Nella beta 2.26.7.8 per Android spunta una novità: WhatsApp sta testando la possibilità di bloccare l’accesso all’account con una password alfanumerica. Un ulteriore strato di protezione oltre al codice a 6 cifre e alla verifica in due passaggi.
Come funziona la password dell’account su WhatsApp
La password è composta da 6 a 20 caratteri, e deve contenere almeno una lettera e un numero. Si può creare dalle impostazioni dell’app, ed è opzionale. Inoltre, può essere modificata o rimossa in qualsiasi momento. WhatsApp indicherà se la password scelta è sufficientemente robusta, con il solito indicatore verde/giallo/rosso che ormai conosciamo tutti.
Il meccanismo di autenticazione diventa stratificato come una matrioska. Al momento del login, dopo aver inserito il codice di verifica a 6 cifre, WhatsApp chiederà la password dell’account. Chi ha attivato anche la verifica in due passaggi, dovrà inserire prima il codice 2FA e poi la password. Tre barriere consecutive che un hacker dovrebbe superare tutte per accedere al proprio account.
In pratica, anche se qualcuno riesce a ottenere il proprio codice di verifica tramite SIM swapping e, scenario al momento improbabile, anche il codice della verifica in due passaggi, si troverebbe comunque bloccato dalla password. Un lucchetto dietro un lucchetto dietro un altro lucchetto.
Serve davvero un terzo livello di sicurezza?
La domanda è legittima. La verifica in due passaggi già protegge contro la maggior parte degli attacchi comuni. Un malintenzionato che ottiene il codice a 6 cifre si ferma davanti al secondo codice, che solo il proprietario dell’account conosce. La password aggiunge protezione in scenari estremi, quando il dispositivo viene compromesso, o in caso di attacco mirato sofisticato, che per l’utente medio restano improbabili.
Ma la sicurezza non funziona solo contro le minacce probabili, funziona contro quelle possibili. E per chi usa WhatsApp per comunicazioni sensibili, come giornalisti, attivisti, professionisti che gestiscono informazioni riservate, un livello può essere utile.
Disponibilità
La funzione è in fase di sviluppo e non ha ancora una data di rilascio. WhatsApp sta perfezionando il meccanismo e, una volta completati i test, lo distribuirà gradualmente. Come per tutte le funzionalità avvistate nelle beta, i tempi possono variare e i dettagli dell’implementazione finale potrebbero differire da quanto descritto qui.