Agenda Digitale, la fretta del M5S

Il ministro Madia, su richiesta del Movimento Cinque Stelle, promette la nomina del nuovo presidente dell'Agenzia per l'Italia Digitale. Si chiedono tempi più rapidi, e si invoca lo scorporo della rete Telecom

Roma – Al Parlamento si è tornati a dibattere di Agenda Digitale, di cosa si intende fare per attuarla, di quali siano i prossimi passi, di come premere l’acceleratore sulla banda larga e quando scegliere un nuovo vertice.

Ad infiammare la discussione è stata un’ interpellanza di Mirella Liuzzi, membro della commissione trasporti e capogruppo alla Camera del Movimento Cinque Stelle che ha chiesto cosa accadrà nelle prossime, determinanti settimane , quando inizierà il semestre di presidenza italiana dell’Unione Europea
L’interrogazione del M5S è partita da una veloce panoramica della storia dell’Agenzia digitale e dalla comparazione dei dati del quadro italiano con la situazione europea. Inoltre, ha criticato fortemente l’entusiasmo con cui è stato approvato il piano dedicato alla banda larga ed i passi finora compiuti.

A

All’interrogazione ha risposto il ministro Marianna Madia, che ha ottenuto dal Governo Renzi la delega all’ente deputato all’Applicazione dell’Agenda Digitale, che dopo le dimissioni di Agostino Ragosa non ha un altro vertice.

Oltre a ribadire l’impegno a seguire la strategia finora stabilita, in particolare per gli aspetti relativi all’attuazione della fatturazione elettronica e dell’anagrafe digitale, il ministro Madia ha confermato l’impegno a nominare il prossimo direttore generale dell’AGID .

Il Movimento 5 Stelle non si è limitato a questo ma ha depositato una mozione con cui chiede al Governo di provvedere con urgenza allo scorporo della rete Telecom Italia , cioè la separazione della parte della società che si occupa del perimetro delle attività e delle risorse relative allo sviluppo e alla gestione della rete di accesso, sia in rame che in fibra.

Al momento, secondo i deputati M5S , “Telecom Italia, depredata in tutti questi anni da speculatori senza scrupoli, è impossibilitata ad innovarsi e a garantire gli investimenti minimi necessari per il raggiungimento degli obiettivi europei dello sviluppo della banda larga”. Per questo occorrerebbe costituire una nuova “società della rete a maggioranza pubblica con un modello di governance che dovrebbe ricalcare quello delle public company , nel quale sia garantita un’adeguata rappresentanza nel CdA di dipendenti ed azionisti di minoranza”, in modo tale da permettere di seguire un piano industriale indirizzato “ad un più rapido sviluppo delle reti in fibra di nuova generazione”.

Claudio Tamburrino

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  • Lorenzo scrive:
    Ridicoli ...
    Otterrano che Amazon e Fnac chiuderanno i .fr e spediranno dai .eu
  • Pianeta Video scrive:
    ...
    Libri elettronici? Ma per favore, è roba per bambini o per deficien*i! E' roba che non può durare questa! @^
  • Pianeta Video scrive:
    ...
    Francesi che con questa scelta dimostrano di capire veramente quale sia il valore culturale del libro rispetto a quelle robacce elettroniche per nerd sfig*ti! Nessun vero lettore potrebbe mai fare a meno dell'odore della carta e del fruscio delle pagine! @^
    • Funz scrive:
      Re: ...
      - Scritto da: Pianeta Video
      Francesi che con questa scelta dimostrano di
      capire veramente quale sia il valore culturale
      del libro rispetto a quelle robacce elettroniche
      per nerd sfig*ti! Nessun vero lettore potrebbe
      mai fare a meno dell'odore della carta e del
      fruscio delle pagine!
      @^un altro morto che cammina
  • Etype scrive:
    .........
    Per quanto possa essere piacevole un libro cartaceo bisogna tener conto che è ingombrante e/o pesante,occorre una maggiroe lavorazione e soprattutto impiegare la materia prima,la carta,che non cresce dal nulla.In questo modo non fate altro che inimicarvi gli utenti,sia perchè dovrebbero spendere di più grazie a voi,sia perchè sarà meno facile farlo coem prima. E non paliamo della pirateria che sicuramente aumenterà.Che poi siamo nel 2014,inutile tentare forzatamente di far rimanere in piedi un mercato che a tutti gli effeti oramai è fuoritempo.
    • GioCa83 scrive:
      Re: .........
      A) Sarebbe carino citare le fonti sulla base delle quali parli di un "mercato che a tutti gli effetti è oramai fuori tempo";B) Mi pare che tu e tutti gli altri abbiate fatto un po' di confusione tra "libreria online" e "ebook store", cioè vendita online di libri cartacei e vendita di libri elettronici.C) I supersconti FNAC e Amazon si fanno sulla pelle di tutta la filiera (autori, editori, distributori e lavoratori).In Italia, Amazon acquista dal distributore con uno sconto medio del 40% sul prezzo di copertina. Le librerie di catena stanno tra il 30% e il 40%, le librerie indipendenti in centri medio-piccoli vanno al 20%.È in virtù di questo sovrasconto che i grandi delle vendite online si possono permettere l'abbattimento del prezzo di copertina.Chiacchierare di caste editoriali e morte del cartaceo senza sapere come si compone il prezzo di copertina di un libro e ignorando la genesi della posizione dominante di mercato di Amazon è un po' troppo da tifoseria.Fra l'altro, fatevelo un turno di lavoro al magazino di Amazon...
      • Sg@bbio scrive:
        Re: .........
        In italia si è fatto cosi solo per tutelare le grandi catene del settore, visto che amazon in italia è arrivata dopo anni rispetto all'estero.
      • unaDuraLezione scrive:
        Re: .........
        contenuto non disponibile
        • GioCa83 scrive:
          Re: .........
          Premesso che io di mestiere non faccio né l'editore né il libraio ma solo il redattore editoriale, dunque non vedo perché mi associ a queste categorie in un onnicomprensivo "voi", faccio presente che sin da quando sono apparsi i PDF (cioè eoni prima di Amazon) gli editori hanno chiesto a quanto fosse l'IVA e lo Stato ha risposto "20%" (all'epoca, oggi 22%).L'IVA sul libro cartaceo è al 4% ed è assolta dall'editore. Nella più felice delle ipotesi, quella in cui l'editore ha il proprio spazio di storage e vende dal proprio sito, il prezzo dell'ebook può essere di circa il 30% inferiore al cartaceo. Difficile scendere sotto, causa scarto IVA del 18% (la distribuzione incide per il 55%, il prezzo della carta per circa il 10% - ma dipende dalla carta - lo storage online per piccoli volumi sta sul 5-7%, fate i vostri conti).Se non bastasse Franceschini, che ha recentemente confermato l'IVA al 22%, ci si è messa di mezzo anche l'UE dicendo che sono "prodotti digitali" (dunque, parrebbe, non libri...).Aggiungo che gli editori indipendenti, in Italia, farebbero volentieri sconti del 30%-35%... se solo i lettori acquistassero dal sito dell'editore e non da quello di Amazon (o IBS, o kittepare). Amazon non produce, Amazon è un intermediario che prende una commissione folle e decurtandosela può fare uno sconto all'acquirente. L'editore sarebbe ben felice di praticare lo sconto che fa ad Amazon direttamente a chi legge. Ma la legge lo vieta.Quindi siamo nella situazione paradossale per cui voi osannate Amazon dicendo che l'editoria tradizionale si è scavata la fossa tenendo alti i prezzi, e gli editori dicono che la legge che limita gli sconti è pessima perché l'editore potrebbe farti uno sconto superiore ad Amazon e vincere su quello a mani basse.Il paradosso viene fuori dal fatto che nella tua "analisi" non consideri- la polarizzazione del mercato editoriale- la concentrazione di poteri- i ruoli che dovrebbero essere diversi ma poi non lo sono- il fatto che attori diversi hanno interessi diversiIn sintesi:1) la legge sulla limitazione degli sconti l'hanno voluta le librerie di catena (Feltrinelli, Ubik [GEMS]+Giunti al punto [Giunti+GEMS], Mondadori) per guadagnare tempo nel cambiare strategia e non scomparire da un giorno all'altro (in questo hai ragione: non avevano studiato, pur avendo avuto tempo). Per sovrappiù, l'han fatta passare come una legge che tutela le librerie indipendenti, che non potrebbero reggere la concorrenza del web. Il che è falso perché:2) sono proprio i grandi gruppi editoriali a possedere la distribuzione, cioè le ditte (oramai praticamente solo una, quasi monopolista) che portano i libri dall'editorie alla libreria. E sono loro a contrattare gli sconti e piegarsi ad Amazon concedendo commissioni del 40% mentre fanno i forti con le piccole librerie facendogli solo il 20% (nota: se il distributore non facesse il 40% ad Amazon, lo sconto al 40% glielo farebbe direttamente il piccolo editore, che vuole potere vendere i propri libri e in Feltrinelli o Giunti al punto non c'arriva, dunque farebbe un accordo separato con Amazon per la fornitura diretta, specie se non ha 15mila euro per rifarsi il sito o mille/anno per tenerlo aggiornato e altri 18mila/anno per pagare un ufficio stampa; d'altra parte il grosso editore, possedendo la libreria e il distributore, spalma i profitti e gli sconti come ca**o gli pare). Qui il conflitto di interessi è imbarazzante: Messaggerie (Gruppo Editoriale Mauri-Spagnol, il secondo gruppo editoriale in Italia) e PDE (posseduta in parte da Feltrinelli e in parte proprio da Messaggerie) detengono quasi il 90% della distribuzione per case editrici con contratti di esclusiva (e ben oltre il 95% dei volumi di vendita). Quindi il mondo dell'editoria può strepitare quanto vuole, ma di fatto ci sono tre gruppi editoriali che dettano le regole e impongono che si faccia come pare e piace e conviene a loro.Brevi altre risposte:I titoli più vecchi a una manciata di euro li trovi nelle bancarelle, esistono già, vatteli a cercare, muovi le gambine.I classici gratuiti anche (sul web, poi, pacchi di PDF).E ci sono per giunta le biblioteche, pensa un po'!Quindi se vuoi leggere senza spendere o spendendo poco, gli strumenti li hai già.Cose su cui sarebbe bello che vi scatenaste in modo creativo:In Italia, centinaia di case editrici di piccole e medie dimensioni non hanno ancora nemmeno immaginato di fare un loro bookstore online unico che, sfruttando database comuni dei siti dei singoli editori, metta insieme i cataloghi e trasferisca gli ordini direttamente all'editore, senza intermediazione, divenendo un'enorme vetrina della piccola editoria e, nel tempo, arginando i "grossi" tramite un riequilibrio, anche minimo, dei poteri.Alle fiere della piccola editoria indipendente (Roma, Pisa), il tema non è mai neppure in agenda. Su questo, anziché crocifiggerli, potreste dare una mano.La ragione è banale: lavoro per editori le cui vendite dirette dal proprio sito sono circa 1/8 di quelle dei propri stessi libri dal sito di Amazon. Spostare queste vendite (almeno in parte) direttamente sull'editore gli porterebbe maggiori profitti, quindi gli consentirebbe l'agognato abbassamento del prezzo di copertina prima dello sconto (con efetti a catena: se il prezzo di copertina scende, i ricavi dell'intermediazione dovuti allo sconto scendono clamorosamente, quindi l'intermediazione, per mantenere i profitti, limita lo sconto, quindi non c'è bisogno di una legge per limitare lo sconto).
          • Izio01 scrive:
            Re: .........
            - Scritto da: GioCa83(...)

            Brevi altre risposte:
            I titoli più vecchi a una manciata di euro li
            trovi nelle bancarelle, esistono già, vatteli a
            cercare, muovi le gambine.Anche no, grazie. Se voglio leggere un libro in particolare, non voglio girare mari e monti, mercatini e librerie sperando di trovarlo ma senza alcuna garanzia di riuscirci. Il mio tempo preferisco utilizzarlo in altri modi.E' questo punto di vista che ha favorito Amazon, si potrebbe chiamare "dormire sugli allori". Quando anni fa cercavo i volumi della serie di Sandman, che pure non costavano poco, li ho visti ristampare in ordine sparso, a distanza di anni l'uno dall'altro. Non c'era Amazon, il lettore si poteva attaccare al tram.Tutto lecito ovviamente, ma adesso qualcuno che ha saputo guardare più in là è arrivato, ed è lecito pure questo. Però ecco che allora saltano fuori le leggi speciali per tutelare i tardigradi che hanno battuto la fiacca finora - leggi che vanno a danno del consumatore che non può usufruire di sconti - e allora no, non andiamo più d'accordo.Preoccupante il simil-monopolio di Amazon, ma l'ha ottenuto innovando e mettendo il cliente al centro della propria strategia, laddove altri se ne sono sempre fregati. Duri i turni dei suoi magazzinieri, vorrei che sfossero trattati meglio, ma sei proprio convinto che altrove sia tanto meglio?
          • GioCa83 scrive:
            Re: .........
            Quello è il tipo di editore che, per quello ch mi riguarda, può scomparire venendo rilevato da qualcun altro per il semplice fatto di avere un ottimo catalogo che non è in grado di valorizzare.Io e te, comuque, abbiamo una diversa concezione di "vecchio": per me i classici a pochi soldi coprono un arco temporale che va dai frammenti di Anassimandro a Joyce e Ungaretti. Dagli anni '30 o '40 in poi è "contemporaneo". Quindi parlavo di quelli (che poi li trovi su Amazon come su eBay e millanta altri siti).
          • unaDuraLezione scrive:
            Re: .........
            contenuto non disponibile
          • GioCa83 scrive:
            Re: .........
            - Scritto da: unaDuraLezione
            - Scritto da: GioCa83

            Premesso che io di mestiere non faccio né

            l'editore né il libraio ma solo il redattore

            editoriale, dunque non vedo perché mi associ
            a

            queste categorie in un onnicomprensivo "voi"

            Perchè hai preso a spada tratta le parti.
            Il 'conflitto di interessi' lo davo per scontato,
            visto che l'utente finale non può far altro che
            osannare chi gli dà di più in modo comodo e
            facendo spendere di
            meno....insomma. Io due conti su come c'è arrivato il tale oggetto a essere così comodo ed economico me li faccio sempre. Ma io sono uno che prima di andare a comprare da Ikea si è letto tre libri e quattro articoli scientifici, quindi ho un punto di vista paranoide e minoritario, lo so.Nel mio caso, faccio un lavoro che rischia di scomparire (ma che gli autori vorrebbero continuasse a esistere) perché sulle piccole tirature il lavoro di redazione è un costo fisso incomprimibile. Se vuoi, puoi avere un libro senza il costo del mio lavoro, ma sarà un libro peggiore ^_^


            faccio presente che sin da quando sono
            apparsi
            i

            PDF (cioè eoni prima di Amazon) gli editori
            hanno

            chiesto a quanto fosse l'IVA e lo Stato ha

            risposto "20%" (all'epoca, oggi

            22%).

            L'IVA sul libro cartaceo è al 4% ed è assolta

            dall'editore. Nella più felice delle ipotesi,

            quella in cui l'editore ha il proprio spazio
            di

            storage e vende dal proprio sito, il prezzo

            dell'ebook può essere di circa il 30%
            inferiore

            al cartaceo.

            fammi capire un po'.
            Per vendere X cartaceo devi stampare volumi di
            600 pagine, conservarle in luogo adeguato (dove
            paghi l'affitto, la gestione e la sicurezza),
            muoverle di magazzino in magazzino attraverso la
            filiera, fare accordi con le distribuzioni,
            gestire i resi, i guasti, gli errori di stampa,
            ...

            Per vendere X in ebook, devi creare l'ebook,
            usare una piattaforma (tua o altrui) e aspettare
            che lo
            comprino.

            L'IVA differente non può in alcun modo colmare le
            differenze di costi dei due
            processi.Ehm... benvenuto nel mondo del print-on-demand! Gli editori grossi hanno magazzini di proprietà o accordi con il ditributore (di loro proprietà). Gli editori piccoli stampano tranches da 200-300 copie, secondo le richieste, e stanno andando verso l'azzeramento del magazzino.Gli incasinati sono editori come Mimesis, Quodlibet, DeriveApprodi: dimensioni modeste, cataloghi ricchi, fieramente indipendenti, hanno bisogno di un magazzino, che costa (in nessuno di questi casi il magazzino è a Milano, e non è un caso).Poi qui tu stai suggerendo che noi tutti si passi agli ebook. Ero completamente d'accordo con te, prima che mi rubassero l'ereader :-(Battute a parte, è una fetta di mercato ancora non sufficientemente rilevante, benché in crescita. Interessa la letteratura di intrattenimento, circa. Sulla letteratura più impegnativa e sulla saggistica, non è ben dato sapere.-------
            Problema enorme del settore: i dati Nielsen fanno schifo. E sono i migliori dati statistici su cui possiamo contare.Di quelli del centro per la promozione del libro e della lettura non ne parliamo... quindi alla fine non hai indagini i mercato, solo naso e conoscenza di quelli che potrebbero essere i comportamenti dei lettori "forti".

            Esiste forse una legge, lo saprai tu, che dice
            che se vendi il cartaceo a 10 devi vendere
            versione elettronica a non meno di 8? (numeri a
            caso)?
            Se c'è, non si può aggirare facendo due versioni
            dello stesso libro, una standard, l'altra
            'digital edition' leggermente
            diverse?Non c'è vincolo di legge, ma ovviamente io da acquirente vorrei un prezzo dell'edizione digitale pari alla metà del cartaceo. Che sarebbe possibile se l'IVA non fosse al 22%. Questo volevo dire. Uno scarto di prezzo del solo 30% non è un incentivo sufficiente a passare al digitale. Uno sconto superiore, però, ora come ora inizia a rosicchiare i già scarsi profitti dell'editore.

            Appunto: mettetevi insieme, fate uno sciopero a
            livello nazionale e pretendete di poter fare
            offerte
            competitive.
            Questa è la via.
            La via contromano è impedire agli altri di fare
            offerte competitive perché voi non
            potete.
            E' contromano perché l'utente ormai ha assimilato
            il sistema delle offerte e dei prezzi bassi e non
            vi
            rinuncerà.Per questo poi ho argomentato sulla questione della concentrazione di potere e della frammentazione dei "piccoli".



            Su Amazon basta un click mi arrivano sul device a
            prezzi che vanno a zero (0) a 89
            cents.Sì, ed è il genere di titoli che non ha alcuna rilevanza economica per alcun editore. Per questo stanno lì quasi gratis, e ne sono felice anche io. Tuttavia, preferisco ravanare nelle bancarelle (v. sotto).

            Forse voi - continuo a dare del voi, parlo alla
            categoria - dovreste analizzare le vendite di
            altri tipi di contenuti degli ultimi 10
            anni.
            es: Musica, film e videogiochi.
            O meglio dovreste averlo fatto già da tempo, con
            continue correzioni perchè le dinamiche relative
            cambiano di
            frequente.
            Uhm... non sono certo di avere capito, e poi non ogni libro è intrattenimento. Se giochiamo su questo terreno abbiamo già perso: TV, film, videogiochi, musica, concerti... la letteratura d'intrattenimento non può certo mettersi a fare concorrenza a 'sta roba qui. Ha una sua nicchia di aficionados, certo, ma sono "sopravvissuti", "ceto medio riflessivo". Altra storia se parliamo di saggistica, ad esempio. O di libri di cucina. O di libri scritti da calciatori. Insomma, categorie merceologiche diverse che stanno per ora dentro al contenitore "libro" evolveranno in modo diverso. Frattanto, chi fa quattrini col settore tenderà a conservare la posizione di dominio con tutti i mezzi a disposizione.
            A te non piacerebbe avere tutta una collana di
            500 libri (chessò tutti gli Urania) a un prezzo
            contenuto?

            E' chiaro che non li leggeresti tutti, però il
            'possederli' è gratificante, dà un senso di
            libertà (lo dico perchè ho 300 titoli su
            Steam)... quando/se hai voglia ne apri uno e lo
            leggi.Ho saccheggiato librerie per avere certi urania, libri che sono sempre stati "a prezzo contenuto". Adesso Mondadori quasi non sa che farsene, ma non invesitrà mai un centesimo nella conversione in epub.

            A mio modo di vedere questa è la formula che
            funzion
      • Funz scrive:
        Re: .........
        - Scritto da: GioCa83
        A) Sarebbe carino citare le fonti sulla base
        delle quali parli di un "mercato che a tutti gli
        effetti è oramai fuori
        tempo";fonti?Occhi, orecchie e cervello. Il mercato dei libri è rimasto alle diligenze quando le locomotive iniziano ad andare ad elettricità, nemmeno più a vapore...
        B) Mi pare che tu e tutti gli altri abbiate fatto
        un po' di confusione tra "libreria online" e
        "ebook store", cioè vendita online di libri
        cartacei e vendita di libri
        elettronici.
        C) I supersconti FNAC e Amazon si fanno sulla
        pelle di tutta la filiera (autori, editori,
        distributori e
        lavoratori).

        In Italia, Amazon acquista dal distributore con
        uno sconto medio del 40% sul prezzo di copertina.
        Le librerie di catena stanno tra il 30% e il 40%,
        le librerie indipendenti in centri medio-piccoli
        vanno al
        20%.
        È in virtù di questo sovrasconto che i
        grandi delle vendite online si possono permettere
        l'abbattimento del prezzo di
        copertina.

        Chiacchierare di caste editoriali e morte del
        cartaceo senza sapere come si compone il prezzo
        di copertina di un libro e ignorando la genesi
        della posizione dominante di mercato di Amazon è
        un po' troppo da
        tifoseria.ma a noi semplici lettori di tutte queste cose che ce ne importa?A noi interessa leggere, al prezzo più basso possibile.
        Fra l'altro, fatevelo un turno di lavoro al
        magazino di
        Amazon...Problemi loro, non miei. I loro diritti se li difendano da soli.
        • GioCa83 scrive:
          Re: .........
          No comment.Non augurerei mai a nessuno di trovarsi a lottare per i propri diritti di lavoratore nel silezio generale e senza nessuno a fianco.
          • Funz scrive:
            Re: .........
            - Scritto da: GioCa83
            No comment.
            Non augurerei mai a nessuno di trovarsi a lottare
            per i propri diritti di lavoratore nel silezio
            generale e senza nessuno a
            fianco.ognuno per sè. Poi ci sarebbero in teoria i sindacati, peccato che si siano lasciati morire...
  • panda rossa scrive:
    Il paese del Re Sole.
    Prendiamo atto che la francia e' il paese d'europa col piu' esagerato pizzo altrimento noto come iniquo compenso.Prendiamo ora atto che il governo francese e' totalmente asservito ad una casta corporativa che tenta inutilmente di sopravvivere a colpi di decreti legge alla sua inevitabile scomparsa.
  • unaDuraLezione scrive:
    fate fate, le leggi antiamazon...
    contenuto non disponibile
    • bubba scrive:
      Re: fate fate, le leggi antiamazon...
      - Scritto da: unaDuraLezione
      Quando gli utenti non potranno più avere libri a
      pochi euro... li avranno
      gratis.

      La storia dell'industria musicale non ha
      insegnato
      nulla?
      Pare di no.ehhhh eheh .. :P direi che in questo caso si sommino la storica tendenza protezionistica francese (io so delle band desinee', ma vale per tutto il settore credo) che ha fatto buone cose[*] assieme a distorsioni dannose, con il lobbyismo di bassa lega dei brontosauri....il bello e' che, se togliessero gli azzeccagarbugli dalla stanza dei bottoni, potrebbero comunque piazzare degli "aiuti/distorsioni", ma propositivi, di investimento ( i venditori disintermediati non possono fare alcune cose che le librerie fisiche locali possono fare... e contemporaneamente non e' vietato per pool di librerie locali organizzarsi e vendere anche spedendo.... per dire... )
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