Wikileaks, vittoria in Islanda contro Visa e Mastercard

Un giudice obbliga il partner locale dei noti circuiti di pagamento a rimuovere il blocco ai canali finanziamento al sito. Pronto l'appello. In attesa di decisioni analoghe in Danimarca e Belgio

Roma – Una vittoria significativa per il celebre sito delle soffiate Wikileaks, celebrata dal founder Julian Assange dopo la sentenza diramata dalla corte distrettuale di Reykjavík. Valitor, partner islandese dei giganti Visa e Mastercard, avrà due settimane di tempo per rimuovere il blocco dei canali di pagamento verso la piattaforma dei cablo .

Secondo il giudice di Reykjavík, i responsabili di Valitor avrebbero violato i termini contrattuali stipulati con Wikileaks, in seguito all’ostruzione dei principali canali di pagamento nell’anno 2010. Gestendo in Islanda le transazioni effettuate con i sistemi Visa e Mastercard, la società potrebbe pagare una multa pari a 6mila dollari per ciascun giorno d’inadempienza .

“Un piccolo ma importante passo nella lotta alle potenti banche” come sottolineato a caldo dalla portavoce di Wikileaks Kristinn Hrafnsson. I colossi globali del credito avevano bloccato le donazioni verso il sito in seguito alla scomoda pubblicazione dei 250mila cablo diplomatici con la presunta collaborazione della talpa Bradley Manning. Alla base della sospensione, la presunta violazione dei termini di servizio da parte della piattaforma .

In mancanza delle fondamentali donazioni da parte degli utenti, Wikileaks aveva denunciato Valitor con il supporto del suo servizio di credito DataCell. Altre due cause sono attualmente in attesa di giudizio in Danimarca e Belgio . Il sito delle soffiate si era inoltre rivolto alla Commissione Europea, che potrebbe decidere di passare la palla a uno dei principali organi di giustizia a livello comunitario.

“Non riusciranno ad imporci il silenzio – ha esordito il founder Julian Assange – La censura economica è censura. È sbagliata, soprattutto perchè avviene al di fuori della legge. Ad uno ad uno, tutti quelli che sono coinvolti nella censura di Wikileaks si ritroveranno nella parte sbagliata di questa storia”.

I responsabili di Valitor potranno ora presentare ricorso in appello, nel tentativo di combattere lo sblocco dei canali di pagamento verso la piattaforma . La decisione del giudice di Reykjavík ha però valore solo ed esclusivamente in Islanda. Visa e Mastercard potranno continuare ad impedire le donazioni verso il sito delle soffiate, che nel 2011 aveva interrotto le pubblicazioni dopo i quasi 2 milioni di fondi ricevuti nell’anno dei cablo .

Mauro Vecchio

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