A Savona un'azienda su due è pirata

Questi i risultati di una indagine a tappeto della polizia della città, supportata tecnicamente dalla BSA. I responsabili rischiano fino a tre anni di carcere
Questi i risultati di una indagine a tappeto della polizia della città, supportata tecnicamente dalla BSA. I responsabili rischiano fino a tre anni di carcere


Savona – Jolly Roger: si chiama così l’operazione di indagine a tappeto condotta dalla Polizia giudiziaria della Procura di Savona che ha messo in luce come il 50 per cento delle imprese nella provincia utilizzi software illegalmente.

Stando a quanto riferito proprio dalla BSA in una nota diffusa ieri, l’obiettivo delle operazioni è stato la verifica dell’applicazione della legge sul diritto d’autore, in relazione alla norma penale che vieta la duplicazione abusiva di software in ambito aziendale. Oggetto della verifica sono state 45 aziende, di cui 16 multinazionali, con 430 postazioni informatiche. E una su due è risultata fuorilegge per quanto concerne l’uso del software.

In particolare, le indagini hanno fatto emergere con chiarezza il fenomeno dell’underlicensing, che si verifica quando il numero di postazioni su cui è installato un certo software è superiore al numero di licenze acquisite dalle imprese. Tra i prodotti duplicati illegalmente, pacchetti software Microsoft (140), Symantec (84), Autodesk e molto altro software pacchettizzato per utilizzo professionale, tutti privi della necessaria licenza d’uso.

“I responsabili delle aziende trovate illegali – spiega la nota – sono stati indagati per il reato di cui all’articolo 171 bis della legge 248/00 sulla tutela del diritto d’autore e rischiano fino a 3 anni di reclusione e 30 milioni di multa, oltre a sanzioni amministrative.”

“L’operazione – ha affermato Vincenzo Scolastico, Procuratore Capo della Repubblica – ha impegnato le Forze dell’Ordine e la Procura per diversi mesi. Uno sforzo notevole, ma necessario se si considera che l’illecito riscontrato è così elevato e che la duplicazione illegale dei prodotti informatici convive spesso con fenomeni di economia sommersa e organizzazioni criminali spesso di dimensioni internazionali”.

Secondo Giovanni Ferrari, vicepresidente di BSA Italia, quanto emerso confermerebbe che “fra le principali responsabili della pirateria informatica nel nostro paese vi sono le aziende. Queste, attraverso la duplicazione illegale del software realizzano risparmi di dubbia natura, danneggiando al contempo pesantemente tutta l’economia del settore”.

Il tasso di pirateria rilevato a Savona è, secondo la BSA, molto vicino a quello medio italiano valutato nel 46 per cento. Secondo BSA, come si ricorderà, il tasso globale di pirateria nel 2000 è cresciuto rispetto al 1999 del 2%.

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20 12 2001
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