Il valore di un assistente di intelligenza artificiale non si misura dalla prima risposta che dà, ma da qualità della risposta, una volta che si è capito come chiedere le cose.
I prompt usa e getta lasciano il tempo che trovano. Quelli vaghi, improvvisati, scritti di fretta sperando che l’AI capisca da sola cosa s’intende, funzionano una volta su tre, e il resto del tempo produce risposte che si possono facilmente ottenere con una ricerca su Internet di pochi minuti.
I prompt da usare con Claude
Avere una raccolta di prompt riutilizzabili è decisamente più utile, con istruzioni strutturate che funzionano su qualsiasi argomento e che producono risposte sostanzialmente migliori ogni volta, anche perché modellano il modo in cui l’AI ragiona. Ecco i prompt, divisi per situazione.
Tre prompt per capire argomenti complessi
Ammettiamolo, non siamo tutti esperti di tutto, magari! Ecco tre prompt che funzionano sempre, e che insieme coprono qualsiasi argomento complesso da tre punti di vista diversi.
Prompt da provare: Spiegami questo argomento come se fossi un principiante, poi spiegamelo come se fossi un esperto. Dove le due versioni sono in disaccordo?
Questo primo prompt fa qualcosa di brillante, confronta la versione semplificata con quella approfondita e mostra dove i punti chiave divergono. È lì che si nascondono le sfumature più interessanti, quelle che una spiegazione unica non riesce mai a catturare.
Scomponi questo argomento, poi spiega perché è importante nel mondo reale, chi ne è più coinvolto e quali effetti positivi o negativi ha sulle persone.
Il secondo prompt porta l’argomento fuori dalla teoria e dentro la realtà. Non basta capire come funziona qualcosa, è importante capire perché conta e chi ne subisce le conseguenze. Conoscere un fatto è diverso da comprenderne il peso.
Comportati come un professore universitario. Scomponi questo argomento in un corso strutturato con i concetti fondamentali, la terminologia chiave e gli errori di comprensione più comuni.
Il terzo prompt trasforma Claude nel tipo di insegnante che tutti avremmo voluto avere: chiaro, organizzato e capace di anticipare le difficoltà gli studenti. Chiedere quali sono gli errori comuni è particolarmente utile, perché spesso non sappiamo di aver capito male qualcosa fino a quando qualcuno non ce lo fa notare.
Con questi tre prompt, qualsiasi argomento è più facile da affrontare, da quello più tecnico a quello più astratto.
Tre prompt per migliorare la scrittura
Giornalisti, editor o scrittori, di solito scrivono compulsivamente fino alla prima bozza, per poi fare la revisione, solo che non sempre si ha a disposizione un’assistente che non abbia paura di dire dove il testo fa acqua.
Claude, in questo ruolo, è molto efficace. Non perché sia sempre d’accordo con le proprie scelte, anzi, il contrario. I prompt da usare per la revisione devono essere progettati per ottenere critiche costruttive, non complimenti.
Prompt da provare: Comportati come un editor severo, ma giusto. Critica il testo seguente concentrandoti su chiarezza, struttura, tono e originalità. Cosa andrebbe tagliato o riscritto?
, oppure: Cosa sto dando per scontato che il mio lettore sappia già, e questa supposizione è corretta?
Questo prompt è il più diretto, restituisce una valutazione onesta del testo, con indicazioni concrete su cosa funziona e cosa no. Magari non è piacevole da leggere, ma è sempre utile.
Il secondo prompt individua un problema subdolo: le cose che si danno per scontato e che per il lettore non lo sono affatto. Capita soprattutto quando si scrive di argomenti che si conosce bene, si dimentica che il lettore può avere un background diverso.
Qual è la singola frase o affermazione più debole in questo testo, e come la riscriveresti?
Il terzo prompt è chirurgico, identifica il punto più vulnerabile del testo e propone una soluzione.
Quattro prompt per prendere decisioni migliori
Prendere decisioni è faticoso. Non le grandi decisioni esistenziali, quelle almeno hanno il fascino del dramma. Sono le decisioni intermedie che logorano: quale prodotto scegliere tra tre opzioni, quale destinazione prenotare, quale attività organizzare per un’occasione speciale. Quei bivi in cui tutte le opzioni sono accettabili, ma nessuna è chiaramente la migliore, e il tempo scorre senza arrivare a una conclusione.
Per queste situazioni, ci sono quattro prompt che trasformano Claude in un consulente decisionale impeccabile.
Prompt da provare:Aiutami a decidere tra [opzione A] e [opzione B]. Valuta entrambe sulla base dello scenario migliore, dello scenario peggiore e del risultato più probabile.
Se prendessi questa decisione e andasse male, quale sarebbe la ragione più probabile del fallimento?
Questo secondo prompt è particolarmente potente perché costringe a guardare il rovescio della medaglia prima di impegnarsi. È facile innamorarsi di un’opzione quando si pensa solo a come potrebbe andare bene, ma è molto più utile immaginare come potrebbe andare male.
Immagina che abbia preso questa decisione. Di cosa mi ringrazierebbe il mio io futuro? Cosa rimpiangerebbe? E cosa ho sottovalutato?
Simula un tavolo di esperti su questa decisione: uno stratega, un analista del rischio, un ottimista e uno scettico. Ciascuno vede le cose dal proprio punto di vista. Poi dammi una raccomandazione finale.
Una precisazione doverosa: l’intelligenza artificiale non dovrebbe mai essere l’unica voce nelle decisioni che cambiano la vita. Ma come strumento per esplorare le opzioni, identificare i rischi nascosti e strutturare il ragionamento, è straordinariamente utile.
Due prompt di approfondimento che migliorano qualsiasi risposta
Indipendentemente dalla situazione, ci sono due istruzioni aggiuntive che migliorano quasi sempre la qualità della risposta quando si aggiungono dopo il primo risultato.
Sii specifico, evita consigli generici e mostra il tuo ragionamento.
Vai oltre le risposte più ovvie e includi intuizioni a cui non penserei immediatamente.
Sono le due frasi che trasformano una buona risposta in una risposta che vi fa fermare e pensare. La prima elimina la genericità, il difetto tipico delle risposte dell’AI. La seconda spinge il modello fuori dai percorsi battuti, dove spesso si trovano le intuizioni più interessanti.