X rilancia gli Abbonamenti Creator con nuove funzioni

X rilancia gli Abbonamenti Creator con nuove funzioni

X introduce nuove funzionalità per i Creator: thread esclusivi, paywall aggiornato, una nuova dashboard e una scheda condivisibile.
X rilancia gli Abbonamenti Creator con nuove funzioni
X introduce nuove funzionalità per i Creator: thread esclusivi, paywall aggiornato, una nuova dashboard e una scheda condivisibile.

Elon Musk ha annunciato un restyling massiccio degli Abbonamenti per i Creator, una serie di novità per rendere la piattaforma più attraente per chi produce contenuti e vuole guadagnarci. Forse una mossa disperata per trattenere i talenti, che sempre più spesso guardano altrove?… Può essere.

X introduce nuove funzionalità per i Creator

La funzione più interessante, sono i thread esclusivi, una sorta di salotto segreto dove i creator possono far pagare l’ingresso ai fan più affamati. Niente più link a newsletter esterne o piattaforme terze, tutto avviene dentro X. Il contenuto premium non vive più in una scheda nascosta, ma si mescola nel feed principale, pronto a tentare chi passa di lì, anche se non voleva comprare nulla.

X introduce anche una nuova dashboard, con guadagni, statistiche, strumenti di crescita, tutto in un unico pannello. Accanto, una scheda Abbonamenti condivisibile, perfetta per autopromuoversi senza vergogna. In fondo, se non ci si vende da soli, chi dovrebbe farlo?

Un paywall più furbo e un processo di attivazione lampo

Il nuovo paywall permette ai creator di mettere in vetrina i vantaggi dei loro contenuti, e l’attivazione è in due passaggi, che più veloce di così non si può. X promette anche revisioni più rapide delle richieste di monetizzazione.

L’etichetta “Partnership a pagamento”: addio vecchi hashtag

X ufficializza anche le partnership a pagamento, con un etichetta chiara e inequivocabile, che sostituisce i vecchi hashtag #ad e #sponsored, ormai logori. Il tag è visibile sotto il post e può essere aggiunto anche dopo, in caso di dimenticanza.

Il programma di revenue sharing, lanciato nel 2023, ha già versato oltre 45 milioni di dollari ai creator. Una cifra che Musk brandisce come una spada scintillante, anche se molti criticano il sistema perché premia contenuti sensazionalistici, click bait e rage bait (a proposito, lo sapevate che è stata la parola dell’anno 2025?).

X risponde mostrando i suoi top creator più virtuosi, come analisti finanziari e opinionisti di mercato. Nel frattempo, l’azienda ha anche raddoppiato il budget previsto per i pagamenti del 2026, grazie alla crescita degli abbonamenti Premium.

Il restyling degli abbonamenti è la ciliegina sulla torta, dopo una settimana iperattiva: i beta test di XChat, l’app indipendente; il debutto di X Money, il servizio di pagamenti; e una nuova regola: niente revenue sharing per chi pubblica video AI non etichettati che mostrano conflitti armati. Anche se dovrebbe valere anche per i profili che non generano entrate…

X punta sui creator, ma la vera spina dorsale resta la pubblicità

Nonostante la retorica pro-creator, la verità è che X vive ancora soprattutto di pubblicità, non di abbonamenti o contenuti premium. La piattaforma vuole cambiare pelle, ed è facile capire perché, ma la sua economia è ancora legata ai marchi che pagano per farsi vedere. I creator? Sono la nuova promessa, ma non ancora la spina dorsale.

Fonte: TechCrunch
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Pubblicato il
6 mar 2026
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