A Sky News voleranno tecno-fringuelli

Entro la fine di questo mese tutti i computer delle sue newsroom online dovranno dotarsi di TweetDeck. Per fare in modo che tutti i giornalisti cinguettino le ultime di cronaca

Roma – Si tratta di una decisione presa con il preciso scopo di introdurre profonde trasformazioni nel modo in cui i giornalisti raccolgono le notizie, per fare in modo che siano trascinati nel vivo del flusso continuo delle informazioni. Le newsroom online di Sky News avranno meno di un mese di tempo, prima di iniziare a cinguettare i principali eventi di cronaca attraverso Twitter .

Tutti i computer britannici di Sky News saranno così dotati di TweetDeck , applicazione che permette agli utenti registrati di controllare in un unico ambiente il gran vociare dei propri contatti sul tecno-fringuello. Si tratta di un modo per abbandonare quella che fino ad ora è stata la figura del corrispondente Twitter , ovvero un incarico unico di responsabilità per quanto concerne la comunicazione sui social media.

Entro il prossimo mese , dunque, tutti i giornalisti di Sky News avranno imparato a cinguettare , a gestire le notizie in tempo reale, in maniera diversa rispetto al recente passato. “La grande novità per noi nel 2010 è un’evoluzione attraverso i social media, dal momento che questi giocano un ruolo molto importante nel giornalismo”, ha spiegato Julian March, produttore esecutivo di Sky News Online.

“Non dovremo più ghettizzare tutto questo all’interno di un solo ruolo, di una sola persona – ha continuato March – Quello che faremo è inserirlo all’interno della nostra squadra al completo”. E non si tratta dei primi messaggi di stima verso la natura e le dinamiche di Twitter.

In un recente articolo pubblicato su Foreign Policy , il senatore degli Stati Uniti Richard Lugar ha sottolineato l’uso positivo della piattaforma di microblogging per le stesse sorti della democrazia. Come nel caso dell’imponente movimento d’opposizione creatosi dopo le contestate elezioni in Iran, dove Twitter ha giocato un ruolo non certo indifferente.

Lugar ha encomiato gli usi e costumi cinguettanti, intitolando il suo articolo Twitter contro il Terrore . Secondo il senatore statunitense, il sito in 140 caratteri dovrebbe essere utilizzato all’interno di operazioni psicologiche ( psyop ), per promuovere valori democratici e di libertà nel mondo. Sky News si limiterà alla semplice raccolta delle notizie, in attesa di sapere se Murdoch accuserà anche i tecno-fringuelli di vampirizzare i contenuti messi in circolo dalla sua media company.

Mauro Vecchio

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  • paolinovaiv aivai scrive:
    Io l'ho usato per lavoro
    Secondo me Jamendo di per sè ha alla base una buona idea ma sviluppata per il target sbagliato.Secondo me la musica CC dovrebbe rivolgersi maggiormente alla clientela business che acquista le licenza per produzioni commerciali. Io ho usato dei loro brani e ho avuto delle difficoltà, i contenuti sono organizzati in modo caotico e le licenze non sono proprio chiarissime.
  • angros scrive:
    Ma che cosa è la musica, in fondo?
    La musica è un' arte? Per gli intenditori e gli appassionati, sì, ma questo non permette un "mercato" vero e proprio; l' arte è un mercato abbastanza limitato, e poi chi compra un' opera d' arte si aspetta di avere qualcosa di unico, che duri nel tempo, e la musica non rispetta queste condizioni (l' "esecuzione" del brano è unica, ma dura solo pochi minuti, e la registrazione si conserva nel tempo, ma è duplicabile all' infinito).Per poter vendere la musica, con il normale sistema della vendita dei brani, si è cercato di trasformarla in un "bene di consumo", quindi qualcosa da comprare e "consumare": ecco quindi le canzoni che passano di moda subito, e il sistema di vendita al dettaglio di canzoni "pronte per l' uso".La licenza Creative Commons non è fatta per questo; nasce come un adattamento delle licenze per il software libero (l' "antenato" della creative commons era la licenza GFDL, nata per la documentazione del software libero), ed il suo scopo originario era di permettere la modifica del materiale, pur mantenendolo sotto la stessa licenza (utilissimo, ad esempio, per i testi che dovevano essere tradotti in più lingue: chiunque può tradurli, ma la traduzione deve rispettare gli stessi termini del documento originale); successivamente la CC è stata estesa anche alle immagini ed alla musica.In questo contesto, quindi, la musica non è più un' arte, e nemmeno un bene di consumo, ma una "risorsa": il suo scopo non è più quello di essere prelevata ed ascoltata, ma di essere adattata ed usata per produrre qualcos' altro.Di musica in CC ce n' è parecchia, ma spesso è senza testo (così puoi metterci le parole che vuoi, nella lingua che vuoi), magari è in formato MIDI (così puoi modificare le singole note, o gli strumenti usati, mentre non potresti farlo con un MP3), e quando l' ascolti hai l' impressione di ascoltare la colonna sonora di un film (spesso la musica CC viene usata come sottofondo in filmati o in videogiochi)D' altra parte, un autore che non viene pagato e suona nel tempo libero perchè gli piace farlo, se decide di rilasciare il suo lavoro gratuitamente si aspetta che lo facciano anche gli altri, e perciò imposta il suo lavoro in questo senso: un' opera in Creative Commons deve servire per incoraggiare la realizzazione di altre opere in CC, ed è destinata a chi è in grado di farlo, non agli utenti finali (che possono comunque prelevarla, ma devono accontentarsi di quello che trovano).D' altra parte, anche per il software libero è stato così per molto tempo: i programmi liberi non erano facili da usare, perchè erano destinati a gente che potesse migliorarli o usarli per scriverne altri, e un utente che non riusciva nemmeno a capire come si usavano di sicuro non poteva fare nessuna delle due cose, quindi era inutile accontentarlo.
    • ruppolo scrive:
      Re: Ma che cosa è la musica, in fondo?
      - Scritto da: angros
      La musica è un' arte? Per gli intenditori e gli
      appassionati, sì, ma questo non permette un
      "mercato" vero e proprio; l' arte è un mercato
      abbastanza limitato, e poi chi compra un' opera
      d' arte si aspetta di avere qualcosa di unico,
      che duri nel tempo, e la musica non rispetta
      queste condizioni (l' "esecuzione" del brano è
      unica, ma dura solo pochi minuti, e la
      registrazione si conserva nel tempo, ma è
      duplicabile all'
      infinito).Forse è per questo che un brano costa 79 centesimi e la Gioconda miliardi.
      un'
      opera in Creative Commons deve servire per
      incoraggiare la realizzazione di altre opere in
      CC, ed è destinata a chi è in grado di farlo, non
      agli utenti finaliQuindi è fine a se stessa.
      D' altra parte, anche per il software libero è
      stato così per molto tempo: i programmi liberi
      non erano facili da usare, perchè erano destinati
      a gente che potesse migliorarli o usarli per
      scriverne altri, e un utente che non riusciva
      nemmeno a capire come si usavano di sicuro non
      poteva fare nessuna delle due cose, quindi era
      inutile
      accontentarlo.Quindi è fine a se stesso.Il ragionamento non fa un grinza, infatti il tipico linaro fa un utilizzo del computer fine a se stesso, l'opposto di un utente Mac.
      • angros scrive:
        Re: Ma che cosa è la musica, in fondo?

        Forse è per questo che un brano costa 79
        centesimi e la Gioconda
        miliardi.Quindi, ritieni che la musica "commerciale" non sia arte, ma che sia considerata un "bene di consumo"? Su questo, direi che siamo d' accordo.


        un'

        opera in Creative Commons deve servire per

        incoraggiare la realizzazione di altre opere in

        CC, ed è destinata a chi è in grado di farlo,
        non

        agli utenti finali

        Quindi è fine a se stessa.Direi il contrario: il fine è la realizzazione di altre opere, la "crescita" del patrimonio artistico/intellettuale.La musica in vendita su iTunes, invece, è fine a sè stessa: è previsto che tu possa ascoltarla, e basta. Non è previsto che serva a niente altro, anzi, è previsto che venga "consumata" e dimenticata.


        D' altra parte, anche per il software libero è

        stato così per molto tempo: i programmi liberi

        non erano facili da usare, perchè erano
        destinati

        a gente che potesse migliorarli o usarli per

        scriverne altri, e un utente che non riusciva

        nemmeno a capire come si usavano di sicuro non

        poteva fare nessuna delle due cose, quindi era

        inutile

        accontentarlo.

        Quindi è fine a se stesso.No: ogni programma ha il suo scopo, ed è previsto che possa svolgere quel compito, ma anche che possa adattato per compiti diversi.

        Il ragionamento non fa un grinza, infatti il
        tipico linaro fa un utilizzo del computer fine a
        se stesso, l'opposto di un utente
        Mac.Il linaro usa un computer come un computer, mentre l' utente Mac lo usa come un televisore (infatti tu, che sei la quintessenza dell' utente mac, ti vanti sempre di non usare più il televisore). Se io voglio un computer, compro un computer; se voglio un televisore, compro il televisore.
        • Sgabbio scrive:
          Re: Ma che cosa è la musica, in fondo?
          - Scritto da: angros
          Il linaro usa un computer come un computer,
          mentre l' utente Mac lo usa come un televisore
          (infatti tu, che sei la quintessenza dell' utente
          mac, ti vanti sempre di non usare più il
          televisore). Se io voglio un computer, compro un
          computer; se voglio un televisore, compro il
          televisore.Il Computer è polivalente, puoi anche guardare le televisione volendo, ma puoi anche fare a meno di compiere un'azione simile.Comunque Ruppolo....non capisco questo attacco verso gli utilizzatori di linux...mah...Conosco gente che usa il mac è non ha la mente ottenebrata come TE.
          • Algidone scrive:
            Re: Ma che cosa è la musica, in fondo?
            Quando si è consulenti è dura non essere di parte...
      • Nedanfor non loggato scrive:
        Re: Ma che cosa è la musica, in fondo?
        - Scritto da: ruppolo
        - Scritto da: angros

        La musica è un' arte? Per gli intenditori e gli

        appassionati, sì, ma questo non permette un

        "mercato" vero e proprio; l' arte è un mercato

        abbastanza limitato, e poi chi compra un' opera

        d' arte si aspetta di avere qualcosa di unico,

        che duri nel tempo, e la musica non rispetta

        queste condizioni (l' "esecuzione" del brano è

        unica, ma dura solo pochi minuti, e la

        registrazione si conserva nel tempo, ma è

        duplicabile all'

        infinito).

        Forse è per questo che un brano costa 79
        centesimi e la Gioconda
        miliardi.No. Io la Gioconda la ho gratis: http://it.wikipedia.org/wiki/GiocondaNaturalmente non è quella del Louvres... Ma è digitale come le canzoni che tu compri a 79 centesimi. Si può addirittura moltiplicare come quelle canzoni. Il suo costo è assolutamente zero, ma potrei venderla a miliardi, se volessi. Tuttavia questa, così come il brano, è un bene immateriale...
      • Sgabbio scrive:
        Re: Ma che cosa è la musica, in fondo?
        - Scritto da: ruppolo
        Forse è per questo che un brano costa 79
        centesimi e la Gioconda
        miliardi.Su itunes ?
  • ninjaverde scrive:
    Pecoroni
    Purtroppo viviamo in un mondo dominato dal gregge, che và dove c'è la pubblicità ripetuta ed invasiva di giornali e media. Poi magari si scarica la musica (spesso di infimo livello) sul P2P violando magari i diritti dovuti... E le iniziative gratuite si scordano o non si conoscono nemmeno, poichè costoro non hanno $$ per la pubblicità... e i pochi che scaricano non contribuiscono poichè il contributo è un optional...Forse anche con C.C. occorre cambiare qualcosa, non sempre Creative C. va bene per tutto. Per altre cose invece funziona, poichè produce un ritorno finanziario.
  • chobin scrive:
    eh beh ovvio...
    tutti sempre a blaterare open source, common creatives e balle varie, poi alla fine chi vuole un po' di musica si va a scaricare la roba commerciale e sui siti come jamendo non ci va manco morto.
    • Falling Rain scrive:
      Re: eh beh ovvio...
      Purtroppo è la realtà...magari per i sw va un po' meglio, ci sono delle alternative free molto valide e non bisogna sbattersi col crack, ma per la musica non è così: tra scaricare il nostro disco e un disco degli Iron Maiden entrambi a costo zero, è normale che la gente si butti sul secondo.
      • frk scrive:
        Re: eh beh ovvio...

        tra scaricare il nostro disco e un disco degli
        Iron Maiden entrambi a costo zero, è normale che
        la gente si butti sul
        secondo.E'per questo che la pirateria deve essere combattuta, anche e soprattutto da chi regala per passione il proprio lavoro.Così la gente tra Iron maden a pagamento e il vostro disco gratuito, magari valuterà di prendere il vostro e avrete il sucXXXXX che meritate.Chi scarica musiche e software pirata, e blatera di libertà non ha capito un emerito....
        • user0 scrive:
          Re: eh beh ovvio...
          C'è comunque una bella differenza tra il farsi pagare il giusto per il proprio lavoro e il volerci ricavare il massimo possibile.A quanto pare, in tanti settori, le industrie che producono e distribuiscono beni e/o servizi è da troppo tempo che mirano ad avere margini molto ampi di guadagno; e lo fanno a scapito di chi invece deve impiegare parecchie più risorse per alimentare il proprio potere di acquisto.
          • frk scrive:
            Re: eh beh ovvio...
            Il giusto... il giusto per me è diverso dal giusto per te.. che è diverso dal giusto per qualcun'altro...Con la storia del "giusto prezzo" non si va da nessuna parte.Capisco per i beni di prima necessità, dove il giusto è perlomeno che una persona possa comprarsi il pane senza morire di fame, se ha un minimo di lavoro.Ma per la musica degli Iron Maiden (era l'esempio di cui parlavamo) il giusto prezzo è quello a cui sono disposto a comprarla. La vendono a $100 a brano? Se la tengano. La vendono a 0.99$ a brano? Ci penso..Poi magari per qualcun'altro, che impazzisce per gli Iron Maiden, $100 è giusto, e per qualcun'altro non lo comprerebbe neanche a 0.01$...- Scritto da: user0
            C'è comunque una bella differenza tra il farsi
            pagare il giusto per il proprio lavoro e il
            volerci ricavare il massimo
            possibile.

            A quanto pare, in tanti settori, le industrie che
            producono e distribuiscono beni e/o servizi è da
            troppo tempo che mirano ad avere margini molto
            ampi di guadagno; e lo fanno a scapito di chi
            invece deve impiegare parecchie più risorse per
            alimentare il proprio potere di
            acquisto.
          • iRoby scrive:
            Re: eh beh ovvio...
            - Scritto da: frk
            Poi magari per qualcun'altro, che impazzisce per
            gli Iron Maiden, $100 è giusto, e per
            qualcun'altro non lo comprerebbe neanche a
            0.01$...Hai enunciato una tipica e basilare legge del marketing.Il problema essenziale però è che, quanto poi il pubblico sarà disposto a pagare quella cosa, è anch'esso un parametro alterabile. Il meccanismo non si ferma alla semplice produzione e messa sul mercato, c'è anche una miriade di altre azioni pubblicitarie atte a distorcere la percezione del valore reale di quella cosa.MTV, riviste di musica o cartastraccia per i giovani. E tutta la pubblicità più o meno diretta.Coadiuvati poi dalle ricerche e indagini di mercato... Che mirano anche a capire se le attività collaterali di alterazione della percezione del pubblico stanno funzionando.
          • Nick scrive:
            Re: eh beh ovvio...
            Per vendere i diritti commerciali di musica distribuita con licenza cc non basta rendere i brani gratuiti per un'utenza privata, ma c'è bisogno di far passare la musica in radio, parlarne sui siti specializzati, promuovere concerti e presentazioni.Tutto questo presuppone investimenti e promozioni che utilizzino un linguaggio diverso, che non può essere quello delle attuali distribuzioni commerciali che puntano su mass media e grandi store commerciali. Ma allo stesso tempo c'è bisogno di utilizzare il rapporto con il pubblico per far emergere la buona musica, per renderla popolare e permettere la retribuzione del progetto e degli artisti che attraverso la musica lavorano.
    • ruppolo scrive:
      Re: eh beh ovvio...
      - Scritto da: chobin
      tutti sempre a blaterare open source, common
      creatives e balle varie, poi alla finePoi alla fine l'importante è non pagare un centesimo, avere tutto gratis.
  • ephestione scrive:
    ma le vendite reali?
    Qualche dato sui movimenti finanziari nudi e crudi legati alla vendita della musica proposta da jamendo esiste?Io personalmente trovo il parco di brani di magnatune di "qualità" migliore, mentre jamendo gioca molto sulla enorme quantità di musica che distribuisce, quindi non è chiaro se il fallimento sia correlato ad una reale mancanza di commerciabilità del servizio che offre, oppure a dei requisiti di costi tecnici (banda/manutenzione) che sono esorbitanti anche se la vendita dei brani è "adeguata".
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