Android usa l'AI per rilevare furti e bloccarsi automaticamente

Android usa l'AI per rilevare furti e bloccarsi automaticamente

Google lancia nuove funzioni antifurto per gli smartphone Android, come il blocco automatico con l'AI, che rileva I furti con strappo.
Android usa l'AI per rilevare furti e bloccarsi automaticamente
Google lancia nuove funzioni antifurto per gli smartphone Android, come il blocco automatico con l'AI, che rileva I furti con strappo.

Gli smartphone Android stanno per diventare meno appetibili per i ladri. Google ha appena annunciato un pacchetto di funzioni antifurto che rendono più difficile rubare un telefono, sbloccarlo, rivenderlo o usarlo dopo averlo sottratto al legittimo proprietario.

Sugli smartphone Android arrivano nuove funzioni antifurto con l’AI

Blocco automatico quando qualcuno strappa il telefono e scappa. Protezione rafforzata contro chi prova a indovinare il PIN. Identity Check che copre tutte le app con biometria, comprese quelle bancarie. Remote Lock con domanda di sicurezza per assicurarsi che solo il vero proprietario possa bloccare il dispositivo a distanza.

Sono aggiornamenti che si basano su strumenti già esistenti come il Blocco per rilevamento furto e il Blocco dispositivo offline, introdotti nel 2024. Ma ora Google rende queste protezioni più aggressive contro i criminali. Perché sì, anche gli Android vengono rubati. Non solo gli iPhone. I Pixel Pro di fascia alta, i pieghevoli premium, i top di gamma Samsung costano quanto (o più) degli iPhone e si rivendono benissimo. I ladri non sono così esigenti…

Blocco per autenticazione fallita con interruttore dedicato

Se qualcuno ruba il telefono e prova a sbloccarlo provando PIN casuali, dopo un numero eccessivo di tentativi sbagliati il dispositivo si blocca automaticamente. Questa funzione esisteva già, ma era nascosta nelle impostazioni avanzate. Ora, su Android 16 e versioni successive, c’è un interruttore dedicato on/off nelle impostazioni.

Inoltre, Google ha aumentato il tempo di blocco dopo tentativi falliti. Prima, se si sbagliava il PIN tre volte, si doveva aspettare 30 secondi. Poi altri tre tentativi, altri 30 secondi. Ora i tempi si allungano esponenzialmente: 30 secondi, poi un minuto, poi cinque, poi trenta, poi ore. In pratica, dopo dieci tentativi sbagliati, il telefono è bloccato per ore, e dopo venti, ci vogliono giorni. Il ladro a quel punto si arrende o butta via il telefono. È una difesa passiva ma efficace.

Identity Check copre tutto, anche le app bancarie

Identity Check è una funzione introdotta lo scorso anno per Android 15. Ogni volta che si fanno operazioni sensibili, come cambiare password, accedere al Password Manager, modificare impostazioni di sicurezza, il telefono chiede il riconoscimento biometrico. Non basta più il PIN. Così anche se qualcuno ruba il telefono sbloccato o riesce a indovinare il PIN, non può fare danni seri senza l’impronta digitale.

Ora Identity Check arriva su tutte le app che usano la biometria, comprese quelle bancarie. Se si apre l’app della banca, anche se il telefono è già sbloccato, chiede di nuovo l’impronta o il volto. Se si prova a fare un bonifico, stessa cosa.

È una protezione a strati, anche se il ladro supera il primo blocco (PIN o sequenza), si scontra con il secondo (biometria). E la biometria non si può indovinare come un PIN. Certo, può essere tedioso per l’utente legittimo, ma è il prezzo della sicurezza.

Remote Lock con domanda di sicurezza

Remote Lock esiste da tempo su Android. Se rubano il telefono, basta andare su un browser web, fare login con il proprio account Google, e si blocca il dispositivo a distanza. Così il ladro non può usarlo.

Il problema e che se il ladro ha accesso all’account Google (può succedere se si salva la password nel browser di un PC rubato insieme al telefono), può bloccare il telefono lui stesso, poi resettarlo e rivenderlo pulito. Ora Google aggiunge una domanda opzionale. Solo chi conosce la risposta può avviare il blocco remoto. Se il ladro prova a bloccare il telefono con l’account rubato, si scontra con la domanda di sicurezza e fallisce.

Remote Lock è disponibile per Android 10 e versioni successive, quindi copre praticamente tutti i telefoni Android ancora in uso.

Blocco per rilevamento furto con AI

il Blocco per rilevamento furto usa l’intelligenza artificiale integrata per rilevare movimenti che indicano un furto con strappo. Il telefono è dotato di accelerometro, giroscopio, sensori di movimento. L’AI analizza questi dati in tempo reale. Se rileva un movimento improvviso e violento, tipo qualcuno che strappa il telefono dalla mano e corre via, blocca automaticamente il dispositivo.

È una funzione utile contro gli scippi, comuni nelle città affollate, ad esempio in metro o per strada. Chiaramente, c’è il rischio di falsi positivi. Se si fa cadere il telefono per sbaglio, l’AI potrebbe interpretarlo come furto e bloccarlo, oppure se si lancia sul letto con troppa forza. Google dovrà calibrare bene l’algoritmo per evitare questi casi.

Il Brasile come test

Google ha scelto il Brasile come test case per attivare alcune funzioni per impostazione predefinita. Probabilmente perché ha tassi di furto di smartphone tra i più alti al mondo. È un mercato dove le protezioni antifurto non sono un extra, sono una necessità. Se il test funziona, Google probabilmente estenderà queste impostazioni default ad altri paesi con problemi simili. E magari, eventualmente, a tutto il mondo. Speriamo, perché servirebbe anche nel nostro Paese!

Fonte: Google
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Pubblicato il
28 gen 2026
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