ChatGPT è uno di quegli strumenti che si inizia a usare in trenta secondi e che, proprio per questa facilità d’accesso, quasi nessuno si prende la briga di configurare. Si apre, si scrive, si ottiene una risposta. E siccome funziona, non viene naturale chiedersi se potrebbe funzionare meglio.
Ecco cosa si perde chi usa ChatGPT senza queste 3 impostazioni
Eppure, sepolte nelle impostazioni, ci sono tre funzionalità che la stragrande maggioranza degli utenti non ha mai attivato, in parte perché sono disattivate di default, in parte perché sono nascoste dove nessuno le cerca. Una funzione modella il modo in cui il chatbot parla, una controlla quanto a fondo ragiona, una decide cosa conservare e cosa dimenticare.
1. Le istruzioni personalizzate: smettere di ripetersi a ogni conversazione
Questa è l’impostazione più importante della lista e anche la più trascurata. A differenza della memoria, che nella maggior parte delle piattaforme è attiva per impostazione predefinita, le istruzioni personalizzate vanno compilate, e quasi nessuno lo fa.
Le istruzioni personalizzate sono un documento permanente che si applica a ogni nuova conversazione. Invece di spiegare a ChatGPT chi si è, cosa si fa e come deve rispondere all’inizio di ogni chat, lo si scrive una volta sola. Da quel momento in avanti, ogni conversazione eredita quelle indicazioni: il nome con cui si vuole essere chiamati, il proprio ruolo professionale, il livello di competenza che si dà per scontato, le preferenze sul formato delle risposte, le regole da seguire e quelle da evitare.
Per attivare la funzione si accede alle impostazioni del profilo, nella sezione dedicata alla personalizzazione. Si compilano i vari campi, e si attiva l’interruttore. La funzione è disponibile su tutti i piani, dalla versione gratuita a quelle a pagamento, su computer e dispositivi mobili.
Un esempio pratico: se si è un professionista sanitario e ogni conversazione inizia con sono un infermiere, dai per scontata la terminologia clinica di base
, quell’informazione va scritta una volta nelle istruzioni personalizzate e non si dovrà mai più ripetere. Si possono aggiungere anche regole di formattazione, ad esempio Risposte sotto le centocinquanta parole a meno che non chieda diversamente
o Niente elenchi puntati
, e ogni chat futura le rispetterà.
C’è un’avvertenza importante: ChatGPT sovrappone più sistemi di personalizzazione, preimpostazioni di personalità, istruzioni personalizzate e memoria. Questi livelli possono interagire tra loro in modo silenzioso. Un ricordo salvato automaticamente (es. prediligi un tono formale
) può sovrascrivere lo stile informale che scelto nelle istruzioni. Se si ha l’impressione che il chatbot ignori le preferenze, meglio controllare la memoria salvata, l’inghippo potrebbe essere lì.
2. Il livello di ragionamento: decidere quanto a fondo deve pensare
Può capitare di ricevere risposte troppo superficiali quando serve profondità o troppo lente quando si va di fretta, questa impostazione è la soluzione, ed è quasi sconosciuta.
Quando si seleziona un modello con capacità di ragionamento, ChatGPT può dedicare più o meno sforzo all’analisi prima di rispondere. Più tempo dedica, più la risposta tende a essere approfondita, attenta ai dettagli e consapevole delle sfumature. Meno tempo dedica, più la risposta arriva rapidamente. L’impostazione permette di scegliere il livello, invece di subire quello predefinito.
Per attivarla si seleziona un modello con ragionamento dal menu dei modelli nella parte superiore della chat. Compare un controllo del livello di ragionamento nella casella del messaggio. A seconda del piano di abbonamento si hanno a disposizione livelli diversi, da quello più veloce a quello più profondo. La scelta resta attiva per le conversazioni successive fino a quando non la si modifica.
Un esempio pratico: per domande quotidiane dove serve solo una risposta diretta, come un dato, una definizione, una conferma, si può usare il livello standard. Quando si consegna a ChatGPT qualcosa di complesso, come un’analisi con variabili in conflitto, un piano con compromessi da valutare, del codice da verificare a fondo, si alza il livello per ottenere un ragionamento che esplori le ipotesi e i casi limite.
3. La conversazione temporanea: quando non si vuole lasciare tracce
Le prime due impostazioni fanno ricordare di più a ChatGPT. Questa fa l’esatto opposto. La conversazione temporanea è una sessione isolata che non compare nella cronologia, non viene usata per addestrare i modelli e non legge, né scrive nella memoria del profilo. Quando finisce, scompare dal contesto.
Per attivarla, basta cercare l’icona dedicata nella parte superiore della schermata della chat e si avvia una nuova conversazione da lì.
Un esempio pratico: si sta cercando un regalo a sorpresa per qualcuno con cui si condivide il l’account. Oppure si ha una domanda medica o finanziaria che so preferisce non associare al profilo. Insomma, qualsiasi argomento che si preferisce non influenzi le raccomandazioni future o resti nella cronologia.
Attenzione, non è una modalità di navigazione in incognito nel senso stretto del termine. Per ragioni di sicurezza, le conversazioni temporanee possono essere conservate dalla piattaforma per un periodo limitato, ovvero trenta giorni, prima di essere eliminate. Inoltre, poiché la conversazione temporanea ignora deliberatamente la memoria e le istruzioni personalizzate, al suo interno si perde tutta la personalizzazione.
Tre interruttori che cambiano le risposte di ChatGPT
La configurazione predefinita di ChatGPT è progettata per funzionare bene per la maggior parte delle persone. È un compromesso inevitabile e comprensibile. Ma il prezzo di quel compromesso è che lo strumento non funziona in modo ottimale per nessuno in particolare.
Le tre impostazioni descritte qui sopra sono semplici da attivare, richiedono pochi minuti e non comportano alcun rischio. Eppure, una volta attivate, possono trasformare le risposte generiche in risposte più personalizzate, pertinenti e contestualizzate.