WebTheatre/ Machinima e gli scarti di GTA

di G. Niola - Una serie che racconta uno dei personaggi non giocabili della nota serie videoludica, la cui vita è tormentata dal protagonista che i gamer hanno interpretato. Machinima torna al machinima e Warner se ne accorge

Roma – Da tempo Machinima non faceva più machinima , cioè da tempo l’ex sito di produzione, poi diventato canale YouTube e ora MCN (Multi-channel network, i soggetti che curano più canali YouTube insieme, raccogliendo meglio la pubblicità e assicurando determinati standard produttivi e di pubblicazione che ottimizzano i contenuti) non faceva più video animati usando il motore grafico dei videogiochi. Sempre orbitando intorno ad un pubblico molto geek, il canale ha continuato a proporre materiale che girasse intorno alla cultura videoludica ma da tempo non proponeva più il genere da cui aveva originariamente preso il nome.

NPC

Machinima è una realtà storica dell’audiovisivo in rete, il cui nome viene dal fatto che originariamente pubblicava solo quel tipo di contenuti. Ora, come si è detto, è diventato altro, si è espanso e a lungo è stato il canale con più iscritti di YouTube. Un colosso dell’editoria multimediale in rete tale da interessare anche Warner Bros. e proprio in coincidenza con il ritorno di una serie tutta in machinima.
L’ultima novità infatti è NPC ( Non-playable character ), webserie al momento arrivata al secondo episodio che racconta per l’appunto di un personaggio non giocabile, cioè quei personaggi che esistono nei videogame ma che sono comprimari e quindi non possono essere “giocati”, cioè non sono comandati dal giocatore ma servono a fare da sfondo, da villain o da spalla. Insomma, sono tutto quello che non è usabile.

Solitamente i NPC non interessano a nessuno, sono un mero corollario perché tutta l’attenzione va ai personaggi giocabili, e proprio da questo parte la webserie (che come tutte le webserie ruota intorno a qualcosa di molto grosso, un nome o un tema altisonante ma lo approccia in una maniera tangenziale).
Tutto si svolge nel mondo di GTA IV , a Liberty City, città in cui arriva il protagonista, neo trasferito e pieno di buone intenzioni e fiducia nel domani. La sua vita però è costantemente funestata dalle azioni del protagonista del gioco che irrompe, spacca, sfonda, distrugge senza un perché e senza essere mai catturato. Con una costanza e un’infamità che paiono ricordare i destini funesti dei protagonisti dei Looney Tunes.

Come si capisce già dai primi due episodi non c’è solo una trovata divertente e una scrittura di livello ma anche qualche velleità esistenzialista non invadente e nemmeno malriposta.
È per questo spirito, per questa qualità e questa precisione nel centrare i gusti della fetta maggiore di pubblico di YouTube che Warner ha deciso di investire in Machinima. Non si tratta di un’acquisizione, più di un finanziamento, ma uno pesante: 18 milioni di dollari.
Warner spalleggia l’MCN e Machinima (che aveva proprio bisogno di un po’ di ossigeno visto che solo poche settimane prima aveva tagliato il 30 per cento del personale) farà da consulente a Warner e gli fornirà talenti e know-how riguardo il pubblico tra i 15 e i 30 anni, quello più complesso da attaccare.
I due escono già da una collaborazione proficua, ovvero le due stagioni di Mortal Kombat: Legacy , la webserie sul gioco omonimo che stava per diventare film, diretta da Kevin Tancharoen.

NPC EPISODE 1 – THE WORLD IS A LIE

NPC EPISODE 2 – PUBLIC TRANSPORTATION

Gabriele Niola
Il blog di G.N.

I precedenti scenari di G.N. sono disponibili a questo indirizzo

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  • unaDuraLezione scrive:
    Due cose
    contenuto non disponibile
    • Leguleio scrive:
      Re: Due cose

      1) godo per il crollo del mercato giapponese.
      Hanno voluto mettere la galera per il mero
      download, il fallimento è il giusto contrappasso
      per
      costoro.Crolla solo il mercato della musica digitale da fruire sui vecchi telefonini e quella su supporto fisico. Quella venduta tramite internet invece è in aumento. La spiegazione che ho letto in giro individua la causa nel calo a precipizio delle suonerie per telefonini (sì, fanno parte anche quelle del mercato musicale digitale), visto che moltissimi sono passati agli smartphone. Vedi:http://www.billboard.com/biz/articles/news/retail/5937605/digital-physical-music-revenue-decline-again-in-japan
      • tucumcari scrive:
        Re: Due cose
        Che cosa cali (secondo te) è irrilevante il punto è che cala.
      • ... scrive:
        Re: Due cose
        - Scritto da: Leguleio
        Crolla solo il mercCrolla.Benissimo.
      • cicciobello scrive:
        Re: Due cose

        Crolla solo il mercato della musica digitale da
        fruire sui vecchi telefonini e quella su supporto
        fisico. Quella venduta tramite internet invece è
        in aumento.Solo per chiarezza; cosa intendi per "vecchi telefonini"? Intendi quelli con le suonerie polifoniche di cui facevano pubblicità in tv, e che si scaricavano chiamando numeri a pagamento? O altro?Gli mp3 da ascoltare con i lettori tascabili (a parte ipod, che era un caso a sè) in che categoria rientrano?
        • Leguleio scrive:
          Re: Due cose


          Crolla solo il mercato della musica digitale
          da

          fruire sui vecchi telefonini e quella su
          supporto

          fisico. Quella venduta tramite internet
          invece
          è

          in aumento.

          Solo per chiarezza; cosa intendi per "vecchi
          telefonini"? Intendi quelli con le suonerie
          polifoniche di cui facevano pubblicità in tv, e
          che si scaricavano chiamando numeri a pagamento?
          O
          altro?Più che altro cosa intende l'articolo di <I
          Billboard </I
          : comunque sì, la distinzione è quella.I moderni telefonini fanno tutti acquisti via internet, e la voce viene conteggiata a parte.
          Gli mp3 da ascoltare con i lettori tascabili (a
          parte ipod, che era un caso a sè) in che
          categoria
          rientrano?Ehhehe, sembra di capire che dipenda dalla maniera in cui sono stati acquistati. Non è il formato, ma il canale di vendita che fa la differenza.
          • tucumcari scrive:
            Re: Due cose
            - Scritto da: Leguleio


            Crolla solo il mercato della musica
            digitale

            da


            fruire sui vecchi telefonini e quella su

            supporto


            fisico. Quella venduta tramite internet

            invece

            è


            in aumento.



            Solo per chiarezza; cosa intendi per "vecchi

            telefonini"? Intendi quelli con le suonerie

            polifoniche di cui facevano pubblicità in
            tv,
            e

            che si scaricavano chiamando numeri a
            pagamento?

            O

            altro?

            Più che altro cosa intende l'articolo di
            <I
            Billboard </I
            : comunque sì, la
            distinzione è
            quella.
            I moderni telefonini fanno tutti acquisti via
            internet, e la voce viene conteggiata a
            parte.



            Gli mp3 da ascoltare con i lettori tascabili
            (a

            parte ipod, che era un caso a sè) in che

            categoria

            rientrano?

            Ehhehe, sembra di capire che dipenda dalla
            maniera in cui sono stati acquistati. Non è il
            formato, ma il canale di vendita che fa la
            differenza.No non fa alcuna differenza perchè il risultato è che le vendite totali calano!Il fatto che calino e di quanto fa la differenza non il canale!Quando il CEO di sony bmg va a comprarsi l'automobile nessun venditore gli chiede da che "canale" vengono i soldi con cui la paga ma solo quanti sono! :D
          • tucumcari scrive:
            Re: Due cose


            Ehhehe, sembra di capire che dipenda dalla

            maniera in cui sono stati acquistati. Non è
            il

            formato, ma il canale di vendita che fa la

            differenza.
            No non fa alcuna differenza perchè il risultato è
            che le vendite totali
            calano!
            Il fatto che calino e di quanto fa la differenza
            non il
            canale!
            Quando il CEO di sony bmg va a comprarsi
            l'automobile nessun venditore gli chiede da che
            "canale" vengono i soldi con cui la paga ma solo
            quanti
            sono!
            :DGli chiedono da dove vengono gli zampini e le salamelle.
      • Sg@bbio scrive:
        Re: Due cose
        Non cambia nulla.
      • tucumcari scrive:
        Re: Due cose
        - Scritto da: Leguleio

        1) godo per il crollo del mercato giapponese.

        Hanno voluto mettere la galera per il mero

        download, il fallimento è il giusto contrappasso

        per

        costoro.

        Crolla solo il mercato della musica digitale da
        fruire sui vecchi telefonini e quella su supporto
        fisico. Quella venduta tramite internet invece è
        in aumento.

        La spiegazione che ho letto in giro individua la
        causa nel calo a precipizio delle suonerie per
        telefonini (sì, fanno parte anche quelle del
        mercato musicale digitale), visto che moltissimi
        sono passati agli smartphone.
        Vedi:

        http://www.billboard.com/biz/articles/news/retail/irrilevante il punto è che le vendite calano e non crescono!
        • tucumcari scrive:
          Re: Due cose
          - Scritto da: tucumcari
          - Scritto da: Leguleio


          1) godo per il crollo del mercato
          giapponese.


          Hanno voluto mettere la galera per il
          mero


          download, il fallimento è il giusto
          contrappasso


          per


          costoro.



          Crolla solo il mercato della musica digitale
          da

          fruire sui vecchi telefonini e quella su
          supporto

          fisico. Quella venduta tramite internet
          invece
          è

          in aumento.



          La spiegazione che ho letto in giro
          individua
          la

          causa nel calo a precipizio delle suonerie
          per

          telefonini (sì, fanno parte anche quelle del

          mercato musicale digitale), visto che
          moltissimi

          sono passati agli smartphone.

          Vedi:




          http://www.billboard.com/biz/articles/news/retail/
          irrilevante il punto è che le vendite calano e
          non
          crescono!E anche i cocchi d'asini e i macachi non scherzano.
    • Luco, giudice di linea mancato scrive:
      Re: Due cose
      - Scritto da: unaDuraLezione
      Sono anni che dico che un offerta legale analoga
      a quella pirata (ma ovviamente a pagamento), ben
      presentata e che nasconda il lato tecnico è la
      soluzione."Ovviamente" un paio di sfere.Spotify è legale, è gratis e funziona.VEVO è legale, è gratis e funziona.Popcorntv è legale, è gratis e funziona.E' inaccettabile che gli utenti debbano pagare, quando i paladini dell'antipirateria continuano a sostenere da anni che i pirati guadagnano miliardi pur non facendosi pagare una lira (il pirata che chiedesse soldi agli utenti -come conditio sine qua non per permettere il download, non come donazione volontaria che si può scegliere liberamente di dare o meno e se si sceglie di non dare non ci sono svantaggi nel download- per far scaricare materiale pirata oltre che stupido sarebbe il primo a fallire, e non perché venga chiuso dalle autorità ma perché nessun utente gli darebbe un centesimo, e non perché sia illegale, ma perché lo stesso contenuto lo si trova gratuitamente e, per di più, con meno rischi).Quando lo capiranno anche alla MPAA sarà sempre troppo tardi.All'industria dei videogiochi hanno cominciato lentamente a capire, ad esempio FIFA 14 (quindi non la cacchiatina in flash) è gratis per i cellulari Android.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 20 marzo 2014 17.23-----------------------------------------------------------
      • unaDuraLezione scrive:
        Re: Due cose
        contenuto non disponibile
        • Luco, giudice di linea mancato scrive:
          Re: Due cose
          - Scritto da: unaDuraLezione
          Sempre a pagamento sono. Non per l'utente.E' questo che conta.Che si prendano pure i soldi dalla pubblicità o da chi vuol pagare per non averla, a me non dà fastidio (se non invasiva e lì non lo è).
          • Gattazzo scrive:
            Re: Due cose
            - Scritto da: Luco, giudice di linea mancato
            - Scritto da: unaDuraLezione

            Sempre a pagamento sono.

            Non per l'utente.
            E' questo che conta.
            Che si prendano pure i soldi dalla pubblicità o
            da chi vuol pagare per non averla, a me non dà
            fastidio (se non invasiva e lì non lo
            è).Quoto e aggiungo: qualunque cosa ci arriva in grado di essere ascoltata e/o vista è inevitabilmente registrabile anche senza degrado, come ogni logica vuole; e qualunque editor gratuito può eliminare la pubblicità... e volendo ottimizzare il contenutoTenendo in giusto conto detto principio, al limite ma proprio al limite si può anche decidere di voler "pagare" la copia "master".
          • unaDuraLezione scrive:
            Re: Due cose
            contenuto non disponibile
          • Luco, giudice di linea mancato scrive:
            Re: Due cose
            - Scritto da: unaDuraLezione
            L'utente in media paga la pubblicità eccome.Non direttamente, e non è obbligato comunque a comprare quei prodotti. Questo importa.
            Se non fosse così, nessuno farebbe pubblicità
            perchè perderebbe soldi, invece nel mondo reale
            risulta che è l'anima del commercio.Chi fa pubblicità fa un investimento, che può essere giusto o sbagliato. A differenza di chi pretende, facendo investimenti, di guadagnarci sempre e comunque, e pretendere anche che lo stato li ripaghi le perdite se gli investimenti si dimostrano sbagliati. Cosa che avviene per tutti i film italiani, finanziati non dai produttori, ma da noi contribuenti con le nostre tasse. Inclusi quei contribuenti a cui di quel film non gliene può XXXXXXX di meno (e sono tanti).-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 23 marzo 2014 01.46-----------------------------------------------------------
          • Leguleio scrive:
            Re: Due cose

            A differenza di chi
            pretende, facendo investimenti, di guadagnarci
            sempre e comunque, e pretendere anche che lo
            stato li ripaghi le perdite se gli investimenti
            si dimostrano sbagliati. Stai parlando della gestione Alitalia? ;)
            Cosa che avviene per
            tutti i film italiani, finanziati non dai
            produttori, ma da noi contribuenti con le nostre
            tasse. Non tutti i film, e non interamente. Il finanziamento, sulla carta, dovrebbe coprire il 50 % delle spese. Poi, in assenza di una rendicontazione rigorosa, è facile gonfiare le spese e farselo finanziare per intero. Qui una tabella relativa all'anno 2009:http://www.soloparolesparse.com/2009/09/finanziamenti-al-cinema-italiano-questa-la-situazione/Se fai il calcolo sul totale dei film prodotti in Italia nel 2009, vedrai che si tratta di una percentuale bassa.
            Inclusi quei contribuenti a cui di quel
            film non gliene può XXXXXXX di meno (e sono
            tanti).Le case di produzione falliscono lo stesso, o rischiano di fallire, non è un finanziamento "a pioggia" come si vorrebbe far credere dall'esterno:http://trovacinema.repubblica.it/news/dettaglio/fallisce-a-torino-la-casa-di-produzione-lanterna-magica/189390http://finanza.lastampa.it/Notizie/0,607608/Moviemax_ricorso_contro_istanza_di_fallimento.aspxE in Italia si finanzia un po' tutto, in genere le proteste come le tue colpiscono i bersagli in base all'antipatia, non in base ad argomentazioni razionali. I teatri sono finanziati quanto il cinema, anzi, in proporzione agli spettatori molto di più:http://www.quartaparetepress.it/index.php/2012/01/25/nelle-tasche-di-quali-teatri-sono-finiti-i-fondi-del-2011/Poi guardiamoci in faccia e rispondiamo alla domanda: quale teatro di prosa vivrebbe mai degli incassi dei biglietti?
          • unaDuraLezione scrive:
            Re: Due cose
            contenuto non disponibile
          • cicciobello scrive:
            Re: Due cose

            Ho scritto "mediamente".
            se non fosse così le aziende che fanno pubblicità
            butterebbero via i
            soldi.
            Evidentemente non è così.Anche se non la guardi paghi comunque: il costo della pubblicità viene caricato sul prezzo finale del prodotto, e tu paghi tale prezzo (o non lo paghi, se non usi quel prodotto lì) a prescindere dal fatto che tu abbia guardato o meno la pubblicità.Quindi, se scegli un servizio con pubblicità in realtà non paghi nulla di più di quello che avresti pagato comunque.
    • bubba scrive:
      Re: Due cose
      - Scritto da: unaDuraLezione
      Sono anni che dico che un offerta legale analoga
      a quella pirata (ma ovviamente a pagamento), ben
      presentata e che nasconda il lato tecnico è la
      soluzione.no :https://archive.org/stream/luther-blissett#page/n5/mode/2up
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