Wikileaks: no donazioni, no pubblicazioni

Il sito di Assange sospende le attività per concentrarsi sul reperimento di finanziamenti. Quelli che i grandi colossi delle carte di credito hanno bloccato un anno fa

Roma – Wikileaks sospende le pubblicazioni a causa del blocco finanziario ( MasterCard , Bank of America , PayPal , oltre a VISA e Western Union) cominciato nel dicembre 2010, a dieci giorni di distanza dalla prima grande tornata di rivelazioni trafugate alle ambasciate statunitensi nel mondo.

Il blocco , che Julian Assange ha definito “un attacco concertato, politico e su iniziativa degli Stati Uniti”, è costato al sito il 95 per cento delle sue entrate. Negli ultimi 11 mesi il funzionamento di Wikileaks è stato possibile solo grazie alle riserve di denaro accumulate attraverso le copiose donazioni del 2010.

Per questo motivo il fondatore del sito delle rivelazioni scomode oggi ha tenuto una conferenza stampa in cui ha invitato tutti i cittadini a contribuire, attraverso dei meccanismi di donazione alternativi , al sostentamento e, di fatto, alla sopravvivenza del sito stesso: “Non si può permettere a una manciata di aziende finanziarie statunitensi, a causa del loro portafogli, di decidere come il mondo intero debba votare”.

Nonostante a gennaio di quest’anno lo stesso Segretario del Tesoro abbia ammesso che non vi è alcun appiglio normativo a cui le autorità USA possano fare riferimento per giustificare tale blocco, e nonostante la condanna, tra gli altri, dell’Alto Commissario per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, i grandi colossi finanziari (le sole VISA e MasterCard in Europa controllano circa il 97 per cento dell’intero mercato dei pagamenti con carta di credito) non accennano a fare marcia indietro.

Nel tentativo di contrastare quello che viene definito un attacco politico, Wikileaks ha dunque deciso di sospendere le pubblicazioni per concentrare tutte le proprie risorse sul reperimento dei fondi necessari perché l’organizzazione possa essere tenuta in vita. “Abbiamo iniziato un’azione di precontenzioso – si legge sul sito – contro il blocco in Islanda, Danimarca, Regno Unito, Bruxelles, Stati Uniti e Australia. Abbiamo presentato querela per violazione della concorrenza alla Commissione Europea e aspettiamo una pronuncia in riferimento all’eventuale apertura, da parte della European Competition Authority, di un’inchiesta sui comportamenti di VISA e MasterCard”.

Elsa Pili

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Assioma scrive:
    non scrivete codice
    Il codice contiene buchi, tanto codice contiene tanti buchi, se proprio dovete scrivere codice scrivetene il meno possibile così conterrà pochi buchi e pian piano magari riuscite a metterci delle pezze.Purtroppo i pc sono sempre più potenti e i programmatori sembrano pagati un tanto a riga visto che abbondano impuniti. L'altro giorno ho tirato giù da Dell un driver Bluetooth, 250 MB circa ...
    • Aldus scrive:
      Re: non scrivete codice
      - Scritto da: Assioma
      Il codice contiene buchi, tanto codice contiene
      tanti buchi, se proprio dovete scrivere codice[...]E dove li metti i governi che vogliono poter decifrare qualsiasi cosa? Non è un bug, questa è una feature.
    • rudy scrive:
      Re: non scrivete codice
      ormai anche la piu stupida delle applicazioni e' enorme (oltreche usa una enormita di memoria) perche include librerie gigantesche, ma lo fa proprio per scrivere meno codice nuovo.. almeno nelle intenzioni, mentre nella realta', avendoci tutta questa cornucopia di funzioni in libreria, finisce per usarle inutilmente aumentando memoria, disco e bug a dismisura..
  • Francesco scrive:
    Se i costruttori costruissero...
    Se i costruttori costruissero come i programmatori programmano, il primo picchio distruggerebbe la civiltà umana.Seconda legge di Weinberg
    • Martin Pescatore scrive:
      Re: Se i costruttori costruissero...
      semplicemente perché programmare é piú difficile che costruire
      • malto scrive:
        Re: Se i costruttori costruissero...
        - Scritto da: Martin Pescatore
        semplicemente perché programmare é piú
        difficile che
        costruireforse per te, ma puoi sempre fare il muratore se vuoi :D
    • Martin Pescatore scrive:
      Re: Se i costruttori costruissero...
      semplicemente perché programmare é piú difficile che costruire
    • Nemis scrive:
      Re: Se i costruttori costruissero...
      a vedere come costruiscono in giro... ho piu fiducia nei programmatori
  • hermanhesse scrive:
    Scusate...
    Io sono sincero.Sempre, nel bene e nel male.NON CI HO CAPITO UN XXXXX. Portate pazienza... ma a quale livello c'è questo "baco"???
    • Picchio Piripicchi o scrive:
      Re: Scusate...
      Non lo sa nemmeno l'autore dell'articolo.
    • Zucca Vuota scrive:
      Re: Scusate...
      - Scritto da: hermanhesse
      Io sono sincero.
      Sempre, nel bene e nel male.

      NON CI HO CAPITO UN XXXXX. Portate pazienza... ma
      a quale livello c'è questo
      "baco"???Significa che se usi questo standard del W3C con questi sistemi di cifratura (AES con CBC), sei crackabile.
      • hermanhesse scrive:
        Re: Scusate...
        Cioè è possibile craccare AES /CBC se il dato è XML?Ho capito bene? Se ho capito bene: mi sembra una caxxata. Sicuramente ho capito male.
        • Aldus scrive:
          Re: Scusate...
          - Scritto da: hermanhesse
          Cioè è possibile craccare AES /CBC se il dato è
          XML?Qualsiasi cosa viene criptata deve poi essere decriptata. Se può farlo un progeamma questo può essere riprodotto. E' così semplice.
          • hermanhesse scrive:
            Re: Scusate...
            Ma che stai dicendo? Uno decripta una cosa se ha una chiave... qui si parla di forzare AES quando... aspetta, ho letto qui:http://www.webnews.it/2011/10/24/falla-xml-a-rischio-la-sicurezza-delle-transazioni/ed ho capito:La crittografia XML è stata progettata per garantire la riservatezza delle transazioni, ma i due ricercatori sono riusciti a violare lo standard inviando testi cifrati modificati ai server. <b
            Dalle informazioni presenti nei messaggi di errore ricevuti, è stato possibile decifrare i dati. </b
            Così ha un senso...
Chiudi i commenti