Airbnb via da Russia e Bielorussia: ufficiale

Airbnb via da Russia e Bielorussia: ufficiale

Il numero uno di Airbnb ha reso noto che la piattaforma non sarà temporaneamente più operativa nei territori di Russia e Bielorussia.
Il numero uno di Airbnb ha reso noto che la piattaforma non sarà temporaneamente più operativa nei territori di Russia e Bielorussia.

Dopo aver lanciato un appello agli host per accogliere i rifugiati provenienti dall’Ucraina, il numero uno di Airbnb annuncia lo stop temporaneo a tutte le operazioni della società nei territori di Russia e Bielorussia. La piattaforma esce dunque, fino a nuova comunicazione, sia dal paese che ha dato il via all’invasione sia da quello di Lukashenko che sta favorendo le operazioni lungo il proprio confine.

Russia e Bielorussia: Airbnb annuncia l’addio

A rendere nota la decisione è il CEO Brian Chesky, con il messaggio condiviso su Twitter allegato di seguito. Si tratta di una sospensione, immaginiamo destinata a durare almeno finché il conflitto non sarà terminato.

Airbnb sta sospendendo tutte le operazioni in Russia e Bielorussia.

L’annuncio non è stato accolto nel migliore dei modi dai cittadini russi. C’è chi prende le distanze dalle azioni del Cremlino (È ridicolo, non capisco perché tutti sembrino pensare che le persone di un paese debbano essere ritenute responsabili del comportamento del loro governo). Qualcun altro etichetta la decisione come un atto discriminatorio (È discriminazione dei cittadini russi, qual è la colpa di quelle persone che sono contro le autorità?).

Airbnb entra così a far parte dell’elenco sempre più lungo di realtà che hanno scelto di opporsi alla Russia e ai suoi alleati sul fronte bellico, manifestando solidarietà all’Ucraina. Quella delle Big Tech può essere definita come una vera e propria mobilitazione soft power che vede, tra gli altri, Apple, Google, Intel, Meta e Oracle interrompere parzialmente o in toto le proprie attività nei territori.

La guerra in corso è combattuta nelle strade delle città dalle forze armate e dalla resistenza locale, ma anche sul piano delle piattaforme online. È parte attiva anche la community di hacker che, tra gli altri, pare aver messo sotto scacco l’agenzia spaziale di Mosca. Intanto, Kiev pensa agli NFT per finanziare la risposta militare ai soldati di Putin.

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Pubblicato il 4 mar 2022
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