41 mesi al cracker della time bomb

Licenziato dall'azienda con cui ha avuto una lunga diatriba aveva innescato un processo di distruzione del sistema informatico
Licenziato dall'azienda con cui ha avuto una lunga diatriba aveva innescato un processo di distruzione del sistema informatico


Newark (USA) – Condannato a 41 mesi per aver inserito nei sistemi informativi di un’impresa una “time bomb” capace di azzerarli e causare danni irreparabili.

Questa la vicenda di Timothy Allen LLoyd, un uomo di 39 anni che in passato aveva conquistato le prime pagine perché considerato autore di un imponente disastro informatico alla Omega Engineering, azienda per la quale ha lavorato per molti anni e dalla quale, dopo lunghe diatribe e cause, è stato licenziato il 10 luglio del 1996.

Venti giorni dopo il suo licenziamento, alla Omega avvenne un fatto disastroso che portò alla distruzione delle informazioni e delle applicazioni sul network informatico attraverso cui venivano gestiti gli impianti di produzione.

Dopo una prima condanna contro Lloyd tutto era stato bloccato per l’ipotesi che il disastro da 10 milioni di dollari fosse stato causato da un virus. Ma lo scorso ottobre la giuria ha deciso che, invece, era da attribuirsi ad una “bomba informatica a tempo” piazzata dall’imputato. E ora è arrivata la condanna, che Lloyd inizierà a scontare dal prossimo primo maggio.

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28 02 2002
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