Amazon: nuova indagine per evasione fiscale in Italia

Amazon: nuova indagine per evasione fiscale in Italia

La Procura di Milano ha avviato una nuova indagine sulla presunta evasione fiscale di Amazon tramite una stabile organizzazione occulta.
Amazon: nuova indagine per evasione fiscale in Italia
La Procura di Milano ha avviato una nuova indagine sulla presunta evasione fiscale di Amazon tramite una stabile organizzazione occulta.

Amazon è finita nuovamente sotto la lente della giustizia italiana. Reuters ha svelato l’avvio di una nuova indagine da parte della Procura di Milano. Per l’azienda di Seattle si presume un’evasione fiscale di vari milioni di euro tra il 2019 e il 2024. La Guardia di Finanza ha perquisito la sede di Milano, le abitazioni di sette dirigenti e gli uffici della società di revisione KPMG.

Sede permanente in Italia

In base ai documenti visti da Reuters, la Procura di Milano ha avviato l’indagine per accertare il mancato pagamento delle tasse (IRES, IRAP e IVA) dovute per la sede permanente in Italia. In particolare si sospetta l’evasione fiscale attraverso una stabile organizzazione occulta, ovvero un’attività di impresa che ha generato redditi imponibili non dichiarati.

Secondo la Procura di Milano, Amazon ha avuto una sede permanente in Italia prima del 2024, quando ha sottoscritto un accordo con l’Agenzia delle Entrate e ha iniziato a pagare le tasse. Sulla base delle indagini e delle dichiarazioni dei testimoni, Amazon EU Sarl avrebbe licenziato e riassunto 159 dipendenti di un’altra società Amazon che, secondo gli investigatori, era una stabile organizzazione in Italia.

Durante la perquisizione delle abitazioni dei dirigenti sono stati sequestrati computer e altri dispositivi informatici, inclusi gli hard disk su cui vengono archiviate le email dei dipendenti, eliminate dai sistemi di Amazon ogni tre mesi. La perquisizione degli uffici di KPMG (che non è sotto inchiesta) è avvenuta perché la società ha fornito un parere sulle azioni al centro dell’indagine.

Questo è il commento ufficiale di Amazon:

È sorprendente e profondamente preoccupante che, mentre siamo attivamente impegnati in questo dialogo trasparente con le autorità fiscali italiane per ottenere chiarezza su questioni tecniche complesse, la nostra azienda e i nostri dipendenti continuino a essere oggetto di azioni aggressive e del tutto sproporzionate da parte della Procura. Contesti normativi imprevedibili, sanzioni sproporzionate e procedimenti legali prolungati incidono sull’attrattività dell’Italia come destinazione di investimento.

L’azienda di Seattle ha inoltre aggiunto che il 18 marzo 2025 è stata presentata una istanza di cooperazione e collaborazione rafforzata all’Agenzia delle Entrate per chiedere una conferma formale sul corretto inquadramento fiscale delle attività in Italia, le stesse che sono oggetto dell’azione della Procura. L’istanza è stata dichiarata ammissibile lo scorso 15 maggio e il relativo procedimento è attualmente in corso.

Amazon ha recentemente accettato di pagare 511 milioni di euro per l’omesso versamento dell’IVA per le vendite a distanza effettuate sul marketplace dai venditori extra UE. Da questo caso è scaturita l’indagine relativa al presunto contrabbando di beni provenienti dalla Cina, sui quali non sarebbero stati pagati IVA e dazi doganali.

Amazon Italia Transport ha invece versato oltre 180 milioni di euro per chiudere il procedimento sui cosiddetti serbatoi di manodopera. Pochi giorni fa sono state effettuate ispezioni presso due centri logistici in seguito ai servizi trasmessi da Report. Per l’azienda statunitense non è sicuramente un buon periodo, essendo “bersagliata” da più fronti.

Fonte: Reuters
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Pubblicato il
13 feb 2026
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