Windows Vista? Il Maine dice no

Secondo un memo interno, lo stato americano non ha alcuna intenzione di passare a Vista. Troppe incompatibilità, troppo esoso di risorse perché si possa pensare a un upgrade. Si spera in Windows 7
Secondo un memo interno, lo stato americano non ha alcuna intenzione di passare a Vista. Troppe incompatibilità, troppo esoso di risorse perché si possa pensare a un upgrade. Si spera in Windows 7

Ha dato i natali a Stephen King , è poco distante dal luogo di origine di Howard Phillips Lovecraft , ma lo stato del Maine non è pronto ad affrontare gli “orrori” che un upgrade forzato a Windows Vista potrebbe scatenare in un parco macchine non proprio all’ultima moda. Un report interno sullo stato della infrastruttura informatica delle istituzioni locali mette in conto la possibilità di passare direttamente alla prossima generazione di OS marcati Microsoft , rappresentata da quel Windows 7 di cui si parla con sempre maggiore insistenza.

Se Redmond tenta comunque di spingere l’avventura commerciale nel settore enterprise affinché Vista spicchi il volo , episodi come quello del Maine non sono certo isolati .

Vuoi per il rischio di incompatibilità assortite, vuoi per il fatto che le richieste hardware di Vista sono superiori a XP, lo stato del Maine “salterà probabilmente Windows Vista e andrà direttamente verso Windows 7”, si legge sul rapporto interno rilasciato lo scorso 15 settembre.

Secondo le rilevazioni sul campo, il desktop attualmente utilizzato negli uffici e dal personale dello stato consta mediamente di Windows XP aggiornato al Service Pack 3, Microsoft Office 2003 e Internet Explorer 7. Richard Thompson, CIO dell’istituzione, lamenta che oltre ai requisiti hardware e alla memoria necessaria a far girare decentemente Vista, le caratteristiche di sicurezza integrate nel nuovo kernel potrebbero rappresentare una rogna difficile da tirare via nella conversione delle applicazioni custom esistenti e pensate per sistemi meno recenti.

“Abbiamo dispositivi abbastanza vecchi da far girare ancora Windows 98” ha dichiarato Thompson in un’intervista. Quel che è peggio, poi, è che se l’upgrade a (anzi per) Vista cominciasse adesso, verrebbe portato a termine “giusto prima del prossimo salto”, vale a dire entro il 2010 e quindi in tempo per il paventato rilascio di Windows 7 .

Da qualunque angolazione si guardi la questione, al Maine proprio non conviene pensare a Windows Vista : lo stato ha recentemente siglato un accordo con Microsoft per avere garantiti gli upgrade necessari ai suoi 11,500 sistemi informatici (laptop, desktop o quant’altro), come a dire che i buoni rapporti non si debbano necessariamente tradurre in un upgrade percepito come non utile.

Alfonso Maruccia

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06 10 2008
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