10 anni di Buon senso

Ricorre il decennale di Gandalf.it, un sito a cui la rete italiana deve molto, una delle fonti più intelligenti di riflessione sull'impatto della Società dell'informazione. Denso di numeri ed articoli di primo piano

Roma – Lo scorso giugno Gandalf.it ha compiuto 10 anni: uno dei siti di maggiore interesse per orientarsi in cosa siano le nuove tecnologie , di quale impatto abbia la rete su tutti noi, di quali siano i problemi che spesso vengono sottovalutati, un sito di riferimento per analizzare anche i numeri della rete e della tecnologia. Uno spazio web gestito da un attento osservatore della nostra contemporaneità, autore di numerose pubblicazioni on e off line, nonché membro fondatore di ALCEI , l’associazione che si batte per il rispetto dei diritti civili nell’era dell’informazione: Giancarlo Livraghi. Con lui abbiamo avuto occasione di scambiare quattro chiacchiere, che riportiamo qui di seguito.

Punto Informatico: Nasceva dieci anni fa Gandalf.it e, come spiega la sua home page, è un sito in continua evoluzione. Il che richiede un grande sforzo. È un sito pieno di numeri, testi e considerazioni di enorme rilievo. Ma, al di là di questi, il suo scopo appare a un occhio profano quello di instillare un pizzico di buon senso in chi usa l’internet e in chi ci lavora. È un obiettivo riuscito?
Giancarlo Livraghi: Hai definito esattamente le mie intenzioni. Se ci sono riuscito… possono dirlo solo i lettori. Dai commenti che leggo e che sento… sembra che sia abbastanza vicino all’obiettivo. Ma non si finisce mai di imparare.
Hai ragione anche sul fatto che lo “sforzo” è pesante. E spesso lo è molto più di quello che sembra. Anche tu lo sai per esperienza… ma non tutti capiscono che dietro poche righe di testo ci possono essere settimane o mesi di lavoro, anni di ragionamenti e di verifiche.
Con i “numeri” è ancora peggio. Circola (su qualsiasi argomento) una quantità enorme di “dati” sballati o insignificanti. Non è un lavoro facile cercare di trovare quelli che hanno un senso e cercare di interpretarli in modo sensato. Comunque nei numeri non ci sono “certezze”. Si tratta di capire se e dove se ne può trovare qualcuno che permetta di fare ipotesi “ragionevoli”.

PI: Tra le grandi aree tematiche del sito vi è “Cultura umana della rete”. Cosa intendi con questa definizione?
GL: Due cose. Una in generale. Come ho detto e scritto tante volte, la rete è fatta di persone. Le tecnologie sono strumenti – le persone sono la sostanza, il sangue vivo della rete.
L’altra è personale: spiega di che cosa mi occupo e da quale prospettiva. Al centro, per me, c’è l’umanità della rete. “Cultura”, ovviamente, intesa in senso antropologico – non come intellettualismo o nozionismo dottrinario. La cultura umana è di tutti, non degli “addetti al lavori culturali”.

PI: PI da sempre si occupa di libera espressione in rete, dando risalto a iniziative e notizie sull’argomento. Uno dei temi centrali di Gandalf.it è “Libertà di Parola”. In che modo i destini dell’internet sono legati alla libertà di esprimere il proprio pensiero? Oggi come oggi anche nei paesi occidentali molti lavorano per comprimere gli spazi di libertà in rete…
GL: Il problema c’è, è serio e non è nuovo. Fin dalle origini, la rete è stata circondata di tentativi di reprimerla, centralizzarla, spiarla, censurarla, eccetera. Ho scritto così tante volte a questo proposito che quasi mi viene la nausea a ritornare sull’argomento. Ma continuano a esserci, troppo spesso, nuovi motivi per doverne riparlare.
Se è giusto preoccuparci di ciò che accade in Cina (e in tanti altri paesi) non possiamo trascurare quello che succede anche nei “paesi occidentali” – e in particolare in Italia. Finora nessuno, in questa parte del mondo, è riuscito a metterci del tutto la museruola (anche se l’informazione “dominante” rimane profondamente deformata). Almeno in rete siamo ancora liberi di esprimerci come vogliamo. Ma i tentativi di repressione non sono finiti e dovremo continuare a “stare in guardia”.

PI: Con attenzione Gandalf.it ha seguito da sempre l’insorgere di normative a tutela dei minori in rete e le indagini penali legate al traffico di immagini di pornografia infantile. La sensazione di molti addetti ai lavori è che queste esigenze di “tutela” stiano contribuendo a restringere e ridurre le libertà in rete. Che ne pensi?
GL: Quella “sensazione” è giusta e ben motivata. Anche questa è una brutta storia che dura da più di dieci anni e che, in un modo o nell’altro, continua a ripetersi.
La sostanza dei fatti è quella che ho descritto tante volte. Un’infinità di repressioni e censure proposte o attuate con la scusa di “proteggere i minori” hanno in realtà tutt’altro scopo. E sono totalmente inutili nella prevenzione o repressione di quelle orribili forme di violenza e sfruttamento che sono, purtroppo, un male profondo e difficile da sradicare. Le “crociate” e le persecuzioni degli innocenti sono, oltretutto, una deviazione che favorisce i veri criminali.

PI: Di recente sei tornato su un problema avvertito come centrale in molti ambiti in rete e su cui PI ha lavorato molto negli ultimi mesi, quello dei sequestri di computer in fase di indagine. Anche qui, in realtà, molti ritengono che non vi siano oggi sufficienti garanzie per il cittadino, soprattutto dopo alcune inchieste che prima di finire in un buco nell’acqua hanno creato disagi enormi a chi si è visto sequestrare il proprio computer, spesso e sempre di più strumento di lavoro.
GL: Anche questa non è una storia nuova. E anche su questa ho scritto così tante volte che mi è noioso ripetermi… ma il fatto è che gli abusi continuano e questo ci costringe a ritornare sull’argomento. La cosa vergognosa è che se qualche intercettazione mette in imbarazzo qualche potente, ricco o famoso si scatenano fiumi di inchiostro e ondate di sproloqui televisivi… mentre migliaia di innocenti a cui si sequestra abusivamente un computer “non fanno notizia”.

PI: C’è da stare allegri…
GL: Chiamiamola col suo nome: questa è barbarie. Il fatto grave è che gli “addetti ai lavori” (magistrati, poliziotti eccetera) lo sanno, ma vanno avanti lo stesso. Se continuano a sequestrare è più per pigrizia che per cattiveria… ma non per questo è perdonabile.
Dicono che la macchina della giustizia è sovraccarica, non hanno abbastanza risorse per fare le cose “come si deve”. Credo che sia vero. Ma se cominciassero a togliere di mezzo tante istruttorie inutili… compresa, per esempio, quella assurda stortura per cui l’uso di un software non registrato, o la copia non autorizzata di un brano di musica, è considerata una violazione “penale”…
Stiamo parlando a vuoto? Non del tutto. È vero che la “cultura dominante” non ha voglia di starci a sentire. Ma non è un buon motivo per arrenderci, o per lasciarli fare. Continuiamo a fare tutto il possibile per dire la verità. Forse otterremo sempre “poco”, ma è meglio di nulla. E se finora le cose non sono andate così male come alcuni vorrebbero è anche perché ci sono quelli come noi: “cani da guardia” capaci di abbaiare e magari, all’occorrenza, di mordere. PI: In 10 anni Gandalf.it è stato testimone dell’evoluzione della rete, da strumento per pochi ad ambiente di massa. Chi all’epoca ha conosciuto l’internet spesso oggi dichiara di aver perso entusiasmo e di sentire come le promesse della rete, diciamo legate ad una nuova era della comunicazione tra le persone, siano ora sacrificate sull’altare del profitto o di interessi di parte. Vedendo come vengono trattate questioni centrali come la Neutralità tecnologica o la responsabilità dei fornitori di servizi sembrerebbe difficile dar loro torto. Come la vedi?
GL: Ogni tanto anch’io ho qualche crisi di nostalgia. Ma la rete (così come la conoscevamo dieci o quindici anni fa) per fortuna non è morta. Si fa un gran fracasso su vicende a avventure commerciali, imprese gigantesche e speculazioni finanziarie. In rete ci sono anche quelle cose, ed è inevitabile che ci siano. Ma non sono così dominanti come dicono i giornali o come si predica un po’ dovunque (comprese cattedre universitarie da cui si insegnano incredibili baggianate).

Basta sapersi guardare un po’ intorno per scoprire che in questa rete molto più estesa di prima (per numero di persone e quantità di contenuti) c’è una enorme, e crescente, presenza di voci libere e non assoggettate ad alcun interesse economico o di potere. Cosa che dà un tremendo fastidio ai “potenti” di ogni specie e ai loro infiniti vassalli e servitori.
Se continuiamo a nutrire la rete con tutto quello che ci pare… siamo in tanti (compresi moltissimi che non hanno alcuna consapevolezza di contribuire alla “buona causa”, ma per il solo fatto di esprimersi in modo libero e aperto tengono vivo il “flusso”).
Non ho alcuna intenzione di cullarmi in un “facile ottimismo”. Ma il fatto è che, almeno finora, nonostante tutto, la rete vera e umana è ancora viva e vitale. E non ha smesso di crescere. Come ho detto tante volte… “le vie della rete sono infinite”. Se si affida qualche buon seme ai venti imprevedibili di una miriade di contatti umani, non si sa mai dove potrà germogliare.

PI: Gandalf.it è stato uno dei più acuti osservatori dell’ascesa della cosiddetta “new economy” avvertendo ben prima dello sboom che di “new” c’era poco e che c’era invece molta speculazione. Da allora è accaduto di tutto ed oggi l’internet si rivela sempre più uno strumento di crescita anche per business nati al di fuori della rete e alcune net company sono tra le società più importanti nel mondo da un punto di vista finanziario oltreché industriale. Siamo tutti diventati più consapevoli della rete? Siamo tutti più bravi?
GL: Devo confessare che, otto o nove anni fa, c’ero un po’ cascato anch’io. Rispetto ai “fanatici” della cosiddetta new economy ero considerato uno “scettico”. E al boom della bolla speculativa non avevo mai creduto. Ma mi ero un po’ lasciato convincere, da Kevin Kelly e da altri, che ci fosse all’orizzonte una trasformazione dell’economia e della cultura. Alla luce dei fatti, così non è stato.
Anche quella visione dell’informazione, della conoscenza e dell’intelligenza come “suprema risorsa”, che (per esempio) Jean-Jacques Servan-Schreiber aveva lucidamente definito nel 1980, a tutt’oggi non si è realizzata. Non perché sia un sogno impossibile… ma perché le evoluzioni della cultura umana sono complicate e discontinue.
Allo “stato dell’arte”… il fatto è che non c’è alcuna “nuova economia”. Sarebbe già molto, al giorno d’oggi, ritrovare il filo dei valori più seri di quella “vecchia”, profondamente distorta da maneggi speculativi e pasticci finanziari.

Mi chiedi se “siamo diventati più bravi”. Non lo so. Certo qualcosa dovremmo avere imparato, in dieci o quindici anni di esperienza della rete. Il discorso sarebbe lungo e complicato… ma, da quello che vedo in giro, la situazione è molto confusa. Alcune cose sono fatte un po’ meglio… altre addirittura peggio… alcuni errori ormai “vecchi” continuano a ripetersi…
Per quanto mi riguarda, continuo a cercare di imparare, non mi fido mai di ciò che credo di sapere, approfitto di ogni occasione possibile per provare, sperimentare, verificare.
Per ciò che vedo in giro… ci sarebbe bisogno di più capacità di ascoltare, meno “illusione di onniscienza”, più voglia di semplicità e concretezza, meno fretta e più “coltivazione”. (E tutto questo riguarda un andazzo generale, non solo l’internet e le “nuove tecnologie”).

Quanto alle “internet company”… che fine hanno fatto tante che sembravano splendenti, miracolose comete, magici annunci di una nuova era… ed erano solo meteoriti cadenti? I due più affermati successi mondiali, Amazon ed e-Bay, sono nati in un garage nel 1995. (Di dove stia andando Google… magari ne parliamo un’altra volta… intanto vabbè, stiamo a vedere. Se perdessero la bussola, drogati dai soldi e dal successo, non ci metteremmo molto a trovare un altro motore di ricerca).
PI: Tra i numeri forniti da Gandalf.it anche quelli della pubblicità online: l’aumento degli investimenti da parte degli inserzionisti di tutto il mondo sta cambiando gli equilibri tra i media, con scossoni notevoli ad esempio nell’informazione. È l’alba di un nuovo mondo?
GL: Fra tanti dati che ho pubblicato… ce ne sono alcuni sulla pubblicità in generale, dove non si registrano né scosse né scossoni. È stato faticoso e laborioso ritrovare dati che possano tracciare una prospettiva abbastanza estesa nel tempo e i risultati mi sembrano molto chiari (anche se molti, compresi gli “addetti ai lavori”, sembrano avere scarsa voglia di tenerne conto).

In quel contesto c’è solo “per inciso” qualcosa sulla pubblicità online. Che naturalmente cresce… visto lo sviluppo della rete, è praticamente inevitabile. Ma non vedo all’orizzonte alcuna “alba di un nuovo mondo”, come qualcuno sognava dieci anni fa e (chissà perché) qualcuno ripete ancora oggi. Se succederà qualcosa di imprevisto e imprevedibile, sarò pronto a prenderne atto. Ma allo stato dei fatti sono cifre molto piccole rispetto al totale della pubblicità.
E quello è un dettaglio marginale rispetto alle tante cose, sostanzialmente più utili, che le imprese possono fare in rete.

PI: Gandalf è un nome derivante da uno dei più celebri personaggi del Signore degli Anelli di Tolkien. Qual è la relazione tra quello “stregone” e Gandalf.it ?
GL: Posso dirti, a nome di Gandalf, che “stregone” è un po’ offensivo e riduttivo? A parte gli scherzi, è successo “per caso”. Ma è raro che le cose siano del tutto “casuali”.

Più di trent’anni fa… avevo comprato, “di seconda mano”, una piccola barca a vela. Il precedente proprietario aveva dato alla barca un nome che non mi piaceva. Fra le scaramanzie della nautica, una dice che cambiare il nome porta sfortuna.
Ci voleva un nome che contrastasse il malefizio… chi se non Gandalf, visto che noi (cioè io e il resto dell’equipaggio) avevamo appena finito di leggere Lord of the Rings? Non so se la scelta del nome abbia avuto qualche influenza, ma il fatto è che quella barca superò varie buriane e altre vicende con una buona dose di fortuna.

Da lì poi nacquero altre cose… con il nome Gandalf… fra cui il sito. Pensavo che la cosa fosse del tutto “casuale”. Ma, ripensandoci… si scoprono varie coincidenze. Per esempio c’era, fra le persone che stavano in rete alle origini, molta più conoscenza di Tolkien di quanta ce ne fosse in generale. Insomma… non sono sicuro di quale sia il motivo… ma sembra (non solo a me) che Gandalf sia il nome “giusto” per il mio sito.

a cura di Paolo De Andreis

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  • MIG 20 scrive:
    all'estero e votante
    Benché io sia all'estero non vedo il perché non debba tentare di favorire una situazione politica all'interno del mio paese che, cambiando, puo' favorire il mio rientro nello Stivale.E' chiaro che é più difficile dire di essere italiano fuori che dentro. Il mio paese non gode di una buona reputazione e io e la mia famiglia dobbiamo darci da fare per essere anche migliori lavoratori di quanto avremmo potuto esserlo in Italia.E' anche vero che all'estero, ho avuto aiuti, possibilità, fiducia. Cio' mi ha permesso di costruire impresa stabile e di esprimere il mio potenziale. Mi hanno permesso di cominciare senza tartassarmi..., appoggiarmi e di vivere degnamente all'altezza di cio' che penso di valere.E' chiaro che l'italiano all'estero é di tendenza un coraggioso costruttore di idee, uno che ha il coraggio di mancare dal paese e dalle radici perché vuole essere trattato bene, mica subire e mangiarsi il fegato a 1300 euro al mese davanti all'isola dei famosi...a grandi linee.Io credo che l'Italia sia un grande paese dal potenziale incredibilmente interessante. Se non c'é un'istituzione che mi permette di esprimerlo, provero' a votarla dall'estero...per vedere se qualche cosa cambia. Resto comunque italiano. L'italia é anche mia, e sono più fiero di essere italiano all'estero che se lo fossi all'interno del paese.Peccato che ci siano troppi tacchini (come dice Zucchero) senza coraggio e un pochino troppi parassiti, che si abituano a prendere schiaffi a nero. Io gli schiaffi ho preferito darli. (metaforici s'intende). Non mi faccio certo addomesticare e sedare dalla televisione, ne zittire da chicchessia. Voglio e pretendo. Ma se mi batto per averlo con onestà, lo ottengo. Sapete, al tempo dei romani, c'erano "pane et circensi" per far star calmo il popolo. Castro offre alcol e musica di domenica ai cubani, noi dalle 20 in poi, abbiamo i programmi scemi da guardare per non pensare, non incontrarci sul pianerottolo, in piazza, per unirci, decidere, e fare. Noi facciamo si, ma solo i cavoli nostri. Ecco perché siamo un popolo intelligentissimo ma sfigato disunito e pigro. Forse era meglio essere un po' meno furbi e un po' più nazionalisticamente vivaci come i francesi. Se tu mi dai un pezzo di terra, io ci costruisco sopra qualche cosa e la faccio funzionare, poi, la rivendo e ricostruisco il doppio; non mi ci stendo sopra per prendere il sole. Spero che chi ha scritto i messaggi precedenti sul voto all'estero capisca.Poi, quando vengo in Italia, pago la mia autostrada, compro a tassa incluse e non chiedo nessun tipo di sovvenzione ne aiuto. Non mi privo di difendere il mio paese e le sue bellezze (quelle del passato) non quelle di adesso, perché stiamo distruggendo tutto. Non facciamo più niente di bello da 40 anni. Inventiamo poco e rinnoviamo ancora meno. Per colpa di chi non dedica una consistente percentuale delle finanze pubbliche allo sviluppo, alla ricerca, alla scuola e alla medicina.Se ragionassi cosi', capiresti che gli italiani all'estero sono una ricchezza indispensabile che scappa, ma che tornerebbe volentieri. Se un giorno potro' tornare degnamente lo faro' e paghero' le tasse che devo pagare. Se pero' mio figlio dopo gli studi alti sarà obbligato a finire in un callcenter a 800 Euro neri in durata precaria, ce ne andremo ancora, e rivoteremo.Staccate la spina alla tele. Chi vi isola vi regna e vi controlla. Se ti unisci, regni e controlli tu. Con le idee, con il cuore e con un poco di coraggio.ciaomig 20
  • Anonimo scrive:
    licenziamenti in telecom ?
    ma se hanno dato tutto in mano a terzisti dai call center alle gestione dei guasti alle nuove utenze.........chi licenziano i manager ?
    • Anonimo scrive:
      Re: licenziamenti in telecom ?
      - Scritto da:

      ma se hanno dato tutto in mano a terzisti dai
      call center alle gestione dei guasti alle nuove
      utenze.........chi licenziano i manager
      ?asd, lol
  • Anonimo scrive:
    Cosa nostra..
    ..ovvero : come noi gestiamo gli affari in Italia . E' inutile lamentarsi di come vanno le cose in Italia , davvero non sopporto le persone che si lamentano di tutto . E' ora di finirla e tirare fuori quel poco di dignità che ci è rimasta , se è ancora esiste , e accettare la sconfitta . Arrendersi all'evidenza di che niente cambierà , accettare con virilità il fatto che SIAMO STATI NOI a rendere possibile tutto cio' , con il nostro nascondere la testa nella sabbia a mò di struzzo davanti alle difficoltà e dire : così vanno le cose , cosa posso farci ? E invece no . Perchè le cose non vanno così . NON DOVREBBERO ANDARE COSI . La vicenda Telecom è uno dei tanti affari su cui un piccolo ma influente gruppo di potere conta di farci dei bei soldoni . Accollando come al solito il conto agli italiani e spartendosi i dividendi tra di loro . Mica fessi questi . E tutto questo condito tra intrallazzi più o meno evidenti come quello del prof. Rossi che andrà ad organizzare il riassetto della company e al contempo manterrà la poltrona in FIGC . Ma come la mettiamo con il conflitto di interessi ? O come quello di Rovati che temo dovrà dimettersi per aver turbato la gita cinese di Prodi . Ma siamo sicuri che sia una gita ? In effetti un migliaio di persone al seguito sembra più un contingente militare che non una visita di un primo ministro :D . Vedremo . Certo che , chi guardava alle vicende Telecom con la speranza che finalmente qualcosa cambiasse per gli utenti , temo rimarrà ancora una volta deluso .Del resto c'era da aspettarselo con questi attori e con lo stesso copione . :(
  • Anonimo scrive:
    Copertura
    A questo punto, visto l'andazzo, suppongo che chi stava aspettando la copertura adsl da anni, dovrà mettersi il cuore in pace. :@ :@ :@
    • Anonimo scrive:
      Re: Copertura
      - Scritto da:
      A questo punto, visto l'andazzo, suppongo che chi
      stava aspettando la copertura adsl da anni, dovrà
      mettersi il cuore in pace. :@ :@
      :@dovra' semplicemente metter mano al portafoglio, oppure virare su una connessione wi-fi.
  • Anonimo scrive:
    Italianità?
    Vi ricordate Fazio? Anche lui, nell'affaire Antonveneta, spiegava di voler difendere l'Italianità.Complimenti per l'articolo, condivisibile, documentato e non piegato a quella demagogia pelosa dell'amor patrio che da qualche giorno è spuntata sui giornali quando si tratta di Telecom.
    • Anonimo scrive:
      Re: Italianità?
      - Scritto da:
      Vi ricordate Fazio? Anche lui, nell'affaire
      Antonveneta, spiegava di voler difendere
      l'Italianità.Non è la stessa cosa, è impensabile non avere un operatore nazionale di telefonia mobile.Non è questione di Italianità.. è questione di sicurezza nazionale.
      • Anonimo scrive:
        Re: Italianità?
        Avere gente come il Tronchetto, Fazio e quelli di Parmalat ti sembra meglio?Quelli si che mettono in pericolo la sicurezza nazionale!!!Se devono finire in mano a stranieri che non hanno legami coi politici nostrani e la mafia, io vado a stendergli il tappeto rosso... :@
  • Anonimo scrive:
    Dove sono le novità?
    Qualcuno mi spieghi come fa questo post ad essere OT quando cita un pezzo di articolo e lo commenta... la censura qui non dovrebbe proprio esserci---Si legge:
    • Anonimo scrive:
      otta Re: Dove sono le novità?
      - Scritto da:
      Qualcuno mi spieghi come fa questo post ad essere
      OT Secondo me è più trollata che ottata
      • Anonimo scrive:
        Re: otta Re: Dove sono le novità?
        - Scritto da:

        - Scritto da:

        Qualcuno mi spieghi come fa questo post ad
        essere

        OT

        Secondo me è più trollata che ottataIn effetti ha ragione, tutta questa sensibilità in materia non l'ho notata nemmeno un pò...
      • Anonimo scrive:
        Dove sono le novità?


        Qualcuno mi spieghi come fa questo post ad
        essere

        OT
        Secondo me è più trollata che ottataNon è affatto una trollata. Bensì una constatazione.Mantellini può benissimo partecipare al forum e spiegarci "praticamente" in cosa consiste questa sensibilità dimostrata dal governo attuale.Tant`è che più che di sensibilità mi sembra si cerchi come al solito di portare acqua fresca al mulino di mortadella. In ogni caso siamo in democrazia, ognuno è libero di pensare/dire ciò che vuole... salvo poi essere censurato quando si critica qualcosa.
        • Anonimo scrive:
          Re: Dove sono le novità?
          Ma fatevi furbi, va..La sensibilità di pensare al problema c'è stata eccome: l'idea di scorporo della rete fissa è stata portata avanti dall'attuale maggioranza, e probabilmente se ne parlava anche nel programma elettorale, mentre la BerluCompany non ci ha mai nemmeno pensato.E' stata una sensibilità che poi non sembra che si sia concretizzata in nulla, ma questo lo dice lo stesso Mantellini.
          • Anonimo scrive:
            Re: Dove sono le novità?
            Contrariamente a voi, penso che questo articolo sia molto buono, certamente tratta la questione in modo approfondito e scorrevole.Inoltre credo che con "sensibilita' del governo" si voglia intendere il programma inziale, dove erano presenti, se non erro, alcuni punti riguardo il rinnovo e l'ampliamento dell'attuale panorama telefonico (o informatico ?) italiano.Pero' ovviamente non c'e' stata alcuna applicazione pratica delle idee in cantiere, il programma dei 100 giorni non ha visto assolto un solo punto.Se vi puo' far felici, pensate che Berlusca non e' lieto dell'agire di Prodi (perche' gli ha cacciato tronchettoprovera).Insomma... nel suo piccolo (davvero piccolo) anche Prodi qualcosina di buono l'ha fatto (purtroppo lo squalo e' stato sostituito da un lupo feroce [Rossi], ma vabbe'...dalla vita non si puo' aver tutto ... :D )
          • Anonimo scrive:
            Re: Dove sono le novità?

            La sensibilità di pensare al problema c'è stata
            eccome: l'idea di scorporo della rete fissa è
            stata portata avanti dall'attuale maggioranza, e
            probabilmente se ne parlava anche nel programma
            elettoraleSensibilità nel volersi costruire a spese degli italiani una Telco politicizzata. Su questo ti do ragione al 100%.Che si volesse statalizzare parte di Telecom per poi rivendere ai compagni amici: è proprio questa la sensibilità che hanno avuto.Di certo però Mantellini non parlava di questo tipo di sensibilità autoreferenziale.
            E' stata una sensibilità che poi non sembra che
            si sia concretizzata in nullaOttimo. Congratuliamoci per la sensibilità inutilizzata. Io francamente preferisco chi agisce a chi parla.Del programma di governo cos´è stato attuato fino ad ora? Prodi più che cacciare Tronchetti per metterci uno dei suoi uomini fidati non ha fatto. Definire questo sensibilità ha senso per te? Ha senso che un governo che vuole apparire neutrale si metta in mezzo ad imprese private quotate in borsa? Che figura ci può fare l´Italia?
    • reXistenZ scrive:
      Re: Dove sono le novità?

      Qualcuno mi spieghi come fa questo post ad essere
      OT quando cita un pezzo di articolo e lo
      commenta... la censura qui non dovrebbe proprio
      esserciSono d'accordo.
  • Anonimo scrive:
    Dove sono le novità?
    Si legge:
  • aghost scrive:
    Arjdatece la rete fissa!
    La vicenda Telecom lascia sgomenti, ma neanche tanto. Quelli che hanno provocato questo disastro nazionale sono oggi, dieci anni dopo, gli stessi che decidono "le soluzioni". La privatizzazione demenziale di Telecom, ovvero il monopolio pubblico svenduto ai privati (che pure l'hanno preso senza avere i soldi) è responsabilità del trio Prodi-D'Alema-Rossi.Rossi, come Prodi, è recidivo, ed ha anche 75 anni. Possibile che in tutta italia non ci sia nessuno un po' piu giovane, magari che capisca qualcosa di telecomunicazioni oltrechè di diritto societario, che sia un po' meno organico al regime oligarchico e parassitario che da decenni sfascia l'italia? Ovviamente no, Telecom è un centro di potere ed economico e le "mani italiane" invocate da ogni parte sono sempre quelle dei soliti noti. I risultati li abbiamo visti: un'azienda statale di enorme importanza per il paese è stata ridotta allo sfascio. E i responsabili ora ci fanno anche la paternale su come dovrebbe funzionare il mercato.http://aghost.wordpress.com/2006/09/15/gli-sfasciacarrozze/-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 18 settembre 2006 07.56-----------------------------------------------------------
  • Anonimo scrive:
    Storia all'Italiana, Telco all'Italiana
    La storia si ripete, ciclica.Lo Stato (quale che fosse il politicante di turno al comando) viene soggiogato da piccole e grandi lobby, piccole e grandi associazioni criminali, piccoli e grandi interessi del singolo.Cosi' abbiamo :-un sistema ferroviario che volta le spalle all'utenza.-un sistema aereo/portuale ridotto allo stremo che non tiene conto del cittadino.-un sistema telefonico e televisivo in mano a pochi lucratori che si avvicendano negli anni, tutti daccordo fra loro.La soluzione semplice ci sarebbe :fare in modo che lo Stato gestisca le infrastruttute, dando modo alle societa' private (anche piccolissime) di operare su tutto il settore nazionale.Le societa' scorrette non vengono sanzionate, vengono pero' rimossi i dirigenti (lasciando intatti i posti della gente comune) cosi' da creare, con il tempo, societa' gestite in modo onesto.Ovviamente nessuno lo fara' mai, tutti vogliono mangiare e nessuno vuol lavorare.Fra 50 anni i nostri figli avranno un paese ridotto come l'africa e lo zambia, e saranno costretti ad emigrare (in africa, probabilmente...)
  • Anonimo scrive:
    Telco all'italiana. E agli italiani?
    Quali italiani??? Esistono?E' il momento del voto? No, allora non rompete.Che cosa mai pretendete?E' il momento di versare le tasse? No, allora non esistete.
    • Anonimo scrive:
      Re: Telco all'italiana. E agli italiani?
      Agli italiani finchè gli funziona il telefonino, non gliele frega niente! Hanno la classe dirigente che si meritano.
      • Anonimo scrive:
        Re: Telco all'italiana. E agli italiani?
        - Scritto da:
        Agli italiani finchè gli funziona il telefonino,
        non gliele frega niente! Hanno la classe
        dirigente che si
        meritano.Non e' vero si lamentano tantissimo, si interessano a questo e a quello. Ma poi non fanno nulla. Aspettano che faccia qualcun altro.Hanno il paese che si meritano.
        • Anonimo scrive:
          Re: Telco all'italiana. E agli italiani?

          Non e' vero si lamentano tantissimo, si
          interessano a questo e a quello. Ma poi non fanno
          nulla. Aspettano che faccia qualcun
          altro.
          Hanno il paese che si meritano.Diciamo piuttosto che NON SI PUO' fare nulla.9 ore di lavoro al giorno, la famiglia da seguire, i figli, i corsi d'aggiornamento per il lavoro, la spesa, le incombenze burocratiche, un briciolo di palestra (altrimenti infarto a 48 anni) magari una botta alla moglie prima di andare a letto (senno' non ti parla piu' e si fa il postino strabico) ed ecco, sono passate 25 ore sulle 24 disponibili, siamo gia' in ritardo per il lavoro di domani.In questo clima di continuo affanno per vivere, che cavolo vuoi organizzare ?Manco un pic-nic alla domenica...
          • Anonimo scrive:
            Re: Telco all'italiana. E agli italiani?
            E perchè, negli altri paesi quante ore lavorano? Non troviamo scuse...
        • Anonimo scrive:
          Re: Telco all'italiana. E agli italiani?


          Agli italiani finchè gli funziona il telefonino,

          non gliele frega niente! Hanno la classe

          dirigente che si

          meritano.

          Non e' vero si lamentano tantissimo, si
          interessano a questo e a quello. Ma poi non fanno
          nulla. Aspettano che faccia qualcun
          altro.
          Hanno il paese che si meritano.Cos'è, una forma di "armiamoci e partite"? Perchè " noi " italiani " avremmo ", voi non siete italiani? Se non siete italiani (ma ne dubito), perchè date giudizi su argomenti che non vi riguardano?
          • Anonimo scrive:
            Re: Telco all'italiana. E agli italiani?
            - Scritto da:


            Agli italiani finchè gli funziona il
            telefonino,


            non gliele frega niente! Hanno la
            classe


            dirigente che si


            meritano.



            Non e' vero si lamentano tantissimo, si

            interessano a questo e a quello. Ma poi non
            fanno

            nulla. Aspettano che faccia qualcun

            altro.

            Hanno il paese che si meritano.
            Cos'è, una forma di "armiamoci e partite"? Perchè
            " noi " italiani " avremmo ", voi non
            siete italiani? Se non siete italiani (ma ne
            dubito), perchè date giudizi su argomenti che non
            vi
            riguardano?Esistono anche gli italiani all'estero.
          • Anonimo scrive:
            Re: Telco all'italiana. E agli italiani?
            - Scritto da:


            - Scritto da:



            Agli italiani finchè gli funziona il

            telefonino,



            non gliele frega niente! Hanno la

            classe



            dirigente che si



            meritano.





            Non e' vero si lamentano tantissimo, si


            interessano a questo e a quello. Ma poi non

            fanno


            nulla. Aspettano che faccia qualcun


            altro.


            Hanno il paese che si meritano.

            Cos'è, una forma di "armiamoci e partite"?
            Perchè

            " noi " italiani " avremmo ", voi non

            siete italiani? Se non siete italiani (ma ne

            dubito), perchè date giudizi su argomenti che
            non

            vi

            riguardano?

            Esistono anche gli italiani all'estero.Se sei scappato all'estero stacci e non rinfacciar enulla a NOI ITALIANI ORGOGLIOSI!!!
          • Anonimo scrive:
            Re: Telco all'italiana. E agli italiani?
            - Scritto da:
            Se sei scappato all'estero stacci e non
            rinfacciar enulla a NOI ITALIANI
            ORGOGLIOSI!!!Guarda che tra "scappare" all'estero e "decidere" di vivere all'estero per vedere finalmente riconosciute le proprie competenze, snobbate in patria dai soliti furbi, ne corre di differenza! L'orgoglio non c'entra una cippa...
          • Anonimo scrive:
            Re: Telco all'italiana. E agli italiani?
            - Scritto da:

            - Scritto da:

            Se sei scappato all'estero stacci e non

            rinfacciar enulla a NOI ITALIANI

            ORGOGLIOSI!!!Piu' che ORGOGLIOSI, io li definirei ORGOGLIONI
            Guarda che tra "scappare" all'estero e "decidere"
            di vivere all'estero per vedere finalmente
            riconosciute le proprie competenze, snobbate in
            patria dai soliti furbi, ne corre di differenza!
            L'orgoglio non c'entra una
            cippa...Verissimo.Se avessi la possibilita' sarei scappato da un pezzo.Il problema e' che fare i bagagli e partire non e' facile come certi personaggi vogliono far sembrare...
          • Anonimo scrive:
            Re: Telco all'italiana. E agli italiani?
            - Scritto da:

            - Scritto da:





            - Scritto da:




            Agli italiani finchè gli funziona il


            telefonino,




            non gliele frega niente! Hanno la


            classe




            dirigente che si




            meritano.







            Non e' vero si lamentano tantissimo, si



            interessano a questo e a quello. Ma poi non


            fanno



            nulla. Aspettano che faccia qualcun



            altro.



            Hanno il paese che si meritano.


            Cos'è, una forma di "armiamoci e partite"?

            Perchè


            " noi " italiani " avremmo ", voi
            non


            siete italiani? Se non siete italiani (ma ne


            dubito), perchè date giudizi su argomenti che

            non


            vi


            riguardano?



            Esistono anche gli italiani all'estero.

            Se sei scappato all'esteroAppunto, SE.
            stacciCi sto e volentieri, ma che c'netra, devo anche stare zitto? Scordatelo.
            e non
            rinfacciar enulla a NOI ITALIANIAllora devo stare zitto eh? Ti piacerebbe!Perche'? Siete perfetti? No e allora devi anche aspettarti critiche.
            ORGOGLIOSI!!!Certo, ma anche tanto boriosi, permalosi e tanto con la puzzona sotto il nasone, come ci dimostri con il tuo "o sei con noi o taci".
          • Anonimo scrive:
            Re: Telco all'italiana. E agli italiani?
            - Scritto da:


            - Scritto da:



            - Scritto da:








            - Scritto da:





            Agli italiani finchè gli funziona il



            telefonino,





            non gliele frega niente! Hanno la



            classe





            dirigente che si





            meritano.









            Non e' vero si lamentano tantissimo, si




            interessano a questo e a quello. Ma poi
            non



            fanno




            nulla. Aspettano che faccia qualcun




            altro.




            Hanno il paese che si meritano.



            Cos'è, una forma di "armiamoci e partite"?


            Perchè



            " noi " italiani " avremmo ", voi

            non



            siete italiani? Se non siete italiani (ma ne



            dubito), perchè date giudizi su argomenti
            che


            non



            vi



            riguardano?





            Esistono anche gli italiani all'estero.



            Se sei scappato all'estero

            Appunto, SE.


            stacci

            Ci sto e volentieri, ma che c'netra, devo anche
            stare zitto?
            Scordatelo.


            e non

            rinfacciar enulla a NOI ITALIANI

            Allora devo stare zitto eh? Ti piacerebbe!
            Perche'? Siete perfetti? No e allora devi anche
            aspettarti
            critiche.


            ORGOGLIOSI!!!

            Certo, ma anche tanto boriosi, permalosi e tanto
            con la puzzona sotto il nasone, come ci dimostri
            con il tuo "o sei con noi o
            taci".E aggiungo anche, che se avessi detto "gli italiani, che brava gente, pero' sempre povere vittime delle telco, poverini, ma sono persone con cui ogni cosa e' piacevole e che sanno vivere"mi avresti detto:"Cos'è, una forma di "armiamoci e partite"? Perchè "noi" italiani "avremmo", voi non siete italiani? Se non siete italiani (ma ne dubito), perchè date giudizi su argomenti che non vi riguardano?"No eh? In questo caso, fossi stato anche un marziano, quindi uno che tratta ugualmente argomenti che non mi riguradano, mi avresti detto di continuare, tutto felice come un bambino.
          • Anonimo scrive:
            Re: Telco all'italiana. E agli italiani?

            Esistono anche gli italiani all'estero.Appunto, sei italiano ! La tua nazionalità è italiana, la tua residenza è estera e non c'entra niente. Il Paese è anche tuo!
    • MIG 20 scrive:
      Re: Telco all'italiana. E agli italiani?
      Benché io sia all'estero non vedo il perché non debba tentare di favorire una situazione politica all'interno del mio paese che, cambiando, puo' favorire il mio rientro nello Stivale.E' chiaro che é più difficile dire di essere italiano fuori che dentro. Il mio paese non gode di una buona reputazione e io e la mia famiglia dobbiamo darci da fare per essere anche migliori lavoratori di quanto avremmo potuto esserlo in Italia.E' anche vero che all'estero, ho avuto aiuti, possibilità, fiducia. Cio' mi ha permesso di costruire impresa stabile e di esprimere il mio potenziale. Mi hanno permesso di cominciare senza tartassarmi..., appoggiarmi e di vivere degnamente all'altezza di cio' che penso di valere.E' chiaro che l'italiano all'estero é di tendenza un coraggioso costruttore di idee, uno che ha il coraggio di mancare dal paese e dalle radici perché vuole essere trattato bene, mica subire e mangiarsi il fegato a 1300 euro al mese davanti all'isola dei famosi...a grandi linee.Io credo che l'Italia sia un grande paese dal potenziale incredibilmente interessante. Se non c'é un'istituzione che mi permette di esprimerlo, provero' a votarla dall'estero...per vedere se qualche cosa cambia. Resto comunque italiano. L'italia é anche mia, e sono più fiero di essere italiano all'estero che se lo fossi all'interno del paese.Peccato che ci siano troppi tacchini (come dice Zucchero) senza coraggio e un pochino troppi parassiti, che si abituano a prendere schiaffi a nero. Io gli schiaffi ho preferito darli. (metaforici s'intende). Non mi faccio certo addomesticare e sedare dalla televisione, ne zittire da chicchessia. Voglio e pretendo. Ma se mi batto per averlo con onestà, lo ottengo. Sapete, al tempo dei romani, c'erano "pane et circensi" per far star calmo il popolo. Castro offre alcol e musica di domenica ai cubani, noi dalle 20 in poi, abbiamo i programmi scemi da guardare per non pensare, non incontrarci sul pianerottolo, in piazza, per unirci, decidere, e fare. Noi facciamo si, ma solo i cavoli nostri. Ecco perché siamo un popolo intelligentissimo ma sfigato disunito e pigro. Forse era meglio essere un po' meno furbi e un po' più nazionalisticamente vivaci come i francesi.Se tu mi dai un pezzo di terra, io ci costruisco sopra qualche cosa e la faccio funzionare, poi, la rivendo e ricostruisco il doppio; non mi ci stendo sopra per prendere il sole. Spero che chi ha scritto i messaggi precedenti sul voto all'estero capisca.Poi, quando vengo in Italia, pago la mia autostrada, compro a tassa incluse e non chiedo nessun tipo di sovvenzione ne aiuto. Non mi privo di difendere il mio paese e le sue bellezze (quelle del passato) non quelle di adesso, perché stiamo distruggendo tutto. Non facciamo più niente di bello da 40 anni. Inventiamo poco e rinnoviamo ancora meno. Per colpa di chi non dedica una consistente percentuale delle finanze pubbliche allo sviluppo, alla ricerca, alla scuola e alla medicina.Se ragionassi cosi', capiresti che gli italiani all'estero sono una ricchezza indispensabile che scappa, ma che tornerebbe volentieri. Se un giorno potro' tornare degnamente lo faro' e paghero' le tasse che devo pagare. Se pero' mio figlio dopo gli studi alti sarà obbligato a finire in un callcenter a 800 Euro neri in durata precaria, ce ne andremo ancora, e rivoteremo.Staccate la spina alla tele. Chi vi isola vi regna e vi controlla. Se ti unisci, regni e controlli tu. Con le idee, con il cuore e con un poco di coraggio.ciaomig 20
  • Anonimo scrive:
    I LADRI DI GOVERNO
    Il Mortadella, che quando parla sembra che stia spirando, lui ed il suo governo che hanno preso per il culo metà degli italiani, non sapeva nulla, dice lui!Ma davvero credono che siamo degli stronxi?In effetti il 50% si! Gli hanno dato il voto :D!Ma che vi aspettavate da gente che ha portato al governo i froci? Solo inculate!Ed il Bertinotti? Come lo vedete sulla sua bella poltrona nuova? Ora non fa più le marce per la pace? No! Però è stato d'accordo sulla scarcerazione di 30.000 detenuti, perché soffrivano nelle carceri, poverelli!Intanto noi del popolino campiamo con appena 1.000 euro e loro APPENA CON 17.000!!!Telecom, al Governo, ho l'impressione che glielo abbia messo nel culo, tanto per rimanere in tema con "l'onorevole" Vladimiro Lussuria.Che goduriaaaaa...Pas
    • Anonimo scrive:
      Re: I LADRI DI GOVERNO
      ladri ?il governo impone una governance seria a telecom attraverso l'authority oppure si riappropria della rete e' da ladri ?inoltre ad un prezzo abbastanza equo (per una volta) e con oltrettutto risparmi fiscali che ne diminuirebbero considerevolmente l'entita'.A me pare un'ottima mossa.Oltretutto condivisa da molte forze politiche (anche a destra, vedi AN e UDC) e parte dell'establishment economico.(bisogna pero' vedere meglio quale sarebbe lo statuto della nuova societa' e in quale modo verrebbero ripartiti i costi/profitti futuri)Piuttosto di poco buono c'e' la poca trasparenza della vicenda.Pero' qui non si tratta solo di politica, bensi' di affari.E negli affari non puo' esserci la stessa trasparenza che dobbiamo pretendere dalla politica. Il caso enel/Gaz de France e Suez non ha insegnato nulla ? Piuttosto mi preoccupa la reazione scomposta di Tronchetti ed il suo tentativo di distogliere l'attenzione da Telecom.
      • Anonimo scrive:
        Re: I LADRI DI GOVERNO

        ladri ?
        il governo impone una governance seria a telecom
        attraverso l'authority oppure si riappropria
        della rete e' da ladri
        ?Svegliati.Sarà che è notte, ma non hai capito come stanno le cose.Si tratta di ristatalizzare per rivendere nuovamente agli amici. Se per te questo è essere seri... insomma, apri gli occhietti.Il fatto che esistano elementi come De Benedetti, Mieli e i vari gruppi Espresso, RCS e compagni non ti dice nulla? Sono tutti interessati alla tv nostrana.
      • Max3D scrive:
        Re: I LADRI DI GOVERNO
        in effetti non hai capito una ceppa...prima Mortadella regala le infrastrutture, poi le ricompra "ad un prezzo equo" (??? coi nostri soldi !)se poi fai un salto sul sito di Grillo, potresti leggere di qualcosa che parla delle quotazioni delle azioni di telecom, altro lato oscuro.. azioni che valgono piu' di quanto dovrebbero...e tu parli di aquisto equo....povera italia, manda a casa berlusconi per lenin:Pp.s.L'avete voluto ?TENETEVELO !
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