3 ottobre, il giorno della liberazione dal DRM

La fervida creatività degli attivisti che si battono contro la proliferazione dei lucchetti digitali annuncia la mobilitazione annuale. La speranza è che si traduca nel giorno dell'indipendenza digitale
La fervida creatività degli attivisti che si battono contro la proliferazione dei lucchetti digitali annuncia la mobilitazione annuale. La speranza è che si traduca nel giorno dell'indipendenza digitale

Grazie alle vulcaniche menti dei membri di Defective by Design (DbD), già protagonisti di azioni contro le tecnologie anticopia, la mobilitazione per cancellare e reprimere i sistemi di Digital Rights Management (DRM) sale di livello.

Sviluppatosi in rete, su forum e blog, il dissenso per il DRM si è già evoluto nello scendere in piazza per manifestare il desiderio di poter partecipare ad una “liberazione della cultura” ed ora queste iniziative sfociano in una non ufficiale giornata mondiale contro i lucchetti digitali .

L’ Anti-DRM Day lanciato da Defective by Design è fissato al 3 ottobre, data che riprende quella in cui si sono svolte precedenti azioni ma che d’ora in poi, di anno in anno, rappresenterà il clou della protesta antiDRM.

L’idea di Defective by Design è allargare la portata del movimento per arrivare ad una quantità di utenti molto grande, a quelli che la rete la seguono meno assiduamente e che possono essersi persi la grande battaglia per l’accesso alla cultura ma che sono ugualmente coinvolti in questo delicato processo.

La manifestazione del 3 ottobre non sarà appannaggio di una singola città perché, anzi, si vuole dar vita a numerose e diffuse iniziative da lanciare in località sparse in tutto il Mondo.

A dare una descrizione delle motivazioni che hanno portato a questa iniziativa è intervenuto il professor Ian Brown, docente all’Università di Los Angeles e al MIT nonché esponente dei DbD:” Le società produttrici di contenuti multimediali dovrebbero abbracciare le nuove tecnologie digitali e invece molte tra queste tentano di mantenerci bloccati all’interno di dinamiche economiche che potevano andare bene nel secolo scorso, facendo uso di tecnologie che a lungo andare non permetteranno ai consumatori di rispettare appieno le normative sulla tutela del copyright”.

Giorgio Pontico

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

07 09 2006
Link copiato negli appunti