WebTheatre/ La TV è qui per essere stravolta

di Gabiele Niola - C'è chi attinge a piene mani dagli schemi e dai prodotti televisivi e mette in scena ciò che sta ai margini di ciò che scorre nello schermo TV

Roma – Le produzioni per la rete intrattengono uno strano rapporto con i prodotti televisivi, l’abbiamo detto diverse volte. Ci sono casi in cui si rifanno a serie tv imitandone temi e messa in scena, ci sono casi in cui sostituiscono tipologie di prodotti per la tv che non ci sono più o non sono più come una volta, casi in cui le citano, casi in cui si appoggiano ad essi costituendone uno spinoff in rete e infine casi (i migliori) in cui utilizza tutto ciò a cui la tv ci ha abituato per fare dell’altro.
Il punto è che la serialità per decenni è stata un’esclusiva televisiva e ora che un altro mezzo si decide a farla propria non può che guardare al suo progenitore per prendere le mosse, ma il modo in cui si uccidono i propri genitori fa tutta la differenza.

Accade dunque che ci siano progetti come Live in 5 che esplicitamente si rifanno ai format comici televisivi portati in Italia da Camera Cafè, Buttafuori, Love Bugs e via dicendo. Ovvero quel modo di sceneggiare e raccontare una storia tenendo un’inquadratura fissa e lasciando che la storia gli si dipani davanti. L’idea, a grandi linee, è quella del buco della serratura o del video a circuito chiuso, cioè che esistano dei punti di osservazione della realtà privilegiati davanti ai quali le cose accadono senza che i protagonisti sappiano di essere guardati.
Quello che succede su internet però è lievemente diverso. Perché se le clip televisive di Camera Cafè funzionano bene, sono viste e vengono condivise, lo stesso non si può dire delle produzioni autonome che sfruttano quel tipo di dinamica.

L’idea alla base della serie di Ashley Hedrick e Aubrey Mozino ospitata da Koldcast.tv (che raramente sbaglia) sarebbe stata anche ottima per la tv. La videocamera questa volta è puntata sull’anticamera della sala di registrazione di un telegiornale nel quale diversi personaggi passano più o meno di fretta prima di entrare in diretta, costituendo di fatto il retroscena di una trasmissione televisiva live con tutti i problemi che comporta. Come sempre in questi format grande importanza ce l’ha il fuoriscena, cioè il fatto che essendo l’inquadratura sempre la stessa molte cose accadono al di fuori di essa e sono divertenti proprio perché immaginate e non mostrate.
Live in 5 però non convince, stanca e non appassiona, perché copia un modo di raccontare che non appartiene a questo mezzo di espressione, che il pubblico è abituato a fruire da altre parti e che è visto come un’ennesima riproposizione senza la giustificazione della ripetizione del divertimento che invece hanno le clip di programmi televisivi.

previously on point dume Tutt’altro discorso invece per Previously on Point Dume , una serie che sta per partire ma della quale c’è già il primo episodio online. La serie va in esclusiva su Funny Or Die (l’avventura online di Will Ferrell dagli ottimi risultati), ha come star Enver Gjokaj , volto televisivo visto in Dollhouse, e gira intorno ad una specie di soap opera da anni ’90 a metà tra Dinasty e Beautiful. L’idea però non è di replicare la struttura della soap per prenderle in giro quanto prendere uno degli elementi distintivi delle serie televisive ed usarlo per fare qualcosa di diverso.
Previously On Point Dume, come dice il titolo stesso, è un unico grande riassunto delle puntate precedenti come quelli che si vedono prima di ogni episodio dei serial americani, un modo di raccontare che non è estraneo al pubblico ma al tempo stesso è originale se diventa il cuore della narrazione, in più presta il fianco ad un’infinità di trovate comiche particolari giocate su come si riassuma una trama invece di raccontarla. Tutte le frasi, le inquadrature, le musiche e le espressioni tipiche di un “previously on…” vengono ricontestualizzati e privati del loro significato originale per assumerne uno nuovo.
La televisione è una madre che insegna che va ripudiata. Prendere i suoi insegnamenti, assimilarli e poi risputarli stravolti sembra uno dei modi più intelligenti.

LIVE IN 5 – EPISODIO 1

PREVIOUSLY ON POINT DUME

Gabriele Niola
Il blog di G.N.

I precedenti scenari di G.N. sono disponibili a questo indirizzo

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Marco Deviato scrive:
    Nanoparticelle
    Ma allora è questo che intendeva Berlusconi, entro 3 anni lui e Brunetta sconfiggeranno il cancro!
  • ciuffo scrive:
    Che fine fanno i nanobot?
    dopo che hanno fatto il suo lavoro che fine fanno questi nanobot?
    • Wolf01 scrive:
      Re: Che fine fanno i nanobot?
      Mi pare che lo dicano nell'articolo... al massimo ti si bloccano nei reni e ti verranno i calcoli :D
  • Pino scrive:
    Tanto ci penserà il nano pelato
    Mr.B. ha promesso che entro 3 anni debellerà il cancro, l'ha messo nel suo programma politico.Quindi non preoccupiamoci, se l'ha detto lui... :D
    • Sborone di Rubikiana memoria scrive:
      Re: Tanto ci penserà il nano pelato
      Scusa ma non hai letto il titolo come si deve, allora..."NANO-particelle all'assalto del cancro".Tutto quadra. 8)
  • Marcaurelio Binenza scrive:
    piratebay lo devi trattare tu!!!!!
    Alfonso, che caspita succede??? perché non ti occupi tu dell'argomento p2p e bittorrent ecc ecc?ci piace il tuo stile, si preferisce assai!
  • sergio scrive:
    non capisco
    perché questi ricercatori si danno tanto da fare quando entro tre anni esatti Mafiolo ha detto che ha intenzione di vincere il cancro... aspettassero lui no?
  • ninjaverde scrive:
    Cause-effetti
    Il cancro come una moltitudine di altre malattie nasce da una CAUSA.Per trovare la causa di un cancro occorre conoscere la persona, poichè ognuno la un suo iter di vita, delle sue abitudini, e va a contatto più o meno con sostanze nocive (vedi l'asbesto e chi lavorava nelle miniere o dove lo trattavano ecc.).La tecnologia chirurgica si occupa soltanto di rimuovere l'effetto cioè il blastoma, che può essere rimovibile o meno, può essere più o meno maligno e quindi può anche riformarsi con una certa rapidità.La rimozione ha sucXXXXX nei casi che il blastoma sia di natura benigna, quindi non si riforma. In tutti gli altri casi la rimozione chirurgica sia pur super tecnologica non risolve il problema, semmai è un sistema per prolungare un pò la vita e non sempre riesce neanche di migliorare la vita o di allungarla.Se la medicina continuerà ad occuparsi di "curare" solo gli "effetti" (dovuti al manifestarsi di sintomi ormai gravi) non risolverà mai il problema di malattie maligne.
    • angros scrive:
      Re: Cause-effetti
      - Scritto da: ninjaverde
      Il cancro come una moltitudine di altre malattie
      nasce da una
      CAUSA.Il "cancro" è una moltitudine di malattie: tumori diversi hanno cause diverse, manifestazioni diverse, terapie diverse e prognosi diversa. Non ha senso parlare di "cancro" come se fosse una sola malattia, così come non ha senso parlare di "infezione" come se fosse un'unica malattia.
      Per trovare la causa di un cancro occorre
      conoscere la persona, poichè ognuno la un suo
      iter di vita, delle sue abitudini, e va a
      contatto più o meno con sostanze nocive (vedi
      l'asbesto e chi lavorava nelle miniere o dove lo
      trattavano
      ecc.).Quelli sono fattori di rischio, non cause: influiscono sulla probabilità di sviluppare un tumore, non lo determinano con certezza (fumare non causa sempre il tumore al polmone, ma aumenta la probabilità)
      La tecnologia chirurgica si occupa soltanto di
      rimuovere l'effetto cioè il blastoma, che può
      essere rimovibile o meno, può essere più o meno
      maligno e quindi può anche riformarsi con una
      certa
      rapidità.Calma, i blastomi sono un tipo particolare di tumori maligni costituiti da cellule embrionale, non sono una parte del tumore.La possibilità di rimuovere il tumore dipende da alcuni fattori:- il tumore ha infiltrato i tessuti vicini? (le cellule tumorali perdono l'inibizione da contatto, e crescono infilandosi nei tessuti vicini, distruggendoli)- Il tumore ha già dato metastasi? Se è così, bisogna toglierle tutte per fermare la malattia, e non sempre è possibile, perchè alcune possono essere microscopiche (per ogni metastasi che vedi alla tac, ce ne saranno due o tre troppo piccole per vederle, e quindi non operabili)
      La rimozione ha sucXXXXX nei casi che il blastoma
      sia di natura benigna, quindi non si riforma. Non si riforma, semplicemente non vengono rimosse tutte le cellule tumorali, e quelle rimaste si moltiplicano di nuovo.
      tutti gli altri casi la rimozione chirurgica sia
      pur super tecnologica non risolve il problema,Non c'è solo la chirurgia: in molti casi chemioterapia, radioterapia, terapia radiometabolica o immunoterapia permettono di ottenere la guarigione completa. Il problema è distruggere le cellule tumorali senza danneggiare quelle sane: se il tumore è localizzato, il modo piu' semplice è la chirurgia (le cellule malate sono tutte nello stessa lesione, asportando la lesione le distruggo tutte, e non tocco le altre), altrimenti devo usare altri sistemi (i chemioterapici, ad esempio, uccidono solo le cellule che si moltiplicano: quindi, la maggior parte delle cellule sane non saranno danneggiate, mentre le cellule tumorali saranno distrutte, e quelle che sopravvivono sono comunque quelle "innocue", che non si moltiplicavano piu')
      semmai è un sistema per prolungare un pò la vitaGuarda che qualsiasi cura non è altro che un sistema per prolungare un po' la vita, perchè tanto prima o poi muori comunque (anche se sei guarito completamente dal tumore, morirai per qualcos'altro).
      • ninjaverde scrive:
        Re: Cause-effetti

        Guarda che qualsiasi cura non è altro che un
        sistema per prolungare un po' la vita, perchè
        tanto prima o poi muori comunque (anche se sei
        guarito completamente dal tumore, morirai per
        qualcos'altro).Giusto!Quindi nell'evenienza non mi farò tagliuzzare, intossicare da chemio, e tutto il resto. Non ne vale veramente la pena. Semmai antidolorifici ed al limite cianuro. :D
        • angros scrive:
          Re: Cause-effetti

          Giusto!
          Quindi nell'evenienza non mi farò tagliuzzare,
          intossicare da chemio, e tutto il resto. Non ne
          vale veramente la pena. Semmai antidolorifici ed
          al limite cianuro.
          :DSe vuoi farti curare da un veterinario....No, a parte gli scherzi: supponi di avere una cura che non ti fa guarire, ma che ti toglie i sintomi di una malattia per dieci anni: hai 90 anni, e sei malato: invece di farti operare (con il rischio di rimanere sotto i ferri), ti conviene di piu' fare la cura palliativa: non guarirai, ma otterrai di rinviare il problema per dieci anni... e per allora ne avrai cento (ammesso che ci arrivi); e se sei arrivato a cento anni, comunque hai avuto una vita lunga, non puoi dire di essere stato curato male.
    • Rainheart scrive:
      Re: Cause-effetti
      Guarda che un cancro origina da una mutazione al DNA che può avvenire benissimo su base spontanea, senza contare eventuali predisposizioni genetiche. Ovvio che se fumi, sei esposto professionalmente a sostanze cancerogene ed in generale a fattori di rischio hai una probabilità più elevata di sviluppare un cancro. Ma ti può benissimo venire anche se mantieni uno stile di vita irreprensibile.
  • Funz scrive:
    Quindi siamo più avanti del Caltech
    Berlu ha detto che entro due anni avrà sconfitto il cancro, quindi siamo più avanti dei migliori centri di eccellenza USA.Devo solo capire se troveranno una cura al centro di ricerca di Villa Certosa, o se lo abolirà Brunetta per decreto legge :p
    • Wolf01 scrive:
      Re: Quindi siamo più avanti del Caltech
      Lo curerà con l'imposizione delle mani, casa sua diventerà la nuova Lourdes
    • Massimo scrive:
      Re: Quindi siamo più avanti del Caltech
      - Scritto da: Funz
      Berlu ha detto che entro due anni avrà sconfitto
      il cancro, quindi siamo più avanti dei migliori
      centri di eccellenza
      USA.

      Devo solo capire se troveranno una cura al centro
      di ricerca di Villa Certosa, o se lo abolirà
      Brunetta per decreto legge
      :pSo per certo che intendono fare un decreto che abolisce il cancro... pare che Napolitano lo voglia firmare, ma che la Corte Costituzionale, istigata dalla magistratura di sinistra, lo voglia dichiarare incostituzionale.Eeeeeehhhhh.... Cosa tocca sentire in sto paese qui...
  • ephestione scrive:
    Le cellule "progrediscono" a cancerose
    Nel senso "umanistico" una cellula che si trasforma in tumorale magari "regredisce", ma in termini scientifici, se proprio non si vuole parlare, appunto, di "trasformazione", il termine meno sbagliato è "progressione" ;)
    • Alfonso Maruccia scrive:
      Re: Le cellule "progrediscono" a cancerose
      Uhm, no :-PA quanto ne so io è l'esatto contrario, perché la cellula tumorale "regredisce" a uno stadio precedente a quello ad alta specializzazione in cui si trova normalmente in un corpo sano.
      • angros scrive:
        Re: Le cellule "progrediscono" a cancerose
        Il termine esatto è "sdifferenziazione": il tumore, in realtà, non origina dalle cellule differenziate, ma dalle cellule staminali.Le cellule differenziate, infatti, non sono in grado di riprodursi (in alcuni casi, addirittura, sono cellule morte, come le cellule dell'epidermide, o sono prive di nucleo e di codice genetico, come i globuli rossi), mentre le cellule staminali possono moltiplicarsi: in condizioni normali, una cellula staminale si divide in due, e di queste due, una diventa la nuova cellula staminale, l'altra cambia, e si differenzia per svolgere il suo compito specifico (neurone, globulo rosso, cellula epatica...): in questo modo, il numero di cellule staminali rimane invariato, e viene prodotto un numero costante di cellule differenziate, che svolgeranno il loro compito, e non potranno piu' moltiplicarsi.Nel tumore, la cellula staminale si divide (tra l'altro, non si riproduce piu' in fretta di una cellula sana, anzi, si riproduce piu' lentamente, perchè comunque è una cellula malata, con danni genetici), poi entrambe le cellule si dividono, solo qualcuna si differenzia, e in questo modo il tumore cresce in modo esponenziale, e può subire ulteriori mutazioni, "evolvendosi" verso una maggiore aggressività, o verso la resistenza alle cure (se un certo farmaco uccide tutte le cellule tumorali meno una, tale cellula si moltiplicherà, ricostruirà un tumore, e il farmaco non si potrà piu' usare, perchè il nuovo tumore è costituito da cellule che discendono dall'unica cellula resistente, e che hanno ereditato tale resistenza)
        • ephestione scrive:
          Re: Le cellule "progrediscono" a cancerose
          nono... fermi ragazzi ;)Anni di studio saranno serviti a qualcosa... l'unico termine realmente esatto, come detto nel mio primo post, è "trasformazione neoplastica" :P
          • angros scrive:
            Re: Le cellule "progrediscono" a cancerose
            "Trasformazione neoplastica" è giusto, indica il passaggio da cellula normale a cellula tumorale; "sdifferenziazione" è il proXXXXX con cui la cellula tumorale perde le caratteristiche di cellula differenziata (in certi casi, la sdifferenziazione è tale che non si riesce nemmeno più a capire il tipo di cellula d'origine: e, se i primi sintomi non vengono dati dal tumore, ma dalle metastasi, a volte non si capisce nemmeno dov'è il tumore di partenza: in tal caso si parla di "tumore occulto")
        • Rainheart scrive:
          Re: Le cellule "progrediscono" a cancerose
          Puntualizziamo. Affinchè una cellula sia in grado di acquisire proprietà neoplastiche è necessario che acquisti aumentate capacita proliferative o perda meccanismi di controllo atti a limitarne la proliferazione. Per una trasformazione cancerosa della cellula requisito essenziale è che avvengano mutazioni in particolari classi di geni, tali mutazioni possono avvenire nei protooncogéni trasformandoli in oncogéni nel qual caso la cellula acquisisce aumentate capacità proliferative. La mutazione può anche essere a carico di geni oncosoppressori, in tal caso la cellula perde la capacità di autoregolare il proprio ciclo cellulare. In linea generale sono necessari più eventi mutazionali in diversi geni affinchè la cellula diventi cancerosa, fa eccezione lo sviluppo del Retinoblastoma, un tumore della retina per il cui sviluppo è sufficiente una singola mutazione nel gene RB, un gene oncosoppressore. I motivi non sono ancora conosciuti. Le principali caratteristiche del tumore sono:-spiccate capacità proliferative-resistenza al sistema immunitario dell'organismo-capacità di diffondersi ad altri tessuti e metastatizzare-elevata instabilità genetica
          • angros scrive:
            Re: Le cellule "progrediscono" a cancerose
            - Scritto da: Rainheart
            Puntualizziamo. Affinchè una cellula sia in grado
            di acquisire proprietà neoplastiche è necessario
            che acquisti aumentate capacita proliferative o
            perda meccanismi di controllo atti a limitarne la
            proliferazione. Per una trasformazione cancerosa
            della cellula requisito essenziale è che
            avvengano mutazioni in particolari classi di
            geni, tali mutazioni possono avvenire nei
            protooncogéni trasformandoli in oncogéni nel qual
            caso la cellula acquisisce aumentate capacità
            proliferative. La mutazione può anche essere a
            carico di geni oncosoppressori, in tal caso la
            cellula perde la capacità di autoregolare il
            proprio ciclo cellulare. Oltre alla mutazione della cellula, in genere occorre anche una promozione , vale a dire un insieme di circostanze che porti la cellula mutata a moltiplicarsi (ad esempio, un danno cronico ad un tessuto, che costringa le cellule a moltiplicarsi per riparare il danno); in questo modo, aumenta la probabilità che una cellula già mutata possa accumulare ulteriori mutazioni, evolvendosi verso il tumore; ad esempio, una cellula che ha subito un danno ai meccanismi di apoptosi è potenzialmente già una cellula tumorale, perchè può riprodursi senza controllo, per il sistema immunitario è più difficile ucciderla (i linfociti T citotossici, che dovrebbero distruggere le cellule tumorali o infette da virus, agiscono attivandone l'apoptosi, o rilasciando perforine); tuttavia, la mancanza di apoptosi, da sola, non basta a far proliferare la cellula. Se però interviene un altro fattore (il fattore promotore, che può essere un danno cronico al tessuto, o uno stimolo ormonale), la cellula inizierà a riprodursi, e se durante tale riproduzione si verificano mutazioni o errori, le cellule figlie non si "autodistruggeranno" tramite l'apoptosi, e questo ne favorirà l'evoluzione verso una maggiore aggressività.
            conosciuti. Le principali caratteristiche del
            tumore
            sono:
            -spiccate capacità proliferativePiù precisamente, proliferazione incontrollata e afinalistica
            -resistenza al sistema immunitario dell'organismoOltre alla risposta immunitaria, l'organismo tenterà di bloccare la crescita tramite una "capsula" di tessuto connettivo fibroso che circonda il tumore: nei tumori benigni, la capsula è ben visibile, e facilita inoltre la rimozione chirurgica, mentre nei tumori maligni, il tumore infiltra e distrugge la capsula.
            -capacità di diffondersi ad altri tessuti e
            metastatizzareSolo nei tumori maligni; è molto raro che un tumore benigno possa dare metastasi (l'adenoma pleomorfo, alcuni tipi di adenoma della vescica e i carcinoidi possono farlo, per gli altri tumori benigni non capita)
            -elevata instabilità geneticaSpesso, ma non sempre.
Chiudi i commenti