XXX: niente porno, siamo (minorenni) british

A partire da metà luglio, i siti XXX dovranno adottare sistemi in grado di impedire ai minorenni britannici l'accesso ai contenuti pornografici.

Prendiamo in prestito e rielaboriamo il nome di una celebre commedia di Cliff Owen per il titolo dell’articolo: il Regno Unito renderà operativo, a partire dal 15 luglio, un sistema strutturato in modo da impedire ai minorenni di accedere ai contenuti porno. O quantomeno proverà a farlo. Un age gate la cui efficacia è tutta da dimostrare, che fa leva sull’obbligo imposto ai portali di accertare l’età del navigatore prima di concedergli l’accesso a foto e filmati, per non correre il rischio di essere messi al bando dagli ISP.

UK: porno proibito fino a 18 anni

La misura riguarda quei siti e quelle piattaforme il cui archivio è composto almeno per un terzo da contenuti riconducibili alla pornografia. Per fare un esempio, mentre realtà come YouPorn o PornHub ne saranno interessati, Imgur e gli altri servizi per l’hosting di immagini o video non dovranno fare i conti con la nuova legge. Non è proibito nemmeno l’utilizzo di VPN per aggirare il blocco (sarebbe in ogni caso difficile impedirlo), evitando che la propria connessione venga localizzata all’interno del territorio UK. Queste le parole di Margot Jones, ministro britannico per il digitale e l’industria creativa.

L’introduzione dell’obbligo di verifica dell’età è il primo del suo genere. Abbiamo cercato di trovare un equilibrio tenendo conto delle preoccupazioni legate alla privacy e dell’esigenza di proteggere i bambini da contenuti inappropriati. Vogliamo che il Regno Unito diventi il posto più sicuro al mondo per essere online e queste nuove leggi ci aiuteranno a raggiungere l’obiettivo.

Rispetto alle diverse bozze della legge discusse in passato, nella forma votata in ultima istanza sono scomparse le sanzioni nelle quali i portali avrebbero potuto incorrere in caso di mancata conformità all’obbligo di controllo. Come già scritto, rischiano comunque il blocco da parte degli ISP.

Si è iniziato a parlarne già nel 2014 all’interno dell’ATVOD (Authority for Television on Demand), organismo ora non più operativo, mentre la traduzione in legge della proposta è arrivata nel 2017 con il Digital Economy Act approvato dal Parlamento UK. La sua introduzione è stata in seguito più volte rimandata, fino al termine del 15 luglio 2019 annunciato oggi.

Le autorità britanniche hanno incaricato il BBFC (British Board of Film Classification), l’organizzazione che assegna il rating ai film distribuiti nell’area UK, di indicare agli ISP quali siti e applicazioni mettere al bando nel caso di infrazioni. Potrà chiedere inoltre, nel caso di servizi a pagamento, di interrompere l’erogazione dei contenuti così come comandare ai motori di ricerca e ai network di advertising di rimuovere link indicizzati o campagne pubblicitarie.

La responsabilità ai siti XXX

La normativa non impone l’adozione di un sistema in particolare, ma delega alle piattaforme il compito di implementarne uno efficace. Mindgeek, uno dei player più importanti di questo mercato (controlla tra gli altri i già citati YouPorn e PornHub), ha sviluppato un sistema chiamato AgeID che prevede l’emissione di un certificato previo upload di un documento da parte di chi naviga. Dubitiamo però che molti siano disposti a fornire una copia della propria carta d’identità o del passaporto al fine di accedere a un sito XXX.

Prevista anche la possibilità di acquistare in negozio (non online) quello che la stampa britannica ha già definito Porn Pass, una sorta di tessera attraverso la quale verificare la propria maggiore età. L’efficacia delle misure è tutta da dimostrare.

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

Fonte: BBC
Chiudi i commenti