YouTube ha deciso di allentare le linee guida sulla monetizzazione per i contenuti che trattano temi controversi e sensibili. Autolesionismo, aborto, suicidio, violenza domestica, abuso sessuale: argomenti per i quali le entrate pubblicitarie erano limitate, ora possono ottenere la monetizzazione completa, a condizione che siano presentati in forma drammatizzata o discussi in modo non esplicito.
YouTube ammorbidisce le linee guida sulla monetizzazione di temi delicati, perché?
Il cambio di rotta è stato annunciato sul canale Creator Insider di YouTube. L’azienda di Google sostiene di aver apportato questa modifica in risposta ai feedback dei creator, secondo cui le linee guida stavano portando a entrate limitate su contenuti d’attualità o di finzione. Ma guarda caso la mossa arriva proprio mentre le piattaforme social stanno ridimensionando la moderazione della libertà di parola online in seguito al ritorno del presidente Donald Trump.
Come ha spiegato YouTube, in passato, non importava se si stava raccontando una storia di finzione o discutendo un tema sensibile in modo responsabile, se si toccavano certi argomenti, le entrate limitate erano assicurate. Questo approccio ha penalizzato pesantemente creator che producevano contenuti educativi, testimonianze personali o opere drammatizzate su temi difficili.
Adesso, secondo YouTube, finché il contenuto evita scene o segmenti molto descrittivi o grafici, i creator possono guadagnare di più
. Tutto dipende da quanto si è espliciti, si può parlare di suicidio se non si entra nei dettagli macabri, si può mostrare la violenza domestica se non è graficamente esplicita, si può discutere di abuso sessuale se si fa in modo fugace o contestuale.
Cos’è escluso (per ora)
YouTube ha tracciato una linea netta su due argomenti: abuso sui minori (inclusa la tratta sessuale di minori) e disturbi alimentari. Questi temi rimangono esclusi dalla monetizzazione completa, anche se presentati in forma drammatizzata o discussi in modo non esplicito.
La scelta di escludere i disturbi alimentari è interessante, considerando che Instagram e TikTok hanno combattuto per anni contro la proliferazione di contenuti pro-ana e pro-mia. YouTube evidentemente non vuole rischiare di incentivare economicamente questo tipo di contenuti, nemmeno indirettamente.
L’abuso minorile è ovviamente una zona rossa assoluta. Nessuna piattaforma vuole essere associata anche lontanamente a contenuti che trattano questo tema in modo che possa essere monetizzato, indipendentemente dal contesto.
Il contesto politico, meno moderazione nell’era Trump
YouTube sottolinea che ha allentato le regole per garantire ai creator la libertà di espressione, ma è impossibile ignorare il contesto più ampio. Con il ritorno di Donald Trump, tutte le piattaforme social hanno allentato la moderazione. Le Big Tech, che durante il suo primo mandato erano state accusate di censura conservatrice, stanno facendo marcia indietro su politiche che limitavano certi tipi di discorsi.