AnalogWhole, brani col buco (analogico) intorno

Un nuovo tool promette di liberare i contenuti Windows Media protetti dalle limitazioni di utilizzo imposte dai produttori. Come? Facendo gli MP3 col buco più antico che c'è

Roma – L’incubo dei fautori di un mondo a misura di DRM ritorna. Protagonista, ancora una volta, è quel buco analogico che Hollywood e le grandi etichette musicali vorrebbero vedere cancellato per legge dalle tecnologie audiovisive prossime venture. E che permette ad un nuovo tool free di recente pubblicazione di convertire i brani protetti in formato Windows Media nel formato universale per eccellenza , il caro vecchio MP3.

AnalogWhole , questo il nome del tool, fa parte della schiera di utility specializzate nella salvaguardia del principio del fair use , disciplina americana che sancisce la legittimità del libero utilizzo di materiale protetto dal diritto d’autore nel rispetto della legge e a particolari condizioni. Scopo del tool è insomma restituire il pieno controllo delle modalità di fruizione, copia e trasferimento ai dispositivi portatili dei brani protetti all’utente, bypassando le restrizioni imposte dalle etichette e dagli store elettronici attraverso l’impiego di tecnologie di protezione DRM.

AnalogWhole opera esattamente come FairUse4WM , toglie le protezioni ai brani in formato WMA protetti dalla tecnologia DRM PlaysForSure di Microsoft. Diversamente da FairUse4WM (il cui sconosciuto autore è stato denunciato a piede libero dal gigante di Redmond), AnalogWhole non agisce direttamente sul file sorgente ma sfrutta le capacità del moderno hardware sonoro dei PC per riconvertire il segnale in uscita in un flusso audio codificato in formato MP3. Le schede sonore attuali, infatti, hanno la capacità di gestire in contemporanea una fonte sonora in ingresso e una in uscita: AnalogWhole cattura il suono analogico destinato alle casse e lo reindirizza su disco.

Le protezioni non vengono toccate ma grazie al “buco analogico” l’utente si procura una copia assolutamente legittima dei propri file protetti . La riproduzione analogica ad uso privato è fatta salva anche nella legislazione italiana, quindi l’impiego di AnalogWhole consente agli internauti del bel paese l’applicazione “spuria” del principio dell’equo utilizzo, senza dover temere per questo di infrangere la legge sul diritto d’autore.

AnalogWhole può rivelarsi particolarmente utile qualora l’utente volesse copiare i propri WMA protetti sui dispositivi portatili come l’onnipresente iPod di Apple : non essendo il gioiello di Cupertino compatibile con le DRM made-in-Redmond, l’unica soluzione per portarsi in giro la musica acquistata online è proprio quella di affidarsi a tool del genere. Almeno finché l’industria non rinsavirà (se mai sarà possibile) dalla follia da DRM da cui pare posseduta da alcuni anni a questa parte.

Alfonso Maruccia

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