Wikipedia: non siamo venditori, ma bibliotecari

L'ennesimo appello di Wikipedia ai suoi lettori e fruitori: c'è bisogno di donazioni per mantenere attiva e operativa l'enciclopedia.
L'ennesimo appello di Wikipedia ai suoi lettori e fruitori: c'è bisogno di donazioni per mantenere attiva e operativa l'enciclopedia.

Non venditori, ma bibliotecari. Così recita l’appello (l’ennesimo) rivolto da Wikipedia ai suoi lettori e fruitori. La piattaforma tende la mano verso la propria community chiedendo aiuto per far fronte alle inevitabili spese legate all’attività online: l’enciclopedia è libera e gratuita, costantemente aggiornata dai suoi contributori, ma l’infrastruttura che la mantiene operativa presenta costi a cui bisogna necessariamente far fronte.

Ciao a te che ci leggi in Italia, sembra che tu utilizzi molto Wikipedia, che bello! Anche se è un po’ imbarazzante chiedertelo, questo giovedì avremmo bisogno del tuo aiuto.

L’appello di Wikipedia, serve aiuto

Diversi i messaggi mostrati a seconda del fatto che si navighi con browser in modalità Incognito o meno e se in passato è già stata effettuata una donazione. Non manca qualche piccola imprecisione, in ogni caso nulla di imperdonabile: uno afferma che “meno dell’1% dei nostri lettori dona” (screenshot di seguito), mentre l’altro (allegato poco più sotto) che “il 98% dei nostri lettori non dona”.

Noi non siamo venditori. Siamo bibliotecari, archivisti e persone del mondo dell’informazione. Meno dell’1% dei nostri lettori dona a Wikipedia. Donando solo 2 €, il prezzo del tuo caffè oggi, Wikipedia potrà continuare a crescere. Grazie.

L'appello di Wikipedia per le donazioni

Di recente Wikipedia ha annunciato la stretta di mano con The Internet Archive per rendere consultabili le fonti delle voci presenti nel suo immenso database quando si tratta di libri.

Il 98% dei nostri lettori non dona, fa finta di niente. Se sei uno dei quei lettori straordinari che ha già donato, ti ringraziamo di cuore.

L'appello di Wikipedia per le donazioni

A metà gennaio l’enciclopedia online è tornata raggiungibile in Turchia dopo oltre due anni e mezzo di blocco da parte degli ISP. Era stata messa al bando da Ankara per una presunta campagna diffamatoria nei confronti del governo. Un problema che interessa anche la Cina.

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