Non sono buone notizie quelle che arrivano da Davos, dove è in corso il World Economic Forum. Il numero uno di Amazon ha affermato senza troppi giri di parole che dobbiamo aspettarci un aumento dei prezzi sull’e-commerce. La responsabilità, stando a quanto afferma Andy Jassy, è da attribuire alla politica dei dazi imposta da Trump durante il primo anno della sua seconda amministrazione.
Comprare su Amazon costerà di più
I rincari sono stati fino a oggi assorbiti almeno in parte dalle scorte dei venditori, che avevano riempito i magazzini prima che entrassero in vigore le nuove tariffe sulle importazioni. Queste le parole del CEO.
Si comincia a vedere che alcuni dazi si insinuano nei prezzi di diversi articoli. Si vede che alcuni venditori decidono di trasferire questi costi più elevati ai consumatori, sotto forma di prezzi più alti. Altri decidono di assorbirli per stimolare la domanda e altri ancora fanno qualcosa che sta nel mezzo.
La guerra commerciale e quella reale
Non si tratta di un problema circoscritto a un mercato specifico come quello statunitense, ma globale. E non è facile prevederne l’evoluzione. Proprio in questi giorni si discute di una possibile nuova guerra commerciale USA-Europa, innescata da ragioni che hanno più a che vedere con la geopolitica (la situazione della Groenlandia) che con l’economia in senso stretto.
Concentrando l’attenzione sull’Italia, a questo scenario va aggiunta la spesa aggiuntiva di 2 euro che il nostro paese ha deciso di introdurre per tutti i pacchi, anche se spediti dal territorio nazionale. Non è ancora abbastanza? Da luglio ci saranno altri 3 euro del dazio temporaneo per quelli di provenienza extra Ue con valore inferiore a 150 euro.
Le parole del CEO di Amazon ci preparano a un 2026 in cui anche comprare online costerà di più. E non solo per ragioni legate all’inflazione. Non è da escludere che questo possa in qualche modo favorire una sorta di ritorno al commercio locale.