Windows cresce, nonostante Linux

Lo sostiene IDC che vede un trend tutto positivo di Windows anche sul mercato server, segmento prediletto di Linux. Quest'ultimo potrebbe presto superare Apple sui desktop
Lo sostiene IDC che vede un trend tutto positivo di Windows anche sul mercato server, segmento prediletto di Linux. Quest'ultimo potrebbe presto superare Apple sui desktop


Framingham (USA) – Nonostante la forte pressione esercitata da Linux, Microsoft è destinata a rafforzare la propria posizione dominante anche sul mercato server. A dirlo è un recente studio di IDC che mostra come quest’anno, e almeno fino al 2007, la quota di mercato delle versioni server di Windows è destinata a crescere costantemente.

Lo scorso anno Windows e Linux hanno entrambi goduto di un trend di crescita positivo: IDC riporta che mentre Windows è passato dal 50,5% del 2001 al 55,1% del 2002, Linux è passato, nello stesso arco di tempo, dal 22,4% al 23,1%. Per il 2007 la società di analisi prevede che questo trend continuerà ad essere favorevole anche per il Pinguino.

“Microsoft continua a sfidare i generali trend di mercato ed ha ancora sospinto il mercato verso l’alto sia in termini di unità vendute che di fatturato”, ha commentato Al Gillen, research director della System Software Research di IDC. “Linux è il solo altro dato brillante del 2002, capace di guadagnare sia sul fronte del fatturato che su quello dei volumi di vendita”.

I dati forniti da IDC sembrano confermare la tesi di chi sostiene che Linux e Windows stiano entrambi erodendo quote di mercato a Unix e alla piattaforma di Novell , rispettivamente stimati, nel 2002, all’11% e al 9,9%. I sistemi operativi Unix commerciali e Netware formerebbero infatti, secondo alcuni, una sorta di mercato “cuscinetto” che fino a questo momento ha impedito a Linux e a Windows di entrare in collisione diretta: ovviamente questo non significa che non vi siano aziende che abbiamo migrato i propri sistemi dall’una all’altra piattaforma, ma in questo momento il mercato sembra vedere più assiduamente Linux e Windows nel ruolo di “giovani” alternative alle storiche piattaforme server piuttosto che l’uno il diretto antagonista dell’altro.

C’è da precisare che le statistiche di IDC considerano solo le licenze effettivamente vendute di ogni sistema operativo, dunque nel caso di Linux lasciano fuori dal computo le distribuzioni gratuite, come ad esempio Debian : sebbene questo margine d’errore potrebbe essere quasi insignificante per il mercato delle medie e grandi aziende, dove solitamente viene data la preferenza a prodotti commerciali e garantiti da supporto tecnico, potrebbe invece penalizzare sensibilmente le stime relative alla diffusione di Linux presso le piccole imprese.

IDC descrive la causa in corso fra SCO Group e IBM come “il solo nuvolone nell’orizzonte di Linux”. Il chiasso sollevato da SCO attorno al caso non è sufficiente, secondo IDC, a danneggiare in modo serio il mercato di Linux, tuttavia rischia di rimanere una macchia indelebile nella storia di questo sistema operativo.

“Anche se la diatriba legale si risolvesse in modo positivo – dice IDC – l’incidente potrebbe avere l’effetto di diffondere l’opinione che Linux, come software libero, può essere adottato in ogni macchina senza nessuna responsabilità circa la proprietà e la licenza” del codice che contiene.

Non desta particolare sorpresa il dato di IDC secondo cui Microsoft, lo scorso anno, abbia consolidato la propria posizione sul mercato client/desktop con una quota pari al 93,8% contro il 93,2% dell’anno precedente. Per confronto Linux si è attestato sul 2,8%. In questo ambito la nota interessante è data dalla previsione di IDC secondo cui Linux sorpasserà la piattaforma di Apple nel 2004 : se ciò dovesse verificarsi si tratterebbe di un evento storico visto che, dalla nascita di Windows, Mac OS ha sempre occupato la seconda posizione del mercato desktop.

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13 10 2003
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