WebTheatre/ Xbox Live e l'animazione anni 80

di G. Niola - Redmond cerca di conquistare i videogiocatori con una serie per videogiocatori. Animata in stile 8 bit come moda comanda, Your Dungeon, My Dragon tenta di monetizzare l'attenzione delle nicchie

Roma – Microsoft, come sempre, ha preso una direzione ben precisa e per i contenuti video di intrattenimento che manda su Xbox Live! ha deciso di non rischiare: ai videogiocatori si danno contenuti relativi ai videogiochi. Così, accanto alla sicurezza delle sicurezze, ovvero The Guild , la webserie più di successo in assoluto ormai arrivata alla quinta stagione e da 4 anni distribuita in anteprima sui canali della console Microsoft (dopodichè ovunque, partendo da YouTube e finendo nei DVD), ora ha piazzato Your Dungeon, My Dragon , che già dal titolo svela l’obiettivo: piazzarsi nel cuore dei videogiocatori.

your dungeon my dragon

Al centro, com’è facile immaginare, ci sono personaggi da gioco di ruolo oscillanti tra il fantasy e il demenziale (ad esempio l’asino/zombie) impegnati in verbose discussioni, colme di riferimenti pop/geek, che sembrano venire dal cinema di Kevin Smith prima maniera (quello stile Clerks). Insomma, un pasticcio molto autentico ma anche molto modaiolo, che ogni tanto trova la battuta azzeccata ma che forse insiste troppo su temi e stereotipi di quello che immagina essere il proprio pubblico (il videogiocatore accanito).
Non è un caso che nonostante i valori produttivi alti (anche vista la committenza) questi siano dissimulati da un doppiaggio che per la qualità dell’audio cerca di sembrare amatoriale.

La webserie è scritta, ideata e “girata” da Adam de la Peña, autore di cartoni animati per la tv, noto in America (o meglio, presso alcuni spettatori statunitensi) per Code Monkeys , serie animata andata in onda sul canale via cavo G4 (e G4 Canada) tutta centrata sulla vita di un gruppo di programmatori degli anni ’80.
Un prodotto evidentemente rivolto ad una nicchia che, nonostante la destinazione televisiva, già aveva le caratteristiche delle webserie, ovvero parlare ad un audience ben determinato guardandolo alla sua altezza, senza il timore di non essere compreso da molti e con l’aria di chi conosce la materia che racconta.
Ultimo dettaglio geek: Your Dungeon My Dragon, come già Code Monkeys, è animato in stile 8bit. Effetto anch’esso modaiolo ma non sempre azzeccato. L’animazione ridotta all’osso infatti, pur simulando l’economia di movimenti dei primi videogiochi, non giova troppo alla godibilità della serie, anzi. La scarsa azione non fa che aumentare l’effetto di “verbosità” dato dai molti e lunghi dialoghi.

Di certo, di tutta l’operazione Your Dungeon My Dragon, la parte più stimabile è quella relativa alla monetizzazione. Il contenuto principale (gli episodi) è infatti accompagnato da molto materiale accessorio.
Sul sito della serie è possibile infatti navigare tra casual game da browser, video di commento o di dietro le quinte e tutto brandizzato e sponsorizzato da Yaris.
Peccato che poi le visualizzazioni siano sparse in mille player diversi. Prima su Xbox Live, poi sul player proprietario del sito e infine sul canale ufficiale YouTube , che ad ora raccoglie numeri ridicoli, anche se occorre considerare che arriva per ultimo nella catena di sfruttamento.

YOUR DUNGEON, MY DRAGON – EPISODIO 1

Gabriele Niola
Il blog di G.N.

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  • silvan scrive:
    Riflessione
    Quando visito i nostri supermercati pieni di luccicanti vetrine e di generi d'ogni tipo, moltissimi provenienti da paesi prima sottosviluppati ora emergenti, vedo l'apice della civiltà occidentale e mi domando quanto durerà. Domanda retorica, perché è più che mai evidente il suo declino. Ebbene anche la Cina deve però stare attenta, il suo sviluppo è dovuto ai compratori occidentali che hanno finora assorbito la sua produzione, ma se questi ultimi non avranno più disponibilità sarà dura per tutti. E non entro in merito alla progressiva scarsità di materie prime e aumento demografico crescente, fattori che non infondono certo ottimismo.
    • eleirbag scrive:
      Re: Riflessione
      Durerà quanto durerà.Grazie a Dio nulla dura in eterno, ne paesi occidentaline Cina, ne tantomeno l'uomo.Anche gli Egiziani hanno fatto le piramidi con gli Schiaviquando intorno esistevano solo poche capanne.Quando la Cina non avrà più schiavi a buon mercato si cercherannoschiavi più schiavi altrove. Con la piccola differenza che cisaranno 1 miliardo e mezzo di nuovi pseudo-ricchi ma le risorsedisponbili saranno molto ma molto inferiori ad ora con inevitabiliconseguenze negative per tutti.Ma che l'uomo sia una bomba ecologica a tempo non è che serve chelo ricodi io, alla fine si chiuderà l'ennesimo ciclo e se ne apriràl'ennesimo altro.
      • sbrotfl scrive:
        Re: Riflessione
        - Scritto da: eleirbag
        Durerà quanto durerà.
        Grazie a Dio nulla dura in eterno, ne paesi
        occidentali
        ne Cina, ne tantomeno l'uomo.

        Anche gli Egiziani hanno fatto le piramidi con
        gli
        Schiavi
        quando intorno esistevano solo poche capanne.
        Quando la Cina non avrà più schiavi a buon
        mercato si
        cercheranno
        schiavi più schiavi altrove.Hanno già iniziato (scusate per il sito... ma la notizia puntava li' :D)http://www.macitynet.it/macity/articolo/Primi-iPhone-4-brasiliani-in-arrivo/aA55610
  • Allora ho ragione ... scrive:
    prova123
    quando dico che non ha più senso andare a mettere aziende in Cina ... se poi si posso permettere gli smarphone è naturale che le produzioni non sono più competitive, hanno stipendi troppo alti. Basta ora bisogna cambiare direzione ... è necessario portare <s
    sviluppo e </s
    lavoro in Africa ... la nuova frontiera ... secondo me visti gli ultimi eventi stanno preparando il terreno. @^
  • sgabe scrive:
    Perchè?
    Perchè ancora non si è capito che la crisi di ora, è dovuta certo ad un gestione allegra della cosa pubblica, ma sopratutto dovuta al dominio di cina, perchè non lo si dice chiaro? Forse la paura di accettare la sconfitta dell'occidente?
    • eleirbag scrive:
      Re: Perchè?
      Direi che più che una sconfittà è una prevedibile e lentaapparizione di altri soggetti, rimasti per troppo tempoesclusi dai balli, che giocano con numeri e regole bendiversi da quelli occidentali.Anch'io credo comunque ci si nasconda dietro un filo d'erbanel non riconoscere che gran parte della crisi è da ascrivereai mutati scenari mondiali di cui la Cina è una parte consistente.
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