Wikipedia, enciclopedia libera dagli estorsori

Bloccati 381 account responsabili di azioni di manipolazione sulle pagine dell'enciclopedia collaborativa: chiedevano denaro per tutelare articoli promozionali
Bloccati 381 account responsabili di azioni di manipolazione sulle pagine dell'enciclopedia collaborativa: chiedevano denaro per tutelare articoli promozionali

Wikimedia Foundation ha comunicato di aver bloccato 381 account collegati a soggetti che li utilizzavano per creare e modificare centinaia di pagine su Wikipedia per promuovere determinati soggetti dietro compenso o disseminare disinformazione su voci esistenti nel tentativo di estorcere denaro.

L’operazione che è stata soprannominata “Orangemoody”, dal nome di uno degli utenti colpevoli e vede come motivazione dietro il blocco di questi diversi account l’aver ricevuto denaro in violazione delle linee guida della piattaforma: un’accusa che già in passato ha visto Wikimedia pronta ad intervenire bloccando circa 250 account.

Mentre in passato Wikimedia se l’era dovuta vedere con una realtà riconosciuta , Wiki-PR , ora per il momento riferisce di non sapere chi si nasconde dietro a tali attacchi e agli account che li hanno condotti : ha individuato solo uno schema comune di comportamenti a mezzo utenze multiple , che andava dalla manomissione di pagine alla creazione di nuove voci, passando per la richiesta ad aziende e privati di contributi per scrivere cose positive e promuovere articoli di stampo promozionale.

“Siamo ancora in una fase preliminare per potersi esprimere completamente sulla questione”, ha spiegato un portavoce sulla questione.

Per il momento gli editor dell’Enciclopedia Libera sono d’altra parte fortemente impegnati nel rivedere e correggere le conseguenze dell’operazione truffaldina : un primo elenco delle voci interessate è già disponibile e da esso si scopre che più di 200 pagine sono già state cancellate in quanto “in generale costituite da contenuti promozionali, spesso basate su informazioni di parte o del tutto forvianti, con fonti che non rispettano i canoni dell’enciclopedia libera e potenziali violazioni di diritto d’autore”.

Claudio Tamburrino

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