Albo ingegneri, vittoria degli informatici

Una sentenza del TAR pugliese apre le porte all'Albo anche a quei laureati in Scienze dell'Informazione che ne erano stati esclusi da una circolare del MIUR, dichiarata illegittima. Applaude l'ALSI
Una sentenza del TAR pugliese apre le porte all'Albo anche a quei laureati in Scienze dell'Informazione che ne erano stati esclusi da una circolare del MIUR, dichiarata illegittima. Applaude l'ALSI


Roma – Vedere riconosciuta la propria professionalità, godere dei vantaggi contrattuali e lavorare su un piano di parità con i propri colleghi: questo l’obiettivo di una campagna di contestazione di una circolare ministeriale che aveva inibito il pieno accesso all’Ordine degli ingegneri da parte dei laureati in Scienze dell’Informazione con il vecchio ordinamento universitario, cioè laureatisi prima del 2001. Una circolare che nei giorni scorsi è stata dichiarata illegittima dal TAR pugliese.

Il Tribunale amministrativo della Puglia ha infatti bocciato la circolare del MIUR del 28 maggio 2002 che imponeva, appunto, quelle limitazioni. Una decisione che rappresenta una chiara vittoria per i sostenitori dell’apertura dell’Ordine degli ingegneri, in particolare per l’ ALSI , l’associazione che raccoglie i laureati in Scienze dell’Informazione e Informatica della cui battaglia Punto Informatico diede notizia ormai più di un anno fa .

A sottolinearlo è proprio l’Associazione che spiega come “il TAR ha rilevato che nel terzo settore dell’ordine degli ingegneri ricadono tutte le attività professionali dei dottori in Scienze dell’informazione ed Informatica del vecchio ordinamento. E che questi professionisti in mancanza di un Albo professionale di riferimento hanno sempre potuto esercitare per mezzo della loro laurea tali attività (che ora vengono ritenute riservate per gli iscritti all’Albo)”.

Nello specifico il TAR ha esaminato il caso del dott. Rocco Ciardo, laureato in Scienze dell’informazione, stabilendo che ha il pieno diritto d’accesso all’esame di Stato per il terzo settore dell’ordine degli ingegneri.

“I laureati del vecchio ordinamento hanno il diritto di accedere all’Albo – spiega l’Associazione – perché ovviamente hanno un diritto acquisito di esercitare la professione per cui si sono laureati, derivante dal fatto di essere laureati in una disciplina che prima dell’avvento del dpr328/2001 non era regolamentata da albi”.

Ora, naturalmente, la speranza è che il MIUR prenda immediatamente atto di quanto stabilito dal TAR e agisca di conseguenza. Il presidente di ALSI, Labonia, ha auspicato che il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca scientifica voglia evitare che l’accesso all’albo di migliaia di professionisti avvenga tramite i ricorsi, “ed intervenga per mettere fine all’ antipatico contenzioso che si è venuto a creare tra professionisti che nel quotidiano collaborano con affiatamento e professionalità”.

“Il MIUR – ha affermato Labonia – può mettere la parola fine su un’ingiustizia clamorosa causata da pericolose inesattezze ed ambiguità legislative. Ci auguriamo che questo avvenga prestissimo, e che dopo due anni d’inferno tutti i laureati in Scienze dell’informazione ed Informatica possano ritrovare serenità nell’esercizio della loro professione.”

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29 01 2004
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