AI e settimana lavorativa di 4 giorni: OpenAI mente sapendo di mentire

AI e settimana lavorativa di 4 giorni: OpenAI mente sapendo di mentire

La settimana lavorativa corta e la ricchezza condivisa: le proposte di OpenAI alle quali nemmeno Sam Altman e i suoi credono davvero.
AI e settimana lavorativa di 4 giorni: OpenAI mente sapendo di mentire
La settimana lavorativa corta e la ricchezza condivisa: le proposte di OpenAI alle quali nemmeno Sam Altman e i suoi credono davvero.

Nel tentativo di continuare a spingere l’adozione dell’intelligenza artificiale come strumento in grado di curare tutti i mali dell’umanità, OpenAI ha pubblicato quella che può essere considerata una sorta di agenda politica. Un documento di 13 pagine intitolato “Idee per mettere le persone al primo posto”. Forse, più di altre volte, Sam Altman e i suoi mentono sapendo di mentire.

Adesso anche OpenAI ha la sua agenda politica

È sostanzialmente un elenco di proposte che sembrano uscite da un saggio sul welfare come condividere la prosperità e creare un fondo di ricchezza pubblica. Una mano di bianco sulla reputazione e sulla credibilità non di una singola azienda, ma di un settore che inizia a mostrare criticità evidenti. Dubitiamo che i suggerimenti possano essere accolti a braccia aperte nell’era del capitalismo più estremo alimentato proprio dai nuovi strumenti dell’AI.

Tra i punti in questione c’è anche quello che rilancia una vecchia e utopica proposta: la settimana lavorativa di 4 giorni, senza tagli allo stipendio. Nella visione di OpenAI, a beneficiare dell’incremento di produttività introdotto dall’intelligenza artificiale dovrebbero dunque essere i lavoratori. Ora manca solo la serata del cineforum dedicata a Lavorare con lentezza, con dibattito post-proiezione moderato da ChatGPT.

Strategia di comunicazione o scollamento dalla realtà?

Le possibilità sono due: o Altman e i suoi mentono sapendo di mentire oppure sono così scollegati dalla realtà da non conoscere cosa accade nel mondo reale, ignorando dinamiche che si sono innescate con l’adozione dei loro stessi strumenti. A pensar male, verrebbe da puntare sulla prima delle due.

Le aziende che hanno implementato l’AI nei processi lo hanno fatto per velocizzarli, per renderli più efficienti. E vale lo stesso per i loro concorrenti, innescando una corsa che di certo non prevede rallentamenti o alleggerimenti dei carichi di lavoro. Davvero il CEO crede che possano rinunciare a questo boost in termini di resa e di introiti per redistribuire i vantaggi ai collaboratori?

Fonte: OpenAI (PDF)
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Pubblicato il
7 apr 2026
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