WebTheatre/ L'eredità di Michael Jackson

di Gabriele Niola - Quello che Jacko ha consegnato alla Rete è la definitiva consacrazione di social network e strumenti di conversazione come media del futuro. A scapito della vecchia TV

Già al momento della sua dipartita Michael Jackson aveva rischiato di portare con sé la Rete, tante erano state le connessioni simultanee a siti d’informazione, Twitter, Facebook e via dicendo. La sete di informazione, e soprattutto di condivisione, degli utenti è stata tra le più alte mai registrate e tanto di questo consumo mediatico è stato indirizzato al video.

Consumo che ha prima preso sui principali social network e sui blog la forma dell’embedding video (curiosamente disabilitato per la gran parte dei video dell’artista e quindi inutile), ma poi si è compiuto effettivamente in occasione del funerale-show con un feed streaming messo a disposizione. Si è trattato di un evento pensato, realizzato e organizzato per essere visualizzato e distribuito anche online, e che ha prevedibilmente infranto ogni record. Akamai, la società che monitora circa un quinto del traffico della Rete, ha riportato dati che parlavano di 2,8 milioni di stream video da dividersi in 1,9 milioni in diretta e 900mila on demand.

Dopo l’exploit della CNN e della sua doppia finestra Video/Facebook sperimentato in occasione dell’insediamento di Obama , ora anche le altre fonti principali si sono adeguate in un modo o nell’altro associando alla visione del video anche la possibilità di interagire socialmente.

A diffondere un feed video pensato e ottimizzato per la Rete sono stati i principali giornali e network statunitensi, ognuno contando i propri spettatori (motivo per il quale è complesso avere una cifra unica e globale). Di sicuro però c’è Facebook, il social network più scelto come partner sociale della visione, il quale ha dichiarato 759mila utenti connessi dal sito CNN e 773mila aggiornamenti di status, con un picco di 6mila aggiornamenti di stato al minuto . Gli streaming contemporanei, sempre per la CNN, sono stati circa 9,7 milioni, mentre per l’insediamento di Obama furono 25 milioni ma in un periodo di 12 ore (inoltre in Rete c’era meno concorrenza).

Gli altri si sono mossi con maggiore o minore originalità. C’è chi come ABC, TV, E! Online e UsaToday si è limitato a mandare la diretta dal sito e chi, come Hulu o Ustream, ha offerto la possibilità di embeddare il proprio player (Ustream assieme a MSNBC e CBS poi aveva anche scelto di utilizzare Twitter e non Facebook per la discussione con i tag #MJ). Altri invece hanno optato per soluzioni più fantasiose. È il caso di MySpace, che ha consentito la visione della diretta e quella di 20 video musicali a rotazione, ovviamente sfruttando il proprio meccanismo social, oppure quello di Livestation che consentiva la scelta tra una pluralità di feed.

Affiancare visione dell’evento in diretta e interazione sociale è stata la scelta di quasi tutti quelli che intendevano seriamente attirare pubblico, poichè l’eccezionalità e la stranezza dell’evento rendevano indispensabile l’interazione con altre persone – avrebbe avuto poco senso guardare da soli un lungo show mandato in onda (per quella parte del mondo che non sono gli Stati Uniti) in un orario non convenzionale.
Il funerale di Michael Jackson entra dunque nel novero di quegli eventi che è sbagliato ormai definire televisivi , poichè la televisione diventa effettivamente un mezzo attraverso il quale vedere un flusso di immagini che trova altri spettatori in altre destinazioni, e che non sono neanche più immaginati per il solo pubblico televisivo. Basti pensare ai molti video di montaggio con canzoni e immagini di Michael Jackson utilizzati nella diretta del funerale, e a quanto questi differiscano (stilisticamente) dalle inifinità di “tributes” che sono stati immessi in Rete dopo il decesso.

Anche in Italia molti canali e siti d’informazione hanno trasmesso il funerale in diretta (iniziato da noi alle 19 circa), ma l’interazione mediata che si è creata intorno all’evento in Rete dalle direttrici statunitensi è stata molto più in linea con il tipo di “conversazione” sviluppata su Michael Jackson dopo la sua morte.

La celebrazione dell’artista infatti ha avuto da subito luogo principalmente online, dove molti hanno riscoperto i suoi video e le sue canzoni attivamente (cioè andandole a cercare) e molti anche passivamente (vedendoli linkati, embeddati o condivisi dai loro contatti), in Rete si sono sviluppate discussioni e sono usciti fuori complottismi, presunti filmati chiarificatori delle stranezze jacksoniane e via dicendo.

Come capita ormai di consueto i media tradizionali hanno veicolato informazioni e immagini e la Rete ha veicolato assieme ad esse le conversazioni che si svolgono a margine. Per questo la visione anche in diretta dell’evento funerario si è compiuta nel senso più pieno del termine online. Anche se un numero maggiore di persone ha scelto la televisione per vedere le esibizioni e le lacrime in diretta dello show, chi si è rivolto alla Rete questa volta non l’ha fatto solo perchè si trovava lontano da un televisore, ma anche perchè solo lì poteva essere partecipe di qualcosa che non è l’evento in sè ma quella porzione dell’evento che impatta il proprio universo sociale.

Gabriele Niola
Il blog di G.N.

I precedenti scenari di G.N. sono disponibili a questo indirizzo

MICHAEL JACKSON MEMORIAL – MONTAGGIO FINALE

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  • afiorillo scrive:
    Diritti e doveri
    Da blogger dico che non si può essere destinatari di diritti a senso unico: la libertà di espressione va di pari passo con l'obbligo di correttezza, altrimenti è anarchia.Lo strumento consente la pubblicazione "veloce", richieda quindi un'altrettanto "veloce" rettifica in caso di conclamato errore. Non mi pare tutta 'sta gran fatica.
    • Lady_B scrive:
      Re: Diritti e doveri
      Certo, non è una gran fatica rettificare...Il problema è che se non lo fai entro 48 ore, rischi una multa che va dai 15 ai 25 milioni di euro (se non mi ricordo male)... E se puta caso l'e-mail non ti funziona?E poi, va bene rettificare se scrivi caxxate... ma chi ti dice che la richiesta di rettifica ti venga fatta da Tizio solo per salvarsi il c..o, quando invece quello che hai scritto è la sacrosanta verità?Ammettiamolo: questo ddl (come tanti altri) è impostato male e complica la vita e, come tale, non va approvato.
      • Lady_B scrive:
        Re: Diritti e doveri
        Dimenticavo.Ci sono già delle leggi che un blogger è tenuto a seguire: quelle sulla privacy e sulla diffamazione.Credo che siano già sufficienti per regolamentare l'informazione su internet.
  • rocco scrive:
    mi sembra giusto ci sia per chiunque
    ci mancherebbe ognuno deve prendersi le responsabilità e se sbaglia,scrive un articolo falso, lo deve rettificare quello che ha scritto anche nel sito dei quaraquaqua ...veramente mi sembra il minimo...se no in giro la gente spara XXXXXXX a iosa scrivendo XXXXXXX a non finire O.O
    • slacky scrive:
      Re: mi sembra giusto ci sia per chiunque
      Già esiste una legge, informati, la diffamazione è reato in qualsiasi forma fatta, con questa nuova legge non si fa altro che oscurare la rete. Informati meglio.
    • pippO scrive:
      Re: mi sembra giusto ci sia per chiunque

      ci mancherebbe ognuno deve prendersi le
      responsabilità e se sbaglia,scrive un articolo
      falso, lo deve rettificare quello che ha scritto
      anche nel sito dei quaraquaqua ...veramente mi
      sembra il minimo...se no in giro la gente spara
      XXXXXXX a iosa scrivendo XXXXXXX a non finire
      O.OGuarda che non esistono solo i "giornalisti" del tg4 :D
      • rocco scrive:
        Re: mi sembra giusto ci sia per chiunque
        inutile che scherzate significa che non avete argomentazioni... mi sembra sacrosanto che se quanlcuno scrive qualcosa di errato rettifichi se ha sbagliato ..io so chè c'è la diffamazione ci mancherebbe ma non centra qua si chiede se uno da false informazioni che sia blogger sito informatico ecc.. debba rettificare informado gli utenti che ha sbagliato e ha dato una informazione errata ripeto MI SEMBRA IL MINIMO
        • slacky scrive:
          Re: mi sembra giusto ci sia per chiunque
          Beata ignoranza.
          • slacky scrive:
            Re: mi sembra giusto ci sia per chiunque
            La mia ignoranza intendo, visto che secondo me non serve. È un modo come un altro di voler controllare le informazioni. Se mi aggradano o meno. La legge già esiste.
        • panda rossa scrive:
          Re: mi sembra giusto ci sia per chiunque
          - Scritto da: rocco
          inutile che scherzate significa che non avete
          argomentazioni... mi sembra sacrosanto che se
          quanlcuno scrive qualcosa di errato rettifichi se
          ha sbagliato ..io so chè c'è la diffamazione ci
          mancherebbe ma non centra qua si chiede se uno da
          false informazioni che sia blogger sito
          informatico ecc.. debba rettificare informado gli
          utenti che ha sbagliato e ha dato una
          informazione errata ripeto MI SEMBRA IL
          MINIMOQuindi tutto il sito della m$ dovrebbe venire chiuso visto che e' infarcito di false informazioni fin dal nome del dominio stesso ("micro")Perche' la falsa informazione la da' anche l'oste quando dice di averci il vino buono.E chi la rettifica quella?
          • pippO scrive:
            Re: mi sembra giusto ci sia per chiunque

            Perche' la falsa informazione la da' anche l'oste
            quando dice di averci il vino
            buono.
            E chi la rettifica quella?L'oste di arcore :D
        • box scrive:
          Re: mi sembra giusto ci sia per chiunque
          debba rettificare informado gli
          utenti che ha sbagliato e ha dato una
          informazione errata ripeto MI SEMBRA IL
          MINIMOecco bravo adesso che l'hai sparata grossa (l'ignoranza a riguardo è evidente) puoi pure rettificare dopo esserti informato a dovere: MI SEMBRA IL MINIMO
        • alexjenn scrive:
          Re: mi sembra giusto ci sia per chiunque
          - Scritto da: rocco
          inutile che scherzate significa che non avete
          argomentazioni... mi sembra sacrosanto che se
          quanlcuno scrive qualcosa di errato rettifichi se
          ha sbagliato ..io so chè c'è la diffamazione ci
          mancherebbe ma non centra qua si chiede se uno da
          false informazioni che sia blogger sito
          informatico ecc.. debba rettificare informado gli
          utenti che ha sbagliato e ha dato una
          informazione errata ripeto MI SEMBRA IL
          MINIMOE che succede se il blogger scrive il giusto e il vero con tanto di fonte ma l'interessato chiede lo stesso "la rettifica"?Avanti, spiega un po'.
    • paoloholzl scrive:
      Re: mi sembra giusto ci sia per chiunque
      - Scritto da: rocco
      ci mancherebbe ognuno deve prendersi le
      responsabilità e se sbaglia,scrive QuotoDire che le leggi esistono già è vero ma la gente deve essere consapevole che occorre parlare di quello che si conosce e non ripetere chiacchiere senza approfondire le fonti.Ho riportato la mia opinione per esteso sul mio blog.http://www.holzl.it/blog/?p=181
      • Josafat scrive:
        Re: mi sembra giusto ci sia per chiunque
        Ma per favore...Un post in un blog o in un forum mica è l'articolo di un giornale. Scritto da professionisti e stampato in migliaia di copie.Pensa un attimo la scena: tu in un forum dici che un dato software della Microsoft è bacato perché fa una determinata cosa in modo sbagliato. In realtà, in questo caso, non è così, e hai scritto un'inesattezza.Un dipendente di Microsoft Italia vede il tuo post, e visto che esiste la legge, richiede la rettifica. Potrebbe agire con un po' di intelligenza, postando lui una rettifica, ma è XXXXXXX, e si avvale della legge.Capita che tu in quei due giorni non vedi la sua richiesta, oppure pensi di aver ragione e non pubblichi nulla. A questo punto scatta la denuncia e tu paghi una bella multona. Per aver creduto ci fosse un baco dove non c'era ed averlo innocentemente scritto su internet.Sei ancora sicuro di quanto dici?
        • Rugantino scrive:
          Re: mi sembra giusto ci sia per chiunque
          "E' vero ma gestito ad arte (in malafede) e con tanti link può portare le stesse conseguenze"Non c'entra niente come è gestito. Le testate giornalistiche vengono registrate in tribunale e i siti web che si configurano come testate giornalistiche lo riportano.Un blog no.Basta leggere in fondo a questa pagina dove ci sono i riferimenti al sito per renderti conto di cosa si parla.Rugantino(http://hamelinpost.com)
  • Ingenuo 2001 scrive:
    Basta fare...
    Basterebbe fare come un noto giornalisa (e ora direttore) che in calce alle lettere con cui si richiede di rettificare o precisare appone(va) semplicemente "Confermo quanto scritto". :@E chiusa la questione.Ma sappiamo che c'è sempre chi può e chi non può... :'(Ingenuo 2001
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