YouTube si lancia sul link al minuto

Due nuove feature adottate dal sito di casa Google permettono di avere un feeling diverso con i video, incrementando anche il numero di occhi che guardano gli spot sul portale

Roma – Continua a cambiare il modo in cui YouTube propone i video agli utenti: tra gli ultimi aggiornamenti un tag che permette di linkare il minuto ed il secondo da cui si vuol far partire il video. Ma non solo: una nuova feature permette di ascoltare i commenti scritti prima di postarli, un’idea che dovrebbe risolvere l’annoso problema dei commenti poco intelligenti.

YouTube Le nuove feature sono già presenti sul video portale di casa BigG ma non sono state notate dai più. La prima delle due sembra essere quella più importante: grazie all’inserimento del codice #t=1m45s alla fine del link del video, è possibile settare il tempo esatto in cui si vuole far partire il video. Ecco un esempio . Le lettere m e s stanno ad indicare i minuti e i secondi, di conseguenza basterà assegnare un valore diverso per ottenere un nuovo punto di partenza. La nuova funzionalità pare aver già trovato il consenso di molti utenti: il cambiamento è utile e permette di segnalare i punti salienti dei video, evitando di doversi sorbire i minuti che precedono ciò che può essere interessante.

Il nuovo sistema riconosce anche le cifre inserite nei commenti: è sufficiente includere nel commento il minuto desiderato – ad esempio ke storia! 2:35 – per ottenere un link che porti il video al tempo scelto. Sempre ai commenti è riconducibile la seconda, piccola, novità: un bottone posizionato nella finestra dedicata all’inserimento dei nuovi commenti che permette di sentire la prewiew audio di ciò che è stato digitato grazie ad un sintetizzatore vocale.

In teoria il nuovo giochino dovrebbe scoraggiare gli utenti dediti al flaming dal postare commenti poco utili o interessanti: ascoltare ciò che è stato appena digitato dovrebbe far riflettere sul senso, sulla grammatica e sull’effettiva utilità delle proprie parole. Utile? No, purtroppo: la qualità del sintetizzatore vocale è scarsa, non rispetta a dovere pause ed accenti. Senza considerare che su YouTube impera il linguaggio da SMS fatto di abbreviazioni, uso ossessivo di K e X e via dicendo. Tale funzione è al momento non è disponibile nella versione italiana del sito: per visualizzarla è necessario selezionare la versione internazionale, scegliendo l’inglese come lingua principale.

Tutto questo disegna però il percorso che sta compiendo il più importante portale di video sharing: YouTube ha di recente aggiunto le note e i link ad altri video nei video, e i video sono sempre più interattivi , sempre più malleabili. Tutto ciò moltiplica i modi in cui si fruisce di YouTube, moltiplica dunque i link ai suoi video, in un circolo virtuoso di crescente visibilità per i sempre più numerosi banner pubblicitari di YouTube.

Vincenzo Gentile

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  • estote parati scrive:
    che alluce ha quello delle foto ?
    pustola ? foruncolo ? callo dello scrittore (e scrive con i piedi) ?vedete, la rete fa male.
  • Valter Cavallino scrive:
    Condivisione del materiale didattico
    Buonasera,inoltre la rete viene sempre più utilizzata come "repository" di materiale didattico creato dagli stessi insegnati e messo a disposizione della comunità.Questo oltre a garantire l'affidabilità del materiale pubblicato, crea un luogo comune di aggregazione dove trovare la risposta ad ogni singola esigenza didattica.A tal proposito, nell'ambito della didattica speciale, mi preme segnalare un sito dove trova ampio spazio materiale didattico per studenti diversamente abili.Si tratta di http://www.thehandyscup.org. Inoltre questa piattaforma di sharing migrerà presto su un nuovo dominio (http://www.handidattica.it) offrendo oltre agli attuali servizi anche una Community dove gli iscritti (per la maggior parte insegnanti di sostegno) potranno confrontarsi e creare un gruppo di lavoro distribuito sul territorio, condividendo esperienze, attività ed ovviamente materiale didattico.
    • emmeesse scrive:
      Re: Condivisione del materiale didattico
      Gli insegnanti italiani fanno, a volte fatica, ma quando si muovono...Ho visto insegnanti capaci di portare in open source tutte le macchine della loro scuola.Anche per questo bisogna aiutarli a difendere i nostri figli dalla Gelmini.
  • Snake scrive:
    ricambio generazionale
    Non sno gli insegnianti che cedono alla rete, ma sono i giovani insegnanti che entrano sempre più numerosi nel corpo docenti. È chiaro che un professore anziano, per quanto bravo colto e preparato, se ha tocato il suo primo PC quando aveva 55 anni, non sarà così entusiasta nell'utilizzarlo nella sua metodologia didattica (con le dovute eccezioni ovviamente), e qundi tenderà, per timore, a demonizzarlo. Un giovane docente invece, che con i PC ci è cresciuto, conosce a fondo tutte le potenzialità dell'utilizzo di un pc e della rete, come ad esempio, disegnare una funzione, farne variare i parametri, oppure fare delle ricerche in internet e su wikipedia. Naturalmente questi non devono essere intesi come strumenti per il copia e incolla, ragione per cui è molto più utile proporre delle interrogazioni orali e/o delle presentazioni di determinati temi e argomenti, piuttosto che chiedere di presentare delle ricerche in forma cartacea.
  • Paolo Quaglio scrive:
    già, negli stati uniti forse
    come da oggetto
  • antonio scrive:
    Dattilografia in Italia
    La mia ragazza mi racconta che a scuola la sua prof di dattilografia non conosceva affatto il computer.Ovviamente quando è arrivata lei i computer c'erano già, e c'erano i programmi di videoscrittura.Questa prof non conosceva nemmeno il copia-e-incolla. Quindi, quando i ragazzi dovevano scrivere "alla mamma" tante volte... beh finivano in un battibaleno :-DQuello che voglio dire è che in Italia è inutile anche pensare a una cosa del genere, sia per le generazioni dei prof, sia perché di solito (ci sono le eccezioni ovviamente) chi studia materie classiche non sa niente di computer.
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