AI Act: ban dei sistemi che generano immagini sessuali

AI Act: ban dei sistemi che generano immagini sessuali

Due Commissioni del Parlamento europeo hanno approvato il ban dei sistemi AI che generano immagini sessuali non consensuali, come accaduto con Grok.
AI Act: ban dei sistemi che generano immagini sessuali
Due Commissioni del Parlamento europeo hanno approvato il ban dei sistemi AI che generano immagini sessuali non consensuali, come accaduto con Grok.

Le Commissioni per Mercato Interno e Libertà Civili del Parlamento europeo hanno approvato alcune modifiche all’AI Act, come proposto dalla Commissione europea tramite il pacchetto Digital Omnibus. Oltre alla nuova scadenza per gli obblighi che riguardano i sistemi AI ad alto rischio è stato deciso anche il ban per i tool che permettono la generazione di immagini sessuali non consensuali. Uno dei “target” è ovviamente Grok.

Responsabilità delle aziende non degli utenti

La Commissione europea ha proposto una serie di semplificazioni che riguardano diversi regolamenti. Uno di essi è l’AI Act, in vigore dal 1 agosto 2024. Le disposizioni per i sistemi AI general purpose, come i chatbot, sono già applicati. Le regole per i sistemi AI ad alto rischio dovrebbero essere applicate dal 2 agosto 2026. Le due Commissioni hanno proposto di prorogare la scadenza al 2 dicembre 2027.

Per i sistemi di intelligenza artificiale che sono coperti dalla legislazione settoriale dell’UE in materia di sicurezza e sorveglianza del mercato è stata invece proposta la scadenza del 2 agosto 2028. Gli eurodeputati hanno inoltre concesso ai fornitori più tempo per conformarsi alle norme sull’aggiunta di watermark ai contenuti audio, immagini, video o testuali creati dall’intelligenza artificiale che indicano l’origine. Hanno però proposto una proroga più breve, ovvero fino al 2 novembre 2026, invece che il 2 febbraio 2027 proposto dalla Commissione.

La vera novità è rappresentata dal ban per i cosiddetti sistemi “nudificatori”, ovvero per i tool AI che permettono di creare o manipolare immagini sessualmente esplicite o intime di una persona reale, senza il consenso di quest’ultima (sollecitato da molti parlamentari europei). Il divieto non si applicherebbe ai sistemi AI dotati di efficaci misure di sicurezza che impediscano agli utenti di creare tali immagini.

Il caso più recente è quello che riguarda Grok. Il chatbot di xAI ha generato immagini sessuali di donne e minori tra fine dicembre 2025 e inizio gennaio 2026. La Commissione europea ha avviato un’indagine per la possibile violazione del Digital Services Act. L’azienda di Elon Musk ha successivamente bloccato la generazione per gli utenti senza abbonamento.

In base all’emendamento proposto, Musk non potrà più scaricare la colpa sugli utenti, ma dovrà introdurre adeguate misure di sicurezza che impediscano la generazione dei deepfake sessuali per evitare indagini e sanzioni. Le modifiche all’AI Act dovranno essere approvate dal Parlamento in seduta plenaria e successivamente dal Consiglio.

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Pubblicato il
19 mar 2026
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