Accessibilità da... Olimpiadi

di Patrizia Bertini - Dalla denuncia di Sydney per un sito olimpico non accessibile agli errori di Salt Lake City. Segnali positivi arrivano ora da Atene. Che succederà con Torino 2006?


Roma – La prima volta che si sentì parlare di Accessibilità e Olimpiadi non fu per segnalare una vittoria e un esperienza esemplare, ma per evidenziare come il sito di un evento internazionale e prestigioso come quello dei Giochi Olimpici fosse di fatto non accessibile. Era la primavera del 2000 quando furono inaugurati i giochi olimpici di Sydney, in Australia, e quando Bruce McGuire, un non vedente australiano, per primo denunciò il sito ufficiale dei Giochi Olimpici che era di fatto non accessibile e non permetteva a un non vedente come lui di essere aggiornato sugli eventi sportivi in corso.

Come tutti, anche il signor Bruce McGuire ha delle passioni ed una di queste, molto condivisa per altro, è lo sport.

Cosi, forte della recente legge australiana che richiedeva ai siti Web di essere accessibili e conformi alle “Web Content Accessibility Guidelines 1.0”, Bruce McGuire fece causa alla Commissione Olimpica richiedendo che il sito rispettasse la nuova legge, ribadendo il proprio diritto all’informazione, tanto più se di un evento della portata e dell’importanza internazionale come le Olimpiadi.

L’imbarazzo della Commissione Olimpica non bastò, i tempi per il rifacimento completo del sito non erano sufficienti quando Bruce McGuire iniziò la propria battaglia per l’accessibilità del sito dei Giochi.

Bruce McGuire però vinse la causa e si sperò, allora, che la Commissione dei Giochi Olimpici avesse imparato la lezione, che avesse appreso che fra le milioni di persone che quotidianamente cliccano sul sito ufficiale e si informano sull’evento olimpico ci sono anche utenti e appassionati disabili. E tanti. Persone che grazie alle nuove tecnologie hanno indipendenza, hanno la facoltà di aggiornarsi, seguire le proprie passioni, coltivare interessi, approfondire argomenti di attualità e prendere parte al fluire degli eventi, anche dei Giochi Olimpici.

Ma non fu proprio cosi.

Quando nel 2002 venne inaugurato il sito dei giochi olimpici invernali di Salt Lake City (USA) il sito era ancora lontano dal completo rispetto delle WCAG 1.0, anzi, della Section 508 americana, emendamento del Rehabilitation Act del 1973 introdotto, cosi come lo conosciamo oggi, nell’Agosto del 1998 e divenuto legge il 21 dicembre 2000.
Il sito dei giochi invernali di Salt Lake City era ricco di Javascript e animazioni ad effetto, tanto ad effetto da avere come effetto collaterale l’esclusione dei milioni di disabili che avrebbero desiderato poter cliccare sul sito, conoscere i risultati o i calendari degli eventi sportivi. Neppure questo sito dei Giochi Olimpici fu accessibile.

Oggi, siamo alla vigilia delle Olimpiadi di Atene, che si apriranno ufficialmente il 13 agosto prossimo.
Sebbene l’Unione Europea fin dall’introduzione del Piano d’Azione eEurope 2002 abbia cercato di promuovere fattivamente l’Accessibilità come fondamento costituente di una Società basata sulla Conoscenza e sull’Informazione, la Grecia di fatto non ha ancora approvato una legislazione in merito.

Lo sforzo greco è limitato ad una modifica apportata nel 2001 all’articolo 5/A della Costituzione in cui viene sancito il dovere dello Stato di rendere accessibili le informazioni a tutti i cittadini. Nella Costituzione ellenica si legge infatti che “Ogni cittadino ha il diritto di partecipare alla Società dell’Informazione” , lo Stato ha quindi l’obbligo di facilitare l’accesso alle informazioni digitali.

Un passo certo importante, ma non sufficiente per una diffusione della nuova cultura dell’accessibilità.

Cosi il sito delle Olimpiadi 2004 ancora una volta non può vantare una perfetta conformità alle Raccomandazioni del W3C. La presenza di un’impaginazione sviluppata grazie a tabelle annidate e la presenza di qualche script sparso sulle pagine qui e là sono criticità che ancora possono creare qualche difficoltà. Ma qualcosa è stato fatto e per alcuni aspetti quello dei Giochi olimpici di Atene, ad oggi, è il risultato più promettente.

Che alla base della progettazione e della realizzazione del sito ci sia stata una conoscenza delle “Web Content Accessibility Guidelines 1.0” lo dimostra l’uso corretto, non solo tecnicamente ma anche semanticamente, degli attributi ALT che permettono di fornire contenuto alternativo alle immagini per coloro che non possono, o non vogliono, vederle.

Il codice HTML del sito è particolarmente curato, supera senza problemi la validazione automatica del W3C, passo fondamentale per lavorare nella direzione dell’accessibilità, e contiene le basi per un progetto futuro migliore e completamente conforme alle WCAG 1.0.
Ma non avendo la Grecia una legislazione mirata su questi aspetti, e non essendoci una direttiva europea specifica, l’esperienza ellenica è destinata a passare un po’ inosservata.

Forse qualcuno si lamenterà, altri sbufferanno cercando di capire a che ora potranno assistere alla gara di uno o dell’altro sport, altri abbandoneranno il sito senza essere riusciti a scoprire come sia finita l’ultima partita… Ma oltre a lamentarsi e cambiare sito, stavolta non ci sono possibilità di creare il rumore che ha suscitato 4 anni fa Bruce McGuire.

Nel 2004 va così. Ma non potrà andare cosi nel 2006, quando le Olimpiadi invernali arriveranno a Torino, in Italia, dove è stata approvata definitivamente il 9 gennaio 2004 la legge 4/2004 che esige l’accessibilità per i siti Web pubblici.

La legge 4/2004 servirà, si spera, da promemoria alla Commissione Olimpica che dovrà in questi anni sviluppare e progettare il nuovo sito con l’obiettivo, ambizioso ma concreto e realizzabile, di creare il primo sito dei Giochi Olimpici accessibile, dimostrando che gli errori di Sydney, Salt Lake City e le basi gettate da Atene sono state preziose lezioni da cui l’Italia ha saputo trarre i giusti insegnamenti.

E la gara per la realizzazione del primo sito accessibile dei Giochi Olimpici è una sfida, culturale e civica, ancora più affascinante e stimolante delle competizioni sportive.

Ce la farà l’Italia a vincere questa sfida?

Patrizia Bertini

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  • Anonimo scrive:
    Re: Abbasso la francia!

    Ti sbagli di grosso, dato che l'Italia non
    è uno stato cristiano e che esistono
    cittadini italiani musulmani.No, esistono _anche_ cittadini italiani musulmani ma la maggior parte sono italiani cattolici o laici.Lo stato, grazie a Dio, è laico e vige la democrazia.Quindi i cittadini musulmani, come quelli non musulmani, sono tenuti a rispettare la volontà della maggioranza.Cosa che non sempre sembra vera (vedi infubulazione e tentativi di agire contro la legge in virtù di leggi tribali in vigore dei popoli da dove provengono).Questo non è razzismo, è semplicemente volere il rispetto delle regole che ci siamo dati.Poi il resto della questione con le moschee che ha detto il tizio mi pare sia chiaramente una provocazione (perché quando noi non potremmo) e non ci vuole molto a capirlo.
  • Anonimo scrive:
    Re: Abbasso la francia!

    e qui mi fermo, sennò qualcuno mi
    denuncia per razzismo :(se qualcuno ti accusa di razzismo per avere detto la sacrosanta verità vengo ad incatenarmi davanti ai cancelli del commissariato.
  • Anonimo scrive:
    Re: La Francia deve solo vergognarsi!
    - Scritto da: Anonimo

    - Scritto da: Alex¸tg

    Meno male che ti sei salvato nel finale

    specificando che ti riferivi in
    particolare

    alla classe politica. Perche` la gente,
    la

    Francia di per se`, c'entra ben poco,
    come

    del resto i civili americani
    singolarmente

    c'entrano ben poco con le decisioni di
    Bush,

    e cosi` via.

    Beh, mi sembrava ovvio che non si può
    dar la colpa a tutti i francesi!Capisco, ma se io vedessi "abbasso l'Italia" scritto da qualche parte perche` il Sig. Governo ne ha fatta una delle sue, non la prenderei bene. Sa di nazionalismo...
    Però
    chi li vota questi politici?Be', per quello hanno ben poca scelta. Vota come ti pare: da una parte c'e` il peggio e da quell'altra il quasi-peggio. "Ma mi raccomando votate", se no non c'e` nulla che giustifichi le scemenze condizionate al loro benessere che faranno una volta insediati.Invece bisognerebbe proprio votare qualcuno che con la politica teorica non ha proprio mai avuto a che fare... gente che sia un po' interessata a fare la propria parte con semplice buon senso... ma e` probabilmente un'utopia. La situazione non ha soluzioni: siamo fregati e saremo sempre fregati.Forse un po' di colpa l'abbiamo perche` a quanto pare questa situazione ci sta bene, comunque, si`, in parte hai ragione.
  • Anonimo scrive:
    Alla buon ora...
    Al ministro finalmente sono risciuti a far funzionare l'IE con Win e si e' connesso ad Internet ed a visto cose che non gli sono piaciute e vanno censurate.Questi continui attacchi all'intelligenza delle persone sono dei veri e propri insulti.I siti razzisti ci sono perche' ci sono i razzisti quelli pedofili perche' i pedofili esistono.Quindi o si fa qualcosa di concreto contro questi fenomeni pericolosi oppure evitiamo di nascondere, con la censura, che questi fenomeni esistono perche' il ricordarlo offende la sensibilita' di molti.Internet continua a sbatterci in faccia la realta' non filtrata dalle amorevoli censure governative ed e' con questa che bisogna fare i conti e non con quella da lobotomizzati che ci propinano, a volte, i media "ufficiali".Usa i fondi per informare sui danni che puo' provocare il razzismo, su come fermare chi, difendendosi dietro questa parola cerca di danneggire il prossimo.Occorre partire dal presupposto che il popolo, tutti noi, abbiamo un cervello e senso critico e non insultaci con le censure.
  • Anonimo scrive:
    Re: La Francia deve solo vergognarsi!
    - Scritto da: Anonimo
    Se c'è una nazione che nel corso
    della storia, specie recente, ha combinato
    un mucchio di porcherie è la Francia!
    Questa specie di politico si dice
    preoccupato del razzismo e del terrorismo e
    vorrebbe trasformare Internet e l'intera
    Europa in una specie di Forcolandia! Loro
    continuano a nascondere ancora oggi i
    brigatisti rossi, hanno nascosto Komeini e
    molti altri criminali internazionali; hanno
    spaccato l'Europa solo per i loro interessi
    nazionali e vogliono insegnare al mondo i
    diritti civili? L'unica cosa a cui
    applicherei davvero la censura nel modo
    più atroce possibile è la
    classe politica francese: arroganti e
    profittatori, l'unica risposta che meritate
    è quella del vostro generale
    Cambronne: merde!Sottoscrivo in pieno. Ed aggiungo che la francia è stata anche la palestra per quelle belve dei kmer rossi , in quanto i loro capi di allora hanno fatto il loro bravo apprendistato proprio in francia. E che dire della vergognosa sentenza contro B.B. ?? Io se fossi al posto della Bardot chederei la cittadinanza Svizzera,.La francia è la VERGOGNA del mondo intero.
  • Anonimo scrive:
    Re: La Francia deve solo vergognarsi!
    - Scritto da: Alex¸tg
    Meno male che ti sei salvato nel finale
    specificando che ti riferivi in particolare
    alla classe politica. Perche` la gente, la
    Francia di per se`, c'entra ben poco, come
    del resto i civili americani singolarmente
    c'entrano ben poco con le decisioni di Bush,
    e cosi` via.Beh, mi sembrava ovvio che non si può dar la colpa a tutti i francesi! Però chi li vota questi politici?
  • Anonimo scrive:
    Re: Abbasso la francia!
    - Scritto da: Anonimo

    il fatto è che questi PRETENDONO di
    dettar legge in casa nostra senza pensare
    minimamente a rispettare le regole che
    governano la nostra società.Ti sbagli di grosso, dato che l'Italia non è uno stato cristiano e che esistono cittadini italiani musulmani. Questa È casa loro, vuoi che non costruiscano moschee? E perché scusa? Hai letto la nostra costituzione? Ammettiamo che tu sia contro la nostra costituzione, ti sembrerebbe giusto impedirglielo? A meno, però se tu sei anti-tutte_le_religioni_non_critistiano-cattoliche, non posso farci niente ...
    e qui mi fermo, sennò qualcuno mi
    denuncia per razzismo :(Nessuno ti denuncia di razzismo, ma:- di ignoranza se non conoscevi la costituzione- di antidemocraticità se non ti piace la libertà religiosa[e volendo pure di razzismo perché no ... l'Italia è casa nostra, ovvero di tutti gli italiani, che essi siano di 20esima generazione o immigrati che hanno appena assunto la cittadinanza ... e quelli che _vogliono_ le moschee ad ogni costo non sono di questo ultimo tipo]
  • shevathas scrive:
    W le pen...
    l'unico imbecille che, con la sua vittoria, è riuscito a far capire a qualche francese, che spargere ipocrisia a piene mani è un tantinello controproducente.La francia è abbastanza contradditoria, da una parte lotta per la laicità dello stato e della scuola, principalmente contro il velo e in secondo luogo contro gli altri simboli religiosi, dall'altra è prontissima a bollare qualsiasi opinione fuori dal coro come razzista.Diciamocelo chiaramente, l'immigrazione clandestina è un problema, come la convivenza fra culture diverse è difficile, pone problemi che è compito primario della classe politica risolvere, e la soluzione dello struzzo: infilare la testa sotto la sabbia e fare finta di niente, è una delle peggiori soluzioni possibili.Scelta punita dagli elettori votando un pagliaccio della politica, ma che parlava chiaro e come disse mitterand:"pone le domande giuste e da le risposte sbagliate".La denuncia della bardot è stata un tantinello forte, ma sono cose che si vedono, non sono calunnie sono cose che accadono realmente.Nascondere i problemi sotto il tappeto, primo non si risolve, secondo si rischia di buttarsi fra le braccia di chi propone la soluzione sbagliata. :(PSscusate il titolo da (troll)==================================Modificato dall'autore il 19/06/2004 8.05.26
  • Anonimo scrive:
    Re: Abbasso la francia!
    No, e` quel tizio del governo che devi abbassare.Conosco fior di francesi che farebbero di tutto per difendere la liberta` di parola, e che sul mio forum sarebbero pronti a protestare se per caso un moderatore spostasse un'opinione odiosa solo perche` e` tale...
  • Anonimo scrive:
    Re: La Francia deve solo vergognarsi!
    Meno male che ti sei salvato nel finale specificando che ti riferivi in particolare alla classe politica. Perche` la gente, la Francia di per se`, c'entra ben poco, come del resto i civili americani singolarmente c'entrano ben poco con le decisioni di Bush, e cosi` via.
  • Anonimo scrive:
    Bin Laden ringrazia!
    I terroristi islamici con questo tizio ci andrebbero a nozze! E' grazie a gente simile che in Svizzera un'organizzazione islamica ha denunciato Oriana Fallaci per il suo libro. Grazie Oriana, continua ad aprire gli occhi a questi politici demagoghi asserviti al mondo arabo. Leggi simili imbavaglieranno tutti noi e consentiranno agli Aytollah di urlare alla guerra santa: la loro, infatti, è solo libertà di espressione, il nostro è razzismo!
  • Anonimo scrive:
    La Francia deve solo vergognarsi!
    Se c'è una nazione che nel corso della storia, specie recente, ha combinato un mucchio di porcherie è la Francia! Questa specie di politico si dice preoccupato del razzismo e del terrorismo e vorrebbe trasformare Internet e l'intera Europa in una specie di Forcolandia! Loro continuano a nascondere ancora oggi i brigatisti rossi, hanno nascosto Komeini e molti altri criminali internazionali; hanno spaccato l'Europa solo per i loro interessi nazionali e vogliono insegnare al mondo i diritti civili? L'unica cosa a cui applicherei davvero la censura nel modo più atroce possibile è la classe politica francese: arroganti e profittatori, l'unica risposta che meritate è quella del vostro generale Cambronne: merde!
  • Anonimo scrive:
    Re: Abbasso la francia!
    - Scritto da: Anonimo

    Voglio anche ricordare che proprio in

    Francia, qualche settimana fa, é

    stata condannata Brigitte Bardot, per
    reato

    d'opinione.

    Assurdo, ma che dovremmo fare? Il fatto e'
    che si vuole proibire di denunciare coloro
    che fingono di non vedere cio' che e'
    evidente a tutti?

    Be' certo che diventa difficile in questi
    termini pretendere da parte del mondo
    musulmano il rispetto per le liberta' quando
    proprio da noi partono simili iniziative.forse faresti meglio ad informarti in maniera più approfondita......e faresti meglio a chiedere ai musulmani perchè non si possono costruire chiese alla mecca, mentre a Roma spuntano come i funghi, o magari come mai non si possono mostrare simboli della propria religione come crocifissi, pena la galera o al meno una visita al commissariato.il fatto è che questi PRETENDONO di dettar legge in casa nostra senza pensare minimamente a rispettare le regole che governano la nostra società.e qui mi fermo, sennò qualcuno mi denuncia per razzismo :(
  • Anonimo scrive:
    Re: soluzione sbagliatissima
    Hai colto nel segno. Bravo per i concetti concisi ed efficaci nello stesso tempo.Mi piace internet perche' ogni tanto ci trovo dei gioielli come questo che mi fanno vedere che ci sono ancora persone capaci di pensare con la loro testa.Ciao
  • Anonimo scrive:
    Re: ma quale censura !
    Qui sorgono due problemi:1) Chi decide cosa è "lecito" e cosa non lo è?2) Se una persona non è razzista immagino significhi che ritiene tutte le persone di pari dignità. Ma se due persone hanno pari dignità perchè le loro idee non dovrebbero esserlo?Se, infatti, si afferma che "un razzista non ha diritto di esprimersi" significa affermare che il razzista è una persona meno degna. Quindi significa affermarsi razzisti.Gli americani hanno un modo di dire: "Freedom is not free".La libertà non è gratis. E, aggiungerei io, neppure pulita e candida.La libertà è costosa e piena di immondizia. Se fosse prima di tutto ciò che qualcuno ritiene immondizia non sarebbe libertà.
  • Anonimo scrive:
    Re: Abbasso la francia!
    - Scritto da: Anonimo

    - Scritto da: Anonimo

    Abbasso le sue leggi illiberali,
    censorie e

    nei fatti razziste, perche'
    discriminano.

    L'opinione e' un diritto sacrosanto.

    Esternarlo in francia significa andare
    in

    galera. Vergogna.

    Voglio anche ricordare che proprio in
    Francia, qualche settimana fa, é
    stata condannata Brigitte Bardot, per reato
    d'opinione.

    www.repubblica.it/2004/f/sezioni/esteri/bardoInfatti; con la condanna di B.B. si aggiunge vergogna alla vergogna.
  • Anonimo scrive:
    Re: ma quale censura !
    - Scritto da: Anonimo
    L'approccio prevalente del vostro sito mi
    sembra sia quello che vede Internet come una
    zona franca dove si possa scrivere qualsiasi
    cosa in quanto libertà di
    espressione.
    Bisogna mettersi in testa che ci devono
    essere dei limiti.Limiti a che cosa??? Alla libertà di espressione??
    Come non ci si può mettere per strada
    ad insultare qualcuno allo stesso modo
    questo deve valere per Internet come per
    qualsiasi altro media.Insultare qualcuno no, (a meno che non debba rispondere ad un insulto ricevuto) però non mi devi neppure impedire di dire la mia.
  • Anonimo scrive:
    Re: hmmm. ma il Simon Wiesenthal Center
    - Scritto da: Anonimo

    Naturalmente il mondo conosce molto poco

    questi aspetti delle politiche
    israeliane

    perchè la lingua israeliana
    è

    conoscita poco da chi non è

    israeliano o chi non è ebreo.

    Fortunatamente ci sono persone che

    però hanno il coraggio di
    tradurre e

    denunciare questi obrobri. Sarebbe
    bello che

    lo facesse anche il tanto decantato
    centro

    SWC.

    E quella italiana invece?
    "conoscita" e "obrobri" mi mancano :(Sono sicuro che hai capito ugualmente il senso del discorso.conoscita = conosciutaobrobrio = obbrobrioIn ogni caso il tuo intervento non mi sembra dei più costruttivi.
  • Anonimo scrive:
    Re: ma quale censura !
    - Scritto da: Anonimo
    L'approccio prevalente del vostro sito mi
    sembra sia quello che vede Internet come una
    zona franca dove si possa scrivere qualsiasi
    cosa in quanto libertà di
    espressione.
    Bisogna mettersi in testa che ci devono
    essere dei limiti.
    Come non ci si può mettere per strada
    ad insultare qualcuno allo stesso modo
    questo deve valere per Internet come per
    qualsiasi altro media.Ma, caro il mio poco lungimirante amico, non mi risulta che vi sia alcuna eccezione per internet a reati come la diffamazione o altri. Il fatto è che la responsabilità di un reato (o comunque di un illecito) è o dovrebbe essere di chi lo ha commesso, non certo dello strumento tecnico con il quale è stato commesso. L'assassinio di Falcone è responsabilità dei mafiosi che lo hanno ordinato ed eseguito, non certo del gestore del cellulare con il quale è stata comunicata l'ora del passaggio dell'auto del giudice. Nello stesso modo la responsablità del ributtante mercato pedopornografico non è certo di internet ma di "fornitori" ed "acquirenti" di tale mercato. Questo vale per qualunque cosa. Se metto su un sito con su scritta qualche idiozia tipo "abbasso gli ebrei" oppure "abbasso gli arabi" sono un cretino ed io devo essere perseguibile secondo legge, ma non è certo colpa o responsabilità di internet. Quello che il ministro francese in questione ha detto, invece, è proprio questo, addossando specificamente ad internet in quanto strumento la responsabilità della diffusione di propaganda razzista.Che poi i politici e le loro prostitute (i gironalisti) siano sempre stati ostili ad internet (o ad una internet non controllabile) è ben noto e le prove non mancano. SalutiProspero
  • shevathas scrive:
    Re: ma quale censura !
    - Scritto da: Anonimo
    L'approccio prevalente del vostro sito mi
    sembra sia quello che vede Internet come una
    zona franca dove si possa scrivere qualsiasi
    cosa in quanto libertà di
    espressione.No, assolutamente no.
    Bisogna mettersi in testa che ci devono
    essere dei limiti.questo è giusto.
    Come non ci si può mettere per strada
    ad insultare qualcuno allo stesso modo
    questo deve valere per Internet come per
    qualsiasi altro media.qui nessuno vuole l'impunità per i calunniatori, gli ingiuriatori, i pedopervertiti, i razzisti etc. etc.il problema è innanzitutto stabilire dove finisce la libertà di opinione e inizia il razzismo, e già questa è una questione estremamente delicata.In secondo luogo c'è una differenza fra un'imbecille che scrive stupidate e che viene chiamato, giustamente a risponderne, e una censura preventiva.Per me tutti dovrebbero essere liberi di esprimere le loro idee, anche quelli che odiano i pokemon ;), salvo poi risponderne alla magistratura di quello che dicono se offensivo, ingiurioso, razzista.Non accetterei nessuna censura preventiva, decisa poi da chi e con quale mandato, e basata su cosa? chi controlla il controllore?shevathas che crede alle parole di Voltaire Non condivido ciò che dici, ma lotterò fino alla morte affinchè tu possa dirlo. ==================================Modificato dall'autore il 18/06/2004 13.03.06
  • Anonimo scrive:
    Re: ma quale censura !

    L'approccio prevalente del vostro sito mi
    sembra sia quello che vede Internet come una
    zona franca dove si possa scrivere qualsiasi
    cosa in quanto libertà di
    espressione.Sembrerebbe pure quello del primo emendamento...
    Bisogna mettersi in testa che ci devono
    essere dei limiti.
    Come non ci si può mettere per strada
    ad insultare qualcuno allo stesso modo
    questo deve valere per Internet come per
    qualsiasi altro media.Esistono già strumenti giuridici adeguati al riguardo, la museruola o il MinCulPop preferirei non vederli MAI più
  • Anonimo scrive:
    Re: hmmm. ma il Simon Wiesenthal Center

    Naturalmente il mondo conosce molto poco
    questi aspetti delle politiche israeliane
    perchè la lingua israeliana è
    conoscita poco da chi non è
    israeliano o chi non è ebreo.
    Fortunatamente ci sono persone che
    però hanno il coraggio di tradurre e
    denunciare questi obrobri. Sarebbe bello che
    lo facesse anche il tanto decantato centro
    SWC.E quella italiana invece?"conoscita" e "obrobri" mi mancano :(
  • Anonimo scrive:
    Re: hmmm. ma il Simon Wiesenthal Center
    Infatti è una vera e propria strategia per tenere artificiosamente alta la tensione su questi argomenti, creando un'allarmismo del tutto ingiustificato, ma con l'effetto di creare la necessita di inasprire il controllo sulla rete, magaricon leggi censorie.Il centro SWC parla cataloga ogni critica ad Israele come "razzista" e "xenofoba", così lo fa per ogni critica verso le politiche e le strategie delle lobby ebraiche che influenzano le scelte di alcune classi politiche, ed in particolare quella israeliana ed americana.E' significativo ad esempio che il centro SWC non faccia mai, in nessun caso, parola del razzismo e xenofobia che si consumano ogni giorno nel territorio israeliano, attraverso le stesse leggi imposte dalle istituzioni israeliane. Per avere un assaggio del razzismo strisciante che c'è in Israele e nelle leggi che regolano la sua vita, basta leggere il libro "Storia ebraica e giudaismo: il peso di tre millenni" di Israel Shahak. In questo libro l'autore parla chiaramente di quelle leggi in Israele che discriminano gli israeliani musulmani dagli israeliani ebrei. Naturalmente il mondo conosce molto poco questi aspetti delle politiche israeliane perchè la lingua israeliana è conoscita poco da chi non è israeliano o chi non è ebreo. Fortunatamente ci sono persone che però hanno il coraggio di tradurre e denunciare questi obrobri. Sarebbe bello che lo facesse anche il tanto decantato centro SWC.
  • Anonimo scrive:
    Re: soluzione sbagliatissima

    Veramente Castelli il mandato di cattura
    europeo lo bloccò per i reati
    finanziari....Ecco vedi adesso saranno costretti a censurarti :)
  • Anonimo scrive:
    Re: Abbasso la francia!

    Voglio anche ricordare che proprio in
    Francia, qualche settimana fa, é
    stata condannata Brigitte Bardot, per reato
    d'opinione.Assurdo, ma che dovremmo fare? Il fatto e' che si vuole proibire di denunciare coloro che fingono di non vedere cio' che e' evidente a tutti? Be' certo che diventa difficile in questi termini pretendere da parte del mondo musulmano il rispetto per le liberta' quando proprio da noi partono simili iniziative.
  • La Marmotta scrive:
    ma quale censura!
    - Scritto da: Anonimo
    L'approccio prevalente del vostro sito mi
    sembra sia quello che vede Internet come una
    zona franca dove si possa scrivere qualsiasi
    cosa in quanto libertà di
    espressione.
    Bisogna mettersi in testa che ci devono
    essere dei limiti.
    Come non ci si può mettere per strada
    ad insultare qualcuno allo stesso modo
    questo deve valere per Internet come per
    qualsiasi altro media.Noi marmotte invece pensiamo che problemi come quello del razzismo vadano combattuti con argomentazioni valide, piuttosto che oscurandoli, mostrando a tutti quanti la loro vera genìa: l'ignoranza. Il post di shevathas in proposito penso sia illuminantehttp://punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid=662101 ciao! :)==================================Modificato dall'autore il 18/06/2004 10.25.11==================================Modificato dall'autore il 18/06/2004 19.21.25
  • Anonimo scrive:
    Re: hmmm. ma il Simon Wiesenthal Center
    In realta', c'e' anche un altro stupendo motivo per cui il Simon Wiesenthal Center e' interessato a diffondere allarmi esagerati sullo stato del razzismo nel mondo: ed e' che il suo studio, "Digital Terrorism and Hate 2004", non e' liberamente consultabile, ma e' in vendita a 20 dollari al CD! Chiaro quindi che pubblicizzino la merce.Quanto al fatto che il SWC sia equilibrato... puo' darsi. Ma mi stavo facendo or ora un giretto sul loro sito, e le ultime news sulle loro attivita' sono: attivita' in memoria di Anna Frank, condanna di uno sceicco che ha detto qualche cazzata antisemita, condanna del primo ministro turco che ha detto qualcosa di male su Israele, richiesta all'Inghilterra perche' non riceva un certo sceicco arabo, antisemita anche quello, testimonianza del SWC a Helsinki su come combattere l'antisemitismo, condanna di una mozione che equiparerebbe vittime ebree e comuniste del nazismo... ecc. ecc. ecc.La cosa strana e' che questo interesse per un solo tipo di razzismo, fa male i conti con un occidente in cui gli ebrei sono tenuti in altisima considerazione, mentre masse di immigrati provenienti da ogni paese povero sono temute, maltrattate, senza diritti, mentre partiti xenofobi e populisti come la Lega, che propone di sparare agli immigrati, vanno tranquillamente al governo.D'altra parte e' vero che l'odio nei confronti degli ebrei e' in grande crescita nei paesi arabi, ma e' anche vero che gli arabi hanno dei motivi per avercela con gli ebrei, visto quello che combina Israele, che e' uno stato ebraico. Forse, non e' denunciando all'occidente l'antisemitismo degli arabi che si risolve il problema, ma piuttosto smettendo di spazzare via con le ruspe interi quartieri palestinesi.Ciao
  • Anonimo scrive:
    ma quale censura !
    L'approccio prevalente del vostro sito mi sembra sia quello che vede Internet come una zona franca dove si possa scrivere qualsiasi cosa in quanto libertà di espressione.Bisogna mettersi in testa che ci devono essere dei limiti.Come non ci si può mettere per strada ad insultare qualcuno allo stesso modo questo deve valere per Internet come per qualsiasi altro media.
  • Anonimo scrive:
    Re: soluzione sbagliatissima

    sarebbero da punire allo stesso modo sia le
    sparate: "palestinesi terroristi" che
    "americani assassini", in entrambi i casi si
    caricano su tutto un popolo le colpe di
    pochi idioti. Si dici bene, pero' non credo che esista nel mondo civilizzato un vero razzismo, piuttosto si fanno delle valutazioni, a volte non troppo precise, basate sulle percentuali (per esempio di rischio a bazzicare certi quartieri o certe regioni o certi paesi).Se poi consideri che l'11 settembre ha rappresentato l'occasione per centinaia di milioni di musulmani di fare festa grande capisci anche il perche' di certe etichette, al contrario, non si vedono manifestazioni di giubilo quando vengono trucidati dei musulmani, almeno non dalle nostre parti.Che poi qualcuno veda nei terroristi nostrani e nei loro fiancheggiatori un appetibile serbatoio di voti e' un altro paio di maniche.Internet rappresenta la vera globalizzazione positiva capace da sola di eliminare alla radice qualsiasi residuo di razzismo, ed ogni strumentalizzazione politica della rete e' sicuramente negativa.In fondo si dichiarano le proprie idee nella speranza di riuscire, grazie al contributo degli "altri", a correggere il proprio punto di vista e non certo per imporre la nostra visione, come si puo' trovare l'armonia senza discutere apertamente? Personalmente non trovo nulla di peggio della censura, e penso che non vi sia crimine peggiore dell'impedire l'evolversi delle idee grazie al confronto libero e per quanto possibile ampio.Sono inoltre convinto che razzismo e pedofilia non abbiano molto a che fare con la repressione in atto che tende a consolidare brevetti e PI i quali trovano nella liberta' della comunicazione l'ostacolo principale alla loro legittimazione sotto il profilo sia pratico che morale.
  • Anonimo scrive:
    Re: Abbasso la francia!
    - Scritto da: Anonimo
    Abbasso le sue leggi illiberali, censorie e
    nei fatti razziste, perche' discriminano.
    L'opinione e' un diritto sacrosanto.
    Esternarlo in francia significa andare in
    galera. Vergogna.Voglio anche ricordare che proprio in Francia, qualche settimana fa, é stata condannata Brigitte Bardot, per reato d'opinione.http://www.repubblica.it/2004/f/sezioni/esteri/bardotcondanna/bardotcondanna/bardotcondanna.html
  • Anonimo scrive:
    Re: hmmm. ma il Simon Wiesenthal Center
    comunque il SWC è un'istituzione credibile ed equilibrata e non sionista-integralista, segue regole di legge per applicare la giustizia (non omicidi preventivi senza processo o distruzione di interi condomini dove abita un solo kamikaze) e non nasconde le scoperte di complicità di istituzioni amiche in aiuto ai nazi per tornaconto, anche la risposta su come combattere i "siti dell'odio" lo dimostra
  • Anonimo scrive:
    Abbasso la francia!
    Abbasso le sue leggi illiberali, censorie e nei fatti razziste, perche' discriminano. L'opinione e' un diritto sacrosanto. Esternarlo in francia significa andare in galera. Vergogna.
  • Anonimo scrive:
    Re: soluzione sbagliatissima
    Veramente Castelli il mandato di cattura euroeo lo bloccò per i reati finanziari....
  • shevathas scrive:
    soluzione sbagliatissima
    Sono pienamente d'accordo con il centro Wiesenthal quando dichiara: l'ignoranza si batte contrapponendo fatti, cultura, formazione. La censura a mio avviso non solo sarebbe inutile, ma addiritura nociva.1 la storia ha dimostrato che con la censura non fermi le idee, giuste o sballate che siano.In germania è vietata la propaganda nazista ma esistono ancora i gruppi neonazi, tanto per fare un'esempio di idioti con le idee sbagliate che esistevano da prima di internet. :s2 la legge è uguale per tutti, sarebbero da punire allo stesso modo sia le sparate: "palestinesi terroristi" che "americani assassini", in entrambi i casi si caricano su tutto un popolo le colpe di pochi idioti. 8)3 c'è il rischio che la buona intenzione della censura al razzismo si usi per censurare anche roba scomoda o per "moralizzare" la rete, vedi anche la voce pedopornografia.:s4 Chi controlla i controllori? chi farà parte dell'autorità internazionale antirazzismo? e in base a cosa si deciderà se un'affermazione è razzista? le decisioni non verranno influenzate dalle idee politiche del momento? :s5 come già detto le censure potrebbero avere addiritura un'effetto rafforzativo delle stronzate, mi censurano perchè io dico il vero e temono la mia verità. :|6 curare il razzismo con l'ipocrisia è come spegnere un'incendio con la benzina. Lavarsi la coscienza dal razzismo facendo razzismo all'incontrario (contro il razzismo dei verdi sugli azzurri, facciamo il razzismo degli azzurri sui verdi) è sempre razzismo, non antirazzismo. :@(troll) forse castelli non aveva tutti i torti a bloccare il mandato di cattura europeo per un reato ancora vago e sfumato come il reato di razzismo.(troll)==================================Modificato dall'autore il 18/06/2004 7.17.28
  • Anonimo scrive:
    In gioco per noi non è la libertà ......
    .....d'espressione, ma il petrolio degli arabi _musulmani_.E che la finisca la frase, cavolo !
  • Anonimo scrive:
    Razzista, xenofoba.........
    .............ma anche fascista, comunista, nazista e via dicendo.Mica si possono ammazzare i cretini!
  • Anonimo scrive:
    hmmm. ma il Simon Wiesenthal Center
    Pubblica un rapporto allarmato, sostenendo che il numero di "siti dell'odio" ha subito un'impennata negli ultimi tempi: "Secondo il Centro, negli ultimi mesi la curva che disegna l'aumentare di questi siti ha subito una impennata, a suo dire forse ascrivibile anche a quanto accade sui siti dell'odio islamici" (PI 21/04/04 ).Pero' la cifra che e' riportata (4000 siti razzisti nel 2004, contro i 3000 nel 2000) dice il contrario: nello stesso periodo il numero totale di siti internet e' probabilmente raddoppiato, mentre la crescita dei siti razzisti e' tutto sommato, molto modesta. Si tratterebbe di poche migliaia di pagine sugli oltre quattro miliardi indirizzati da Google.A che pro allora diffondere un allarme tutto sommato ingiustificato, per poi sostenere che non si punta alla censura, ma all'educazione, alla lotta all'ignoranza? A me viene il sospetto che chi lancia allarmi sappia benissimo che possono produrre censura (peraltro solo a volte ufficiale - piu' spesso censura strisciante). Certo, invocare la censura rischia di essere un boomerang dal punto di vista politico. Meglio allora allarmare, e lasciar fare a qualcun altro, no?Ciao
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