            Re: Perchè in Italia lavorano troppo bene
            - Scritto da: Zago
            non credo che sentiranno la tua mancanza :-) Di questo dettaglio non sono assolutamente interessato ;-)
    • wimin scrive:
      Re: Perchè in Italia lavorano troppo bene
      - Scritto da: Zio
      Posso riportare la mia personale esperienza: ho
      acquistato 3 volte in 2 anni su 3 famosissimi
      siti di ecommerce (ma veramente famosi). Un sito
      mi ha mandato la merce a rate in quasi due mesi,
      e alcuni prodotti che risultavano presenti nello
      store in quantità industriali in realtà non erano
      disponibili. Altro sito: col primo acquisto il
      prodotto (uno stereo) mi è arrivato usato,
      rigato, con le viti spannate, mal funzionante. Il
      secondo (una macchina del pane) letteralmente
      aperta in due e non dal lato delle viti, il
      terzo, proprio dell'altro ieri (un monitor) è
      arrivato visibilmente usato. Poi il customer
      center che sottopone ad attese snervanti, spesso
      cade inspiegabilmente la linea quando il esponi
      un problema... ti rispondono con ritardi
      inaccettabili... Non dico che tutti siano così,
      ma le mie esperienze "a campione" non smentiscono
      quanto
      detto...

      Viceversa ho acquistato in Germania, da due
      diversi store, prodotti che non solo sono
      arrivati immediatamente, ma perfettamente
      imballati e funzionanti. Un centralino, pagato la
      metà che in Italia, arrivato in doppio imballo,
      perfetto. Una scheda audio professionale esterna
      usb, costata molto meno che in Italia,
      addirittura imballata, non solo con ulteriore
      imballo di cartone a doppia onda, ma con un sacco
      di bolle d'aria interne, insomma, manco dovessero
      lanciarlo dall'aereo! L'assistenza inoltre, sia
      telefonica che via email è immediata (mail
      risposte in 10
      min!)

      Per non parlare poi di certi corrieri... certo i
      venditori dovrebbero adeguare gli
      imballi....

      Insomma, io in Italia ho avuto esperienze tali
      che non comprerò mai
      più.io ho provato a comprare on line per circa 1 anno, ma ogni volta mi accorgevo che i venditori italiani di fatto non possedevano in magazzino la merce che nel sito dichiaravano di avere in quantità enormiogni volta (proprio ogni volta) ho ricevuto la merce dopo parecchi mesi e parecche email e telefonate di protestal'italiano commerciante medio è di una stupidità disarmante, non si rende conto di quanto la sua mediocrità commerciale sia trasparente come un vetro e che non può fregare per due volte di fila...l'italia merità la morte commerciale, solo dopo la distruzione ci può essere la rinascita
  • James Kirk scrive:
    Per me è un problema di prezzi
    Al di là delle ragioni culturali (che contano eccome) per me il motivo principale per cui l'ecommerce ha problemi in Italia soni i prezzi.Il più delle volte il prezzo on-line è identico al prezzi di acquisto in negozio o al centro commerciale.On-Line la merce dovrebbe costare molto meno perchè non ci sono le spese di mantenimento del negozio.
    • ombelix scrive:
      Re: Per me è un problema di prezzi
      Quoto , non credo molto nel fatto Culturale ,non tanto perché non ci credo (anzi )ma perché mi sembra una scusa comoda per i negozianti online , se convenisse comprare online sono convinto che la gente comprerebbe ,invece spesso i costi sono gli stessi dei negozi normali ,la qualità invece avvolte e peggiore ,alcune volte sono anche superiori , a volte si trovano prodotti a prezzi inferiori ,a questi comunque bisogna aggiungere le spese di spedizione che se il prodotto non costa molto incidono non poco,in oltre il servizio di spedizione non e molto affidabile .
  • Francesca Fogliuzzi scrive:
    Poste, dogane e via cantando
    Ho provato ad acquistare on-line beni (per i servizi è tutto sommato più facile) ma le domande sono sempre:arriveranno?dopo quanto tempo?il corriere farà due (finti) tentativi di consegna, non lasciando alcun biglietto perchè in realtà non è passato affatto, e rispedirà al mittente?quanti mesi staranno fermi alle dogane?Aggiungo che, in caso di problemi di spedizione, il contraente è chi spedisce e chi ha pagato e deve ricevere può solo fare da spettatore.Non è casuale che su molti siti di e-commerce è sempre più frequente legger:NON SI SPEDISCE in ITALIA
    • pippo scrive:
      Re: Poste, dogane e via cantando

      Ho provato ad acquistare on-line beni (per i
      servizi è tutto sommato più facile) ma le domande
      sono
      sempre:
      arriveranno?
      dopo quanto tempo?
      il corriere farà due (finti) tentativi di
      consegna, non lasciando alcun biglietto perchè in
      realtà non è passato affatto, e rispedirà al
      mittente?
      quanti mesi staranno fermi alle dogane?

      Aggiungo che, in caso di problemi di spedizione,
      il contraente è chi spedisce e chi ha pagato e
      deve ricevere può solo fare da
      spettatore.

      Non è casuale che su molti siti di e-commerce è
      sempre più frequente
      legger:
      NON SI SPEDISCE in ITALIAE li capisco bene, io ho SMESSO di comprare da amazon perchè UNA su DUE spedizioni si "perdeva" o arrivava con ritardi assurdi :(
      • za73 scrive:
        Re: Poste, dogane e via cantando
        Pienamente d'accordo sui problemi postali. Ci sono più probabilità di spararsi in testa giocando con la roulette russa, che un pacco arrivi a destinazione.
        • XYZ scrive:
          Re: Poste, dogane e via cantando
          - Scritto da: za73
          Pienamente d'accordo sui problemi postali. Ci
          sono più probabilità di spararsi in testa
          giocando con la roulette russa, che un pacco
          arrivi a
          destinazione.Straquoto, siamo alla stregua di un paese del terzo mondo in questo campo. Per non parlare degli accordi sui prezzi che vengono fatti (ad esempio nella tecnologia) "da e per" i rivenditori qua in Italia. Un esempio su tutti, tanto per puntare il dito contro due dei "boss" malavitosi più grandi della penisola.e cioè Tim & Vodafone:L' Iphone3G che in America costava 300$ e in italia ben 599, a conti fatti, 3 volte lo stesso prezzo. Senza contare i balzelli sulla connettività!E voi questo non lo chiamate CARTELLO?
          • za73 scrive:
            Re: Poste, dogane e via cantando
            Photoshop: 600$ =
            1200€ !!!!!!!
          • anonymous scrive:
            Re: Poste, dogane e via cantando
            - Scritto da: XYZ
            [...]
            Un esempio su tutti, [...]
            L' Iphone3G che in America costava 300$ e in
            italia ben 599, a conti fatti, 3 volte lo stesso
            prezzo.sono conti fatti considerando anche il prezzo del contratto, di solito biennale, obbligatorio, che qui in italia non e` piu` legale? di tutti gli esempi che si potevano fare, credo che questo sia il peggiore
    • Fulmy(nato) scrive:
      Re: Poste, dogane e via cantando
      - Scritto da: Francesca Fogliuzzi
      Non è casuale che su molti siti di e-commerce è
      sempre più frequente
      legger:
      NON SI SPEDISCE in ITALIAQuoto!Io sto in Germania, e compro spesso online su ebay o su altri siti, principalmente tedeschi e austriaci, e salvo ordini particolari, mi arriva sempre tutto in meno di una settimana.
      • pippo scrive:
        Re: Poste, dogane e via cantando

        Io sto in Germania, e compro spesso online su
        ebay o su altri siti, principalmente tedeschi e
        austriaci, e salvo ordini particolari, mi arriva
        sempre tutto in meno di una
        settimana.:'(
      • anonimo scrive:
        Re: Poste, dogane e via cantando
        - Scritto da: Fulmy(nato)
        - Scritto da: Francesca Fogliuzzi


        Non è casuale che su molti siti di e-commerce è

        sempre più frequente

        legger:

        NON SI SPEDISCE in ITALIA

        Quoto!

        Io sto in Germania, e compro spesso online su
        ebay o su altri siti, principalmente tedeschi e
        austriaci, e salvo ordini particolari, mi arriva
        sempre tutto in meno di una
        settimana.Anche me arriva tutto entro una settimana e sto in Italia.Io compro sia in Italia che su Amazon e mi sono sempre trovato bene.L'unica volta che ho avuto dei problemi è stato quando ho ordinato in un negozietto nelle Marche, non sto a raccontare i particolari.C'era da rispedire della merce e un giorno parlavi al telefono col padre e ti diceva una cosa, poi parlavi col figlio e ne diceva un 'altra.
  • Mario Marchisio scrive:
    Trenitalia & la carta = P-commerce
    Ho avuto giusto ieri con Trenitalia una esperienza personale che mi ha mostrato l' arretratezza culturale in cui viviamo.Devo viaggiare da Parma per Torino, stazione affollatissima, treno fra 5 minuti: apro il mac e con la connessione UMTS faccio il mio biglietto elettronico dal sito di Trenitalia e mi arriva anche la conferma email con il PDF.Sulla tratta Piacenza-Torino non c'e' modo di fare accettare la visione del PDF dallo schermo del mac, il controllore mi illustra che lo stesso PDF recita:"Il viaggiatore che non è in grado di esibire la ricevuta di stampa o non presenta un valido documento di identificazione viene considerato come sprovvistodi biglietto e regolarizzato in base alla normativa vigente (prezzo biglietto +50 o multa regionale)"Quindi mi pago due volte il biglietto più gli extra.A me piacerebbe però sapere cosa è la "ricevuta di stampa": una stampante che mi rilascia una ricevuta, come il rapporto della trasmissione dei fax ? E dove la trovo ?Direi che più che E-commerce siamo sul P-commerce (dove P sta ovviamente solo per paper).Alias: la prossima volta che sono in una condizione così faccio il biglietto direttamente in treno alla faccia dell' E-commerce
    • Mi scoccio di loggare scrive:
      Re: Trenitalia & la carta = P-commerce
      Il sistema ecommerce ha funzionato.Quello che non ha funzionato e' il sistema di interconnessione tra l'ecommerce e il controllore.In pratica se effettui un acquisto e chi deve controllare se l'acquisto e' valido non ha i mezzi per farlo, non devi prendertela con il sistema ecommerce, ma come "i geni" analisti hanno pensato a gestire la vendita di biglietti online.
    • uno qualunque scrive:
      Re: Trenitalia & la carta = P-commerce
      Io viaggio spesso in eurostar ed acquisto praticamente sempre il biglietto online, mi faccio inviare l'sms di conferma con il codice prenotazione ed il controllore ti chiede solo quello... nessuna stampa, mai avuto problemi in questo senso.Tu forse ti riferisci a treni regionali dove i controllori non hanno alcun mezzo per controllare la validità del tuo acquisto (palmarino) e quindi è richiesta la stampa cartacea.
    • r1348 scrive:
      Re: Trenitalia & la carta = P-commerce
      Mi dispiace ma sei in torto tu.Al momento dell'acquisto, è specificato chiaramente la modalità del ritiro del biglietto, che può essere ritirato alle self-service oppure in modalità ticketless (vai sul treno, esibisci il codice ed il capotreno ti stampa la ricevuta) ma solo se quest'ultimo metodo è disponibile!Tu evidentemente hai preso un treno regionale, dove la modalità ticketless non è prevista. Se avessi ritirato il biglietto ad una self-service (operazione da un minuto) non avresti avuto nessun problema.
  • jmp scrive:
    Io vivo in Germania
    e per fare acquisti di elettrodomestici vado ogni tanto nella grade distribuzione guardo un pò e poi si va a caccia sul web. Offerte migliori compreso la spedizione poste o corrieri efficienti. Inoltre siti web leggibili(ok in tedesco)belli da sfogliare con tutte le informazioni(addirittura il numero di pezzi che hanno in magazino) Scusate quando ci ho provato in Italia i prezzi quasi tutti uguali e inoltre si affidano alle poste un disastro. Compro online in germania di tutto dalla lavatrice alla ventole per il pc e tra un pò anche i plasmon. In Italia......
    • Uby scrive:
      Re: Io vivo in Germania
      - Scritto da: jmp
      e per fare acquisti di elettrodomestici vado ogni
      tanto nella grade distribuzione guardo un pò e
      poi si va a caccia sul web. Offerte migliori
      compreso la spedizione poste o corrieri
      efficienti. Inoltre siti web leggibili(ok in
      tedesco)belli da sfogliare con tutte le
      informazioni(addirittura il numero di pezzi che
      hanno in magazino) Scusate quando ci ho provato
      in Italia i prezzi quasi tutti uguali e inoltre
      si affidano alle poste un disastro.

      Compro online in germania di tutto dalla
      lavatrice alla ventole per il pc e tra un pò
      anche i plasmon. In
      Italia......Veramente, a meno di situcoli da strapazzo, gli store online italiani hanno le stesse caratteristiche. Siti leggibili, "addirittura" il numero di pezzi in magazzino, schede tecniche, foto e spediscono con corriere, sempre tracciabile. Ho avuto pochissimi problemi comprando online.
    • Zio scrive:
      Re: Io vivo in Germania
      Confermo: store tedeschi al top, quelli italiani lasciano molto a desiderare.
      • Mi scoccio di loggare scrive:
        Re: Io vivo in Germania
        - Scritto da: Zio
        Confermo: store tedeschi al top, quelli italiani
        lasciano molto a
        desiderare.Mi riporti un paio di store tedeschi?Dato che effettuo ecommerce da almeno 10 anni, e dato che le funzioni espresse dal tizio a cui rispondi sono cose che attivavo 10 anni fa ( mentre 2 anni fa sviluppavo configuratori promozionali personalizzabilissimi in tutto e per tutto dal cliente... ), mi chiedo se non sto perdendo di vista alcuni pezzi...
        • jmp scrive:
          Re: Io vivo in Germania
          Puoi fare tutti i siti web che vuoi poi se la merce non è appetibile come prezzo e non hai le strutture per consegnarle il tuo sito web è fine a se stesso. Il tuo sito serve per vendere se poi non riesci è fine a se stesso.Se vuoi un paio di store tutti quelli che vuoihttp://www.dooyoo.de/http://www.idealo.de/http://www.preistrend.de/http://www.preisroboter.de/http://www.evendi.de/solo per dire che non esiste uno store di riferimento ma motori di ricerca su negozi.Non ho messo http://www.ciao.de/ perchè è penoso(con tutto il rispetto visto che ci lavora la moglie di un mio amico a monaco di baviera).Io ordino un prodotto via web il martedì sera e giovedì alle 14:00 bussa DHL con il pacchetto "nachname" da pagare al corriere per 2 euro in più di una carta di credito.Nei siti di sopra mancano prodotti come la farmacia online per esempio (per fortuna non ne ho bisogno), e la spesa online.Tu affideresti alle poste italiane una Canon EOS 5D http://www.photoporst-online.de/product_info.php?ref=fro&products_model=49481&ref=eVendi a me tremerebbe il dito pensando che se non arriva vai alla posta e ti dicono che è smarrito. Mi vien da dire quali sarebbero sti stupendi portali che vendono in Italia che non hanno da nvidiare a nessuno?? Please escluso ebay, amazon, etc che sono internazionali? Grazie
        • Zio scrive:
          Re: Io vivo in Germania

          Dato che effettuo ecommerce da almeno 10 anni, e
          dato che le funzioni espresse dal tizio a cuiGuarda che il problema non sta nei software di gestione se la merce arriva rotta in due o usata, ma nell'omino che sta in magazzino. ;)
      • chojin scrive:
        Re: Io vivo in Germania
        - Scritto da: Zio
        Confermo: store tedeschi al top, quelli italiani
        lasciano molto a
        desiderare.Ma che dici? La maggioranza dei siti tedeschi non spedisce al di fuori della Germania, pochissimi parlano inglese, praticamente nessuno ha il sito multilingua con l'inglese e pochissimi accettano Paypal.
        • jmp scrive:
          Re: Io vivo in Germania
          Questo è vero sono autarchici. Il loro mercato di riferimento è quello interno. Se poi devono spedire all'estero e incappano nei casini con le poste oppure i corrieri costano un botto perché sono inefficienti. Credo che sia chiaro per quale motivo ci rinuncino. Inoltre anche se parlano quasi tutte le persone in attività parlano inglese sono rari i siti bilingue tedesco inglese.Dalla tua risposta mi sembra di capire che hai provato a comprare ma le complicazioni sono state troppe. Mi dispiace, saresti stato un loro buon cliente perché significa che hai confrontato i prezzi e avresti premiato il più bravo acquistando.
  • z f k scrive:
    maaaa
    mettiamo che ho il negoziomaaaa... se vendo online, riesco a evadere le tasse?CYA
  • anonymoz scrive:
    estero e italia differenze
    qua per acquistare un processore da un negozio su internet ho dovuto telefonare ad un numero a pagamento perchè non rispondevano per email il bello è che ho telefonato varie volte e non mi hanno neanche risposto. usa: ordinati libri da amazon,uno me lo spedivano in ritardo,non lo sapevo mi hanno mandato una email LORO per dirmelo e si è risolto tutto immediatamente me lo avrebbero mandato comunque in seguito in ritardo di qualche giorno.
    • Marco scrive:
      Re: estero e italia differenze
      la differenza... è che in Italia on-line compro poco!ordine in inghilterra:6 prodotti arrivati, 2 erano diversi da quelli che io avevo ordinato (errore di magazzino), ho mandato subito una mail appena ritirato il materiale dal corriere; morale: mi hanno spedito gratis i 2 prodotti corretti... e quelli errati mi hanno detto che me li potevo tenere agggratis!!!
  • chojin scrive:
    Negozi cari ed inefficienti.
    I negozi italiani sono costosi, burocratici, irrispettosi verso il cliente, intascati i soldi se ne fregano altamente. La garanzia in Italia non viene rispettata dalla maggioranza dei negozi, inclusi quelli grandi. E quando la rispettano i tempi di attesa sono biblici, si può arrivare ad attendere anche 4-6 mesi per un RMA perchè il negozio si rifiuta di spedire un prodotto nuovo in sostituzione ed arriva a far aspettare mesi al cliente perchè gli torni dal produttore lo stesso prodotto riparato e ri-certificato. Questa è pura follia ed è anche contraria alla legge UE sulla garanzia.Le spese di spedizione sono troppo care. La disponibilità dei prodotti è quasi sempre incerta, i venditori non danno la disponibilità effettiva ma si limitano a riportare dati approssimati in base alla disponibilità presso i loro distributori, con database molto imprecisi che sistematicamente sbagliano. E' proprio un sistema caotico, una totale mancanza di rispetto per il cliente e quella "furbizia" all'italiana che uccidono il mercato delle vendite online. Basterebbe un minimo basilare di rispetto per i clienti, qualità dei servizi e bravura da parte dei commercianti per far funzionare le cose ma purtroppo manca totalmente la volontà di investire in miglioramenti--la maggioranza dei commercianti guarda esclusivamente al profitto immediato e non si fa scrupoli per anche raddoppiare il prezzo dei prodotti rispetto all'estero.
    • eu scrive:
      Re: Negozi cari ed inefficienti.
      - Scritto da: chojin
      I negozi italiani sono costosi, burocratici,
      irrispettosi verso il cliente, intascati i soldi
      se ne fregano altamente. La garanzia in Italia
      non viene rispettata dalla maggioranza dei
      negozi, inclusi quelli grandi. E quando la
      rispettano i tempi di attesa sono biblici, si può
      arrivare ad attendere anche 4-6 mesi per un RMA
      perchè il negozio si rifiuta di spedire un
      prodotto nuovo in sostituzione ed arriva a far
      aspettare mesi al cliente perchè gli torni dal
      produttore lo stesso prodotto riparato e
      ri-certificato. Questa è pura follia ed è anche
      contraria alla legge UE sulla
      garanzia.
      Le spese di spedizione sono troppo care.
      La disponibilità dei prodotti è quasi sempre
      incerta, i venditori non danno la disponibilità
      effettiva ma si limitano a riportare dati
      approssimati in base alla disponibilità presso i
      loro distributori, con database molto imprecisi
      che sistematicamente sbagliano.


      E' proprio un sistema caotico, una totale
      mancanza di rispetto per il cliente e quella
      "furbizia" all'italiana che uccidono il mercato
      delle vendite online.

      Basterebbe un minimo basilare di rispetto per i
      clienti, qualità dei servizi e bravura da parte
      dei commercianti per far funzionare le cose ma
      purtroppo manca totalmente la volontà di
      investire in miglioramenti--la maggioranza dei
      commercianti guarda esclusivamente al profitto
      immediato e non si fa scrupoli per anche
      raddoppiare il prezzo dei prodotti rispetto
      all'estero.Sottoscrivo. Nulla da aggiungere
  • Den Lord Troll scrive:
    noi NON siamo
    qualcosa, il niente di niente .... ecco il punto :)
  • Marco Marcoaldi scrive:
    L'ignoranza informatica regna ....
    Girate sempre intorno allo stesso nocciolo della questione senza mai effetivamente centrare il bersaglio !Avete parlato tempo fa dell'inadeguatezza della banda larga in Italia.Avete parlato dei problemi legislativi sui blog.Avete parlato delle paghe da fame dei lavoratori IT.Vi siete scordati di precisare che queste sono delle conseguenze, non delle cause !La causa principale è che l'Italia è un paese fatto di vecchi e per vecchi ! L'analfabetizzazione informatica rispetto a paesi oltreconfine è di una gravità MOSTRUOSA !Nessuno crede al commercio elettronico e quei pochi che ci hanno creduto seriamente hanno fatto la loro fortuna !La mentalità del manager italiano (spesso dotato di appena la quinta elementare ... non sto scherzando, vivo nelle Marche e vi farei davvero vedere quanti manager nel settore calzaturiero hanno appena la quinta elementare) raramente è quella di investire in internet !Potrei citarvi siti di ditte che fatturano svariate decine di milioni di euro all'anno che ha la stessa resa di quelli che fa un ragazzino a 14 anni dopo 2 mesi di smanettamento con frontpage.L'analfabetizzazione informatica purtroppo regna nelle piccole e medie imprese dove ancora girano con fogli di carta portati a mano dalla contabilità alla produzione, utilizzano ancora metodi antiquati quali FAX e non sanno investire minimamente nella scelta delle nuove tecnologie !Groupware, CRM, VoIP, VPN tra sedi distaccate, contratti di assistenza remota, sistemi di backup, sono parole sconosciute a queste realtà.Ditte che perdono il la lista clienti fornitori e il software gestionale perchè hanno preferito risparmiare 1000 euro per tirar su un NAS per il backup schedulato e via dicendo.Bisogna iniziare ad insultare chi non innova la propria ditta dal punto di vista informatico.Spesso si va a proporre soluzioni ad un possibile cliente in punta di piedi spesso accettando un NO GRAZIE NON CI SERVE, quando poi sapete che in realtà quella soluzione è di vitale importanza per l'azienda !Iniziamo a far capire a chi gestisce l'azienda che è un'analfabeta, facciamolo sentire a disagio e imponiamo i prodotti validi che dovrebbe aver in azienda ma che per pigrizia, spilorceria ed ignoranza spesso non compra !!!Gente che si meraviglia se chiedi 5 mila euro per un'ecommerce ? Ma stiamo scherzando ? Un e-commerce a 5mila euro è REGALATO, dovresti prostarmi ai miei piedi e farmi subito firmare il contratto !!!L'Italia è un paese di vecchi per vecchi fatta da sciocchi ignoranti che spendono milioni di euro per il vestito firmato e il bmw di lusso e poi mandano a puttane l'azienda per non aver speso 1000 euro per un dual core con 4 dischi per effettuare i backup !!!
    • Nime scrive:
      Re: L'ignoranza informatica regna ....
      Amen.Anch'io sono nelle Marche, ti capisco con tutto il cuore.
    • Stiv Giobs scrive:
      Re: L'ignoranza informatica regna ....
      Offrire un e-commerce a 5 mila euro è come vendere Computer nelle nelle stazioni di servizio sull'autostrada a 150 euro ("mi è caduto dal camion e non lo ritirano più"). O è una fregatura o è una cosa ridicola. Quel che costa poco, vale poco.Offrire servizi IT a questi prezzi devasta il mercato, crea idee e aspettative sbagliate nella domanda, e spinge verso il basso ogni livello e dignità professionale. E porta sul mercato prodotti pietosi che nessuno usa e vorrà usare mai.Questo è una delle cause principali dell'arretratezza italiana: credere che l'IT si possa comprare (e vendere) con quattro soldi. La vergogna e che c'è chi lo fa.Il progresso dell'IT italiano non arriverà mai dalle svendite e i prezzi bassi, ma dalla ricerca di qualità.
      • Mi scoccio di loggare scrive:
        Re: L'ignoranza informatica regna ....
        - Scritto da: Stiv Giobs
        Offrire un e-commerce a 5 mila euro è come
        vendere Computer nelle nelle stazioni di servizio
        sull'autostrada a 150 euro ("mi è caduto dal
        camion e non lo ritirano più").Certo, certo...
        O è una fregatura o è una cosa ridicola.
        Quel che costa poco, vale poco.Certo, certo...."La retorica è sempre la stessa..."Allora ti racconto un aneddoto...Tempo fa, mi chiama un ex-cliente, mi chiede aiuto perche' ha bisogno di qualcuno che si curi del suo ecommerce in quanto i suoi nuovi sviluppatori non si sono dimostrati all'altezza.Vado da lui, e dato che non avevo tempo da dedicarci per quello che era il suo budget, gli offro l'installazione, la personalizzazione e la programmazione di moduli aggiuntivi per un noto ecommerce gratuito.Mi chiede il prezzo, gli dico 1.500 euro.La sai la sua risposta?1.500 euro? Ma e' un ecommerce opensource!!!A tali parole, gli rispondo candidamente :Per 200 euro, posso installarlo sul tuo server.Configurazione, personalizzazione dei moduli, pagamento con carta di credito etc.etc. li fai fare a qualcun altro.Dopo 2 mesi, torna da me e mi chiede di completare il lavoro per la cifra stabilita.Eseguito il lavoro, non mi ha saldato tutta la fattura e l'assistenza annuale non la vuole pagare.Questa e' la realtà.Altro che 5.000 euro e' un ecommerce che vale poco.Se il cliente, pensa che un ecommerce funziona mettendo i prodotti su internet e aspettando i clienti, sta sicuro che a quest'ora tutti i programmatori di ecommerce non stavano li a programmarli per altri ma a farli per se.5.000 euro e' un buon prezzo per un ecommerce "medio" e se il cliente sapesse sfruttarlo, ne guadagnerebbe 10 volte tanto in 1 anno di lavoro.
        Offrire servizi IT a questi prezzi devasta il
        mercato, crea idee e aspettative sbagliate nella
        domanda, e spinge verso il basso ogni livello e
        dignità professionale. E porta sul mercato
        prodotti pietosi che nessuno usa e vorrà usare
        mai.Certo, vai a proporre tu ai clienti un ecommerce a 10.000 euro ( dato che 5.000 e' da pc venduti sull'autostrada ), e se non ti ridono in faccia e' perche' sono educati.
        Questo è una delle cause principali
        dell'arretratezza italiana: credere che l'IT si
        possa comprare (e vendere) con quattro soldi. La
        vergogna e che c'è chi lo
        fa.La vergogna e' che c'e' chi vuole comprarlo a tale costo.O pensi che le aziende IT vivano di rendita?Se non vendono almeno 4 prodotti al mese si chiude bottega.
        Il progresso dell'IT italiano non arriverà mai
        dalle svendite e i prezzi bassi, ma dalla ricerca
        di
        qualità.Ok, con queste parole hai concluso il tuo discorso da "amico uno che ha il cugino che fa il cacciavitaro".Nell'IT, ci sono ottimi programmatori ( e in Italia ce ne sono MOLTI ). Ma al cliente puoi fargli vedere qualsiasi cosa, qualsiasi funzione spettacolare, qualsiasi interattività, ma ti risponde sempre che NON VUOLE SPENDERE.
  • emmeesse scrive:
    Non siamo diversi, siamo vecchi
    E quindi ci facciamo fregare la carta di credito al ristorante,ma su internet no.Siamo in ritardo di una generazione.Quella dei 16K
  • anonimo scrive:
    noi siamo diversi
    Dice ancora il direttore Vendite online di Media World: "Noi italiani siamo diversi in quanto a comportamento d'acquisto, più portati alla relazione personale. Non usiamo le carte di credito abitualmente - non dimentichiamoci che in Italia il 90% delle transazioni totali al consumo sono ancora in contanti -, abbiamo una minore diffusione di computer e una più scarsa informatizzazione informatica". E lo stesso Andrea Polo, raccontando dello sbarco di eBay in Italia nel 2001, ricorda: " Il sito di Media World non mi piace per niente, forse dovrebbe partire da lì anziché spiegarci come sono gli italiani. Io compro online, ma mai da loro.
    • pinco pallino scrive:
      Re: noi siamo diversi
      - Scritto da: anonimo
      Dice ancora il direttore Vendite online di
      Media World: "Noi italiani siamo diversi in
      quanto a comportamento d'acquisto, più portati
      alla relazione personale. Non usiamo le carte di
      credito abitualmente - non dimentichiamoci che in
      Italia il 90% delle transazioni totali al consumo
      sono ancora in contanti -, abbiamo una minore
      diffusione di computer e una più scarsa
      informatizzazione informatica". E lo stesso
      Andrea Polo, raccontando dello sbarco di eBay in
      Italia nel 2001, ricorda:
      "

      Il sito di Media World non mi piace per niente,
      forse dovrebbe partire da lì anziché spiegarci
      come sono gli italiani. Io compro online, ma mai
      da
      loro.Diciamo che i loro negozi attualmente vanno bene solo per vedere i prodotti dal vivo, poi si possono tranquillamente comprare da un'altra parte, magari on-line...
      • anonimo scrive:
        Re: noi siamo diversi
        - Scritto da: pinco pallino
        Diciamo che i loro negozi attualmente vanno bene
        solo per vedere i prodotti dal vivo, poi si
        possono tranquillamente comprare da un'altra
        parte, magari
        on-line...Io ne ho uno vicino ed è sempre pieno, però non ha prezzi per niente convenienti. Il sito ribadisco che potrebbe essere fatto molto meglio.
      • qqq scrive:
        Re: noi siamo diversi
        Verissimo. Diciamo anche che loro sono costosi ?Un cavetto dieci euro, accessori come spine, prese, prolunghe che costano più del componente principale.Fateci caso, su tanti articoli hanno dei ricarichi mostruosi.
        • z f k scrive:
          Re: noi siamo diversi
          - Scritto da: qqq
          Verissimo. Diciamo anche che loro sono costosi ?[snip]
          Fateci caso, su tanti articoli hanno dei
          ricarichi
          mostruosi.La mia impressione e' sempre stata che ce l'abbiano su quasi tutti gli articoli, tranne quelli stranoti (che so, ipod) e quelli civetta, ossia quelli in offerta. In quest'ultimo caso sono piu' convenienti che altrove (e lo sbandierano per benino).Insomma, personalmente ci vado solo per gli articoli civetta e per vedere se hanno "cestoni" di roba scontata.Ah! Dimenticavo: ho notato che sugli scaffali hanno articoli "sorpassati" a prezzi sempre uguali. Mi sono sempre chiesto che cavolo li tengono a fare, dato che accanto hanno roba analoga migliore e a prezzi piu' convenienti. Mah.Evidentemente il loro target e' la gente poco informata, la famigliola.Ed evidentemente la loro strategia paga.CYA
          • Pierino Pestifero scrive:
            Re: noi siamo diversi
            Strategia che su Internet non funzionerebbe. Per loro è meglio continuare a vendere offline.
    • di passaggio scrive:
      Re: noi siamo diversi
      - Scritto da: anonimo
      Dice ancora il direttore Vendite online di
      Media World: "Noi italiani siamo diversi in
      quanto a comportamento d'acquisto, più portati
      alla relazione personale. Ogni tanto qualcosa di positivo sugli italiani
      Non usiamo le carte di
      credito abitualmente e quindi?
      - non dimentichiamoci che in
      Italia il 90% delle transazioni totali al consumo
      sono ancora in contanti -, non mi pare 1 cosa negativa...
      • mr mambo scrive:
        Re: noi siamo diversi
        Quoto anche io, mi sembra molto positiva l'attitudine alla relazione personale, l'ecommerce in italia potrebbe essere sviluppato proprio in questo modo, allargando, magari per un piccolo negozio, la capacità di vendita e di consegna a tutta la città, all'incirca è quel che succede a Roma, piccoli e piccolissimi commercianti catturano clienti che magari sono passati casualmente davanti al negozio o che sono entrati in contatto con loro per conoscenza, invece di aspettare la prossima casuale volta si lascia un riferimento e si cattura un cliente nuovo, funziona per molti che così le vendite le allargano di poco per volta ma sul serio, resta centrale il rapporto diretto con il cliente e questo mi sembra molto positivo.In fondo chi se ne frega dei grandi gruppi, pensino loro ai loro fatturati e a come migliorarli, io sviluppo soluzioni e-commerce per piccoli e piccolissimi commercianti, sono molto fiduciosi (o forse meglio dire speranzosi)ed in genere sono molto più creativi ed innovativi di qualunque grande gruppo, io direi di finirla di stare sempre a dire che quel che fanno gli altri è 'comunque sia' migliore di quello che succede qua, cerchiamo una soluzione adatta alla situazione locale invece di dire sempre che quel che si fa al di fuori di qui va fatto pure qui. Che mi cambia se il grande marchio tedesco vende bene su internet e se invece il grande gruppo italiano no...fatti loro. Io penso a soluzioni funzionanti per il fornaio, il piccolo supermercato, il piccolo negozio trendy di vestiti etc etc etc, queste piccole realtà benché non appaiano mai nelle statistiche ci sono, si stanno sviluppando velocemente e fanno fatturato, guardiamo a loro.
        • di passaggio scrive:
          Re: noi siamo diversi
          senza contare il fatto che queste soluzioni impoveriscono sempre più i piccoli commercianti.non sono contro il commercio online... sono contro quelli che parlano di pagare il caffè con la carta.
    • angelo verdone scrive:
      Re: noi siamo diversi
      - Scritto da: anonimo
      Dice ancora il direttore Vendite online di
      Media World: "Noi italiani siamo diversi in
      quanto a comportamento d'acquisto, più portati
      alla relazione personale. Non usiamo le carte di
      credito abitualmente - non dimentichiamoci che in
      Italia il 90% delle transazioni totali al consumo
      sono ancora in contanti -, abbiamo una minore
      diffusione di computer e una più scarsa
      informatizzazione informatica". E lo stesso
      Andrea Polo, raccontando dello sbarco di eBay in
      Italia nel 2001, ricorda:
      "

      Il sito di Media World non mi piace per niente,
      forse dovrebbe partire da lì anziché spiegarci
      come sono gli italiani. Io compro online, ma mai
      da
      loro.Un par de ciufoli, non compera perché mediamente tra una cosa e l'altra su internet quasi tutto costa di più e per di piu fanno pure la cresta sule spese di spedizione !Jekill
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