AIIP: lasciate in pace i provider

L'Associazione Italiana Internet Provider contro le indagini nei confronti di Fastweb e NGI: gli ISP non favoriscono l'illegalità. Anzi, ne sono danneggiati a causa dell'alterazione dei profili medi di traffico

Roma – “AIIP respinge l’accusa diffamatoria che le aziende che offrono servizi di telecomunicazioni favoriscano in alcun modo l’illegalità, quando ne sono invece fortemente danneggiate a causa della alterazione dei profili medi di traffico”.

È quanto si legge in un breve comunicato stampa diramato dall’Associazione Italiana Internet Provider (AIIP), recentemente intervenuta a commentare l’annuncio delle indagini nei confronti degli ISP Fastweb e NGI, accusati di favoreggiamento per non aver inibito l’accesso alla piattaforma pirata Btjunkie.org .

Accuse che hanno sorpreso la stessa AIIP, pronta a sottolineare come il proprio associato – il provider NGI – “avesse invece dato immediata esecuzione all’ordinanza di inibizione dell’accesso a due domini e tre indirizzi IP emessa il 19 aprile dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari secondo le indicazioni operative ricevute dalla Guardia di Finanza di Cagliari, dandone, come richiesto conferma”.

L’Associazione ha dunque ricordato quanto già indicato nel corso della consultazione pubblica relativa alla delibera Agcom 668/2010 sul diritto d’autore: ovvero che è “essenziale garantire la tutela del diritto d’autore contemperandola con il diritto di accesso ai contenuti digitali a condizioni eque e ragionevoli che consentano di remunerare gli effettivi titolari dei diritti fruiti”.

Mauro Vecchio

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