La scorsa settimana Reed Hastings, CEO di Netflix, ha dichiarato alla redazione di Bloomberg che il gruppo ha per qualche tempo valutato la possibilità di introdurre un abbonamento più economico. Niente facili entusiasmi però, con tutta probabilità non sarà destinato a noi, almeno in un primo momento. Più probabile un iniziale rollout esclusivamente in Asia.

Netflix: abbonamenti più economici

Il nuovo piano è stato avvistato nella giornata di ieri in Malesia. Con una spesa mensile di circa 4 dollari (la metà rispetto all’opzione Basic) permette di accedere ai film e alle serie TV in streaming sulla piattaforma, ma solo dai dispositivi mobile. Un portavoce del gruppo ha confermato che lo stesso esperimento è al momento condotto anche in altri territori, senza però fornire ulteriori dettagli. Il servizio mira dunque ad espandere sempre più il proprio raggio d’azione, strizzando l’occhio a coloro che ancora sono poco propensi a mettere mano al portafogli per l’accesso ai contenuti, magari fidelizzandoli per indurli poi a sottoscrivere un abbonamento più costoso.

Netflix: gli abbonamenti in Malesia

Una strategia che porta così Netflix a scontrarsi con realtà concorrenti già ben radicate nei territori, grazie anche alla loro politica dei prezzi aggressiva: è il caso di iFlix, HOOQ e Viu in India, tutti accessibili con un prezzo mensile di circa 3 dollari. Quello indiano è un paese per il quale il gruppo di Hastings sta mettendo in campo importanti investimenti. Il più recente è stato annunciato all’inizio del mese e porterà sugli schermi del pubblico una serie e otto film originali.

Stando ai dati diffusi il mese scorso, Netflix conta oggi 137 milioni di abbonati a livello globale, 58 milioni dei quali residenti negli Stati Uniti. Al momento non è dato a sapere se la nuova formula arriverà un giorno anche in Occidente, dove nel frattempo l’azienda e il suo partner Warner Bros. si trovano a dover fare i conti con la causa legale intentata dal Satanic Temple per lo sfruttamento non autorizzato di un’opera nella serie “Le terrificanti avventure di Sabrina”.

Fonte: Bloomberg

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