Wikileaks, filiazioni e asili politici

Il sito di controinformazione dovrebbe presto fare i conti con una nuova organizzazione che opera nello stesso ambito. I transfughi di WikiLeaks intendono dare del filo da torcere a Julian Assange
Il sito di controinformazione dovrebbe presto fare i conti con una nuova organizzazione che opera nello stesso ambito. I transfughi di WikiLeaks intendono dare del filo da torcere a Julian Assange

WikiLeaks dovrà presto fare i conti con l’ennesimo concorrente, un nuovo sito per la raccolta e la pubblicazione di documenti riservati di pubblico interesse con una spiccata vocazione a farsi guardare con sospetto dai governi di una buona metà del mondo. A capo dell’iniziativa ci sarà Daniel Domscheit-Berg, collaboratore del fondatore di WikiLeaks Julian Assange e da quest’ultimo allontanato lo scorso settembre a causa di presunte rivelazioni “non autorizzate” a un giornalista di Newsweek .

Come gli stessi portavoce di Wikileaks confermano, accanto a Daniel Domscheit-Berg ci saranno altri 3 o 4 ex-dipendenti dell’organizzazione evidentemente anch’essi scontenti di come Assange ha deciso di gestire le ultime rivelazioni del sito.

In particolare i transfughi criticano Assange per le modalità di gestione delle ultime gragnole di documenti riservati riguardanti i conflitti in Medioriente, informazioni dalla enorme portata mediatica, politica e militare rilasciati al pubblico – queste le accuse ad Assange – senza salvaguardie nei confronti dei tanti civili e collaboratori degli eserciti occidentali così come delle organizzazioni umanitarie.

La scarsa attenzione alla protezione delle fonti ha messo in pericolo molte vite e molte operazioni di copertura, hanno denunciato in coro il governo degli Stati Uniti come Reporter senza Frontiere, ed è proprio all’insegna di una maggiore attenzione ai particolari e alla cura dei documenti prima della pubblicazione – oltre che a un rinnovamento anche tecnologico – che nascerà la nuova iniziativa di Domscheit-Berg e sodali.

E mentre i suoi ex-collaboratori pensano alla controinformazione del futuro, Assange continua a essere impelagato nei suoi guai legali con i governi di mezzo mondo. In Svezia è ancora in corso l’indagine sulle presunte accuse di stupro nei confronti di due ragazze presenti alle sue conferenze stampa, tanto che Assange dice di voler denunciare il governo locale per meglio difendersi da quelle che lui considera come accuse prive di fondamento. Il founder di Wikileaks è inoltre ancora alla ricerca di un paese disposto a ospitarlo: l’ultimo candidato in ordine di tempo è la Svizzera .

Alfonso Maruccia

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08 11 2010
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