Windows 8 e IE6, in calo a settembre

A sorpresa, il nuovo OS di Redmond rallenta la crescita, mentre il vecchio 7 sale di qualche punto. La sesta versione di IE crolla al di sotto del 5 per cento, superato ampiamente da Firefox

Roma – Tra strumenti di navigazione sul web e sistemi operativi, la guerra dei giganti IT alla conquista del mercato globale su dispositivi desktop e mobile. Alla fine dello scorso settembre, i dati raccolti dalla società d’analisi Net Applications hanno registrato un significativo rallentamento nel tasso di penetrazione dell’ultimo OS di Microsoft Windows 8, con una percentuale di poco superiore agli 8 punti – più del doppio rispetto a Vista – a fronte di un 46,6 per cento per Windows 7 , il cui utilizzo è addirittura cresciuto di quasi 1 punto dai circa 2,2 persi dalla quota di XP.

Sul mercato dei browser, la quota detenuta da Internet Explorer supera di poco il 50 per cento, seguita da quelle di Firefox (16,5 per cento) e Chrome (14,6 per cento). L’azienda di Redmond ha assistito alla caduta di IE6 (al di sotto del 5 per cento) , e potrà gridare di gioia per il primato di IE8 (21 per cento) e, con qualche punto percentuale in meno, di IE10 (19,43 per cento). In generale, le rilevazioni di Net Applications hanno mostrato una crescita nella penetrazione globale del browser di BigM allo scorso settembre.

Le cattive notizie arrivano dai risultati relativi alla diffusione su dispositivi mobile: la versione di IE per Windows Phone può contare su un tasso di diffusione dell’1,9 per cento, mentre il primato spetta a Safari (iOS) con una quota del 54 per cento circa . Al secondo posto c’è il browser Android con il 22,8 per cento del mercato.

Mentre il browser di Redmond affronta una vulnerabilità critica – non è chiaro quando verrà distribuita una patch per la falla zero day che ha compromesso alcune agenzie governative giapponesi dopo il rilascio online del codice d’attacco – Microsoft si gode il primato sul mercato combinato (desktop e mobile) della navigazione sul web, con una fetta complessiva del 57,2 per cento secondo i dati di Net Applications .

Mauro Vecchio

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  • Aniello Caputo scrive:
    ma che me ne frega a me
    ma che me ne frega a me
  • tucumcari scrive:
    ma serviva una legge apposta?
    questo tipo di azioni non ricadono già nel reato di diffamazione?
    • panda rossa scrive:
      Re: ma serviva una legge apposta?
      - Scritto da: tucumcari
      questo tipo di azioni non ricadono già nel reato
      di
      diffamazione?Se la foto non e' ritoccata, non c'e' mica diffamazione.La foto rappresenta la realta'.
      • anonimo scrive:
        Re: ma serviva una legge apposta?
        - Scritto da: panda rossa
        Se la foto non e' ritoccata, non c'e' mica
        diffamazione.http://it.wikipedia.org/wiki/DiffamazioneAnche riportando il vero si può fare diffamazione.
        La foto rappresenta la realta'.E' irrilevante, violare l'intimità è punibile
        • panda rossa scrive:
          Re: ma serviva una legge apposta?
          - Scritto da: anonimo
          - Scritto da: panda rossa

          Se la foto non e' ritoccata, non c'e' mica

          diffamazione.
          http://it.wikipedia.org/wiki/Diffamazione
          Anche riportando il vero si può fare diffamazione.Si, ma non e' questo il caso.Una foto non esprime giudizi.

          La foto rappresenta la realta'.
          E' irrilevante, violare l'intimità è punibilePunibile si, ma non per diffamazione.
      • tucumcari scrive:
        Re: ma serviva una legge apposta?
        - Scritto da: panda rossa
        - Scritto da: tucumcari

        questo tipo di azioni non ricadono già nel
        reato

        di

        diffamazione?

        Se la foto non e' ritoccata, non c'e' mica
        diffamazione.
        La foto rappresenta la realta'.confondi il reato di diffamazione con il reato di calunnia
        • panda rossa scrive:
          Re: ma serviva una legge apposta?
          - Scritto da: tucumcari
          - Scritto da: panda rossa

          - Scritto da: tucumcari


          questo tipo di azioni non ricadono già
          nel

          reato


          di


          diffamazione?



          Se la foto non e' ritoccata, non c'e' mica

          diffamazione.

          La foto rappresenta la realta'.

          confondi il reato di diffamazione con il reato di
          calunniaSpiega la differenza.E spiega perche' una foto dovrebbe rientrare in uno dei due.
    • collione scrive:
      Re: ma serviva una legge apposta?
      - Scritto da: tucumcari
      questo tipo di azioni non ricadono già nel reato
      di
      diffamazione?pure l'uccisione di donne ricade in quello di omicidio, eppure vogliono il reato di femminicidio (rotfl)
      • collione scrive:
        Re: ma serviva una legge apposta?
        p.s. ovviamente dopo si sveglieranno pure i gay e chiederanno il reato di gaycidio!!!
        • Mario Zelinotti scrive:
          Re: ma serviva una legge apposta?
          - Scritto da: collione
          p.s. ovviamente dopo si sveglieranno pure i gay e
          chiederanno il reato di
          gaycidio!!!E la cosa tristissima in tutta la vicenda non è nemmeno che verrà partorita una legge probabilmente dannosa, o comunque inutile: di esempi del genere in Italia ce ne sono tanti, pazienza, è il risultato di enunciare i buoni propositi sotto forma di legislazione, in genere "legislazzione d'emergenza".La cosa tristissima è che il fenomeno non è affatto un'emergenza, non ci sono più omicidi di donne rispetto a qualche anno fa. E dimostra che basta lanciare una moda al momento giusto, e si rivolta la struttura della giustizia come un guanto.
          • panda rossa scrive:
            Re: ma serviva una legge apposta?
            - Scritto da: Mario Zelinotti
            - Scritto da: collione

            p.s. ovviamente dopo si sveglieranno pure i
            gay
            e

            chiederanno il reato di

            gaycidio!!!

            E la cosa tristissima in tutta la vicenda non è
            nemmeno che verrà partorita una legge
            probabilmente dannosa, o comunque inutile: di
            esempi del genere in Italia ce ne sono tanti,
            pazienza, è il risultato di enunciare i buoni
            propositi sotto forma di legislazione, in genere
            "legislazzione
            d'emergenza".
            La cosa tristissima è che il fenomeno non è
            affatto un'emergenza, non ci sono più omicidi di
            donne rispetto a qualche anno fa. E dimostra che
            basta lanciare una moda al momento giusto, e si
            rivolta la struttura della giustizia come un
            guanto.Lo vedi che cosa succede a mantenere intubata la casta parassita degli editori e dei giornalisti?Succede poi che scrivono e pubblicano sotto dettatura.
          • Mario Zelinotti scrive:
            Re: ma serviva una legge apposta?


            E la cosa tristissima in tutta la vicenda
            non
            è

            nemmeno che verrà partorita una legge

            probabilmente dannosa, o comunque inutile: di

            esempi del genere in Italia ce ne sono tanti,

            pazienza, è il risultato di enunciare i buoni

            propositi sotto forma di legislazione, in
            genere

            "legislazzione

            d'emergenza".

            La cosa tristissima è che il fenomeno non è

            affatto un'emergenza, non ci sono più
            omicidi
            di

            donne rispetto a qualche anno fa. E dimostra
            che

            basta lanciare una moda al momento giusto, e
            si

            rivolta la struttura della giustizia come un

            guanto.

            Lo vedi che cosa succede a mantenere intubata la
            casta parassita degli editori e dei
            giornalisti?
            Succede poi che scrivono e pubblicano sotto
            dettatura.Della questione non me ne potrebbe XXXXXXX di meno. Non è il chi gliele detta, e nemmeno il perché. La cosa grave è che trovano persone che gli danno corda, e che addirittura credono a 'ste boiate, Persone che hanno acceso nella stanza dei bottoni, intendo. Finché ci crede la portinaia dei Quartieri Spagnoli, pazienza.... :|
          • ZLoneW scrive:
            Re: ma serviva una legge apposta?
            Il "femminicidio" non esiste in se', ne' tantomeno è diventato improvvisamente una emergenza, dato che l'omicidio di persone di sesso femminile in base alle statistiche è in costante diminuzione: si tratta di un'arma di distrazione di massa.Ma la legge contro il femminicidio serve eccome: contiene un articolo che interrompe la proroga dei commissariamenti delle Province a fine 2013, invece che a fine 2014, in modo da permettere di ripartire a pieno regime con elezioni provinciali, emolumenti e balletti di poltrone.
          • Mario Zelinotti scrive:
            Re: ma serviva una legge apposta?

            Il "femminicidio" non esiste in se', ne'
            tantomeno è diventato improvvisamente una
            emergenza, dato che l'omicidio di persone di
            sesso femminile in base alle statistiche è in
            costante diminuzione: si tratta di un'arma di
            distrazione di
            massa.Che definizione politicamente corretta che usi: il fenomeno degli omicidi diventa "distrazione". Mah.....
            Ma la legge contro il femminicidio serve eccome:
            contiene un articolo che interrompe la proroga
            dei commissariamenti delle Province a fine 2013,
            invece che a fine 2014, in modo da permettere di
            ripartire a pieno regime con elezioni
            provinciali, emolumenti e balletti di
            poltrone.Il classico articolo dentro una legge che non c'entra un tubo. Sarà la prima volta?I parlamentari sarebbero pagati per leggere le leggi che approvano e scartare aggiunte (emendamenti) estranee. E invece puntualmente vengono approvate a loro insaputa.
          • ZLoneW scrive:
            Re: ma serviva una legge apposta?

            Che definizione politicamente corretta che usi:
            il fenomeno degli omicidi diventa "distrazione".No: lo è il termine "femminicidio", grazie alla carica emotiva che si trascina appresso, amplificata ad arte dei mezzi di informazione.
          • Mario Zelinotti scrive:
            Re: ma serviva una legge apposta?


            Che definizione politicamente corretta che
            usi:

            il fenomeno degli omicidi diventa
            "distrazione".

            No: lo è il termine "femminicidio", grazie alla
            carica emotiva che si trascina appresso,
            amplificata ad arte dei mezzi di
            informazione.Sono d'accordo che è un obbrobrio, come il suo allotropo femicidio, che designa un fenomeno simile. Però non diciamo che è una distrazione, se non nel significato che in diritto penale si dà a "distrazione di fondi". :-)
          • leguleio scrive:
            Re: ma serviva una legge apposta?
            Qualcuno mi sa indicare degli studi statistici sugli omicidi dove venga indicata la percentuale di femminicidi?
          • ZLoneW scrive:
            Re: ma serviva una legge apposta?
            - Scritto da: Mario Zelinotti
            Però non diciamo che è una distrazione,
            se non nel significato che in diritto penale si
            dà a "distrazione di fondi".No: oltre al termine obbrobrioso, c'è il "fenomeno" per cui esso è stato creato. Che la statistica disprova, e che viene brandito sui mezzi di informazione come arma di distrazione di massa.Per cominciare a saperne di più, si può partire dagli articoli di Davide De Luca:http://www.ilpost.it/davidedeluca/2013/05/20/i-veri-numeri-sul-femminicidio/http://www.ilpost.it/davidedeluca/2013/07/11/nuovi-numeri-sul-femminicidio/
          • Franco Fasano scrive:
            Re: ma serviva una legge apposta?


            Però non diciamo che è una distrazione,

            se non nel significato che in diritto penale
            si

            dà a "distrazione di fondi".

            No: oltre al termine obbrobrioso, c'è il
            "fenomeno" per cui esso è stato creato. Che la
            statistica disprova, e che viene brandito sui
            mezzi di informazione come arma di distrazione di
            massa.

            Per cominciare a saperne di più, si può partire
            dagli articoli di Davide De
            Luca:
            http://www.ilpost.it/davidedeluca/2013/05/20/i-ver
            http://www.ilpost.it/davidedeluca/2013/07/11/nuoviLi conosco perfettamente, e li avevo citati qui su PI prima di te. 8)Sogno un mondo in cui la gente riesca a pensare a più problemi contemporaneamente, con la stessa lucidità, e non a uno per volta, specie se quell'uno è inventato. E anche un mondo in cui la gente sia meno boccalona... :-P
        • unaDuraLezione scrive:
          Re: ma serviva una legge apposta?
          contenuto non disponibile
          • tucumcari scrive:
            Re: ma serviva una legge apposta?
            - Scritto da: unaDuraLezione
            - Scritto da: collione

            p.s. ovviamente dopo si sveglieranno pure i
            gay
            e

            chiederanno il reato di

            gaycidio!!!

            In compenso alla fine legalizzeranno l'omicidio
            dei maschi
            eterossessuali.Qui magari esageri... ma ci vai vicino. :-(Uccidere donne per ragioni non passionali e uomini per ragioni non sessuali, sará meno grave. Trent'anni al posto dell'ergastolo. Ammè mo pare 'na strunzate, come dicevano i Trettrè
          • gamba di legno scrive:
            Re: ma serviva una legge apposta?
            - Scritto da: tucumcari
            Qui magari esageri... ma ci vai vicino. :-(
            Uccidere donne per ragioni non passionali e
            uomini per ragioni non sessuali, sará meno
            grave. Trent'anni al posto dell'ergastolo. Ammè
            mo pare 'na strunzate, come dicevano i
            TrettrèSecondo te sarebbe più giusto ergastolo in entrambi i casi, o trent'anni?
          • panda rossa scrive:
            Re: ma serviva una legge apposta?
            - Scritto da: unaDuraLezione
            - Scritto da: collione

            p.s. ovviamente dopo si sveglieranno pure i
            gay
            e

            chiederanno il reato di

            gaycidio!!!

            In compenso alla fine legalizzeranno l'omicidio
            dei maschi
            eterossessuali.In america l'omicidio di un giovane maschio XXXXX, da parte di un bianco repubblicano, non viene punito quasi mai.E anche per il femminicidio, se tra negri, ma il maschio e' ricco e famoso, la si fa franca.Invece in sudafrica, in caso di femminicidio, anche se il maschio e' bianco, ricco, famoso e handicappato, si va in galera lo stesso!-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 03 ottobre 2013 19.45-----------------------------------------------------------
  • panda rossa scrive:
    Due pesi e due misure.
    Ancora una volta il legislatore adotta la consueta pratica del "due pesi e due misure".Nel caso in questione, viene rispettato il sacrosanto principio che la responsabilita' e' personale, e il corpo del reato e' il contenuto e non il contenitore.Infatti la legge punisce chi scatta e chi pubblica le foto.NESSUN PROVVEDIMENTO COINVOLGE I SITI, compresi quelli specializzati in XXXXXrevenge.Perche' invece per una cosa del tutto analoga, ma infinitamente meno grave, come la condivisione di canzonette in bassa qualita' (MP3) violando il copyright, la mannaia della giustizia si abbatte inesorabile contro i siti e non contro chi ha materialmente registrato e condiviso?
    • tucumcari scrive:
      Re: Due pesi e due misure.
      - Scritto da: panda rossa
      Perche' invece per una cosa del tutto analoga, ma
      infinitamente meno grave, come la condivisione di
      canzonette in bassa qualita' (MP3) violando il
      copyright, la mannaia della giustizia si abbatte
      inesorabile contro i siti e non contro chi ha
      materialmente registrato e
      condiviso?Chi te l'ha detto che non mettono al gabbio quelli che hanno registrato e condiviso? Fa notizia la chiusura di un sito, e lo fa ancora di più quando è molto grande e ospita anche contenuti legittimi.... ma se si può si fa anche con gli uploader. Ieri hanno chiuso Silk road. La notizia e i titoli parlavano di quello, non del proprietario fondatore, un tal Ross William Ulbricht.
      • lentezza scrive:
        Re: Due pesi e due misure.
        - Scritto da: tucumcari
        Ieri hanno chiuso Silk road. La notizia e i
        titoli parlavano di quello, non del proprietario
        fondatore, un tal Ross William
        Ulbricht.il silenzio di PI su notizie bomba come queste è assordante (o forse è solo lentezza)
        • tucumcari scrive:
          Re: Due pesi e due misure.
          - Scritto da: lentezza
          - Scritto da: tucumcari

          Ieri hanno chiuso Silk road. La notizia e i

          titoli parlavano di quello, non del
          proprietario

          fondatore, un tal Ross William

          Ulbricht.

          il silenzio di PI su notizie bomba come queste è
          assordante (o forse è solo
          lentezza)La mettono stasera, quando tutti hanno giá commentato su altri siti, o magari sulle testate generaliste. A Punto Informatico hanno uno spiccato senso degli affari.
      • krane scrive:
        Re: Due pesi e due misure.
        - Scritto da: tucumcari
        - Scritto da: panda rossa
        Ieri hanno chiuso Silk road. La notizia e i
        titoli parlavano di quello, non del proprietario
        fondatore, un tal Ross William Ulbricht.COSA ??? Mi crolla un mito :O
      • panda rossa scrive:
        Re: Due pesi e due misure.
        - Scritto da: tucumcari
        - Scritto da: panda rossa

        Perche' invece per una cosa del tutto
        analoga,
        ma

        infinitamente meno grave, come la
        condivisione
        di

        canzonette in bassa qualita' (MP3) violando
        il

        copyright, la mannaia della giustizia si
        abbatte

        inesorabile contro i siti e non contro chi ha

        materialmente registrato e

        condiviso?
        Chi te l'ha detto che non mettono al gabbio
        quelli che hanno registrato e condiviso? Parlavo dei siti, non dei condivisori.La mia perplessita' sta nel fatto che nel caso della XXXXX-revenge, i siti non sono interessati.
        Fa
        notizia la chiusura di un sito, e lo fa ancora di
        più quando è molto grande e ospita anche
        contenuti legittimi.... ma se si può si fa anche
        con gli uploader.Il concetto e' che l'uploadere e' responsabile sempre.Il sito invece non dovrebbe esserlo mai.
        Ieri hanno chiuso Silk road. La notizia e i
        titoli parlavano di quello, non del proprietario
        fondatore, un tal Ross William
        Ulbricht.Quando chiudi un sito, si chiama CENSURA.Se la giustizia funzionasse, dovremmo avere siti vuoti, non siti chiusi.
        • tucumcari scrive:
          Re: Due pesi e due misure.
          - Scritto da: panda rossa

          Chi te l'ha detto che non mettono al gabbio

          quelli che hanno registrato e condiviso?

          Parlavo dei siti, non dei condivisori.
          La mia perplessita' sta nel fatto che nel caso
          della XXXXX-revenge, i siti non sono
          interessati.Io non sono per niente sicuro che i non tocheranno anche i siti, la legge è ancora tutta da scoprire. :-)Siccome su foto del genere con bellezze improbabili e soggetti sbiaditi di mercato non ce n'è, magari hanno pensato che il sito si chiude da solo una volta punito il colpevole. Ingenui... c'è una nicchia anche per questo! (rotfl)
    • il solito bene informato scrive:
      Re: Due pesi e due misure.
      - Scritto da: panda rossa
      Ancora una volta il legislatore adotta la
      consueta pratica del "due pesi e due
      misure".

      Nel caso in questione, viene rispettato il
      sacrosanto principio che la responsabilita' e'
      personale, e il corpo del reato e' il contenuto e
      non il
      contenitore.

      Infatti la legge punisce chi scatta e chi
      pubblica le
      foto.

      NESSUN PROVVEDIMENTO COINVOLGE I SITI, compresi
      quelli specializzati in
      XXXXXrevenge.

      Perche' invece per una cosa del tutto analoga, ma
      infinitamente meno grave, come la condivisione di
      canzonette in bassa qualita' (MP3) violando il
      copyright, la mannaia della giustizia si abbatte
      inesorabile contro i siti e non contro chi ha
      materialmente registrato e
      condiviso?direi che la questione ha una differenza sostanziale: una foto scattata privatamente si suppone che debba rimanere privata, un disco invece viene creato per diffondersi.Risalire a chi ha materialmente condiviso una foto è piuttosto semplice: la tipa denuncia "me l'ha scattata il mio ex" e, indipendentemente dal fatto che sia stato lui o qualcun'altro a condividerla, è responsabilità sua l'incuria nel conservarla, quindi è inevitabilmente colpevole.Riguardo gli mp3 e gli autoscatti "rubati", invece, si può solo risalire ad un nome utente o ad un indirizzo IP che, con tutta probabilità, potrà corrispondere solamente all'ultimo anello di una catena di condivisioni.Riguardo i siti invece non mi pare giusto che ci debba essere una responsabilità, perché per loro non c'é modo di distinguere tra una foto amatoriale condivisa consensualmente od uno scatto rubato, esattamente come per i link che vengono condivisi sui siti torrent.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 03 ottobre 2013 10.42----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 03 ottobre 2013 10.42-----------------------------------------------------------
      • panda rossa scrive:
        Re: Due pesi e due misure.
        - Scritto da: il solito bene informato

        direi che la questione ha una differenza
        sostanziale: una foto scattata privatamente si
        suppone che debba rimanere privata, un disco
        invece viene creato per
        diffondersi.Differenza ininfluente.Il dato di fatto e' che c'e' un contenuto che viene diffuso e un titolare del contenuto che si ritiene danneggiato da questa diffusione.
        Risalire a chi ha materialmente condiviso una
        foto è piuttosto semplice: la tipa denuncia "me
        l'ha scattata il mio ex" e, indipendentemente dal
        fatto che sia stato lui o qualcun'altro a
        condividerla, è responsabilità sua l'incuria nel
        conservarla, quindi è inevitabilmente
        colpevole.All'ex hanno rubato il computer o il cellulare in cui c'era la foto.Non l'ha diffusa lui, l'avra' diffusa il ladro.Esattamente come nel caso dell'mp3 con watermark personalizzato.
        Riguardo gli mp3 e gli autoscatti "rubati",
        invece, si può solo risalire ad un nome utente o
        ad un indirizzo IP che, con tutta probabilità,
        potrà corrispondere solamente all'ultimo anello
        di una catena di condivisioni.E' previsto che ci si possa anche arrendere all'ineluttabile.
        Riguardo i siti invece non mi pare giusto che ci
        debba essere una responsabilità, perché per loro
        non c'é modo di distinguere tra una foto
        amatoriale condivisa consensualmente od uno
        scatto rubato, esattamente come per i link che
        vengono condivisi sui siti
        torrent.Esatto.Solo che in un caso i siti vengono perseguiti, nell'altro no, nonostante sia chiaro ed evidente per tutti che un sito non puo' e non deve entrare nel merito di un qualsiasi contenuto.
        • il solito bene informato scrive:
          Re: Due pesi e due misure.
          - Scritto da: panda rossa
          - Scritto da: il solito bene informato




          direi che la questione ha una differenza

          sostanziale: una foto scattata privatamente
          si

          suppone che debba rimanere privata, un disco

          invece viene creato per

          diffondersi.

          Differenza ininfluente.
          Il dato di fatto e' che c'e' un contenuto che
          viene diffuso e un titolare del contenuto che si
          ritiene danneggiato da questa
          diffusione.tra il ritenersi danneggiato e l'essere effettivamente danneggiato ce ne passa!La diffusione di un'opera, anche attraverso canali non autorizzati, comunque ne contribuisce alla popolarità ed il guadagno per l'artista (se è capace) c'é, anche se magari non immediato e non direttamente (se è iscritto alla SIAE, poi...)

          Risalire a chi ha materialmente condiviso una

          foto è piuttosto semplice: la tipa denuncia
          "me

          l'ha scattata il mio ex" e,
          indipendentemente
          dal

          fatto che sia stato lui o qualcun'altro a

          condividerla, è responsabilità sua l'incuria
          nel

          conservarla, quindi è inevitabilmente

          colpevole.

          All'ex hanno rubato il computer o il cellulare in
          cui c'era la
          foto.
          Non l'ha diffusa lui, l'avra' diffusa il ladro.da ciò si evince che il proprietario del cellulare/computer contenente dati sensibili non ha adeguatamente protetto l'acXXXXX alla memoria: ad un comune ladro poco interessa cosa contengono un computer o un cellulare, l'importante è poterlo smerciare o utilizzare a sua volta, quindi, invece di sbattersi a crackare il sistema di protezione, preferirà formattarloSe il proprietario avrà sporto denuncia probabilmente potrà discolparsi(almeno dall'esser stato l'autore effettivo della condivisione). E' vero che è difficile che qualcuno sporga denuncia in caso di furto o perdita di un computer o di un cellulare, ma se c'é la possibilità che qualcuno commetta reati con i dati sensibili contenuti in memoria, dovrebbe premurarsi di farlo.Hai mai portato un cellulare o un computer all'ecocentro? per ogni dispositivo dotato di memoria ti fanno firmare un documento che libera da ogni responsabilità l'ecocentro stesso per tutti i dati contenuti.
          • panda rossa scrive:
            Re: Due pesi e due misure.
            - Scritto da: il solito bene informato

            tra il ritenersi danneggiato e l'essere
            effettivamente danneggiato ce ne
            passa!Esatto.
            La diffusione di un'opera, anche attraverso
            canali non autorizzati, comunque ne contribuisce
            alla popolarità ed il guadagno per l'artista (se
            è capace) c'é, anche se magari non immediato e
            non direttamente (se è iscritto alla SIAE,
            poi...)Pure la XXXXX-revenge puo' contribuire all'aumento di popolarita' del soggetto e a tutti i benefici che ne seguono.Guarda per esempio il caso di Belen Rodriguez.

            All'ex hanno rubato il computer o il
            cellulare
            in

            cui c'era la

            foto.

            Non l'ha diffusa lui, l'avra' diffusa il
            ladro.

            da ciò si evince che il proprietario del
            cellulare/computer contenente dati sensibili non
            ha adeguatamente protetto l'acXXXXX alla memoria:Chi ha detto NSA? (anonimo)
            ad un comune ladro poco interessa cosa contengono
            un computer o un cellulare, l'importante è
            poterlo smerciare o utilizzare a sua volta,
            quindi, invece di sbattersi a crackare il sistema
            di protezione, preferirà formattarloIpotesi non dimostrabile.Tanto piu' che il ladro, una volta beccato, raccontera' questa storia per alleggerirsi almeno dell'imputazione di aver messo in condivisione dei files, e dichiarandosi colpevole solo di furto, che prevede una pena da sei mesi a tre anni in parlamento.
            Se il proprietario avrà sporto denuncia
            probabilmente potrà discolparsi(almeno dall'esser
            stato l'autore effettivo della condivisione). E'
            vero che è difficile che qualcuno sporga denuncia
            in caso di furto o perdita di un computer o di un
            cellulare, ma se c'é la possibilità che qualcuno
            commetta reati con i dati sensibili contenuti in
            memoria, dovrebbe premurarsi di farlo.Vero. Ma questo non cambia la sostanza.
            Hai mai portato un cellulare o un computer
            all'ecocentro?Di solito faccio il contrario. 8)
            per ogni dispositivo dotato di
            memoria ti fanno firmare un documento che libera
            da ogni responsabilità l'ecocentro stesso per
            tutti i dati contenuti.E questo dovrebbe bastare ad impedire che qualcuno faccia un uso improprio di quei dati?
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