YouTube: il video della rabbia islamica resta online

I responsabili del Tubo non hanno intenzione di bloccare il filmato che ha scatenato il caos nel mondo islamico. Due di picche alla Casa Bianca, che chiedeva di rivedere le policy sulle rimozioni
I responsabili del Tubo non hanno intenzione di bloccare il filmato che ha scatenato il caos nel mondo islamico. Due di picche alla Casa Bianca, che chiedeva di rivedere le policy sulle rimozioni

Una missiva inviata all’attenzione dei responsabili di YouTube, dopo il caricamento del trailer che ha infiammato l’universo islamico. L’amministrazione guidata dal Presidente statunitense Barack Obama ha chiesto al Tubo di rivedere le sue policy di rimozione dei video online, in modo da far sparire per sempre i 14 minuti di Innocence of Muslims , il film che ha scatenato la furia in Medio Oriente.

La Casa Bianca ha dunque chiesto al portalone di Google di rimuovere il filmato in violazione delle condizioni d’uso, in particolare quelle regole che vietano la presenza di video incitanti all’odio . Considerato un insulto alla religione islamica e alla figura del Profeta Maometto, Innocence of Muslims continua a provocare scontri e vittime, con le varie ambasciate statunitensi nel mirino.

Nonostante le pressioni dalla White House , i responsabili della piattaforma di video sharing sono arroccati sulle loro posizioni da intermediari del web. La policy dell’incitazione all’odio sarebbe valida nei confronti di un popolo, non in una visione alternativa di una determinata religione . Dunque, non ci sarebbero motivi validi per far sparire per sempre dal Tubo il video Innocence of Muslims .

“Una certa tipologia di contenuto può essere legale da una parte e universalmente inaccettabile dall’altra – ha spiegato Rachel Whetstone, vicepresidente alle comunicazioni e public policy di Google – Teniamo moltissimo ai nostri utenti, e quindi cerchiamo di tenere in considerazione le culture e le esigenze locali”. Le stesse linee guida di YouTube andrebbero sempre ad incoraggiare la libertà d’espressione, anche su posizioni impopolari .

È vero che le clip di Innocence of Muslims sono già state bloccate in paesi come l’Afghanistan, il Pakistan e poi Libia e Indonesia. Una strategia diversa, dettata dal fatto che lo stesso video viene considerato illegale nei suddetti paesi . “Il nostro approccio è perciò conforme ai principi che abbiamo steso per la prima volta nel 2007”, spiegano ancora i vertici di BigG.

Mauro Vecchio

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17 09 2012
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