Windigo, la botnet che tiene schiavi i server Linux

ESET svela l'esistenza di una rete basata su server Linux infetti e usata per distribuire spam e malware in giro per il Web. Il network avrebbe agito indisturbato per più di due anni

Roma – La security enterprise slovacca ESET ha identificato e studiato una botnet basata su server Linux infetti, un vero e proprio cyber-crimine organizzato soprannominato Operazione Windigo e pensato per inviare messaggi di spam in giro per la Rete o rubare credenziali di accesso agli ignari visitatori di siti web ospitati su server infetti.

La gang criminale dietro l’operazione Windigo – nome in codice scelto in omaggio agli Stati Uniti, uno degli obiettivi primari dell’iniziativa – ha agito indisturbata per più di due anni, spiega ESET , prendendo il controllo di 25.000 server basati su sistemi operativi Linux, 10.000 dei quali risultano tutt’ora infetti.

I criminali sono riusciti a prendere il controllo dei server usando una serie di componenti come la precedentemente identificata backdoor OpenSSH Linux/Ebury, dice ancora ESET, potendo in seguito contare sulle significative risorse a disposizione dei sistemi infetti in quanto a banda, storage, capacità di calcolo e memoria RAM.

La security enterprise stima in mezzo milione il numero di utenti Web giornalieri reindirizzati verso contenuti malevoli, mentre 35 milioni sono i di messaggi spam inviati ogni giorno dall’infrastruttura di Windigo ancora attiva e capaci di colpire i sistemi operativi Linux, FreeBSD, OpenBSD, Mac OS X e Windows.

Frutto di una collaborazione tra la società slovacca e organizzazioni internazionali quali CERT-Bund, CERN e Swedish National Infrastructure for Computing, il rapporto ESET sull’operazione Windigo nasce come iniziativa “persuasiva” nei confronti di quegli amministratori di sistema non ancora contattati che risultino vittime della ignota cyber-gang.

Alfonso Maruccia

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  • prova123 scrive:
    stiamo aspettando da fine anni sessanta
    per le chiacchere fatte sinora sembra più un argomento italiano che giapponese ...
    • prova123 scrive:
      Re: stiamo aspettando da fine anni sessanta
      Inoltre la devono smettere di pensare di fare un accrocchio hardware e spacciarlo per console. Una console è tale solo se ci sono giochi adeguati all'hardware che non ti fanno rimpiangere il denaro speso ... altro che uccellini arrabbiati e caramelline ...
    • TADsince1995 scrive:
      Re: stiamo aspettando da fine anni sessanta
      - Scritto da: prova123
      per le chiacchere fatte sinora sembra più un
      argomento italiano che giapponese
      ...La tecnologia per fare un casco virtuale, in realtà, esiste da una vita. Mi ricordo che nei primi anni 90 ad una fiera provai il Virtuality (che tra l'altro era Amiga-powered!) e nonostante la grafica a poligoni solidi e una risoluzione che oggi fa sorridere, fu un'esperienza abbastanza interessante. Peccato che all'epoca il casco pesava svariati Kg...La potenza di calcolo necessaria per generare due fotogrammi per volta ormai c'è (al limite, si rinuncia a qualche dettaglio rispetto alla grafica a singolo fotogramma), gli lcd FullHD li vendono un tanto al chilo e gli accelerometri e i giroscopi li abbiamo anche nei cellulari da 60 euro.Forse ci siamo!
      • dicu botta scrive:
        Re: stiamo aspettando da fine anni sessanta
        - Scritto da: TADsince1995
        - Scritto da: prova123

        per le chiacchere fatte sinora sembra più un

        argomento italiano che giapponese

        ...

        La tecnologia per fare un casco virtuale, in
        realtà, esiste da una vita. Mi ricordo che nei
        primi anni 90 ad una fiera provai il Virtuality
        (che tra l'altro era Amiga-powered!) e nonostante
        la grafica a poligoni solidi e una risoluzione
        che oggi fa sorridere, fu un'esperienza
        abbastanza interessante. Peccato che all'epoca il
        casco pesava svariati
        Kg...

        La potenza di calcolo necessaria per generare due
        fotogrammi per volta ormai c'è (al limite, si
        rinuncia a qualche dettaglio rispetto alla
        grafica a singolo fotogramma), gli lcd FullHD li
        vendono un tanto al chilo e gli accelerometri e i
        giroscopi li abbiamo anche nei cellulari da 60
        euro.

        Forse ci siamo!hanno annunciato il developer kit 2 di oculus rift, preordine oggi, consegna a luglio
        • FDG scrive:
          Re: stiamo aspettando da fine anni sessanta
          - Scritto da: dicu botta
          hanno annunciato il developer kit 2 di oculus
          rift, preordine oggi, consegna a luglioRisoluzione HD?
      • bubba scrive:
        Re: stiamo aspettando da fine anni sessanta
        - Scritto da: TADsince1995
        - Scritto da: prova123

        per le chiacchere fatte sinora sembra più un

        argomento italiano che giapponese

        ...

        La tecnologia per fare un casco virtuale, in
        realtà, esiste da una vita. Mi ricordo che nei
        primi anni 90 ad una fiera provai il Virtuality
        (che tra l'altro era Amiga-powered!) e nonostante
        la grafica a poligoni solidi e una risoluzione
        che oggi fa sorridere, fu un'esperienza
        abbastanza interessante. Peccato che all'epoca il
        casco pesava svariati
        Kg...

        La potenza di calcolo necessaria per generare due
        fotogrammi per volta ormai c'è (al limite, si
        rinuncia a qualche dettaglio rispetto alla
        grafica a singolo fotogramma), gli lcd FullHD li
        vendono un tanto al chilo e gli accelerometri e i
        giroscopi li abbiamo anche nei cellulari da 60
        euro.

        Forse ci siamo!il prob di questa roba ormai non e' piu il dettaglio hw, ma questo : http://www.tomshw.it/cont/news/oculus-rift-la-realta-e-virtuale-ma-il-mal-di-mare-e-reale/48813/1.htmlNon e' una questione che si puo' liquidare con faciloneria (l'articolo e' un po scherzoso...), anche solo per gli avvocati a caccia di class action :P
        • TADsince1995 scrive:
          Re: stiamo aspettando da fine anni sessanta

          Non e' una questione che si puo' liquidare con
          faciloneria (l'articolo e' un po scherzoso...),
          anche solo per gli avvocati a caccia di class
          action
          :PMah... Non ho provato gli Oculus Rift, ma mi ricordo che già ai tempi di Doom c'era gente a cui veniva il mal di mare a giocarci... E' molto soggettivo probabilmente.
        • FDG scrive:
          Re: stiamo aspettando da fine anni sessanta
          - Scritto da: bubba
          Non e' una questione che si puo' liquidare con
          faciloneria (l'articolo e' un po scherzoso...),
          anche solo per gli avvocati a caccia di class
          action
          :PHai presente i disclaimer sull'epilessia?
    • Sg@bbio scrive:
      Re: stiamo aspettando da fine anni sessanta
      Negli anni 90 si parlava tanto di realtà virtuale, ma molti progetti che dovevano uscire nel mercato, non sono mai arrivati.Mi ricorda un casco per pc, che doveva immergerti dentro al gioco, ti potevi muovere la visuale spostando la testa, non ricordo come si chiama, ma non credo abbia avuto molto sucXXXXX.Mi ricordo pure che XXXX ai tempi del megadrive annuccio un casco per la VR, ma non fu mai uscito.
    • FDG scrive:
      Re: stiamo aspettando da fine anni sessanta
      - Scritto da: prova123
      per le chiacchere fatte sinora sembra più un
      argomento italiano che giapponese
      ...Se cacci i soldi i sistemi VR ci sono. Ma solo ora abbiamo la tecnologia per arrivare sul mercato consumer con qualità decente e costi ragionevoli.
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