Il Regno Unito conferma il ban di Huawei per le reti 5G

5G: il ban del Regno Unito a Huawei da settembre

Le autorità UK hanno deciso che a partire dal settembre del prossimo anno le telco non potranno installare nuove componenti Huawei nelle reti 5G.
Le autorità UK hanno deciso che a partire dal settembre del prossimo anno le telco non potranno installare nuove componenti Huawei nelle reti 5G.

Il Regno Unito proibirà agli operatori attivi sul proprio territorio di installare apparecchiature fornite da Huawei per il 5G. Il ban sarà in vigore a partire dal settembre 2021. A darne notizia è stata per prima la redazione di Bloomberg citando lo stanziamento di un fondo da 250 milioni di sterline (circa 278 milioni di euro) a cui le telco potranno attingere per adeguarsi all’imposizione. Queste le parole di Oliver Dowden, Segretario di Stato per il Digitale, la Cultura, i Media e lo Sport.

Sto impostando un percorso chiaro per la completa rimozione dei fornitori ad alto rischio dalle nostre reti 5G. Sarà fatto attraverso la definizione di nuovi poteri senza precedenti in modo da identificare e mettere al bando l’equipaggiamento per le telecomunicazioni che pone in pericolo la nostra sicurezza nazionale.

Il ban UK per il 5G di Huawei

Nel mese di luglio le autorità UK si erano già pronunciate in merito, stabilendo che entro il 2027 non dovranno più essere presenti nelle reti britanniche componenti prodotte e commercializzate dal gruppo cinese. Ogni acquisto sarà proibito dal gennaio 2021. Un netto dietrofront rispetto a quanto annunciato inizialmente nei primi mesi del 2019 proprio in tema di 5G. Allora la replica della società di Shenzhen non si fece attendere, ne riportiamo di seguito un estratto.

La deludente inversione di rotta del governo britannico è stata da quest’ultimo giustificata con riferimento alle sanzioni imposte dal governo statunitense, sebbene non supportate da prove, e non ad alcuna violazione da parte di Huawei. In tal modo, il governo degli Stati Uniti potrebbe ridurre la varietà dell’offerta nel mercato dei fornitori, danneggiando l’economia digitale europea e minando la sovranità digitale dell’Europa, che include la libertà di scegliere i propri fornitori.

Inevitabilmente ne beneficeranno realtà concorrenti come Nokia ed Ericsson, anch’esse impegnate nella realizzazione e nella fornitura di componenti destinate alle reti mobile.

Fonte: Bloomberg
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