5G: gli operatori UK continuano a scegliere Huawei

Gli operatori Vodafone, EE, Three e O2 confermano la volontà di collaborare con Huawei per l'allestimento delle reti 5G nel Regno Unito.

Nonostante il ban degli Stati Uniti sia ancora in vigore, gli operatori britannici sembrano non risentire delle pressioni che giungono da oltreoceano, continuando come previsto a collaborare con Huawei per l’allestimento delle loro reti 5G. Nel fine settimana la redazione del Guardian ha parlato della collaborazione tra le quattro principali telco UK e l’azienda cinese.

Huawei per il 5G degli operatori UK

La partnership ha interessato i network presenti in sei delle sette città dove Vodafone ha già acceso i suoi primi network 5G. La società di Shenzhen è inoltre al lavoro con EE. Si è poi aggiudicata contratti con Three e O2.

Della questione abbiamo scritto su queste pagine nei mesi scorsi: secondo il National Cyber Security Centre britannico, i rischi legati alla cybersecurity paventati dagli USA sono da ritenersi gestibili, dunque nessun problema a impiegare le componenti per parti non-core delle infrastrutture. La raccomandazione dell’intelligence UK è in ogni caso quella di non affidarsi a un solo fornitore.

A livello internazionale, nonostante dagli Stati Uniti sia giunta ai paesi alleati un’esplicita richiesta di non scegliere il colosso cinese come partner, non tutti l’hanno accolta. In Italia, ad esempio, le ultime dichiarazioni ufficiali in merito sono quelle giunte a inizio febbraio dal Ministero dello Sviluppo Economico, che smentendo alcune indiscrezioni hanno ribadito che non vi è alcun ban né per Huawei né per ZTE. Anche la Russia ha optato per non imporre alcun blocco.

Tornando in territorio britannico, va ricordato che UK e USA fanno parte del gruppo Five Eyes (insieme a Canada, Nuova Zelanda e Australia), alleanza internazionale che si occupa proprio di questioni relative a intelligence e sorveglianza. Non è da escludere che una differente posizione in merito alla vicenda possa inasprire i rapporti tra i membri. Nuova Zelanda e Australia hanno già optato per il ban, mentre il Canada ha collaborato con Washington nell’arresto di Meng Wanzhou, figlia del CEO e fondatore Ren Zhengfei, dando il proprio via libera al procedimento di estradizione negli Stati Uniti.

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Fonte: The Guardian
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