Altman: l'AI sarà un'utenza come la luce, si pagherà a consumo

Altman: l'AI sarà un'utenza come luce e acqua, si pagherà a consumo

Altman prevede un futuro in cui l'AI si pagherà come la luce, a consumo, perché le infrastrutture non riescono a sostenere la domanda.
Altman: l'AI sarà un'utenza come luce e acqua, si pagherà a consumo
Altman prevede un futuro in cui l'AI si pagherà come la luce, a consumo, perché le infrastrutture non riescono a sostenere la domanda.

Bolletta della luce, bolletta del gas, bolletta dell’acqua, bolletta dell’intelligenza artificiale… Se la visione di Sam Altman si realizzasse, la lista delle utenze domestiche si allungherebbe di una voce. Il fondatore di OpenAI ha dichiarato durante un evento che l’azienda prevede un futuro in cui l’AI sarà un servizio pubblico, al pari dell’elettricità o dell’acqua. Si pagherà in base a quanto calcolo si consuma, più richieste si fanno all’AI, più spende.

Perché l’AI potrebbe diventare un’utenza

L’idea nasce da un problema concreto di infrastruttura. Per far funzionare ChatGPT e gli altri chatbot servono capacità di calcolo enormi, generate da data center e hardware che gestiscono milioni di richieste simultanee. E la domanda cresce a una velocità che le infrastrutture non riescono a reggere.

Lisa Su, CEO di AMD, stima che presto l’AI avrà bisogno di 10 yottaflop di potenza di calcolo, 10.000 volte più di quanto serviva nel 2022. Con tutto ciò che questo comporta in termini di consumo elettrico e impatto ambientale. I data center che alimentano l’AI consumano già più energia di interi Paesi.

Il modello a utenza risolverebbe un problema di distribuzione, invece di abbonamenti fissi uguali per tutti, si pagherebbe in base al consumo reale. Chi usa l’AI per una domanda al giorno spenderebbe poco. Chi la usa per far girare agenti autonomi tutto il giorno spenderebbe come chi lascia il riscaldamento acceso tutto il giorno.

La differenza tra utenza pubblica e servizio privato

C’è un dettaglio però, su cui Altman sorvola bellamente, acqua ed elettricità sono servizi regolamentati, spesso gestiti da enti pubblici o sotto stretto controllo governativo, con limiti ai prezzi, obblighi di accesso per tutti, controlli sui costi e sulla trasparenza, proprio per evitare che un bene indispensabile venga gestito solo secondo la logica del profitto. L’AI di OpenAI è un prodotto di un’azienda privata che può cambiare prezzi, condizioni e funzionalità quando e come vuole.

Dire che l’AI potrebbe essere un servizio pubblico come l’elettricità, senza i vincoli normativi che rendono l’elettricità effettivamente un servizio pubblico è un esercizio retorico più che una proposta concreta. Altman vorrebbe abituarci all’idea che l’AI diventi una spesa fissa, una voce stabile nel bilancio delle famiglie. Dal punto di vista di OpenAI, sarebbe ovviamente vantaggioso

Il problema è che, se davvero si arrivasse a un modello a consumo per l’AI, servirebbero regole chiare. Senza le tutele del caso, chiamarla “bolletta dell’AI” sarebbe più che altro una scelta di marketing. In pratica resterebbe un normale abbonamento o servizio a pagamento, ma con un nome che lo fa sembrare più inevitabile e necessario.

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

Pubblicato il
16 mar 2026
Link copiato negli appunti