Zoosh, pagare via ultrasuoni

Una startup californiana promette pagamenti istantanei e comunicazioni wireless sicure qui e ora, senza la necessità di acquistare un nuovo smartphone dotato di chip specializzato in applicazioni NFC

Roma – Le applicazioni Near Field Communication (NFC) rappresentano un interesse primario per quanti, come Google e Apple, hanno puntato tutto sull’espansione del mobile in ogni ambito di utilizzo – comunicazione e pagamenti istantanei in primis. Il principale svantaggio della tecnologia NFC è quello di richiedere un chip specializzato presente sullo smartphone, ed è in questa evidente “debolezza” che Naratte intende mettere casa con la sua tecnologia di comunicazione nota come Zoosh .

Nata dal lavoro di un team di 12 persone precedentemente impiegate presso il gotha dell’industria della Silicon Valley (Google, Qualcomm, Texas Instruments, Apple), Zoosh svolge le stesse funzioni della tecnologia NFC ma piuttosto che usare un chip dedicato codifica le comunicazioni in maniera sicura sulle frequenze degli ultrasuoni.

Sfruttando le caratteristiche avanzate dei nuovi smartphone (CPU potenti, microfoni con capacità più raffinate), Zoosh è in grado di trasmettere una quantità di dati comparabile a quella dei chip NFC ed è perfettamente operativa in ambienti rumorosi e senza la connessione online.

Naratte – un’azienda che ha sin qui lavorato grazie ai 5 milioni di dollari di fondi elargiti da un ignoto investitore – promette di abilitare comunicazioni a corto raggio tra smartphone e punti vendita , scambi di dati tra smartphone e ogni genere di applicazione che possa giovare di questa tecnologia.

La società californiana evidenzia in particolare la doppia convenienza della sua adozione rispetto a una riconversione completa verso una infrastruttura NFC pura: gli utenti non hanno bisogno di acquistare un nuovo smartphone – Zoosh si integra facilmente in una qualunque “app” – i gestori di negozi devono limitarsi a spendere poche decine di dollari (30) contro gli 850 potenzialmente necessari a riconvertire il loro punto vendita.

Alfonso Maruccia

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  • X3DOM scrive:
    X3DOM
    X3D + WebGL = X3DOMhttp://www.x3dom.org
  • uno nessuno scrive:
    Ma che notizia è questa?????
    Scusate, ma non è che ogni volta che qualcuno a Redmond apre bocca voi dovete fare un articolone su Punto Informatico. Per fortuna non esistono altri siti tanto servili da fare ciò, almeno in Italia.M$ dice che non supporterà WebGL?? Ma chi se ne frega, tanto la supporterà lo stesso!! Devo farvi un elenco delle stupidaggini che si sono rimangiati umilmente nel corso degli anni?? Evitiamo, dai: non mi diverto a ridicolizzare la gente, anche quando la "gente" in questione mi va ribrezzo...Appena Mozilla, Google e Apple avranno supportato la tecnologia in questione, M$ dovrà fare uscire una versione di IE che competa con loro. Perchè altrimenti il loro browser sparirebbe. E, purtroppo, non sono XXXXXXXXX come il loro ufficio stampa cerca di farci credere.
    • barra78 scrive:
      Re: Ma che notizia è questa?????
      Non sono certo la persona più adatta a difendere PI (ho più volte attaccato i redattori per la scarsa qualità e/o precisione delle informazioni pubblicate) ma questa notizia è stata riportata da TUTTI i principali portali italiani dedicati alla tecnologia....Inoltre il fatto che uno dei principali competitor nel mondo dei browser non intenda supportare una tecnologia che è ormai prossima alla standardizzazione è una notizia importate che è utile riportare con tanto di approfondimenti e pareri di altri esperti (in questo caso un illustre concorrente).
      • collione scrive:
        Re: Ma che notizia è questa?????
        sono d'accordo sul fatto che la notizia andava riportata, anche perchè è una news che bilancia l'altra relativa alle sparate di msriguardo ms, è vero che il loro browser ha ancora un certo share ma la storia recente ha dimostrato che se non si adeguano ai big del web allora il loro browser spariràl'informatica ha vissuto due fasi dove nella prima erano i produttori di hardware a dettare le regole, poi vennero Gates e soci che capovolsero la situazione a favore dei produttori di software, oggi i vari google e facebook hanno cambiato di nuovo la situazione dimostrando che sono i produttori di contenuti ad imporre le regoleil software oggi è una commodity, niente di più, il 90% delle cose che fai con windows lo puoi fare con qualsiasi altro sistema, basta un browserla loro sparata è chiaramente mirata a spargere FUD per favorire silverlight 3d ( che ha gli stessi problemi di webgl ), ma è difficile che ci riescano visto che il resto del mondo supporterà webgl
        • collione scrive:
          Re: Ma che notizia è questa?????
          p.s del resto il lupo perde il pelo ma non il vizio http://www.abovetopsecret.com/forum/thread719392/pg1ha distrutto il software, adesso mira a distruggere la vita sulla terra
        • Axel scrive:
          Re: Ma che notizia è questa?????
          - Scritto da: collione
          l'informatica ha vissuto due fasi dove nella
          prima erano i produttori di hardware a dettare le
          regole, poi vennero Gates e soci che capovolsero
          la situazione a favore dei produttori di
          software, oggi i vari google e facebook hanno
          cambiato di nuovo la situazione dimostrando che
          sono i produttori di contenuti ad imporre le
          regolequoto!Mi pare un'ottimo riassunto dell'andamento del mercato negli ultimi 40 anni...
        • barra78 scrive:
          Re: Ma che notizia è questa?????
          Bel post, 100 anni di storia dell'informatica in un bignami :D
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