ADSL senza voce? Un calvario

Nuove tensioni tra i provider italiani e Telecom Italia: le sempre più numerose richieste di ADSL senza linea voce si scontrano con problemi, problemini e problemucci sempre più pesanti. Lo sfogo dei provider


Roma – Attivare una ADSL, per chi non ha una linea voce di Telecom Italia, da qualche settimana è diventato assai difficile. A quanto pare Telecom ne sta negando l’attivazione o l’accetta solo dopo lunghe insistenze del provider che l’aveva richiesta. Il problema è venuto alla luce per bocca dei provider che ieri, numerosi, hanno contattato Punto Informatico per portare il fenomeno all’attenzione del pubblico. E per far sapere ai propri clienti che non è colpa loro se attivare un’ADSL senza linea voce è diventato un’odissea. Ma si riflette anche nelle molte e-mail che la redazione sta ricevendo in questi giorni da parte di utenti che, appunto, aspettano ormai da mesi di vedersi attivata un’ADSL in assenza di linea voce di Telecom. Sembra essere tornati a dicembre 2004, quando Telecom sembrava essere sul punto di togliere dalla piazza questo tipo di ADSL . A detta dei provider, sembra che adesso ci voglia ritentare.

Per Telecom, invece, va tutto bene: come dice a Punto Informatico, i problemi di cui parlano i provider non le risultano. Le ADSL senza linea voce continuano a essere fornite regolarmente, “come da contratto con gli operatori”. Già, perché attivare questo tipo di ADSL non è un’eccezione, non è un favore che Telecom farebbe ai provider. È un loro diritto, scritto nei contratti fatti con Telecom per l’acquisto delle ADSL all’ingrosso.

In particolare, sono tre i casi in cui Telecom, da contratto, si impegna ad attivare agli utenti di altri operatori le ADSL su doppino aggiuntivo: se manca una qualsivoglia linea telefonica, se la linea c’è ma non è di Telecom (l’utente è in unbundling con Wind o Fastweb, per esempio), se è di Telecom ma è già occupata da un’ADSL. In quest’ultimo caso, l’ADSL su doppino aggiuntivo serve a chi, in ufficio, ne vuole più di una. Sono alternative nate abbastanza di recente ; in passato, infatti, Telecom era propensa ad attivare l’ADSL su doppino aggiuntivo solo a chi aveva l’ISDN.

Quello che i provider stanno contestando a Telecom, quindi, è di non rispettare i contratti e di impedire loro, così, di acquisire nuovi clienti. Si noti che l’ADSL senza linea voce non è un fenomeno di nicchia. Per i piccoli provider è quasi core business: “negli ultimi due mesi abbiamo ricevuto il 70% di richieste di ADSL senza linea voce Telecom Italia”, spiega Massimiliano Lauricella, responsabile business development di Telvia . “Questo incremento delle linee ADSL senza linea voce è dovuto anche all’offerta VoIP di Parla.it , di cui siamo partner e che può venire attivata in bundle con la nostra ADSL, con o senza linea voce, e permette, insieme alla linea ADSL di Telvia, di avere un servizio voce completo e indipendente da Telecom Italia”.


Telvia è uno di quei provider che si lamenta della situazione: “molti dei nostri utenti, vedendosi negate le attivazioni, ci inviano diffide, che noi giriamo a Telecom”. Non si tratterebbe di casi isolati: “il problema è esploso in un crescendo nelle ultime due settimane. Circa tre o quattro richieste di attivazione su dieci, di ADSL senza linee voce, sono respinte da Telecom con l’errore “rete satura”. Allora ci tocca insistere”.

Già, chi la dura la vince: “ripetiamo l’ordine e allora Telecom ci fa passare molte delle attivazioni che prima aveva respinto. Ripetiamo l’ordine ancora per quelle che restano. Dopo il terzo tentativo fallito, contattiamo i responsabili di Telecom e chiediamo spiegazioni”.

Un errore di “rete satura” sottintenderebbe che nella rete (sulle porte dei Dslam) non ci sia più spazio per attivare quell’ADSL. Ma allora come mai lo spazio, al secondo e al terzo tentativo di attivazione, poi salta fuori? Mistero, visto che a Telecom, come si diceva, il problema non risulta. Il tutto significa che le attivazioni portano via mesi, nella migliore delle ipotesi: “Telecom si è impegnata da contratto, con i provider, ad attivare il 90 per cento delle ADSL su doppino aggiuntivo entro 20 giorni. Però qualche giorno prima che scada questo termine manda una risposta di ko tecnico, rifiutando l’attivazione. Se la chiediamo di nuovo, il cronometro dei 20 giorni riparte da zero. Con questo trucco riesce a evitare di rispettare gli accordi contrattuali”, spiega Lauricella.

Tra l’altro, il caso di Telvia è emblematico, visto che è associato all’operatore VoIP Parla.it, controllato da France Telecom. “L’80 per cento dei nostri clienti ha abbandonato Telecom per il nostro VoIP”, spiega infatti Enrico Noseda, direttore marketing di Parla.it. I problemi ad attivare l’ADSL di Telvia senza linea voce, agli utenti di Parla.it, possono quindi essere tali da ostacolarne l’avanzata. Che forse nel lungo periodo potrebbe rivelarsi minacciosa per Telecom.

Problemi simili, a quelli vissuti da Telvia, sono riportati da MC-link : “su ogni ADSL richiesta da utenti che non hanno una linea voce si apre un contenzioso con Telecom”, spiega Paolo Nuti, il presidente. “Fanno molti controlli, come mi è stato da loro confermato, per vedere se la linea richiesta rientra nei casi in cui, da contratto, sono tenuti a fornirla… Ne risultano attivazioni lunghissime. Nel dieci per cento dei casi sono rifiutate. Fino a poco tempo fa questa quota era molto più bassa: era il tre per cento”.

C’è un caso, infatti, in cui Telecom non è tenuta ad attivare l’ADSL su doppino aggiuntivo: quando presso il cliente c’è una linea voce di Telecom ed è libera da ADSL. In effetti in questo caso sarebbe più sensato attivare l’ADSL sul doppino libero, invece che cablarne un altro. Però gli ISP sembrano convinti che Telecom cerchi spesso il pelo nell’uovo per ricondurre molte delle attivazioni richieste a questo unico caso. “Il signor Rossi chiede l’ADSL senza linea voce? Capita che Telecom ci dica: in quel palazzo c’è l’azienda Rossi, che ha un doppino libero e quindi non ne portiamo uno aggiuntivo. Ma magari i due Rossi non hanno niente a che vedere l’uno con l’altro…”, dice Nuti.

Equivoci come questi sono incoraggiati da una circostanza: chi non ha una linea voce non ha, com’è ovvio, un numero di telefono. Chiede quindi l’attivazione dell’ADSL indicando al provider un “numero di telefono pilota”, ossia quello di un vicino. Il numero pilota è necessario a Telecom per capire a quale centrale fa capo l’utente. Come al solito in casi come questo è difficile stabilire quanto, negli equivoci, ci sia di buona o di cattiva fede.


Una cosa è certa: sono molti i provider che stanno subendo questo problema. Ognuno di loro l’ha infatti segnalato a Punto Informatico separatamente, senza essersi consultato con gli altri e prima ancora sapere che si trattasse di un fenomeno diffuso.

“Adesso Telecom Italia opera scientificamente contro gli operatori che attivano con la sola linea dati”, ha scritto ieri alla redazione Gaetano Piazza, responsabile commerciale di SìADSL , senza sapere che Punto Informatico proprio in quel momento stava indagando sul problema. “Abbiamo rilevato nelle ultime tre settimane un repentino e statisticamente improbabile aumento dei ko relativi alle richieste di attivazione ADSL senza linea voce. La motivazione del rifiuto è sempre la stessa: “assenza di risorse di rete”, senza che vi sia alcuna relazione con una specifica area geografica. La percentuale di questi casi rispetto al totale delle richieste ADSL su linea dati è decisamente salita fino a superare anche il 30 per cento, situazione che non trova riscontri corrispondenti nei mesi precedenti”.

Chi ha letto le dichiarazioni degli altri provider a questo punto avrà come un senso di deja vu. “Come se non bastasse”, aggiunge Piazza, “si sono registrati diversi casi nei quali successivamente al ko i nostri clienti siano stati anche contattati addirittura al telefono cellulare (che doveva servire a Telecom Italia. solo come riferimento per l’attivazione della linea dati) per ricevere la proposta di una nuova linea telefonica Telecom oltre che della connessione ADSL della stessa”.

Si annuncia una guerra tra provider e Telecom, su questo fronte. Punto Informatico sarà in prima linea per fornirne tutti i dettagli già nei prossimi giorni.

Alessandro Longo

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  • Anonimo scrive:
    Una cosa che non mi piace della CC
    Con la GPL se io faccio uso commerciale o no..non fa differenza.Invece con la CC che vieta l'uso commerciale io mi pongo un sacco di interrogativi. E se metto il testo su un sito con dei banner (non miei) sto violando la CC?Se per esempio allego un testo in una rivista in edicola (le riviste ovviamente si pagano) sto violando la CC?Se in un altra pagina di un mio sito, e non sulla stessa dove c'è il testo sotto CC, vendo qualcosa... sto violando la CC?Non era meglio usare la GDFL o qualcosa di simile per evitare ambiguità?
    • Anonimo scrive:
      Re: Una cosa che non mi piace della CC
      Mah, non è proprio vero.Alcune CC vietano l'uso commerciale (le "NonCommerciale"), quindi è sufficiente scegliere quelle giuste !Marco Radossevich
      • Anonimo scrive:
        Re: Una cosa che non mi piace della CC
        - Scritto da: Anonimo
        Mah, non è proprio vero.
        Alcune CC vietano l'uso commerciale (le
        "NonCommerciale"), quindi è sufficiente scegliere
        quelle giuste !

        Marco RadossevichSi ma non intendevo dire che tutte vietano l'uso commerciale, però molti scelgono proprio quella di licenza e uno dopo non sa bene cosa è consentito e cosa non lo è. Secondo me non è proprio chiarissimo.
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