Alan Turing, negato il perdono postumo

Il ministro di Giustizia britannico respinge la petizione presentata a Downing Street per riabilitare la figura del brillante matematico. Le accuse di oltraggio al pudore formulate 60 anni fa erano legittime anche se ormai trapassate
Il ministro di Giustizia britannico respinge la petizione presentata a Downing Street per riabilitare la figura del brillante matematico. Le accuse di oltraggio al pudore formulate 60 anni fa erano legittime anche se ormai trapassate

Nessun perdono per Alan Turing, il brillante matematico britannico che cambiò le sorti del secondo conflitto mondiale decifrando i codici sfruttati dai nazisti. Nessuna indulgenza per quelle accuse formulate nel lontano 1952: oltraggio al pudore per aver intrapreso una relazione sessuale con un uomo .

A negare la grazia è stato il ministro alla Giustizia Lord McNally, respingendo la petizione presentata a Downing Street dal programmatore John Graham-Cumming . Le scuse postume non sarebbero affatto appropriate, dal momento che Alan Turing venne condannato per un comportamento allora considerato “criminoso”.

In sostanza , il governo d’Albione non potrebbe perdonare a distanza di 60 anni una condotta illecita secondo un sistema giudiziario ormai vetusto . Era stato il premier Gordon Brown a porgere le scuse ufficiali al celebre pioniere dell’informatica, trattato in maniera “mostruosamente ingiusta”. (M.V.)

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07 02 2012
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