WebTheatre/ Dal MMORPG a YouTube

di Gabriele Niola - Il caso emblematico della serie di episodi che trova molti estimatori, premi e riconoscimenti ma che non riesce a generare un business. La cura messa nella produzione non trova un mercato fecondo

Inizialmente seguitissimo da una folta base di fan che sono anche giocatori di MMORPG stile World Of Warcraft, poi sempre più apprezzato anche da altre tipologie di pubblico fino ad essere stato nominato ed aver vinto come miglior serie per il web agli ultimi YouTube Awards , The Guild si sta confermando come la web serie più seguita del momento nonostante una macchina produttiva grossa e lenta ed una cadenza che non ne facilita la fruizione. Eppure non riesce a generare un business degno di questo nome.

La gilda Tradotto letteralmente sarebbe “La Gilda” e, come è facile intuire, ha come protagonisti i videogiocatori di una gilda di un MMORPG che sono costretti a stringere un legame anche nel mondo reale dopo una lunga frequentazione e molte avventure condivise online. Il mondo del gioco non è mai raccontato né mostrato, come spesso accade nelle web serie. Una delle riprese più usate è infatti quella che simula la webcam (pur se da angolazioni inusuali) e che quindi nega la visione dello schermo, cosa che aumenta ancora di più il senso del grottesco con il quale i personaggi sono presentati.
Tutto il cuore nella serie è nel personaggio protagonista, una giocatrice della gilda che vede piombare a casa sua un altro giocatore che non aveva conosciuto se non online e che per un incomprensione durante una conversazione via messenger pensa che si sia innamorata di lui. E lui ovviamente ricambia focosamente senza voler sentire ragioni. Questo espediente porterà la gilda ad incontrarsi ed interagire con ovvie derivazioni comiche che sfruttano gli stereotipi dei videogiocatori online e consente anche ad ogni episodio di autoconcludersi, nonostante vi sia una trama a fare da filo conduttore tra le puntate.

Si presenta dunque come diretta ad un pubblico ben definito The Guild, ma in realtà quello del gioco online è solo un pretesto e non costituisce mai il centro del racconto che invece è incentrato su componenti più classiche, come la battaglia tra i sessi e la risoluzione di problemi (in questo caso attraverso grotteschi espedienti presi dal mondo del gaming). Anzi, se proprio si dovesse dare un’etichetta al prodotto, questo potrebbe quasi essere più orientato ad un pubblico femminile. E questo forse costituisce la vera forza della serie che non a caso conta su una professionalità più alta della media (che culmina con la protagonista Felicia Day , attrice vista anche in produzioni televisive).
Basta vedere la qualità della recitazione, la scansione rigorosa di ogni episodio e le strutture fisse che sono applicate. Ogni puntata inizia con una videoconfessione e una gag ad essa associata, dopodiché viene la sigla (caratterizzata da una musica originale e incredibilmente empatica), e poi lo svolgimento della puntata che, contrariamente a molte altre serie, è solitamente ottimamente scritta nei suoi pochi minuti di durata. Le immagini sono molto curate, non guardano al cinema e non sono amatoriali ma sempre accuratamente composte.

Una sola occhiata ai titoli di coda di ogni episodio potrebbe bastare a comprendere come mai la cadenza degli episodi sia addirittura mensile, cosa che rende molto difficile tenere le fila della trama e fidelizzare un pubblico. Tutte componenti che la serie sconta al momento di trovare finanziamenti. Come molti altri prodotti che vivono in rete le uniche entrate, incredibile a dirsi, sono ancora le donazioni dei singoli utenti che comprensibilmente non superano mai i 100$ a persona e che in linea di massima si attestano su versamenti da 5 o 10 dollari.
The Guild non ha un partner per la produzione né riesce a trovare uno sponsor, tutti i riconoscimenti avuti online e le mille lodi che arrivano da tutte le parti per la qualità del prodotto non sembrano servire. E come per le altre serie, non aiuta il fatto che sia difficile stabilire esattamente l’entità esatta del pubblico che vi assiste, dato lo spezzettamento di ogni episodio distribuito sia sul sito ufficiale, che sul canale YouTube che su tutti gli altri siti di sharing video.

Gli attori Se le web serie somigliano molto al garage rock nella maniera in cui artigianalmente e con una componente genuinamente amatoriale riescono a riscoprire i valori basilari della messa in scena e del racconto audiovisuale, è anche vero che stentano ancora a trovare un pubblico critico: il caso di The Guild è esemplare per come dimostra che anche tutta la pubblicità positiva possibile non conta se non c’è una struttura produttiva solida dietro in grado di garantire un business.

THE GUILD – Episode 1

Gabriele Niola
Il blog di G.N.

I precedenti scenari di G.N. sull’evoluzione dell’uso delle tecnologie nella tv e nel cinema nell’era digitale sono disponibili a questo indirizzo

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  • pentolino scrive:
    Per carità!
    Io uso un software per la gestione delle password e indovinate un po'? E' open source! Come si fa ad affidare la propria vita digitale (con tutte le possibili connessioni ed implicazioni nella vita reale) ad una porcheria come il TPM che blinda tutto al di fuori del tuo controllo? Io voglio un computer che sia Personal per davvero, mio ed al mio servizio, punto!
    • Cobra Reale scrive:
      Re: Per carità!
      - Scritto da: pentolino
      Io uso un software per la gestione delle password
      e indovinate un po'? E' open source! Come si fa
      ad affidare la propria vita digitale (con tutte
      le possibili connessioni ed implicazioni nella
      vita reale) ad una porcheria come il TPM che
      blinda tutto al di fuori del tuo controllo?

      Io voglio un computer che sia Personal per
      davvero, mio ed al mio servizio,
      punto!Quoto tutto. Già è molto sospetto che non si possa cambiare la chiave di cifratura del chip, che tra l'altro potrebbe significare perdere tutti i dati criptati qualora il chip TPM si rompesse (nella migliore delle ipotesi, l'utente potrebbe essere costretto a pagare fior di quattrini per recuperarli) perché il nuovo chip probabilmente avrebbe una chiave diversa.A prescindere da tutto questo, è bene non fidarsi ciecamente di un componente di cui l'utente non può conoscere a fondo il funzionamento e che potrebbe nascondere delle backdoor in grado di consentire a chi le conosce, di sproteggere i propri dati personali.
      • pentolino scrive:
        Re: Per carità!
        ecco, vedo che abbiamo le stesse perplessità... era appunto a questo che mi riferivo quando ho definito il chip TPM una "porcheria"
        • Be&O scrive:
          Re: Per carità!
          In fatti la crittazione sicura esiste solo se basatasull'utente e non su un chip esterno.Anche i nuovi dischi AES se rompi il PC e ti rimane il disco, da quel disco non recuperi più niente, mentre se si basasull'utilizzatore, essendo in vita può recuperare i propri dati.IL TCP è utile solo sulle aziende ma all'utente singoloè solo una palla al piede !PS: Come utente intendo dati biometrici fissi che nonpossono essere alterati, non la memoria dell'utente :-)
        • nemmeno scrive:
          Re: Per carità!
          quoto tutti e due, ma per il computer personal!ma nel caso di un client aziendale è il management/responsabile IT che deve avere il controllo delle chiavi o il dipendente?secondo me in quel caso è più giusto che sia il datore di lavoro ad avere il controllo delle chiavi piuttosto che il dipendente.
          • pentolino scrive:
            Re: Per carità!
            forse in quel caso è meglio che lo abbia il datore di lavoro, ma di sicuro non il chip TPM in ogni caso!
          • Cobra Reale scrive:
            Re: Per carità!
            - Scritto da: pentolino
            forse in quel caso è meglio che lo abbia il
            datore di lavoro, ma di sicuro non il chip TPM in
            ogni
            caso!Sono daccordo. Credo che un datore serio voglia qualcosa di cui potersi fidare veramente, ed il TPM non avrebbe tutti i requisiti perché probabilmente anche in quel caso il suo funzionamento sarebbe noto solo al consorzio che l'ha creato, non all'azienda che vorrebbe servirsene per aumentare la sicurezza dei suoi sistemi (quindi le chiavi sarebbero in mano al TCG, non al datore di lavoro).Dopotutto, il TPM è soprannominato Fritz Chip in onore di Ernest "Fritz" Hollings , a cui Wikipedia dedica due voci:http://en.wikipedia.org/wiki/Fritz_chiphttp://en.wikipedia.org/wiki/Fritz_Hollings-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 26 aprile 2008 16.34-----------------------------------------------------------
  • Il Vero Presciutto Toscano scrive:
    bah
    tutto come al solito dipende da come intenderanno applicare nei fatti queste nuove applicazioni della tecnologia TC.con il TC si posson fare tante di quelle cose buone, utili ed economiche... se il signor PGP intende buttarsi nel trusted computing per rifilarci a tutti l'ennesimo DRM su per il didietro può tornare pure dov'era.spero e non credo che sia questo il caso. sono fiducioso
    • CCC scrive:
      Re: bah
      - Scritto da: Il Vero Presciutto Toscano
      tutto come al solito dipende da come intenderanno
      applicare nei fatti queste nuove applicazioni
      della tecnologia
      TC.

      con il TC si posson fare tante di quelle cose
      buone, utili ed economiche... se il signor PGP
      intende buttarsi nel trusted computing per
      rifilarci a tutti l'ennesimo DRM su per il
      didietro può tornare pure
      dov'era.

      spero e non credo che sia questo il caso. sono
      fiduciosoio invece non lo sono...i DRM (Digital Restriction Management) non vengono da soli... i DRM NON aggirabili, vanno sempre a braccetto con il Trusted anzi Treacherous Computing...Cosa succederà a causa di DRM+TC su ebook, videoteche digitalizzate (anche riversando vecchi nastri), biblioteche ed archivi digitalizzati (con i taaaaanti soldi pubblici spesi), ecc. ecc. ... ?Si rischia anche di perdere per sempre quantità enormi di SAPERE, di CONOSCENZA, di DOCUMENTAZIONI STORICHE...Il tutto per permettere a delle multinazionali (dell'intrattenimento musica/video, del software, delle telecomunicazioni, ecc...) di continuare a guadagnare miliardi in modo del tutto ingiustificato...il tutto per facilitare le politiche di controllo e repressione a tanti regimi totalitari...il tutto per l'inettitudine di tanti politicanti e governanti da strapazzo sparsi nel mondo...il tutto per l'indifferenza e, spesso, per la colpevole complicità passiva di sterminate greggi umane di "consumatori"...non è ancora abbastanza?vogliamo deciderci a dire BASTA?http://www.fsf.org/campaigns/drm.htmlhttp://defectivebydesign.org/http://drm.info/http://no1984.org/http://www.no1984.org/Dettagli_sul_Trusted_Computing
      • AtariLover scrive:
        Re: bah
        Magari è anche grazie ai predicatori apocalittici che la realtà attuale è lontana da quella predetta no? ;)(atari)
        • Be&O scrive:
          Re: bah
          Leggermente Lontana, visto che si parla giàdi Telecamere in casa della gente !!!Il tutto per la sicurezza Nazionale e dei Minori !
      • Be&O scrive:
        Re: bah
        Quello che fa andare avanti una nazione è la Politicastesso vale con il Trusted Computing, se esistesse unintelligenza robotica esclusa da influenze umane, ancheil trusted potrebbe andare, ma chi fa il trusted se noiuomini.La politica in italia e nel mondo è Buona e Giusta ?NOStesso varrà per il Trusted Computing !Non mi interessa niente se Vista e X-Box 360 siano apribilicome una scatoletta di sardine, erano questi i portavoce diTPM ! (Il TPM non poteva sbagliare, eppure!?)Quindi NO al TPM Pilotato !
        • AtariLover scrive:
          Re: bah
          - Scritto da: Be&O

          Non mi interessa niente se Vista e X-Box 360
          siano
          apribili
          come una scatoletta di sardine, erano questi i
          portavoce
          di
          TPM ! (Il TPM non poteva sbagliare, eppure!?)
          C'è da dire che a quanto se ne sa il TPM in Vista è usato per i soli scopi di crittazione... per ora.Sono convinta che come ogni cosa può essere usata bene o male, resta il fatto che chi decide come usarla devo essere IO. E IO devo poter decidere la chiave inserita. Poi ribadisco che se nessuno avesse alzato il polverone e fatto paura alla gente magari ora saremmo già tutti Trustati, quindi vanno bene i profeti di sventura se servono a questo ;)(atari)
      • nemmeno scrive:
        Re: bah
        tu confondi alcune cosette:1) diritto all'anonimato2) diritto all'accesso gratuito ai beni pubblicicon 1) necessità di gestione dei dati aziendali2) necessità di proteggere i propri investimentialcune multinazionali dell'industria dell'intrattenimento stanno facendo fior di proseliti allungando a dismisura il valore del copyright et. etc. ma questo secondo me non è il acso.come ho scritto sotto mi sembra una cosa utile per una azienda
  • CCC scrive:
    meno male...
    che ci sono la GPLv3 e GPG...anche se la lotta è davvero impari...
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