34 gigabyte al giorno posson bastare

Una ricerca californiana rivela le esigenze digitali dei cittadini statunitensi. Che in ogni giorno si sommano fino a formare un fiume in piena da zettabyte di dati

Roma – Trentaquattro gigabyte al giorno tengono informato lo statunitense medio, indipendentemente dal mezzo con cui vengono trasmesse le informazioni. Lo rivela un’ analisi effettuata da alcuni ricercatori della University of California: “Per informazione pensiamo ad un flusso di dati che raggiungono gli utenti – spiegano gli scienziati – noi abbiamo sommato byte, parole e ore di esposizione ai vari vettori”.

I dati raccolti in riferimento al 2008 evidenziano circa 3,6 zettabyte al giorno di traffico complessivo: una quantità di informazioni tale che, se trasferita su carta, coprirebbe l’intero territorio degli USA con una coltre di scibile alta circa due metri in grado di contenere 10,845 trilioni di parole .

A farla da padrone sono i contenuti video sostenuti da televisione e videogames per un totale di circa 3,3 zettabyte , che nell’arco di un anno si traducono in circa 1,3 trilioni di ore in cui i cittadini statunitensi hanno fruito di informazioni di vario genere: 12 ore al giorno ciascuno.

Oltre ad aver sciorinato grandissimi numeri, quella che è stata definita come la dieta americana del Web ha innescato domande per alcuni inevitabili circa il comportamento degli ISP e la volontà di porre un limite alla banda pro capite.

Il rapporto evidenzia infatti il ruolo centrale occupato dalla Rete le cui autostrade digitali sono sempre più trafficate . Per evitare l’ingorgo fatale, dunque, in molti preferirebbero che si investisse nell’adeguamento delle strutture piuttosto che optare per soluzioni di certo non a lungo termine come le broadband caps .

Giorgio Pontico

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  • uarko scrive:
    scemenze... (questa seria)
    al massimo un social network può "certificare" una conoscenza (nemmeno un'amicizia), renderla visibile ad altri, ma per diventare amici non serve un social network.. piuttosto può essere un consiglio ai giudici: se non volete problemi, ad esempio contestazioni di non adeguatezza a dirimere una causa, non usate tali reti.Che poi io posso avere "amici" illustri sconosciuti, oppure colleghi, con cui posso avere interessi comuni ma anche contrastanti, idee diverse, essere un concorrente, ecc.Certo se esiste il divieto di avere contatti con dei membri di una giuria popolare, ad es., questo divieto varrebbe anche sul social network...
  • uarko scrive:
    scemenze...
    si sa che un avvocato non ha AMICI, solo interessi, eh eh eh... :D
  • asd scrive:
    tanto....
    ....hanno linkedin, ideale per il sistema di XXXXX americano di cordate e amicizie da mantenere lato "professional"
  • Rainheart scrive:
    Ma questi
    c'hanno gli occhi pure dietro la testa? Ma come gli è venuto in mente di guardare che ha in lista amici su un social network il giudice? :p
  • Funz scrive:
    USA e Italia
    Ogni Paese ha i problemi di conflitto di interessi inversamente proporzionali al senso civico dei suoi cittadini...
  • Wolf01 scrive:
    Un avvocato può avere degli amici...
    ..su un social networking?La risposta è "ma che XXXXX ve ne frega di quello che fa o no l'avvocato nella sua vita privata?"Anche io al lavoro magari litigo con i colleghi o con i clienti per questioni lavorative, ma fuori dal lavoro siamo tutti di nuovo amici anche se ci siamo appena pestati a sangue.Idem per gli avvocati, se fossi un avvocato e il mio migliore amico venisse accusato di qualcosa dovrei comunque fare il mio lavoro, che sia quello di proteggerlo o accusarlo.Semmai la questione è diversa, sono proprio gli avvocati che non fanno bene il loro lavoro o sono coinvolti in traffici oscuri.A questo punto bisogna correggere la frase: "un avvocato può avere degli amici pregiudicati, assassini, corrotti? si, ma purchè non risultino nel suo social networking"Oh, e sto bug dell'antispam ha scassato
    • skyeye scrive:
      Re: Un avvocato può avere degli amici...
      "litigo.. con i clienti".. :|
    • Whishper scrive:
      Re: Un avvocato può avere degli amici...
      Si certo. Ma come ti sentiresti se in una causa, il giudice e l'avvocato della parte avversa (non importa che sia dell'accusa o della difesa) fossero amici?Secondo me è giusta questa regolamentazione: quantomeno salva le apparenze...Inoltre sarei favorevole ad estenderla ad altre categorie professionali, sempre in relazione con i giudizi.Ad esempio i dipendenti di una società sportiva, non possono essere 'amici' degli arbitri. Ti ricordi alla fine che casotto quando è venuto fuori il caso Moggi? O nel caso TPB, descritto molto bene qui su PI?
      • ephestione scrive:
        Re: Un avvocato può avere degli amici...
        Se io che difendo un presunto ladro sono amico del giudice che lo ritiene innocente, rimango suo amico anche se non ho il suo avatar nel mio profilo FECEbook. Rimaniamo amici anche se nessuno di noi due è iscritto a FECEbook.A questo punto tanto valeva impedire ai giudici di creare di un proprio profilo FB, per "decoro professionale", ma magari permetterlo solo su siti come linkedin.La cosa mi sembra una scemenza madornale, non da ultimo perché questa vicenda sta dando tanta, ma tanta, di quella importanza a FB che chi l'ha iniziata dovrebbe vergognarsi.
        • Wolf01 scrive:
          Re: Un avvocato può avere degli amici...
          Appunto, e metti che viene fuori che l'avvocato che difende il malfattore è figlio del giudice, come la mettiamo? Conflitto di interessi? - Il giudice deve per forza giudicarlo innocente solo perchè il figlio lo difende? - Il giudice deve per forza giudicarlo colpevole solo perchè ha delle questioni familiari in sospeso col figlio?E anche se il giudice non fosse imparentato con l'avvocato ma il giorno prima per puro caso è sucXXXXX che l'avvocato gli ha preso sotto il cane, il giudice deve rivalersi sull'avvocato, magari in una sentenza di affidamento di un bambino dove l'avvocato è dalla parte della ragione?E se l'avvocato è di un'altra fazione politica rispetto al giudice?Il problema non è tanto l'amicizia o l'inimicizia, il problema è che tutto è relativo al contesto, bisognerebbe farsi giudicare da dei computer e non da propri pari, visto che l'uomo sarà sempre e comunque parziale.
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