Akamai spiega come combatte la pirateria online

Akamai spiega come combatte la pirateria online

Il CEO di Akamai ha descritto alcune tecnologie usate per bloccare la pirateria online con un velato riferimento alle parole del CEO di Cloudflare,
Akamai spiega come combatte la pirateria online
Il CEO di Akamai ha descritto alcune tecnologie usate per bloccare la pirateria online con un velato riferimento alle parole del CEO di Cloudflare,

Matthew Prince (CEO di Cloudflare) ha minacciato di interrompere i servizi gratuiti offerti in Italia dopo aver ricevuto una sanzione di oltre 14 milioni di euro da AGCOM per la violazione della legge antipirateria. Quasi contemporaneamente, Tom Leighton (CEO di Akamai) ha spiegato su LinkedIn come viene contrastata la diffusione della pirateria online, senza tuttavia nominare il diretto concorrente.

Akamai “risponde” a Cloudflare

Il post pubblicato dal CEO di Akamai sembra un chiaro riferimento alle accuse di censura mosse dal CEO di Clouflare nei confronti della legge italiana e quindi della piattaforma Piracy Shield. Leighton sottolinea che la pirateria online non c’entra nulla con la libertà di parola. È un’attività che permette di ottenere profitti illeciti ai danni dei titolari dei diritti e degli utenti che pagano prezzi più alti.

Akamai, provider di CDN e servizi cloud, ritiene che il contrasto alla pirateria digitale sia più di una semplice necessità legale. L’azienda di Cambridge (Massachusetts) sviluppa diverse tecnologie che consentono di proteggere i diritti dei creatori di contenuti (non solo eventi sportivi, film e serie TV) e supporta le iniziative dei governi per neutralizzare questa attività illegale alla radice.

Il CEO ha elencato quattro tool usati da Akamai:

  • Protezione dei contenuti gestiti: Bot Manager identifica e blocca i bot utilizzati dai pirati per estrarre contenuti. Neutralizzando questi bot ai margini della rete è possibile fermare la pirateria prima che abbia inizio
  • Controllo degli accessi basato sull’edge: la rete distribuita di Akamai convalida ogni richiesta di contenuto Internet. I servizi EdgeAuth e di tokenizzazione di Akamai garantiscono che solo gli utenti autorizzati con credenziali valide possano accedere ai contenuti premium, escludendo la condivisione dei link e i reindirizzamenti non autorizzati
  • Watermarking forense: soluzioni avanzate di watermarking consentono ai proprietari dei contenuti di incorporare identificatori univoci e impercettibili in ogni stream. Se uno stream viene divulgato o ritrasmesso illegalmente, la tecnologia Akamai è in grado di risalire alla fonte specifica, consentendo la rapida rimozione dei contenuti piratati
  • Funzionalità di revoca: quando viene identificato uno streaming illegale durante un evento live, Akamai consente alle emittenti di revocare immediatamente i token di accesso sulla rete globale, garantendo che gli streaming pirata vengano interrotti in pochi secondi, mentre l’evento è ancora in corso

Nel post di Leighton c’è infine una “frecciatina” non troppo velata al concorrente Cloudflare:

Sebbene esistano capacità per combattere la pirateria senza compromettere le prestazioni, non tutte le CDN scelgono di implementarle. Purtroppo, la pirateria è un business redditizio che crea forti incentivi finanziari per alcune aziende tecnologiche a chiudere un occhio o esitare ad eliminarla. Le aziende che hanno un atteggiamento permissivo nei confronti della pirateria sulle loro reti si nascondono sfacciatamente dietro i cosiddetti impegni per la “libertà di parola”. Ma non c’è nulla di gratuito nella pirateria. La pirateria è furto, puro e semplice.

Nei termini d’uso di Akamai è scritto che non è possibile usare i servizi per scopi illegali. Quindi i contenuti pirata vengono rapidamente bloccati quando scoperti.

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

Pubblicato il
13 gen 2026
Link copiato negli appunti