Amazon: Lussemburgo, ricorso contro multa da 250M

A più di due anni della sentenza, il gruppo di Jeff Bezos proverà a ribaltarla con un'azione legale che andrà concretizzandosi questa settimana.
A più di due anni della sentenza, il gruppo di Jeff Bezos proverà a ribaltarla con un'azione legale che andrà concretizzandosi questa settimana.

Sono serviti tre anni alla Commissione Europea per portare a termine l’indagine che ha certificato una condotta non consentita da parte di Amazon per quanto riguarda il versamento delle imposte nel vecchio continente. Ne sono serviti altri due e mezzo perché il colosso dell’e-commerce potesse difendersi cercando di ribaltare la sentenza ed evitando così di pagare una multa da 250 milioni di euro.

Il gigante dell’e-commerce contro la decisione dell’Europa

La questione sul tavolo è quella legata alla tassazione dei profitti generati in Europa, tema più che mai caldo ora che l’UE sembra finalmente vicina a introdurre la sua Digital Tax, stabilendo così in che modo tassare i big tecnologici d’oltreoceano.

Il caso focalizza in particolare l’attenzione sul Lussemburgo e sulle imposte non versate sfruttando quelli che nel 2017 sono stati definiti “vantaggi fiscali indebiti” per i guadagni relativi al periodo che va dal maggio 2006 al giugno 2014. In breve, il denaro sarebbe transitato da una sussidiaria con sede nel vecchio continente (Amazon EU) a una holding localizzata altrove (Amazon Europe Holding Technologies) facendo leva sul cosiddetto ruling fiscale consentito dal paese. Una dinamica di cui abbiamo già scritto più volte in relazione ad altri colossi del mondo hi-tech. Queste le parole di Margrethe Vestager, Commissario Europeo per la Concorrenza.

Il Lussemburgo ha concesso ad Amazon vantaggi fiscali illegali, con il risultato che quasi tre quarti degli utili della società non sono stati tassati. In altre parole, è stato concesso ad Amazon di pagare quattro volte meno imposte rispetto ad altre imprese locali soggette alle stesse regole. Ciò è illegale ai sensi delle norme UE sugli aiuti di Stato. Gli Stati membri non possono concedere a multinazionali vantaggi fiscali selettivi che non concedono ad altre imprese.

Rivolgendosi al Tribunale dell’Unione Europea, Amazon ha affermato che all’accusa è stato impossibile dimostrare la propria teoria e che il caso si basa su una serie di presupposti errati. L’udienza è fissata per la giornata di venerdì.

Fonte: reu
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